Autore Amon duul ii   Euro
30,00
Titolo Vortex  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1981 stampa ger etichetta   telefunken   codice 335280

aiuto
condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent  

versione per stampa
prima stampa tedesca, copertina (con giusto lievissimi segni di invecchiamento) lucida senza barcode, nella versione con numero di catalogo seguito dal price code "AP" in riquadro argentato sul retro e sulla costola, label rossa con logo Telefunken bianco e nero in alto, catalogo 6.24874. Pubblicato nel 1981 dalla Telefunken in Germania, il tredicesimo album (dodicesimo in studio), successivo a "Only human" (1978) e precedente "Nada moonshine" (1995). Per questo lavoro finale prima dello scioglimento, assistiamo quasi ad una riunione di famiglia degli Amon Duul II, con il ritorno in formazione di molti membri storici del gruppo: "Vortex" fu infatti inciso da Renate Knaup (voce), Chris Karrer (chitarra, violino, sax), Jorg Evers (basso, chitarra, synth), Daniel Fichelscher (batteria, percussioni, chitarra), Falk Ulrich Rogner (synth), Lothar Meid (basso), John Weinzierl (chitarra) e Stefan Zauner (piano, synth). Dopo le suggestioni pop e disco di "Only human", gli Amon Duul II ritornano con "Vortex" ad un approccio più eccentrico e meno commerciale, seppure lontano anni luce dai loro visionari lavori di dieci anni prima. La scaletta prende il via con la title track, ipnotico e minimale episodio strumentale che sembra ispirato dalle innovazioni della new wave; segue l'ipnotica "Holy West", cantata dalla Knaup, reminiscente delle loro ballate hippie della prima metà degli anni '70, ma con un sound leggermente aggiornato; lo hard rock progressivo quasi operistico e molto teutonico di "Die 7 fetten jahr'" ci riporta ai tempi dell'album "Wolf city", mentre "Mona" si muove fra grooves reggae e toni leggeri decisamente pop, "We are machine" sembra influenzata dalla new wave e dal David Bowie di fine anni '70, infine Renate Knaup rispolvera la sua presenza carismatica nell'episodio finale "Vibes in the air", brano che si ricollega ancora una volta agli Amon Duul del 1972 / 1973 con il suo melange fra folk mitteleuropeo, influssi di San Francisco e progressive rock. Il gruppo era evidentemente arrivato alla fine del suo percorso artistico, e si sciolse nello stesso anno dell'uscita di "Vortex"; sarebbero tornati insieme oltre dieci anni dopo. Leggendario gruppo acid rock tedesco, gli Amon Duul II emersero dalla scena di Monaco di Baviera nel 1968, dopo una scissione avvenuta nella comune artistica Amon Duul (da cui nacque anche un altro gruppo, chiamato semplicemente Amon Duul). Essi incarnano il lato piu' hippie e rock della sfaccettata galassia musicale tedesca di fine anni '60 e degli anni '70, con un sound psichedelico ed hard rock ma al tempo stesso mitteleuropeo e non privo di spunti cosmici ed elettronici tipici del ''krautrock'' piu' propriamente detto. La scena di Monaco aveva fra i suoi alfieri piu' importanti, oltre agli Amon Duul II, gruppi come i Popol Vuh e gli Embryo, ed era aperta quindi ad influenze variegate, che andavano dal free jazz alla musica etnica.    
   
     
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