author Sacred cowboys   Euro
14,00
title Cold harvest  
support lp edition new record          stereo  
year 2009 print spa label   bang! records   item id. 2066816

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Vinile 180 grammi, copertina lucida apribile con barcode, inner sleeve con testi, etichetta "custom" nero/grigia e oro, con un brano in piu' rispetto alla versione in CD. A distanza di 13 anni dall' ultimo vero album "Things To Come" (1996), la storica band australiana di Melbourne completa finalmente un nuovo disco, ultimo di una produzione assai parca che ha avuto inizio con il singolo "Nothing Grows in Texas" nel lontano 1982. Con una line up che vede impegnati i membri fondatori Garry Gray, Terry Doolan (anche negli Slaughtermen) e Mark Ferrie (anche solista), insieme a Penny Ikinger (ex Wet Taxis, gia' in "Things to Come"), Nick Rischbieth (che ha avuto un posto nella band piu' volte a partire dal 1984) e Stephan Fidock (ex Reels, piu' volte nella band dal 1987), ed ancora Spencer P Jones (che aveva collaborato in passato con il gruppo, ma non e' presente nella line up di alcun vecchio disco, ex Johnnys, Beasts of Bourbon, Butcher Shop, e molti altri, oltre che solista). Una piccola grande band che ha attraversato la storia del nuovo rock australiano, e che si dimostra capace di tirar fuori un nuovo piccolo grande disco, con registrazioni effettuate tra il 1988 ed il 2006, con alcuni brani gia' noti ai seguaci della band ma qui in nuove versioni, caratterizzato dalla solita alternanza di torridi episodi chitarristici, tesi e graffianti (come la bellissima "Black City" che apre il disco, "Things To Come", la anfetaminica "Psyche Out", una nuova versione della cover di "Bankok" di Chilton), affascinanti ballate ora armoniose ora oscure ("Down To The Lord", "Cold Harvest", la sempre splendida "Trouble From Providence") ed atipici episodi che sfuggono ad ogni catalogazione (le intriganti "The Censor" e "Cut Rate Martyr"). L' ennesimo prezioso tassello della storia di questo originalissimo gruppo capace da sempre di mettere insieme influenze post punk e roots, non estraneo (anzi...) al punk blues viscerale ed oscuro che costitui' uno dei filoni piu' importanti della scena australiana degli anni '80, ne' al garage punk.    
   
     
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