Autore Everything but the girl   Euro
18,00
Titolo The language of life  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1990 stampa ger etichetta   blanco y negro   codice 246578

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condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent  

versione per stampa
Prima stampa europea pressata anche per il mercato inglese, copia destinata appunto al mercato inglese, con il catalogo inglese BYN21 in grande sull' etichetta e quello europeo 246-260 piu' piccolo, etichette custom gialla ed arancio con note musicali, marchio Gema Biem, completo di inner sleeve semirigida con disegni, testi e crediti. Pubblicato nel febbraio del 1990 dalla Blanco Y Negro in Gran Bretagna, dove giunse al decimo posto in classifica, e dalla Atlantic negli USA, dove arrivo' alla 77esima posizione, il quinto album del gruppo della cantante Tracey Thorn, ex Marine Girls e solista, e di Ben Watt, talentuoso cantautore gia' autore di dischi solisti e collaborazioni con Robert Wyatt. Il gruppo si forma a Hull, in Inghilterra, nel luglio del 1982, ed e' subito tra i maggiori esponenti di una effimera scena "cool", distinguendosi pero' almeno in questo primo album per un songwriting ed una sensibilita' interpretativa notevolissimi, tra folk acustico, pop sofisticato, cool jazz e musica latina. ....(ndr. Blackcrow) Ben Watt avrebbe creduto ben poco, 20 anni fa, al veggente che gli predicesse un discreto successo commerciale legato a una produzione dance di levatura (ma non certo indispensabile). Come, d'altronde, avrebbe potuto? Reduce da una prova solista che vantava tra i suoi ospiti nient'altro che il maestro della scuola di Canterbury Robert Wyatt (l'interessante "North Marine Drive", 1983), forte di una sensibilit… musicale raffinata e poco incline al compromesso, nel 1985 il compositore inglese aveva gi… traghettato i suoi Everything But The Girl verso un traguardo non da buttare: imporre le prime due fatiche della formazione, "Eden" (1984) e "Love Not Money" (1985), come dischi rivelazione della stagione "new cool". La formula vincente si mostrava in tutta la sua semplicit…: lasciar scivolare la calda e languida voce - una delle pi— apprezzate del decennio - di Tracey Thorn su tappeti sonori presi in prestito dal soul e da certo jazz. Quanta della produzione pop a venire non sarebbe stata altro se non baci rubati da "Each And Everyone" o " When All's Well"? Fatto sta: la notoriet… il duo la deve ancora, e paradossalmente, al successone del remix di "Missing" - in origine splendida ballad acustica, tratta da un parimenti incantevole album (quel vero e proprio omaggio all'arte di Simon and Garfunkel che Š "Amplified Heart", 1994) - e al parto successivo a questa new wave del duo (l'altalenante "Walking Wounded", 1996, l'imbarazzante "Temperamental", 1999).La virata 'dance' trova fondamento e, per cos￾ dire, "giustificazione" se letta come conseguenza dei gravi problemi di salute che avevano colpito Ben all'inizio dei '90: consapevole dell'entit… del rischio corso, il musicista era volutamente approdato ad una filosofia del "get loose". Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che solo qualche anno prima, alla fine dell'89, il duo aveva invece sbarrato le porte alla proposta del produttore Tommy Lipuma di incidere un disco "all american". Chiusi in quello strano purismo musicale tutto 'english' - lo stesso che vuole la contaminazione musicale ma sa che il passo Š breve dal citare all'emulare - i due avrebbero impiegato un po' di tempo a comprendere la genialit… dell'intuizione di Lipuma: quella di prestare l'agile scrittura melodica di Ben e le preziose corde vocali di Tracey a un progetto di iper-produzione degno degli Steely Dan. E infatti - sciolta la riserva - l'intuizione dar… vita a "The Language Of Life" (1990), straordinario compendio di pop songs fondenti e raffinate, dall'impeccabilit… formale e dalla complessit… compositiva quasi disarmanti se poste a confronto con il panorama musicale a loro coevo. Mai gli EBTG avevano osato tanto, mai pi— toccate queste vette. Basti dire che la commovente tromba di Stan Getz nella conclusiva "The Road" Š solo un assaggio in un banchetto che vede portate ben pi— succulente: dall'esordio di "Driving"- una delle migliori pop songs del decennio (anch'essa vittima di un brutale remix) - al ritmo in crescendo di "Letting Love Go", dalla delicata ballata di "Meet Me In The Morning" al piano bluesy (Greg Phillinganes.) della title-track, il disco Š un continuo incrociarsi di citazioni dal meglio della musica colta americana "all time". L'opinabile contenuto lirico di "Me And Bobby D. " (sarcastica critica a Dylan e alla filosofia della beat generation) o ancora della "bacchettona" title-track passano decisamente in secondo piano di fronte alla pregevole fattura del suono e dell'interpretazione dei brani, in cui la voce di Tracey sembra sciogliersi, strumento inimitabile di un'orchestra superba. "Take Me" di Womack and Womack, "Imagining America", il gioco di tastiere di "Get Back Together" e i fiati esilaranti di "My Baby Don't Love Me" chiudono il cerchio di un disco stra-arrangiato, pulito, assolutamente coinvolgente e unico, ennesima felice dimostrazione che a volte le scelte migliori vengono agli artisti da vie inaspettate.    
   
     
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