Rock Bottom records
Via de' Giraldi 16r
Firenze tel. 055245220
www.rockbottom.it
author Litfiba   Euro
32,00
title Desaparecido (ltd. blue vinyl, rsd 2021)  
support Lp edition nuovo          stereo  
year 1985 print eu label   atlantic / warner   item id. 3028235

 

EDIZIONE LIMITATA IN 2000 COPIE, NUMERATE SUL RETROCOPERTINA, IN VINILE BLU, PESANTE 180 GRAMMI, REALIZZATA IN OCCASIONE DEL RECORD STORE DAY DEL GIUGNO 2021, copertina pressoche' identica alla prima ormai molto rara tiratura, e corredata di inner sleeve con testi. Il primo bellissimo album del gruppo fiorentino, uscito (dopo la colonna sonora dello spettacolo teatrale "Eneide"), nel 1985 prima di "17 Re". Un disco storico per il rock italiano. Se del nuovo rock italiano i Diaframma incarnano l'anima dark e poetica, mentre i CCCP l'anima punk e politica, i Litfiba ne incarnano l'anima sognatrice e vagamente mediterranea. Uno dei meriti che va ascritto alla band di Pelu' e' infatti quello di rivisitare la matrice fortemente britannica delle linee strumentali con tocchi esotici: una preghiera islamica, una nacchera spagnola, una festa tzigana che si trasformano in pretesti sonori per sognare e viaggiare con la mente. Piero Pelu', grande talento e grande carisma, e' una delle chiavi di lettura della forza dirompente di Desaparecido e della band di quegli anni. Il suo animo zingaro lo trasforma nel pirata della banda: e' lui, grande ammiratore di Iggy Pop, il front-man, forse in prospettiva il piu' grande che avesse mai avuto l'Italia fino a quel momento; e' sempre lui a dettare, con la sua voce potente e le sue vocali allungate, le regole del cantato in italiano per una generazione di aspiranti vocalist. Ma la band ha altre personalita' spiccate. Gianni Maroccolo innanzitutto che con questo disco ci offre una delle piu' belle interpretazioni del basso elettrico italiano. E poi il compianto Ringo De Palma, amico caro di Piero dai tempi del liceo, preciso e dirompente, esattamente quello che si chiede al batterista di una vera rock band. Ghigo Renzulli, ancora lontano dalle lotte di potere per il controllo del gruppo, si pone a disposizione del risultato complessivo contribuendo egregiamente con un suono equilibrato e disciplinato. Infine, Antonio Aiazzi che alterna momenti di sbandamento sonoro a momenti memorabili. Le tastiere infatti ora suonano quasi superflue, Eroe Nel Vento, La Preda, ora intrise di un goticismo torbido, Lulu' e Marlene, ora sin troppo vicine alle fonti di ispirazioni, Ultravox su tutti. L'apertura del disco e' folgorante. Eroe Nel Vento e' uno dei pochi inni che puo' vantare il rock italico. Il ritmo serrato prosegue con La Preda, un direttissimo sostenuto dal basso incalzante di Maroccolo il cui suono, ottenuto col plettro, spicca sempre per l'incisivita' delle linee e per la pulita aggressivita' del suono. Istanbul, sognante e visionario, e' uno dei brani chiave del disco. I suoni sono equilibrati, le tastiere di Aiazzi tra arpeggi e tappeti creano il giusto clima evocativo su cui si libra la voce di Pelu'. Se Tziganata e Desaparecido si caricano di contaminazioni tra lo zingaresco e il flamenco, Pioggia Di Luce e' invece una gemma preziosa dove la qualita' degli arrangiamenti richiama il clima di certa new wave raffinata. Guerra, canzone che accompagna i Litfiba fin dagli esordi e che a lungo rappresentera' il momento di massima intensita' nei loro concerti, parte su un ritmo marziale che poi si dilata in un memorabile frammento carico di epicita': una ritmica quadrata, un tappeto sonoro da brivido su cui Pelu' ci regala uno dei suoi momenti vocali piu' intensi. La canzone, in un divenire continuo, degenera infine in un caos insostenibile, come in una guerra combattuta davvero con le linee degli strumenti che si rompono nella bolgia della battaglia. Formatisi a Firenze nel 1980, i Litifba sono ormai una delle formazioni rock storiche del panorama italiano, oltreché una delle più popolari. Dopo una fase legata principalmente alla new wave nel corso degli anni '80, nel decennio successivo il gruppo si orienta verso un rock più muscolare e potente, sempre però con influssi musicali mediterranei o di altra provenienza, che rendono la loro musica peculiare rispetto a quella anglosassone; i loro testi variano dai temi esistenziali a quelli politici e sociali.    
   
     
   
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