author Coil   Euro
37,00
title Musick to play in the dark 2  
support lp2 edition new record          stereo  
year 2000 print eu label   dais   item id. 2116998

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Doppio album (con i brani incisi su tre facciate, con la quarta facciata "laser etched"), ristampa del 2022, copertina pressoche' identica alla prima molto rara tiratura. Pubblicato nel settembre del 2000 dalla Chalice ''Musick to play in the dark 2'' e' il secondo volume di un progetto del gruppo inglese, teso a realizzare una musica ''lunare''; il precedente volume ''Musick to play in the dark'' era uscito nel 1999. I Coil qui formati da Balance e Christopherson con la partecipazione di Tighpaulsandra e di Rose McDowall, realizzano appunto un lavoro basato su tappeti sonori rarefatti e notturni, in cui il confine fra suono e silenzio, fra veglia e sonno, e' spesso sfumato e labile. La predominanza delle tastiere si accompagna a tendenze minimaliste, ambient e ricorda in certi passaggi anche i Tangerine Dream come la techno piu' cerebrale. I Coil si formano nel 1983 a Londra dal compianto Geoff Rushton, in arte John Balance (ex Zos Kia) e Peter Christopherson, gia' con Throbbing Gristle e Psychic TV, oltre che grafico dell'Hypnosis e autore di alcune copertine di Pink Floyd e Led Zeppelin. I Coil ai loro esordi hanno sconcertano il pubblico con un mix di elettronica, sperimentazione, musica rituale, richiami arcani e sessuali. Discepoli della "rivoluzione industriale" dei Throbbing Gristle, i Coil si sono rivelati gli esponenti di punta della corrente esoterica dell'industrial britannico, uno dei gruppi piu' creativi, fantasiosi e versatili del genere, la loro ricerca sul campionamento delle piu' disparate "sorgenti di suono" li ha condotti a ottenere risultati di alto livello tanto nell'avanguardia elettronica piu' ostica, quanto nella creazione di canzoni regolari e addirittura ballabili riuscendo a sposare il loro background esoterico e sperimentale a strutture piu' accessibili. Nell'universo Coil i mondi dell'Eros e del Tanatos non si trovano affatto in contrasto, bensi' coesistono, diventando la stessa cosa, sublimati nel concetto di eccesso dove i temi canonici dell'amore e della morte vengono trasfigurati ed estremizzati ed affrontati con piglio intellettuale e con il linguaggio dell'arte e dei riferimenti letterari, in particolare quelli all'opera di William Burroughs. Da un punto di vista strettamente musicale, ci troviamo di fronte ad una musica varia e complessa, che definire industriale puo' risultare fuorviante, poiche' riesce a fagocitare in se' i generi piu' disparati, dall'elettronica sofisticata all'ambient piu' oscuro, dal jazz al dadaismo, dal noise al gothic, un ibrido incontro tra le sonorita' dei Virgin Prunes, Cabaret Voltaire, Throbbing Gristle, Einst´┐żrzende Neubauten, Current 93, Can, Kraftwerk e Depeche Mode, atmosfere malsane ma solo a sprazzi eccessivamente tese e dominate da una buona dose di senso di humour nero che funge da antidoto per stemperare la tensione. La musica dei Coil e' un'entita' essenzialmente schizofrenica, inafferrabile, dominata dai repentini cambi d'umore, in cui coesiste un lato piu' grottesco, quasi surreale e divertente, ed uno terribilmente piu' morboso e inaspettato, dominati da uno spiccato gusto per l'eccesso, per lo sberleffo e per il kitsch. Un'alchimia singolarissima nata da musicisti preparati che si portano dietro anni d'esperienza (non scordiamoci che lo stesso Christopherson e' stato un pioniere nell'utilizzo di tape e sampler), di musicisti con del reale talento e che possedevano una piena padronanza delle loro capacita' espressive e dei loro intenti.    
   
     
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