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Lp [edizione] originale  stereo  uk  1965  island 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Prima molto rara stampa inglese, copertina (con moderati segni di invecchiamento) laminata sul fronte, flipback su tre lati sul retro, con catalogo ed indicazione mono, sul retro coperta da un adesivo dorato "Stereo", etichetta ruvida "orange black circle'', rosa con logo arancione e nero, nella sua prima versione senza "Made in England". Pubblicato nel 1967 dalla Island in Gran Bretagna, questo album e' un manifesto del ''blue eyed soul'', genere in grande voga alla fine degli anni '60 in particolare nel Regno Unito: si trattava di un beat - r'n'b' con forti influenze afroamericane, ma suonato e cantato per lo piu' da musicisti bianchi. Troviamo in questa compilation brani perlopiu' assai rari di artisti anche di notevole rilievo al di fuori del blue eyed soul come Steve Winwood ed i V.I.P.s (futuri Art, a loro volta futuri Spooky Tooth), ed altri che hanno fatto la storia di questo genere musicale. Questa la scaletta: Chris Farlowe, ''Stormy Monday blues (part 1)'', ''Stormy Monday blues (part 2)'' (tratti da un singolo uscito a nome Little Joe Cook, 1966); Steve Winwood, ''Stevie's blues'' (dall'album ''I'm a man'' degli Spencer Davis Group, 1967); The V.I.P.s, ''Smokestack lightning'' (dall'ep francese ''I wanna be free''); Steve Winwood, ''Let me down easy'' (da ''The second album'' degli Spencer Davis Group, 1965); The V.I.P.s, ''I wanna be free'' (singolo, 1966); Spencer Davis Group, ''Dust my blues'' (dall'album ''Their first lp'', 1965); Elkie Brooks, ''God bless the child''; Wynder K. Frog, ''Green door'' (singolo del 1967, poi sul loro album ''Out of the fryong pan'' del 1968); Alex Harvey, ''Go away baby'' (b-side del singolo ''Agent 00 soul'', 1965, inedito su album); Spencer Davis Group, ''Sittin' and thinkin''' (dall'album ''Their first lp'', 1967).
Euro
70,00
codice 319185
scheda
Adams woodrow    This is the blues vol. 4
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1952  be! sharp 
blues rnr coun
Copertina a busta senza codice a barre, label nera con scritte marroni, catalogo BE!6092. Pubblicata nel 2015 dalla BE! Sharp, questa raccolta compila i sei brani dei soli tre singoli pubblicati da Adams, insieme a dieci inediti incisi nelle stesse sessioni del 1952, 1955 e 1961, oltre ad alcuni registrati piu' tardi, nel 1967, con il ricercatore musicale David Evans, ultima sessione conosciuta del bluesman. La musica di Woodrow Wilson Adams e' un interessante esempio di blues elettroacustico del delta che alle radici rurali del Sud abbina influenze del blues elettrico di Chicago che negli anni '50 stava prendendo il sopravvento; le sue scarne e grezze registrazioni sono anche una significativa testimonianza del blues suonato da musicisti non professionali. I primi due dei suoi tre soli singoli, ''Pretty baby blues'' (1952) e ''Wine headed woman'' (1955), sono esaltanti blues stompeggianti e primitivi, ma al tempo stesso elettrici, sospesi fra John Lee Hooker e e campagne del Sud degli States; il primo di essi in particolare, farebbe la gioia di tutti i fans di gruppi come i detroitiani Gories. Il terzo ed ultimo singolo, ''Something on my mind'', aveva un sound piu' vicino a quello urbano del blues del Nord e dello r'n'b, mantenendo comunque un ruvido spirito rurale. Adams (1917-1988) imparo' a suonare l'armonica e la chitarra da bambino, ma fece la sua prima sessione di incisione a trentacinque anni; per guadagnarsi da vivere guidava i trattori nei campi del Mississippi; nessuno dei suoi pochi singoli ebbe alcun successo, cosi' egli continuo' principalmente a lavorare i campi, attivita' che stava svolgendo ancora nel 1967 quando il ricercatore David Evans lo trovo', facendogli fare una ulteriore sessione di incisioni. Questa la scaletta: ''Pretty baby blues'' (24/5/52, uscito su singolo), ''She's done come and gone'' (24/5/52, b-side del precedente brano), ''If you don't want me'' (24/5/52, inedito), ''The last time'' (24/5/52, inedito), ''The train is coming'' (24/5/52, inedito), ''Train time'' (24/5/52, inedito), ''Wine headed woman'' (1955, uscito su singolo), ''Baby you just don't know'' (1955, b-side del precedente brano), ''Something on my mind'' (1961, uscito su singolo), ''Sad and blue'' (1961, b-side del precedente brano), ''Seventh son'' (1961, inedito), ''Everything I do is wrong'' (1961, inedito), ''Don't you know I love you'' (28-29/8/67, inedito), ''I love you o yes I do'' (28-29/8/67, inedito), ''How long'' (28-29/8/67, inedito), ''Pny blues'' (28-29/8/67, inedito).
