Autore | Bad livers | Euro 40,00 |
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Titolo | Delusions of banjer |
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supporto | Lp | edizione | originale | stereo | |||
anno | 1992 | stampa | usa | etichetta quarterstick | codice 325956![]() |
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condizioni [vinile] Excellent [copertina] Excellent |
versione per stampa |
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Prima rara stampa americana, copertina ruvida fronte retro senza barcode, inserto con foto e crediti, label bianca con scritte nere, logo Quarterstick nero a destra e distribuzione Touch & Go in basso, catalogo QS14, vinile che assume colore ambrato se posto contro una forte luce. Pubblicato nel 1992 dalla Quarterstick, il secondo album, successivo a ''Dust on the bible'' (originariamente uscito in forma autoprodotta su cassetta nel 1991, poi ristampato in cd dalla Quarterstick nel 1993) e precedente ''Horses in the mines'' (1994). Prodotto da Paul Leary (Butthole Surfers) ad Austin, ''Delusions of banjer'' vede il trio texano sfornare un elettrizzante set di canzoni acustiche ispirate e marchiate dal bluegrass, suonate con banjo, violino, contrabbasso ed altri strumenti tradizionali, caratterizzate da una grande forza espressiva ed emotiva come lo erano i maestri del passato di questo genere musicale, qui riproposto non in modo pedante ma gia' con un'acerba originalita' e con un tocco irriverente che matureranno nelle opere successive del gruppo. Vitali e frizzanti nei brani piu' movimentati, quanto toccanti in lenti episodi come la malinconica ''How dark my shadow's grown'' e nella cupissima ''Better times'', sono le melodie dei Bad Livers. Uno dei gruppi iconici dell' alternative country americano degli anni '90, i Bad Livers sono capaci di filtrare attraverso la loro vivida lente bluegrass un repertorio di brani che va dai vecchi traditional a pezzi di Iggy Pop e Butthole Surfers, grazie ad un approccio che alle radici folk americane abbina un'attitudine irriverente ed onnivora tipica di molto rock. Formatisi ad Austin in Texas nel 1990, facevano uso di strumenti acustici tradizionali come banjo, violino, contrabbasso e tuba, evolvendo gradualmente il loro stile dalle radici bluegrass ad una musica piu' poliedrica che, sebbene radicata nel folk, arrivava ad includere influenze diverse come il punk ed il Klezmer, giungendo in dischi piu' tardi come ''Blood and mood'' (2000) ad inserire nel loro amalgama anche sperimentazioni elettroniche. | |||||||
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