Autore Love unlimited (barry white)   Euro
18,00
Titolo Under the influence of...  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1973 stampa ita etichetta   philips   codice 330535

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condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good  

versione per stampa
prima stampa italiana su Philips, copertina con qualche segno i invecchiamento, label blu con scritte argento, logo Philips argentato in alto, catalogo 6370 204, data sul trail off 01/02/74, timbro Siae (poco visibile) del primo tipo, in uso tra il '70 ed il '75, con diametro di circa 13/13,5 mm., piu' piccolo dei successivi. Pubblicato nel 1974 dalla Pye International nel Regno Unito e dalla 20th Century Records negli USA, dove giunse alla terza posizione nella classifica billboard 200, il secondo album delle Love Unlimited, il trio femminile delle cantanti afroamericane Glodean James, Linda James e Diane Taylor, attivo fra il 1969 ed l'inizio degli anni '80, formato e gestito da Barry White, con grande successo in particolare con questo album del 1973. Uscito dopo ''From a girl's point of view we give you...'' (1972) e prima di ''In heat'' (1974), prodotto, arrangiato e quasi completamente composto dal mentore Barry White (con la collaborazione di Gene Page negli arrangiamenti), ''Under the influence of...'' e' nel suo genere un'opera sublime: la mano di White si sente negli arrangiamenti soul / funk morbidi ed avvolgenti, caldi e sensuali, nelle orchestrazioni deliziose e dei ritmi generalmente rilassati, nella chitarra squisitamente funk ed elasticizzata, a sostegno delle armonie vocali delle tre cantanti. Curiosamente, i singoli tratti dall'album ebbero un successo modesto, con ''It may be winter outside (but in my heart it's spring)'' e ''Under the influence of love'' che giunsero rispettivamente all'83esima ed alla 76esima posizione nella billboard hot 100 americana. Dopo la militanza, sin dai primi anni '60, negli Upfronts, nei Majestics e negli Atlantics, e dopo i primi singoli solisti realizzati come Lee Barry (1965), Barry White (1967) e Gene West (1969), senza grandi riscontri, Barry White aveva iniziato ad affermarsi nei primi anni '70 come compositore, arrangiatore e produttore di altri gruppi, raggiungendo in particolare un grande successo con le Love Unlimited; cosi' il suo primo album in proprio ''I've got so much to give'' (1973) aveva tutte le carte in regola per ottenere quel riscontro fin li' mancato, e cosi' fu, giacche' il disco raggiunse il primo posto nelle classifiche americane riservate alla musica black ed il 16esimo in quelle "pop", spinto da due grandi hit: "I'm gonna love just a little more baby" e "I've Got So Much To Give" (in particolare il primo dei due ebbe un successo strepitoso). Produttore, musicista, performer, ma soprattutto un uomo che "sapeva fare i dischi", Barry White collaboro' con Isaac Hayes (secondo alcuni fu colui che gli insegno' a scrivere dei pezzi che non durassero come minimo 15 minuti...) e lavorò insieme a Quincy Jones. Fu un modello da seguire ed un punto di riferimento costante, influenza fondamentale per tanta musica black degli anni a venire, nonche' il capostipite di tutta una schiera di cantanti come Alexander O' Neal, Freddie Jackson, Luther Vandross, Teddy Pendergrass e Peabo Bryson.    
   
     
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