Euro
15,00
codice 2081110
scheda
Andreolina    An island in the moon
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1990  aguirre 
indie 90
Edizione limitata a 500 copie, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2018 ad opera della Aguirre, pressoche' identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1990 dalla Auf Dem Nil / Recommended in Italia, questo e' l'unico album prodotto da questo progetto italico animato da Pier Luigi Andreoni (Doubling Riders, ATROX) e Silvio Linardi. Impiegando una strumentazione a base di Roland S50, Yamaha DX7, Yamaha CX5MII e percussioni, ed avvalendosi in alcuni brani della collaborazione di Riccardo Sinigaglia (piano in brano, Akay S900 in un altro) e di Pierre Zeidler (clarinetto alto in un brano), gli Andreolina esprimevano una musica che alcuni hanno definito come ''minimal ambient''; in effetti nelle sonorita' di ''An island in the moon'' ritroviamo sia le circolarita' tipiche del minimalismo, che sonorita' distese ed espansive riconducibili all'estetica ambient, come anche una forma dilatata ed onirica di improvvisazione jazz elettronico, o addirittura inserimenti di sonorita' indiane in un contesto musicale europeo moderno (la splendida ''Visions of the daughter of albion''). Un'opera originalissima ed assolutamente suggestiva nelle sue atmosfere, ora quasi ombrose e cinematiche (''Market of lost illusions''), ora meditative e pacifiche (la title track), in cui l'approccio sperimentale ed anticonvenzionale procede di pari passo con melodie avvolgenti e morbide.
Euro
24,00
codice 3511671
scheda
Art ensemble of chicago    Les stances a sophie (gatefold sleeve)
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1970  soul jazz 
jazz
Bella ristampa del 2018 con copertina per l' occasione apribile, dell' album originariamente pubblicato nel 1970 dalla Nessa negli USA e dalla Pathe' Marconi in Francia. Registrato a Boulogne in Francia il 22 luglio del 1970 con formazione composta da Roscoe Mitchell (sassofoni, flauto, clarinetto, percussioni), Joseph Jarman (sassofoni, flauto, percussioni), Lester Bowie (tromba, flicorno, percussioni), Malachi Flavors (contrabbasso, basso elettrico, percussioni), Don Moye (batteria) e Fontella Bass (voce, pianoforte). Uno dei primi lp dello storico gruppo jazz americano, questo acclamato lavoro venne realizzato quando l'Art Ensemble si era trasferito in Francia; composto come colonna sonora dell'omonimo film della nouvelle vague francese girato da Moshe Misrahi, non venne pero' utilizzato. Il gruppo dette luogo ad una delle sue piu' ammirate perfomance, mostrando il proprio stile eclettico nelle formule espressive e nelle influenze, ed avventuroso negli esperimenti, attraverso un selvaggio caleidoscopio sonoro in cui si incrociano o si inseguono funk, free jazz, suggestioni classiche (Monteverdi), musica etnica e jazz melodico. Questa la scaletta: ''Theme de yoyo'', ''Theme de Celine'', ''Variations sur un theme de Monteverdi (I)'', ''Variations sur un theme de Monteverdi (II)'', ''Proverbes (I)'', ''Theme amour universal'', ''Theme libre'', ''Proverbes (II)''. Gli Art Ensemble Of Chicago sono stati uno dei gruppi jazz d'avanguardia piu' importanti ed originali degli anni '70 ed '80: il gruppo si formo' dal Roscoe Mitchell Sextet, attivo intorno al 1966, trasformandosi in Roscoe Mitchell Art Ensemble l'anno successivo; la formazione di questo ultimo gruppo ruotava attorno al sassofonista Roscoe Mitchell, al trombettista Lester Bowie ed al contrabbassista Malachi Flavors. Nei due anni successivi l'Art Ensemble incise alcuni album, per poi trasferirsi in Europa con l'aggiunta del flautista Joseph Jarman. Un promoter europeo pubblicizzo' il gruppo come Art Ensemble Of Chicago (sebbene il nome fosse Roscoe Mitchell Art Ensemble), che accetto' e fece suo il nuovo nome. Nel 1970, a Parigi, il gruppo accolse nel proprio organico il percussionista Don Moye, e dette inizio al suo periodo d'oro che si protrasse anche dopo il ritorno negli Stati Uniti nel 1972 fino agli anni '80. Il gruppo continua la propria attivita', che si protrae con cambi di formazione oltre il 2000. La musica degli Art Ensemble Of Chicago e' un mirabile amalgama di musica africana, free jazz, avanguardia e di vari stili storici della musica afroamericana del '900.
