Autore Zamboni massimo (cccp, c.s.i.)   Euro
27,00
Titolo La macchia mongolica  
supporto Lp edizione nuovo          stereo  
anno 2020 stampa eu etichetta   universal   codice 2091695

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Copertina apribile, catalogo 0864615. Pubblicato nel gennaio del 2020 dalla Universa, il nuovo album solista di Massimo Zamboni, già membro cofondatore dei CCCP e poi dei CSI, è parte di un progetto che si articola in tre lavori distinti ma collegati, e che condividono lo stesso titolo: un libro, scritto da Zamboni con la figlia Caterina Russia, un film documentario, girato da Piergiorgio Casotti, e questo album, realizzato da Massimo (chitarra) con Cristiano Roversi (basso) e Simone Beneventi (percussioni). Tutta l'opera è ispirata dal forte rapporto di Zamboni e della sua famiglia con la Mongolia, paese già visitato negli anni '90 insieme a Giovanni Lindo Ferretti, in un viaggio che avrebbe poi ispirato il terzo bellissimo album dei CSI, "Tabula rasa elettrificata", uscito nel 1997, e poi un libro scritto dallo stesso Zamboni, "Mongolia in retromarcia" (2009); la figlia Caterina, nata pochi anni dopo quel viaggio con una peculiare macchia sulla pelle, nota come "macchia mongolica", che ricorre frequentemente nei bambini dell'Asia orientale per poi scomparire con la crescita, ma che mantiene nella cultura mongola anche una valenza culturale e spirituale, ha manifestato il desiderio di tornare in Mongolia, ed ecco che ora emerge questa suggestiva opera multimediale. L'album contiene musiche quasi interamente strumentali, con un unico pezzo cantato, "Lunghe d'ombre", ed è un lavoro dalle sonorità contemplative e dilatate, che sembrano riflettere lo sconfinato orizzonte dei paesaggi mongolici.    
   
     
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