Rock Bottom records
Via de' Giraldi 16r
Firenze tel. 055245220
www.rockbottom.it
autore Gun club   Euro
24,00
titolo in my room  
supporto lp edizione nuovo          stereo  
anno 1993 stampa eu etichetta   bang! records   codice 3022076

 

copertina lucida apribile, adesivo di presentazione sul cellophane, inner sleeve, etichetta nera con scritte bianche. Pubblicato nell' aprile del 2017, questo album postumo, probabilmente il piu' rilevante fin qui uscito a nome Gun Club, contiene quattordici brani inediti registrati in studio tra il 1991 ed il 1993, gli anni in cui il gruppo americano del compianto Jeffrey Lee Pierce pubblico' il sesto album in studio "Divinity" ed il settimo ed ultimo "Lucky Jim"; nove brani (gia' noti ai possessori di una versione in doppio cd uscita nel 2005 di "Lucky Jim") sono immediatamente successivi alla registrazione del sopracitato album, per cui "In My Room" ci da modo di ascoltare quello che Pierce fece in tempo a registrare dell' album che avrebbe dovuto seguire quel disco, ormai senza Kid Congo Powers alla chitarra (che compare pero' in due dei brani registrati nel 1991), con la stessa sezione ritmica che lo aveva accompagnato negli ultimi lavori (la bassista Romi Mori, poi ne Freeheat, ed il suo compagno, il batterista Nick Sanderson, ex Clock Dva, purtroppo anche lui scomparso prematuramente nel 2008). "In My Room" propone ancora una volta il suo intenso rock blues, ora piu' ruvido e spigoloso, ora piu' introverso e ripiegato su se stesso, nel quale si intravedono le radici della musica popolare americana, come il country o Johnny Cash, ma soprattutto spicca come sempre la straordinaria personalita' di Pierce, straordinariamente intenso e viscerale, dolorosamente autentico anche nei dischi che certo non possono essere accostati ai suoi capolavori, ma posseggono comunque momenti di grande profondita' . Curiosamente, molti brani rivelano una voglia della band di divertirsi piu' del solito, non a caso la scelta di varie sorprendenti covers, come una grintosa "Land of 1000 Dances" o "I Cant' Explain" degli Who (entrambe nelle sessions del 1993), accanto a scelte piu' consone al gruppo come "Not Supposed To Be That Way" di Willie Nelson e "Ruby, Don't Take Your Love To Town", classico country di Mel Tillis, ma soprattutto una splendida, scarna e dolente "Be My Kid Blues", traditional splendidamente reinterpretato che apre il disco, mentre in chiusura troviamo una nuova versione di "Mother Earth", gia' nel secondo magnifico album del gruppo "Miami", del 1982. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1982 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.    
   
     
   
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