author Ojas   Euro
100,00
title Seven Levels Of Man (black on white sleeve!)  
support lp edition original issue          stereo  
year 1978 print usa label   ojas   item id. 39677

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conditions   [vinyl]  Excellent  [cover]  Excellent   try to 'translate' with Google.

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La prima molto rara stampa americana, si tratta della primissima versione autoprodotta, con copertina con sfondo bianco ed autore, titolo e disegno neri, etichetta celeste con scritte e logo neri, catalogo 88-62; il disco sara' ristampato poco dopo su etichetta Unity, in due versioni: con copertina in bianco e nero ma con i colori invertiti, e con sfondo azzurro. Ecco, in proposito, cosa ci ha scritto Steve McLinn in persona: "The white album was the first I produced in 1978. I did not have the original art from Jonathan Meader at the time and it thus had a bad copy on the winged man for the art. Later I found Jonathan and he graciously offered me the use of the original art. The blue copy came from Unity records after the art was updated and I signed with them. Unity (Peter Georgi) was an unscupulous charachter and was ripping off the artists signed with him and I broke connections. However he kept selling my records and refused to send me my masters. He released a Black copy of the 7 Levels and then I heard he released a Red one in Spain after he fled the US to avoid prosecution. I never received any profits for 1/2 of the blue or subsequent pressings". "Seven Levels of Man" e' il primo album a nome Ojas, progetto attribuibile el solo Steve McLinn, multistrumentista americano di Oklahoma City; totalmente autoprodotto, e' lavoro dai toni esoterici e mistici, uno degli esempi principali della elettronica americana che predata la new age degli '80, e vede McLinn alle prese con tutti gli strumenti (dalle note: Harp, Acoustic Guitar [Six- And Twelve String], Mandolin, Wind Chimes, Gong, Cymbal, Synthesizer [Arp, Moog, Oberheim, Roland String], Voice), se non per l' arpa nel brano della seconda facciata, suonata da Susan Colley Walker. Tra i riferimenti piu' evidenti quello ai Tangerine Dream di "Stratosfear", ma l' opera e' anche vicina ai contemporanei esperimenti di Michael Stearns nel combinare strumenti acustici ed elettronica analogica, ed a tratti puo' persino ricordare certe colonne sonore dell' epoca o dei primi anni '80, come quelle di John Carpenter. L'opera e' divisa in due facciate che contengono due lunghe suites che raccolgono momenti che vanno dal noise all' acustica, con effetti vocali, nel tentativo di rappresentare in sette sezioni i sette livelli dell' evoluzione mistica umana. Fu il primo di una lunga serie di albums, alcuni dei quali usciti solo su cassetta, come il secondo "Lotussongs Volume One" del 1979.    
   
     
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