author Brotzmann peter octet   Euro
23,00
title Machine gun - alternate takes  
support Lp edition new record          stereo  
year 1968 print eu label   cien fuegos   item id. 3025287

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Copertina "silkscreened", con parti in rilievo sul fronte, senza barcode, etichetta nera e bianca, catalogo CF021. Pubblicato nell' aprile 2018, questo album contiene due delle tracce dello storico album "Machine Gun", in versioni pero' diverse: "Machine Gun" (second take) e "Responsible" (first take), registrate durante le stesse ispiratissime sessions di quell' album. Queste le note all' album originario: Pubblicato nel 1968 dalla BRO in Germania, il secondo storico album da leader di Peter Brotzmann. Inciso a Brema nel maggio del 1968 da Brotzmann (sax tenore, sax baritono), Sven Johansson (batteria), Peter Kowald (contrabbasso), Willem Breuker (sax tenore), Fred Van Hove (pianoforte), Evan Parker (sax tenore), Buschi Niebergall (contrabbasso) e Han Bennink (batteria), ''Machine gun'' e' considerato uno dei capolavori del free jazz europeo. Composta da tre lunghi brani, ''Machine gun'' e' un'opera dirompente, incompromissoria e potentissima che si esprime con il free piu' radicale ed esplosivo. La title track ne e' lampante esempio, con il suo percussivismo violentissimo e martellante che richiama il frastuono di una mitragliatrice, e sul quale si dilaniano le melodie dei sassofoni, come grida di feriti lacerati dalle pallottole in uno spaventoso affresco sonoro. I due episodi sulla seconda facciata, ''Responsible'' e ''Music for han bennink'', riprendono questo approccio abrasivo e torrenziale, ma aprendosi anche ad accenni di jazz melodico, seppure in un contesto free. Un'opera difficile, certo non per tutti, ma di straordinaria potenza. Nato nel 1941 a Reimscheid, il sassofonista tedesco Peter Brotzmann e' stato accostato al pioniere del free jazz Albert Ayler, per la capacita' di unire violente, dissonanti e viscerali improvvisazioni con una emotivita' calorosa ed senso della melodia molto raffinato e coltivato, ed una costante attenzione alla direzione da prendere nelle improvvisazioni soliste e collettive. Considerato uno dei massimi sassofonisti free europei, Brotzmann era un musicista autodidatta, prima attivo nelle orchestre dixieland, e poi accostatosi all'avanguardia del fluxus, quindi nel corso degli anni '60 e '70 collaboratore di jazzisti d'avanguardia come Michael Mantler, Carla Bley, Alexander Schlippenbach, Han Bennink e Don Cherry, fra gli altri. Nel corso dei decenni ha suonato con praticamente tutti i jazzisti free piu' importanti, oltre a realizzare una copiosa produzione in qualita' di band leader; i sui esordi discografici da solista datano 1967/68, con lavori molto radicali.    
   
     
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