author 17 Pygmies (savage republic)   Euro
28,00
title Welcome  
support Lp edition original issue          stereo  
year 1988 print usa label   great jones   item id. 319996

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Prima stampa americana, copertina lucida fronte retro con barcode, completa di cartolina con artwork in bianco e nero ''discover the curious wonders of 17 pygmies'', label arancio/marroncina con motivo a muro di mattoncini sullo sfondo, scritte nere, logo Great Jones in alto, piccolo logo Island in basso, catalogo GJ-6003. Pubblicato nel 1988 dalla Great Jones negli USA, il terzo album, successivo al mini "Hatikva" (1984) ed agli albums "Jedda By The Sea" (1984) e ''Captured in ice'' (1985) e precedente ''13 blackbirds'' (2007). ''Welcome'', lavoro ambizioso che contiene anche elementi di teatro al suo interno, segno' un marcato cambiamento nell' approccio dei 17 Pygmies che, abbandonati gli elementi piu' canonicamente post punk e rock, realizzarono un'opera complessa nella quale trovano spazio a detta della critica influssi di Kurt Weill e di musica klezmer, inseriti pero' in un contesto ammodernato ed in armonia con le suadenti ed atmosferiche sonorita' art rock del gruppo californiano; purtroppo i 17 Pygmies si sciolsero poco dopo questo terzo album, tornando in attivita' a quasi due decenni di distanza, nel nuovo millennio. Uno tra i piu' celebrati gruppi della magnifica scena "trance" di Los Angeles, i 17 Pygmies erano l'alter ego su un versante piu' onirico e sognante dei grandi Savage Republic: nacquero infatti per iniziativa di due Savage Republic: Jackson Del Ray (alias Philip Drucker) e Robert Loveless, in questo disco accompagnati tra gli altri da Greg Grunke e Bradley Laner (entrambi anche in piu' occasioni con i Savage Republic) o Fey Ruza (Food And Shelter), con alla voce in un brano Jack Brewer (Saccharine Trust, Jack Brewer Band) e soprattutto, in gran parte degli episodi, la suadente Louise Bialik, gia' con i Savage Republic nella magnifica "Andalusia" dell' album "Ceremonial" e nei White Glove Test. I 17 Pygmies esprimono la potenza delle suggestioni visionarie dei Savage Republic ma in una dimensione piu' onirica, con influenze mistiche ed orientaleggianti ancora piu' accentuate, suoni wave che si uniscono a personalissime visioni eteree che si abbandonano in sonorita' ombreggiate da una suadente psichedelia eighties. Dopo ''Jedda By The Sea'' (1984), la band pubblichera' nel 1985 il successivo album ''Captured In Ice'', poi altri lavori meno incisivi fino alla fine del decennio, tornando ad incidere degli apprezzatissimi lavori nel nuovo millennio.    
   
     
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