author Schulze klaus   Euro
38,00
title Silhouettes  
support LP2 edition new record          stereo  
year 2018 print eu label   spv   item id. 3511231

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Vinile doppio pesante, copertina apribile, label custom, catalogo SPV267201 2LP. Pubblicato nel maggio del 2018 dalla SPV, il nuovo album di Klaus Schulze, successivo a ''Androgyn'' (2017). Composto da soli quattro lunghissimi brani, ''Silhouettes'', ''Der lange blick zuruck'', ''Quae simplex'' e ''Chataux faits de vent'', questo lavoro sembra una sintesi della pionieristica elettronica sperimentata da Schulze nel corso degli anni '70: sonorita' distese basate per lo piu' solo su tastiere e sintetizzatori, oscillanti fra contemplative melodie cosmiche, melodie ombrose ed inquiete sotto la superficie (presenti gia' nei suoi primi lavori), ma anche pacifiche onde sonore vicine alla ambient; tuttavia, ''Quae simplex'' ad un certo punto si lascia guidare da una ritmica in mid tempo che sa un po' di new age, ma mantiene ancora un po' delle classiche partiture cosmiche di Schulze, mentre ''Chateaux faits de vent'' e' sostenuta a sua volta da ritmiche elettroniche che fanno danzare la mente piuttosto che i piedi. Un'opera che fa pensare ad una sintesi del vasto mondo musicale fabbricato dal tedesco nel corso dei decenni. Musicista berlinese di enorme importanza nell'ambito del rock tedesco e della musica cosmica degli anni '70, Klaus Schulze ha dato il suo contributo al movimento come batterista (in particolare nel primo album dei Tangerine Dream, ''Electronic meditation'', 1970, e nel primo e nel terzo album degli Ash Ra Tempel, di cui fu membro per un periodo), che come tastierista e soprattutto compositore. Ispirato dalla musica d'avanguardia (Ligeti, Stockhausen) ed anche dal minimalismo (Terry Riley), fu tra i principali musicisti tedeschi della sua generazione ad integrare queste influenze in un contesto rock, contribuendo a creare quella che e' definita ''musica cosmica'', con lunghe suite strumentali nella maggior parte dei casi senza sezione ritmica, dominate da sonorita' dilatate ed astratte, meditative e talvolta glaciali, talvolta maestose, con effetti spesso vicini ai Pink Floyd di fine anni '60 e primi anni '70 e non senza influenze di musica asiatica. Schulze e' stato anche autore di fondamentali album solisti, come l'esordio ''Irrlicht'' (1972), i successivi ''Cyborg'' (1973) e ''Blackdance'' (1974), tutti considerati classici della musica tedesca del decennio e non solo.    
   
     
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