Autore Stranglers   Euro
16,00
Titolo Feline  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1983 stampa hol etichetta   epic   codice 266962

aiuto
condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good  

versione per stampa
prima stampa europea, pressata in Olanda, con copertina (con moderati segni di invecchiamento) in rilievo "embossed" sul fronte e sul retro, senza barcode (copia distribuita in Italia con con adesivo Import Siae sul retro), copia priva dell' originaria inner sleeve con testi, label Epic blu, nella versione senza asterisco sotto il catalogo a destra, catalogo EPC25237 su copertina ed etichetta. Il settimo album in studio, ultimo capolavoro del gruppo inglese, uscito nel gennaio del 1983 su Epic in Gran Bretagna e negli USA, e giunto al quarto posto delle classifiche inglesi; fu il disco che segno' la svolta "pop" della musica dello storico gruppo di Londra attivo dalla meta' degli anni '70, capace di un miracoloso ed irripetibile equilibrio tra le atmosfere oscure ed arcane tipiche dei lavori precedenti, un approccio ormai raffinatissimo ed una felicissima ispirazione di stampo squisitamente pop. Il tutto da' vita ad un' album di grande fascino, delicato e decadente, segnato dalla presenza di gioielli come i singoli che ne vennero tratti : la sublime e romanticissima "European female", la solo apparentemente glaciale "Midnight summer dream" e la solenne "Let's tango in paris", a cui vanno aggiunti anche altri bellissimi episodi come le deliziose "It's A Small World" e "Paradise". Gli Stranglers, partiti dal punk, sono stati anche tra i protagonisti della scena post punk almeno fino al 1983. Apparsi sulle scene in coincidenza della primissima ondata punk del 1976, gli Stranglers ne cavalcano da subito l'onda, distinguendosi, pero', per capacita' tecniche fuori dal comune, dalle centinaia di band che in quello stesso anno pullulano dagli scantinati di ogni citta' inglese. Assieme ai Damned, agli Ultravox e ai Clash, sono fra i primi gruppi punk britannici a ottenere un contratto discografico e a scalare le classifiche mainstream del loro paese. La line up e' particolare per una punk band: alla voce e chitarra di Hugh Cornwell, il cui timbro cavernoso e insieme beffardo sara' un punto di riferimento per tante future band, al corposo basso di Jean Jacques Burnel e al piglio nerboruto del sinistro batterista Jet Black, va ad aggiungersi il virtuoso Hammond (e synth) di Dave Greenfield, parente prossimo di quella "old school" che proprio in quegli anni mostrava i segnali eclatanti di una crisi gia' latente. Greenfield, comunque, non avrebbe certo sfigurato nemmeno alle prese con i funambolismi propri dei precedenti movimenti rock, fossero stati psichedelici o progressivi. Cio' che al contrario accomuna gli strangolatori ai cliche' del nuovo movimento, sono la forte vena dissacratoria e una composizione molto scarna e aggressiva, per quanto resa paradossalmente quasi barocca dalla presenza delle tastiere, le cui micro-divagazioni, unite a quelle della sezione ritmica, assumono spesso un sapore psichedelico.    
   
     
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