Euro
31,00
codice 2081173
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1971  kosmische musik 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima molto rara stampa tedesca, nella piu' rara e ricercata versione con copertina apribile (ne esiste una contemporanea versione con copertina completamente diversa e non apribile, con medesimo numero di catalogo), laminata fronte e retro, etichetta argento e nera, catalogo KK 58.001. Pubblicato in Germania nel 1973 dopo ''Schwingungen'' (1973) e prima di ''Join in'' (1973), non entrato nelle classifche tedesche. Il terzo album. Registrato con in formazione Micky Duwe, Steve Shroder gia' con i Tangerine Dream di "Alpha centauri" e Dietmar Burmeister, il disco fu registrato a Berna, dove per l' occasione il gruppo si uni' a Timothy Leary, profeta dell' lsd che viveva all' epoca in Svizzera in esilio dopo essere stato espulso dagli Usa, ed al quale venne negato il visto per recarsi a Berlino. Si tratta di un concept album basato sulle teorie di Lary, ed i brani illustrano i sette livelli di conoscenza della mente; il risultato e' un lavoro dal tasso psichedelico elevatissimo, per alcuni il loro capolavoro assoluto, con la voce ed i testi di leary che si sovrappongono ai due lunghi brani ''Space'' e ''Time'' , non mancano i momenti alla Hawkwind e come per i due albums precedenti la facciata 2 e' piu' sognante e la 1 piu' improvvisata, sempre durante il soggiorno svizzero il gruppo incontro' l'artista grafico walter wegmuller e da qui naque l'idea che porto' alla realizzazione del progetto ''Tarot''.
Euro
160,00
codice 241755
scheda
Baker chet    Sings
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1953  pan am records 
jazz
Edizione limitata in vinile da 180 grammi per audiofili, rimasterizzata, pressoche' identica alla prima molto rara tiratura, dell' album originariamente pubblicato dalla Pacific Jazz nel 1956. Inciso in quattro sessioni: il 27 ottobre del 1953 ai Radio Recorders di Hollywwod con formazione composta da Chet Baker (tromba, voce), Russ Freeman (pianoforte), Joe Mondragon (contrabbasso) e Shelly Manne (batteria); il 15 febbraio del 1954 ai Capitol Studios di Melrose Avenue, Los Angeles, con formazione composta da Chet Baker (voce, tromba), Russ Freeman (pianoforte), Carson Smith (contrabbasso) e Bob Neal (batteria); il 23 ed il 30 luglio del 1956 al Forum Theatre di Los Angeles, con formazione composta da Chet Baker (tromba, voce), Russ Freeman (pianoforte), Jimmy Bond (contrabbasso) e Peter Littman (batteria, sostituito da Lawrence Marable il 30 luglio). Uno disco storico, contenente alcune delle prime performance vocali registrate dal grande trombettista, e considerato un classico dello West Coast jazz, questo ''Sings'' si compone in gran parte di lente e languide ballate, ideali per mettere in risalto la voce quasi sussurrante e languida di Baker. Questa la scaletta: ''That old feeling'', ''It0s always you'', ''Like someone in love'', ''My ideal'', ''I've never been in love before'', ''My buddy'', ''But not for me'', ''Time after time'', ''I get along without you very well'', ''My funny valentine'', ''There will never be another you'', ''The thrill is gone'', ''I fall in love too easily'', ''Look for the silver lining''. Uno degli esponenti principali del jazz californiano, Chet Baker suono' gia' giovanissimo con Stan Getz, Dexter Gordon e Charlie Parker, uno dei suoi primi sostenitori. Nel 1952 venne ingaggiato da Gerry Mulligan e l'anno successivo venne eletto miglior trombettista dell'anno dalla rivista Down Beat, diventando una delle punte di diamante del cosiddetto cool jazz; grande sia come trombettista che come cantante, Baker ha avuto una lunga e prolifica carriera ed una vita maledetta, terminata in modo tragico e misterioso ad Amsterdam nel 1988.
