Autore Amboy dukes   Euro
100,00
Titolo amboy dukes  
supporto Lp edizione originale          stereo  
anno 1968 stampa usa etichetta   mainstream   codice 239607

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condizioni   [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good  

versione per stampa
prima rara stampa americana, copertina cartonata (con lievi segni di invecchaimento), etichetta blu argentato con logo bianco e nero, catalogo S6104. Pubblicato in Usa nel gennaio del 1968 prima di ''Journey to the Center of the mind'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk, il primo album del gruppo americano del Michigan guidato da Ted Nugent. Il debutto degli Amboy Dukes e' un capitolo assolutamente sottovalutato, l' opera agisce in un territorio di confine che si situa tra la psichedelia dei primi Blues Magoos, con riffs chitarristici che ricordano Hendrix e melodie tipicamente british pop, a questo si aggiungono elementi di sperimentazione e garage. Tra i brani, undici, sette originali scritti dal gruppo e quattro cover versions, straordinarie "Down on Philips Escalator", con i suoi echi e richiami al Syd Barrett dei primi Pink Floyd, "Baby Please Don't Go", "Psalms of Aftermath", l' hard rock tinto di psichedelia di "Colors", un brano che Nugent reinterpretera' in "Survival of the Fittest", la cover da Ashford/Simpson/Armstead "Let's Go Get Stoned", la versione di "I Feel Free" dei Cream. Un album importante e complesso, essenziale nella genesi del rock americano dei '60, definito dalla critica come ''i Velvet Underground che incontrano gli Small Faces tramite i Peanut Butter Conspiracy'', lavoro diversissimo dai successivi di Ted Nugent, e' certamente da inserirsi tra i masterpieces della psichedelia Americana di alta epoca. Il gruppo di Ted Nugent, dal Michigan, suonava, sul finire degli anni '60 e sopratutto nei primi due album, una musica a cavallo tra il garage punk e la psichedelia, in linea con altri gruppi della stessa area; i successivi dischi pubbblicati per la Polydor, indicati tra i precursori dell' heavy metal e dominati ormai dalla chitarra di Ted Nugent, costituirono il primo passo di avvicinamento ad un suono sempre piu' spettacolare e dai facili effetti, che bene imporra' commercialmente i suoi eccessi kitsch nella carriera solista di Nugent. Da ricordare anche lo strano disco inciso dal gruppo a nome Godfrey Daniel. Il bassista Greg Arama, entrato nel gruppo all' epoca del secondo album, sara' qualche anno dopo negli Ursa Major, mentre il chitarrista dei primi due albums Steve Farmer ricomparira' sul finire degli anni '90 grazie ad una estemporanea collaborazione con il gruppo neopsichedelico Babylonian Tiles.    
   
     
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