Rock Bottom records
Via de' Giraldi 16r
Firenze tel. 055245220
www.rockbottom.it
autore Ayler albert   Euro
34,00
titolo Prophecy (180 gr.)  
supporto Lp edizione nuovo          stereo  
anno 1964 stampa usa etichetta   esp   codice 2118271

 

Vinile da 180 grammi, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2017, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1975 dalla ESP, questo album postumo fu registrato dal vivo al Cellar Cafe di New York il 14 giugno del 1964, da Albert Ayler (sax tenore), Gary Peacock (contrabbasso) e Sonny Murray (batteria). Questo concerto si tenne tre settimane prima che Ayler ed il suo trio registrassero l'epocale album "Spiritual unity", ricordato come il primo disco jazz pubblicato dalla ESP; Queste performances rivelano una vitalità ed una forza espressiva ad un tempo festose e laceranti, nelle quali melodie popolari e vortici di furia e dissonanza free jazz si fondono in un magma travolgente, certo di non facile ascolto, ma anche molto lontano dalle elucubrazioni più cerebrali di certo free. Contiene fra l'altro due delle prime versioni di uno dei brani più celebri di Ayler, "Ghosts", e soprattutto è un documento indelebile, purtroppo postumo, della creatività libertaria del jazz del sassofonista, capace di intrecciare le influenze popolari e del jazz tradizonale con la "new thing" più estrema in un reticolo coerente ed espressivo. Questa la scaletta: "Spirits", "Wizard", "Ghosts, first variation", "Prophecy", "Ghosts, second variation". Albert Ayler (1936-1970) e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel be bop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici africane, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' degli afroamericani.    
   
     
   
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