Euro
21,00
codice 2081205
scheda
Bards    moses lake recordings
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  gear fab/clear spot 
rock 60-70
Vinile 180 grammi, copertina cartonata "textured", inner sleeve, etichetta arancio con logo grigio e nero in alto; uscito per la prima volta nel 2002, il leggendario album registrato nel 1969 e prodotto da Curt Boetcher e Keith Olsen, ma rimasto per decenni nei cassetti, della sfortunata band di Washington, che gia' nel '67 aveva ultimato le registrazioni di un lp uscito solo nel 1980 (!!!) con il titolo "First American". Nonostante una decina di singoli pubblicati tra il '66 ed il '71 la band, attiva peraltro dal '61, tra le primissime della scena che avrebbe dato vita al cosiddetto "northwest punk" (Sonics, Kingsmen, Paul Revere & the Raiders....), non riusci' mai a raggiungere il traguardo dell' album; un vero peccato, giacche' questo disco rivela un gruppo di notevolissima statura, capace di amalgamare influenze diverse come il garage beat, la psichedelia, una certa vena sperimentale che ogni tanto affiora ed un' attitudine talora quasi progressiva, con un suono ricco ed impeccabile, con bellissime chitarre e tastiere....
Euro
13,00
codice 2081111
scheda
Battiato franco    apriti sesamo
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2012  mercury / universal 
cantautori
Prima stampa vinilica (l' album usci' originariamente solo in cd), realizzata nell' agosto 2018, in vinile 180 grammi e rimasterizzata, copertina apribile e corredata di inner sleeve. Pubblicato in Italia nell' ottobre 2012 dopo ''Inneres Auge - Il tutto e' più della somma delle sue parti" (2009) e prima di "Joe Patti's experimental group" (2014), e giunto al numero 1 della classifica italiana, il 28esimo album in studio, pubblicato anche, nel 2013, in versione con testi in spagnolo. Da Wikipedia: Il primo singolo estratto dal disco e' Passacaglia, in radio dal 5 ottobre 2012. Da segnalare la presenza alla chitarra di Simon Tong, ex Verve, all'organo Hammond di Carlo Boccadoro e al basso di Faso, bassista di Elio e le Storie Tese. Oltre all'adattamento di Passacaglia della vita del musicista cinquecentesco Stefano Landi (Passacaglia, il singolo che ha anticipato il disco) Battiato riprende anche temi musicali di Christoph Willibald Gluck (da Orfeo e Euridice, in Caliti junku[3]) e di Rimski-Korsakov (da Sherazade, nel brano finale Apriti Sesamo). Aurora presenta nel testo versi del poeta arabo-siciliano Ibn Hamdis, adattati da Nabil Salameh e con una strofa finale di Sgalambro; Un irresistibile richiamo contiene citazioni di Santa Teresa d'Avila mentre in Testamento la citazione dantesca del ventiseiesimo canto dell'Inferno "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza" contiene due piccolissime licenze. Tutte le musiche sono di Franco Battiato mentre i testi, oltre che composti dallo stesso Battiato, contengono tutti un contributo piu' o meno esteso di Manlio Sgalambro. La canzone Eri con me è stata scritta appositamente per Alice che l'ha inclusa nel suo album Samsara e viene in questo disco riproposta da Battiato con un arrangiamento differente. Stessa sorte per Aurora, che è stata inserita nel 2013 da Ornella Vanoni nel suo album Meticci in una versione più ristretta.
