author Lord Buckley   Euro
25,00
title A Most Immaculately Hip Aristocrat  
support Lp edition original issue          stereo  
year 1969 print usa label   straight   item id. 36718

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Prima rara stampa americana, copertina (con moderati segni di invecchiamento) apribile e cartonata, etichetta rosa con "Straight Records, a division of Bizarre..." in basso STS1054. Pubblicato in Usa nel 1969, si tratta di un album registrato nel 1956, ma rimasto a lungo inedito e finalmente dato alle stampe quando Frank Zappa entro' in possesso di alcuni nastri con registrazioni dei rap ante litteram di Lord Buckley, registrati in maniera amatoriale dall' ingegnere del suono Lyle Griffin. Colpito dalla genialita' del materiale, lo stesso Zappa lavora ai nastri, ripulendoli, e li pubblica per la Straight Records, filiale della Bizarre, destinata a pubblicazioni di artisti e gruppi selezionati dallo stesso Zappa. Il disco contiene cinque ''storie'', registrate live per un pubblico di pochi intimi nel salotto di qualche magione; tra questi soltanto uno, il celeberimo ''Bad Rapping of the Marquis De Sade" e' stato pubblicato su un altro Lp. Registrati nella primavera del 1956, tali ''Raps'' erano parte del suo live show fino ai primi anni '60, quando gli venne ritirata la '' cabaret card '' che gli permetteva di potersi esibire pubblicamente; la versione inclusa di 'Marquis De Sade' e' simile a quella registrata per la World Pacific ed uscita come "Bad Rapping of the Marquis De Sade" nello stesso 1969 , mentre "The Raven" ("The Bugbird"), "Governor Slugwell" e "The Train" illustrano chiaramente l' incredibile talento vocale di Buckley. Un documento ecezionale ed un' influenza enorme nella evoluzione della musica del Frank Zappa degli anni '70. Lord Buckley fu uno dei piu' originali, innovativi e leggendari performer dell'America pre rivoluzione psichedelica, i suoi brani prevedevano monologhi filosofico-ironici fusi con sprazzi di vita di strada e con modi ed accenti della ''Upper Class'' Britannica. Buckley combina la frenetica ed innovativa poesia Beat con gli archetipi della cultura occidentale, con riferimenti filosofici, biblici, storici e sociali, il tutto immerso in un clima surreale alla Salvator Dali, ed e' oggi considerato come un assoluto visionario ed uno dei primi rappers di ogni tempo. Nato come Richard Myrle il 5 aprile del 1906 a Tuolumne, California, si sposta nel 1930 a Chicago, dove diviene un protetto di Al Capone; si esibisce all'epoca nel suo locale, lo Chez Buckley, dove propone i suoi raps accompagnato da musicisti jazz. Negli anni '40 lascia la citta', anche per le continue pressioni della polizia, ed inizia a lavorare nel circuito del vaudeville dove diviene famoso per fumare mariuana sul palco. Si sposta quindi a New York City, dove trova lavoro a Broadway e sposa Elizabeth Hanson, una ballerina; nel 1950 la coppia ed il loro primo figlio si spostano a Los Angeles dove tentano una poco riuscita carriera cinematografica. In questo periodo Buckley inizia ad esibirsi come ''His Lordship", vestendo i panni di un folle ed eccentrico aristocratico inglese, con fluenti baffi alla Salvador Dali: il suo personaggio diviene presto una leggenda dell' underground, specie quando Buckley inizia a fare esperimenti di recitazione dopo aver assunto generose dosi di LSD; vive in questo periodo in una lussuosa villa a Hollywood da lui detta ''The Castle'', dove personaggi quali Frank Sinatra, Sammy Davis, Jr. o Tony Curtis si incontarno e suonano improbabili sessions con musicisti jazz, spostati e poeti, fonda poi presso la Topanga Canyon Art Gallery di proprieta' dell'amico Bob DeWitt, la prima '' jazz religion'', che battezza "The Church of the Living Swing". Nel 1951 Buckley pubblica i suoi primi albums per la Vaya , "Euphoria" ed "Euphoria, Volume II". Il primo album contiene la leggendaria "The Nazz," rap sulla vita di Cristo. Nonostante una certa fama e gli inviti a shows quali Tonight Show, Milton Berle Show e You Bet Your Life, Buckley non rientrera' in studio fino al 1955, quando registra "Hipsters, Flipsters and Finger-Poppin' Daddies" e "Knock Me Your Lobes", che lo vedono ispirarsi ora a Shakespeare. Nel 1956 pubblica tre singoli, - "Flight of the Saucer, Parts 1 and 2" , "The Gettysburg Address" e "James Dean's Message to Teenagers" e registra un nuovo album, questo "A Most Immaculately Hip Aristocrat', che non vedra' la luce che nel 1970. Nel 1957 Buckley si sposta a Las Vegas, nel 1959 ritorna ad Hollywood, nel 1960 giunge a San Francisco dove la sua performance all'Oakland's Gold Nugget diverra' nel 1970 l'album "The Bad Rapping of the Marquis de Sade". Nell' estate del 1960 Buckley , a bordo di un vecchio furgone Volkswagen inizia un tour Americano; giunto a New York in ottobre, le autorita' gli revocano il permesso di esibirsi pubblicamente e gli sequestrano la cabaret card , documento necessario per lavorare nel circuito dello spettacolo negli Usa. Il 12 novembre, durante una concitata conversazione telefonica con lo scrittore Harold Humes, in cui Lord Buckley si dichiara affranto ed arrabbiato per non poter lavorare viene colto da infarto e muore all'eta' di 54 anni; la '' cabaret card'' gli verra' restituita, per ironia della sorte, alcuni giorni dopo. Nei mesi e negli anni successivi alla sua morte il mito di Buckley inizia a consolidarsi, tra i suoi ferventi fans molti musicisti dell'underground americano e intellettuali ed artisti del calibro di Lenny Bruce , Jonathan Winters, Robin Williams, dichiarano a chiare lettere i loro debiti nei confronti del geniale e sfortunato artista. Bob Dylan stesso, all'inizi della carriera, spesso si esibiva in cover di Buckley, tra esse la celebre rilettura da Joseph Newman "Black Cross. Jimmy Buffett registrera' "God's Own Drunk," e George Harrison scrivera' il tributo a Buckley "Crackerbox Palace".    
   
     
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