Autore Morrissey (smiths)   Euro
18,00
Titolo Viva hate  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1988 stampa usa etichetta   sire   codice 252278

aiuto
condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Good  

versione per stampa
l' originale stampa americana, copertina (con cut promozionale in alto a sinsitra e qualche segno di invecchaimento) con barcode, inner sleeve in carta con foto e testi, label gialla che sfuma in arancio in basso, logo Sire blu/viola in alto e piccolo logo Reprise nero a sinistra, catalogo 25699-1, con prefisso 9 sulla copertina e prefisso 1 sull' etichetta. Il primo album solista di Morrissey, inglese di Manchester ex Smiths, registrato con una intera orchestra d'archi e con Stephen Street e Viny Reilly (Durutti Column). Anticipato dal singolo "Suedehead" (successivamente ne venne tratto anche "Everyday is Like Sunday"), l'album uscì nel marzo del 1988 ed ebbe un successo addirittura superiore alle attese, giungendo al numero due delle classifiche inglesi, proponendo un raffinato pop caratterizzato da arrangiamenti ricchi e curatissimi e da una vena vagamente malinconica ma decisamente più estroversa di quella degli Smiths, a tratti addirittura solare. Il repentino scioglimento degli Smiths gridava ancora vendetta al cospetto della scena musicale internazionale, allorché l'ex leader della band, Morrissey, pubblicò il suo primo album solista. Il punto di forza dell'artista inglese è la composizione delle liriche, mentre le musiche sono state composte interamente da Stephen Street, già ingegnere del suono degli Smiths, che qui si cimenta anche come bassista e produttore. Non si capisce nettamente in quale misura l'influenza di Street si estenda sugli ultimi lavori degli Smiths e sull'opera prima di Morrissey, ma il fatto che nel complesso le composizioni di Viva Hate non si discostino eccessivamente dal songwriting messo a punto da e con Johnny Marr lascia supporre con larga illazione che vi sia un qualche legame di continuità fra il gruppo ed il neo-solista, sebbene Morrissey abbia affermato orgogliosamente che la band era la sua "life supporting machine", la macchina che lo teneva in vita. In tal caso, "Viva Hate" dovrebbe essere il disco della rinascita: sicuro è che riscosse un discreto successo sia presso la critica musicale, sia presso gli orfani degli Smiths. I testi erano adattati dal quaderno di poesie che Morrissey aveva composto privatamente negli ultimi tempi della sua esperienza con il gruppo ed esprimono esclusivamente e liberamente tutte le passioni che l'inglese era andato accumulando negli anni con gli Smiths. "Viva Hate" è un florilegio di malinconie ed idiosincrasie e queste ultime si indirizzano tanto contro la politica, quanto contro la società. Da vero nichilista, attribuì al suo lavoro un titolo che non lascia spazio ad altre suggestioni - viva l'odio - e non c'è possibilità di appello; poche erano e sono, del resto, le cose che Morrissey non odia: la poesia di Yeats, Oscar Wilde, il frontman delle New York Dolls, David Johansen (conosciuto anche come Buster Poindexter), e James Dean. Amori contrastati, ambiguità sessuale, storie di perdenti incompresi, critica spietata e sarcastica si rincorrono nei testi perfettamente cuciti dalla voce peculiare sugli arrangiamenti i quali non vedono solo la consueta ripartizione di chitarra-basso-batteria, ma anche un sestetto d'archi ed il tocco peculiare della sei corde di Vini Reilly, chitarrista e one man band dei Durutti Column, glorioso nome della scena musicale mancuniana, la cui influenza si avverte in più passaggi. L'album originariamente doveva esseree intitolato Education In Reverse, titolo che invece venne mantenuto solo per l'edizione australiana del disco che ha aperto il fortunato percorso artistico di Morrissey.    
   
     
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