Euro
27,00
codice 2081070
scheda
Battiato franco / pinaxa    Joe Patti's Experimental Group
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2014  virgin / universal 
rock 60-70
Copertina apribile, inner sleeve; realizzato in questa edizione vinilica nell' agosto del 2018, finora inedito in vinile, l' album uscito nel settembre del 2014 soltanto in cd; pubblicato dopo "Apriti Sesamo" (2012), e giunto al quinto posto delle classifiche italiane, il trentesimo album in studio del grande artista catanese. Prodotto, composto ed interamente suonato da Battiato stesso (voce, piano, tastiere e synth) e da Pino Pischetola (programmazione, compiter, ritmiche programmate), alias Pinaxa, al lavoro con Battiato gia' da molti anni, ed a cui e' coaccreditato il disco, l' opera, che si avvale di testi scritti da Battiato, Manlio Sgalambro e Fleur Jaeggy, rappresenta per l'artista un ritorno alla sperimentazione ed all' elettronica, cosi' importanti negli storici albums che Battiato ha realizzato negli anni '70 e sempre meno riaffacciatesi nei suoi lavori dagli anni '80 in poi (una delle eccezioni, l' album "Campi magnetici – 1 num3r1 non 51 possono amar3", non a caso colonna sonora per un balletto). Da Wikipedia: Vari pezzi dell'album rimandano a produzioni precedenti: l'inizio di Come un branco di lupi e' ripreso da In trance, mentre il testo e' quello di Inneres auge; Leoncavallo e' composta da parti di concerti live tenuti da Battiato, tra cui gli inediti Novena e il concerto tenuto presso il Centro Sociale Leoncavallo di Milano, e il testo e' in parte ripreso dal brano "New Frontiers", dall'album "L'arca di Noe' "; musiche e testi di L'isola Elefante sono riprese in parte da Shackleton; buona parte di The implicate order e' ripresa da Ode, ghost track di Ferro battuto; Le voci si faranno presenze e' ripresa da Ghost track, che e' appunto una ghost track, contenuta nell' album Fleurs. Battiato stesso ha pero' affermato di aver soprattutto ripreso cose registrate tra il 1970 e il 1972, completandole. L'album e' stato anticipato dalla traccia Proprietà proibita, remix della traccia Propriedad prohibida dall'album Clic del 1974. Ne e' stato fatto anche un video ufficiale di presentazione, diretto da Leandro Manuel Emede.
Euro
27,00
codice 2081071
scheda
Bauhaus    in the flat field
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1980  4ad 
punk new wave
Ristampa pressocche' identica alla prima ormai rara tiratura su 4AD, in vinile 180 grammi, completa di inner sleeve con foto gruppo e testi, e contenente cd con versione rimasterizzata dell' album. Il magnifico album d'esordio dei Bauhaus, uscito nell'ottobre del 1980 e giunto al 72esimo posto delle classifiche inglesi, non uscito negli USA, primo frutto maturo di una tra le formazioni fondamentali nate dall'impeto post-punk protagoniste della nascente dark-age anglosassone. Un disco epocale dove sonorita' palpitanti, ossessive e lancinanti, cupe senza speranza sono base per le corrosive parti vocali dello spiritatissimo Peter Murphy, vero fantasma da palcoscenico capace di materializzare gli incubi di una intera generazione. I Bauhaus sono stati e sono tutt'oggi giustamente considerati come una delle band seminali e fondamentali degli anni ottanta capaci di creare una atipica alchimia dove si sono congiunte sonorita' glam-rock e punk, estremizzando nello stesso tempo tutte le allora contemporanee sonorit. wave, che dopo l'esplosione della rabbia punk, convergono verso introspettive e violente riflessioni crepuscolari; la loro influenza su innumerevoli gruppi della scena contemporanea e sull'immaginario musicale di una intera generazione almeno, fu enorme, seconda solo forse a quella dei Joy Division, nell'ambito della stessa scena (nello stesso 1979 in cui i Joy Division pubblicano il loro primo album "Unknown Pleasure", i Bauhaus incidono il loro primo storico dodici pollici "Bela Lugosi's Dead"). I Bauhaus si formano a Northampton, alla fine del 1978 da Peter Murphy, Daniel Ash, David J. (Haskins) e Kevin Haskins. Inizialmente si facevano chiamare Bauhaus 1919, il loro primo concerto fu eseguito durante il New Years Eve 1978 al Wellingborough pub, a seguito del quale vennero scritturati dalla Small Wonder che pubblichera' il gia' citato Bela Lugosi's Dead, tra gli esordi piu' prorompenti della imminente nuova decade. Purtroppo il progetto Bauhaus si chiuse nel 1983, ma nel corso della loro breve parabola i quattro di Northampton sono riusciti a lasciarci magnifiche testimonianze di oscura bellezza, capaci di caratterizzare una intera decade ed imponendo il gruppo tra gli imprescindibili interpreti degli anni ottanta.
