Autore Alice in chains   Euro
100,00
Titolo Dirt  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1992 stampa hol etichetta   columbia   codice 332028

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condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good  

versione per stampa
prima molto rara stampa europea, pressata in Olanda (il disco non fu pressato in vinile ne' in Uk ne' in Usa), copertina (con moderati segni di invecchiamento) semilucida con barcode 5099747233012, con adesivo rosa che indica la presenza di alcuni brani applicato sul fronte, inner sleeve con testi, crediti e sagomatura sul lato di apertura, label rossa con scritte bianche lungo il bordo e nere al centro, logo Columbia bianco in alto, logo BIEM/STEMRA a sinistra, catalogo 472330 1. Pubblicato nell'ottobre del 1992 dalla Columbia e giunto al sesto posto della classifica di Billboard, "Dirt" è il secondo album del gruppo fondato a Seattle nel 1987 da Jerry Cantrell, Layne Staley, Sean Kinney e Mike Starr, uscito dopo l'ep "Sap" (1991) e prima dell'ep "Jar of flies" (1994). L'esperienza degli Alice In Chains costituisce un punto d'incontro fra il grunge, del quale mantiene le atmosfere malinconiche e le liriche depressive e cupe, e lo heavy metal (in particolare i Black Sabbath), da cui eredita la potenza del suono ma anche l'approccio hard rock alle ballate, non infrequenti nel catalogo del gruppo. Il gruppo venne accostato al movimento grunge nei primi anni '90, forse anche per la propria provenienza da Seattle, e partecipò con un brano alla colonna sonora del film "Singles". "Dirt", considerato uno dei lavori più belli ed importanti degli Alice In Chains, è percorso dal tema della dipendenza dalla droga, sebbene non completamente incentrato su di esso (si ascolti la bellissima "Rooster", uno dei loro migliori brani, incentrata sulla guerra e la sopravvivenza), dai ritmi lenti e dalle chitarre potenti e distorte in stile sabbathiano, con una atmosfera cupa e malata, in cui struggenti ballate come "Down in a hole" si alternano a potenti tour de force come "God smack" e "Would?". L'influenza del grunge è chiara, ma il gruppo mantiene un approccio sonoro affine anche al metal; a tratti il disco mostra somiglianze con i Pearl Jam e, in misura minore, con "Eleven: eleven" dei Come. Il chitarrista e cantante Layne Staley, autore di parte dei testi, morirà per overdose nel 2002.    
   
     
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