author Zero (quicksilver messenger service)   Euro
28,00
title Here goes nothin'  
support Lp edition original issue          stereo  
year 1987 print usa label   relix   item id. 333837

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prima stampa USA, copertina con barcode, label gialla con scritte nere e logo Relix Records nero in alto, catalogo RRLP2030. Pubblicato nel 1987 dalla Relix negli USA, il primo album, precedente "Nothin' goes here" (1990). Con il loro primo album, gli Zero tengono in vita lo spirito della jam band figlia della controcultura hippie della Bay area dei decenni precedenti, aggiornandone le sonorità a quelle degli anni '80, più pulite e scintillanti; stilisticamente, il gruppo suona un ibrido fra jazz rock elettrico, con ottimi intrecci fra chitarre (maneggiate da Steve Kimock e John Cipollina) ed ottoni, blues rock, venature funk e classiche disgressioni jam rock che richiamano i Dead degli anni '70 e '80. Gruppo composto da veterani della scena rock della Bay Area, gli Zero suonavano una musica ibrida fra il jazz rock, il blues ed il jam rock alla Grateful Dead degli anni '70/'80. Attivi fra il 1984 ed il 2000, furono fondati dal chitarrista Steve Kimock e dal batterista Greg Anton, entrambi già con la Heart Of Gold Band (aka Ghosts), attivi a San Francisco fra il 1979 ed il 1981 (e nella cui formazione passarono anche Keith e Donna Godchaux dopo la loro fuoriuscita dai Grateful Dead), insieme al grande John Cipollina, uno dei chitarristi delle leggende acid rock Quicksilver Messenger Service; da menzionare, fra i membri del gruppo, anche il sassofonista Martin Fierro, altro veterano della scena, con i Sir Douglas Quintet negli anni '60 e collaboratore dei Quicksilver e di Jerry Garcia. Gli Zero suonavano una musica in larga parte strumentale, che fondeva funk, blues, jazz rock e jam band nel contesto del sound melodico anni '80, ma non del tutto priva dello spirito libero della musica di San Francisco dei due decenni precedenti. Pubblicarono nel 1987 il primo album "Here goes nothin'", seguito nel 1990 da "Nothin' goes here", nel 1991 da "Live: go hear nothin'" (dal vivo), nel 1994 da "Chance in a million" e nel 1997 da "Zero"; in questi due ultimi lp il gruppo si avvalse dei testi composti dal paroliere Robert Hunter, storico collaboratore dei Dead.    
   
     
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