Euro
24,00
codice 2081174
scheda
Bauhaus    Mask
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  beggars banquet 
punk new wave
Ristampa corredata di versione in cd dello stesso album, con copertina apribile pressoche' identica a quella della prima rara tiratura. Il secondo album dei Bauhaus, capolavoro numero due dello splendido gruppo inglese che traccio' le coordinate, insieme ai Joy Division, di tutto il dark sound inglese (e non solo). Uscito nell' ottobre del 1981 e giunto al 30esimo posto delle classifiche inglesi, non meno ossessivo e lancinante dell' album d' esordio, sorprese (ed ancora sorprende) per la novita' di influenze "altre", il funky tribale per "neri dentro" di molti episodi (tra cui l' hit "kick in the eye"), i ritmi tribali di "hair of the dog", la tetra e rabbrividente ''hollow hills'', senza dimenticare l' immensa "the passion of lovers" e la title track, con il suo finale quasi folk psichedelico, che chiude il disco anticipando molto dei dischi a venire. Mask e' il secondo magnifico capitolo dei Bauhaus, tra le formazioni fondamentali nate nell'impeto post-punk protagoniste della nascente dark-age anglosassone. Un disco epocale dove sonorita' palpitanti, ossessive e lancinanti, cupe senza speranza sono base per le corrosive parti vocali dello spiritatissimo Peter Murphy, vero fantasma da palcoscenico capace di materializzare i soavi incubi di una intera generazione. I Bauhaus sono stati e sono tutt'oggi giustamente considerati come una delle band seminali e fondamentali degli anni ottanta capaci di creare una atipica alchimia dove si sono congiunte sonorita' glam-rock e punk, estremizzando nello stesso tempo tutte le allora contemporanee sonorit… wave, che dopo l'esplosione della rabbia punk, convergono verso introspettive e violente riflessioni crepuscolari. Nel 1979 i Joy Division pubblicano il loro primo album Unknown Pleasure , nello stesso anno i Bauhaus incidono il loro primo storico dodici pollici Bela Lugosi's Dead. I Bauhaus si formano a Northampton, alla fine del 1978 da Peter Murphy, Daniel Ash, David J. (Haskins) e Kevin Haskins. Inizialmente si facevano chiamare Bauhaus 1919, il loro primo concerto fu eseguito durante il New Years Eve 1978 al Wellingborough pub, a seguito del quale vennero scritturati dalla Small Wonder che pubblichera' il gia' citato Bela Lugosi's Dead, tra gli esordi piu' prorompenti della imminente nuova decade. Purtroppo il progetto Bauhaus si chiuse nel 1983, ma nel corso della loro breve parabola i quattro di Northampton sono riusciti a lasciarci magnifiche testimonianze di oscura bellezza, capaci di caratterizzare una intera decade ed imponendo il gruppo tra gli imprenscendibili interpreti degli anni ottanta.
Euro
24,00
codice 2081175
scheda
Bauhaus    sky's gone out (violet vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1982  beggars banquet 
punk new wave
ristampa in vinile viola e rimasterizzata dalla fonti analogiche originali, realizzata nel 2018, in occasione del quarantennale dalla nascita del gruppo, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura uscita in Uk su Beggars Banquet, e corredata di inner sleeve. Il terzo magnifico capitolo della band di Northampton, uscito nell'ottobre del 1982 e giunto al quarto posto della classifica inglese. Considerato da alcuni come il loro massimo capolavoro, "The Sky's Gone Out" e' forse il progetto piu' ambizioso e complesso della band, intenzionata a scrollarsi di dosso ogni possibile cliche' legato a quella scena dark ala cui nascita d'altro canto avvano contribuito imprescindibilmente con lo storico 12" "Bela Lugosi's dead" e poi con gli albums "In The Flat Field" e "Mask". L' album si apre con una versione di "Third Uncle" di Brian Eno, che evidenzia il legame dei Bauhaus con il rock decadente degli anni '70, proiettato pero' in pieno clima post punk. La seconda facciata dell' album e' particolarmente psichedelica, onirica e sperimentale, decisamente sorprendente per i vecchi fans della band, una parte dei quali non riusci' a comprendere appieno questo disco epocale, che