author Lind Bob   Euro
23,00
title elusive bob lind  
support Lp edition original issue          mono  
year 1966 print usa label   verve folkways   item id. 32416

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l' originale stampa americana, copertina (con qualche segno di invecchiamento e foratura promozionale in basso a sinistra) cartonata, etichetta marrone/oro con logo bianco e nero, "Folkways" scritto in alto, sotto "Verve", catalogo FT3005. Pubblicato in Usa nel maggio del 1966 tra il primo album "Don't Be Concerned" ed il secondo ''Photographs of Feeling'', non entrato nelle classifiche ne' in Usa ne' in Uk, fu ottenuto, all' insaputa dell' artista, recuperando registrazioni giovanili del solo Lind, originariamente per sola voce e chitarra acustica, a cui furono aggiunti nuovi arrangiamenti, con una strumentazone almeno in parte elettrica nello stile del nascente folk-rock, con le stesse modalita' di quanto avvenuto con il brano di Simon & Garfunkel "The Sound of Silence" o di alcuni albums di Richie Havens. Dopo che "Elusive Butterfly" divenne un grosso hit, la Verve, in possesso di un nastro inedito registrato da Lind prima del contratto per la World Pacific, decise di sovrainciderci gli strumenti elettrici, ed alcuni arrangiamenti orchestrali; questo dette un clima davvero particolare all' album, per un risultato assai diverso da quello dei due albums su World Pacific. Si tratta, certo, di un album discontinuo, ma alcuni brani sono davvero notevolissimi, denotando una liberta' espressiva e compositiva forse maggiore rispetto agli altri due albums, ed in qualche caso le sovraincisioni funzionano sorprendentemente bene. Splendida "What Color Are You?", che si scaglia contro il razzismo, e che anticipa il miglior Rodriguez, intensa la scarna "Gold Mine Blues", a cui non furono aggiunte nuove sovraincisioni, e "Cool Summer", notevoli "Hard Road", la cover di "The Times They Are A-Changin'" di "Dylan". Il traditional "Hey Nellie Nellie" e "White Snow" furono anche pubblicati su singolo. Nato a Baltimore, Ohio, Bob Lind e' stato un folksinger importante, avendo contribuito ad aprire la strada, con un paio di singoli di successo pubblicati nel '65, tra cui la celebre "Elusive butterfly", ad una canzone delicata ed introspettiva che ha poi avuto in Tim Buckley e Tim Hardin due tra i piu' importanti esponenti. Dopo due albums si ritiro' dalle scene a causa di problemi di alcool e droga, prima di un momentaneo ritorno nei primi '70, che frutto' un terzo sorprendente lavoro, "Since there were circles", che vide la partecipazione di straordinari musicisti, tra i quali Doug Dillard, Gene Clark, Bernie Leadon e David Jackson; un piccolo misconosciuto capolavoro, dopo del quale si dedico' per parecchi anni esclusivamente alla letteratura ed al giornalismo, tornando alla musica solo negli anni 2000, prima suoando dal vivo, poi pubblicando anche dei lavori con nuovo materiale.    
   
     
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