Autore Gun club   Euro
27,00
Titolo the las vegas story  
supporto Lp edizione nuovo          stereo  
anno 1984 stampa usa etichetta   S.F.T.R.I.   codice 3017964

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ristampa pressoche' identica alla prima rara tiratura. Pubblicato nel giugno del 1984 dalla Animal in Gran Bretagna e negli USA, il terzo album in studio della voodoo punk rock'n'roll band californiana di Jeffrey Lee Pierce, successivo a ''Miami'' (1982) e precedente ''Mother juno'' (1987). Sorta di animaleschi Doors, autenticamente selvaggi ma altrettanto evocativi e "maledetti", si erano sciolti dopo due memorabili capolavori come "Fire of Love" e "Miami", con Pierce travolto dai problemi con le droghe e l' alcool che lo affliggeranno durante il corso di tutta la sua breve vita. Rimessi in piedi con una formazione improvvisata per il misconosciuto ed eccellente mlp "Death Party", si assestarono con una nuova ed efficacissima line up per creare con questo disco un altro caleidoscopio annichilente di 30 anni di musica Usa, il loro disco piu' compatto e maturo, con il ritorno del loro originario chitarrista Kid Congo Powers (uscito dal gruppo prima delle registrazioni del primo album per entrare nei Cramps) e l' ex Bags Patricia Morrison al basso, oltre al batterista originario Terry Graham (da sottolineare inoltre la partecipazione di Dave Alvin dei Blasters, che suona in un paio di brani). Il medley da Pharoah Sanders e Gershwin che apre la seconda facciata e' da brividi, ma ogni brano di questo che e' il loro ultimo grende disco e' un classico di torrido rock chitarristico, ancora autenticamente selvaggio e punk nello spirito, capace nella forma di rivitalizzare una lunga tradizione musicale americana che abbraccia la psichedelia, il southern rock, i Creedence Clearwater Revival migliori. La danza voodoo di "Walkin' With the Beast", l' appassionata e viscerale "Stranger in Our Town", la travolgente "My Dreams", la lirica e feroce a tempo stesso "Bad America", sono tra i brani migliori della intera produzione del gruppo. Invano provera' Pierce, tra una cura di disintossicazione dall' alcool ed una dalle droghe, e prima di completare il suo processo di autodistruzione, di ripetersi su questi livelli, nonostante alcuni dei suoi successivi dischi meriterebbero una almeno parziale rivalutazione. Il disco racchiude un ampio catalogo di linguaggi musicali, ma riesce nell'intento di miscelare tutte queste forme sonore ricavandone un esplosivo concentrato di punk-rock rurale, che si rifa' ampiamente alla macabra iconografia tipica delle regioni del profondo sud degli Stati Uniti. La base ritmica sa essere sia veemente che morbida, a seconda che Pierce si produca in accelerazioni mozzafiato verso l'ignoto o in ipnotiche cantilene blues. La chitarra di Kid Congo Powers rientrato in formazione dopo l'esperienza Cramps e' sempre perfetta, nel suo geniale accoppiamento di stili diversi e apparentemente contrastanti, swamp blues e frenesia punk in primis. Rifacendosi al lato piu' oscuro e demoniaco del rock, i Gun Club riescono ad appianare divergenze apparentemente insormontabili, a unire la violenza e la velocita' dei punk urbani alle lente e inesorabili cadenze del sud degli States.    
   
     
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