da' forme nuove per le sonorita' palpitanti, ossessive e lancinanti, cupe e senza speranza del gruppo, base per le corrosive parti vocali dello spiritatissimo Peter Murphy, vero fantasma da palcoscenico capace di materializzare i soavi incubi di una intera generazione. I Bauhaus sono stati e sono tutt'oggi giustamente considerati come una delle band seminali e fondamentali degli anni ottanta capaci di creare una atipica alchimia dove si sono congiunte sonorita' glam-rock e punk, estremizzando nello stesso tempo tutte le allora contemporanee sonorit… wave, che dopo l'esplosione della rabbia punk, convergono verso introspettive e violente riflessioni crepuscolari. Nel 1979 i Joy Division pubblicano il loro primo album Unknown Pleasure , nello stesso anno i Bauhaus incidono il loro primo storico dodici pollici Bela Lugosi's Dead. I Bauhaus si formano a Northampton, alla fine del 1978 da Peter Murphy, Daniel Ash, David J. (Haskins) e Kevin Haskins. Inizialmente si facevano chiamare Bauhaus 1919, il loro primo concerto fu eseguito durante il New Years Eve 1978 al Wellingborough pub, a seguito del quale vennero scritturati dalla Small Wonder che pubblichera' il gia' citato Bela Lugosi's Dead, tra gli esordi piu' prorompenti della imminente nuova decade. Purtroppo il progetto Bauhaus si chiuse nel 1983, ma nel corso della loro breve parabola i quattro di Northampton sono riusciti a lasciarci magnifiche testimonianze di oscura bellezza, capaci di caratterizzare una intera decade ed imponendo il gruppo tra gli imprescindibili interpreti degli anni ottanta.
Euro
27,00
codice 2081208
scheda
Beach boys    pet sounds (mono, 50th anniversary)
Lp [edizione] nuovo  mono  eu  1966  capitol 
rock 60-70
ristampa del 2016, realizzata in occasione del 50esimo anniversario dalla uscita originaria, in vinile 180 grammi e corredata di copupon con codice per il download digitale, che riprende il raro mix mono del disco, ed il catalogo T2458 della originaria stampa mono, copertina pressoche' identica alla prima tiratura del 1966. Pubblicato in USA il 16 Maggio 1966 prima di "Smiley Smile" e dopo "Beach Boys Party ". Giunto al numero 10 delle classifiche USA ed al numero 2 di quelle UK. L'undicesimo album. Registrato dal 12 Luglio 1965 alla fine dell'Aprile 1966. Generalmente considerato come il capolavoro dei Beach Boys ed uno dei piu' geniali albums degli anni '60, il gruppo raggiunge qui il proprio culmine creativo sia a livello di composizioni che nel lavoro di studio, utilizzando procedimenti innovativi che sovrappongono le tastiere ad orchestrazioni, in un clima assolutamente druggy e carico di misticismo che vedono un' onda indefinita costruita con chitarre effettate, campanelli di bicicletta, organi distorti, clavicembali, flauti, suoni casuali, abbaiare di cani, slide, percussioni fatte con latine di coca cola e quant' altro, i brani sono tra i piu' memorabili tra quelli scritti dal gruppo, in particolare eccezionali le melodie, ma anche i testi sono di gran lunga i loro piu' complessi e variegati, le voci di Brian e Carl Wilson sono qui tra le piu' ispirate e tecnicamente perfette della intera storia del rock, tra i brani che figurano in questo album "Wouldn't It Be Nice", "God Only Knows", "Caroline No", "Sloop John B", "You Still Believe in Me", "Don't Talk", "I Know There's an Answer", "I Just Wasn't Made for These Times". Passato alla storia come il trionfo del genio poliedrico di Brian Wilson piu' che come un album dei Beach Boys (la maggior parte dei brani sono in effetti suonati da session men e non dal gruppo), le melodie sono invece quelle classiche dei Beach Boys, anche se ora completamente trasfigurate, album che ebbe vendite piuttosto scarse in USA (il loro meno venduto in assoluto dal 1963), ma che ando' benissimo Inghilterra, diverra' una delle influenze piu' grandi per tutta la psychedelia che sboccera' nel 1967, specialmente per quella inglese, i Beatles, Donovan, i Kaleidoscope, devono moltissimo a queste sonorita'. Certamente uno degli albums piu' influenti e riusciti della storia della musica rock.
Euro
27,00
codice 2081255
scheda
Beastie boys    Paul's boutique
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1989  capitol 
hip-hop
ristampa ufficiale, rimasterizzata, copertina apribile senza codice a barre, corredata di inner sleeve con i testi. Pubblicato nel luglio del 1989 dopo "Licensed To Ill" (1986) e prima di "Check Your Head" (1992), giunto al 14esimo posto delle classifiche americane ed al 44esimo di quelle inglesi, spinto dai singoli "Hey Ladies" e "Shadrach", il secondo album del primo gruppo famoso di hip hop bianco. Ritenuto uno dei massimi capolavori del gruppo, e' un vero atto d'amore per New York dall' "esilio" di Los Angeles! Questi alcuni dei pezzi riconoscibili tra queste tracce: "Superfly" di Curtis Mayfield, "Loose Booty" di Sly Stone, "Your mama don't dance" di Loggins & Messina e "Suzy is a headbanger" dei Ramones. Uno dei dischi piu' importanti nella storia dell'intero Hip Hop. Bianchi, di New York, si formano nel Greenwich Village nel 1981; Rick Rubin li scopre e li porta alla Def Jam. Sono stati il primo gruppo bianco a creare una sintesi tra l'hip hop afro americano ed il rock dei '70 di bands quali Led Zeppelin, o Ac Dc, con influenze hard core e punk.
Euro
29,00
codice 3021367
scheda
Beatles    abbey road
Lp [edizione] nuovo  stereo  EU  1969  Emi / Apple 
rock 60-70
Ristampa del 2012, rimasterizzata ed in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura del 1969 su Apple. Pubblicato il 26 Settembre del 1969 e giunto al primo posto delle classifiche sia inglesi che americane, sara' l'ultimo disco dei Beatles ad essere registrato (anche se ''Let it be'', registrato antecedentemente a questo, venne pubblicato solo l' 8 Maggio del 1970 e quindi posteriormente ad Abbey Road). E' questo, certamente, un album di proporzioni enormi, da un punto di vista concettuale anticipa l'arrivo del progressive, presentando una lunga suite sul lato 2 in cui molti dei temi che porteranno alla rivoluzione della musica degli anni '70 sono presenti e chiaramente svolti, dal punto di vista delle armonie vocali i Beatles giungono qui al punto massimo del loro carriera, brani quali ''Because'' o ''The End'' dimostrano come nell'utilizzo delle voci il gruppo non fosse inferiore a nessun'altro, per cio' che concerne invece le sonorita' si assiste per la prima volta all'utilizzo del moog, sintetizzatore analogico allora futuribile, gli arrangiamenti sono paragonabili per la loro complessita' solo a quelli di ''Sgt Pepper's'', le composizioni sono straordinarie, sia come qualita' che come originalita' e presentano ora potenti tocchi heavy di chitarra insieme a surreali pennellate acustiche di 6 e 12 corde, ''come together'', ''i want you'', ''she come through the bathroom window'', e soprattutto i capolavori di George Harrison, qui al suo massimo vertice artistico, ''something'', ''here come the sun'', fanno di questo album un assoluto e totale innovativo capolavoro che sta al pari dei migliori e piu' innovativi albums del decennio. Non poteva esservi modo migliore per chiudere il decennio e la straordinaria parabola artistica dei Beatles.
Euro
31,00
codice 2081240
scheda
Beatles    let it be
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1970  emi / apple 
rock 60-70
ristampa del 2012 rimasterizzata, in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Apple. Pubblicato in tutto il mondo l' 8 maggio del 1970 ma registrato nei primi mesi del 1969, giunto al primo posto delle classifiche inglesi ed al primo posto di quelle americane. Il dodicesimo album. L' ultimo disco dei Beatles ad essere pubblicato ma il penultimo ad essere registrato, frutto del mai portato a termine ''Get back'' ed ultimato con la produzione di Phil Spector. Fu l'unico album del gruppo a ricevere recensioni anche molto negative, ed e' certamente uno dei dischi piu' controversi della storia della musica rock. per comprendere meglio i motivi di questo '' caso Let It Be '' e' necessario ripercorrere, per sommi capi, la genesi del progetto. pubblicato nel maggio del 1970, venne pero' registrato in massima parte circa 15 mesi prima, nei primi mesi del 1969, assai prima, quindi, di Abbey Road, questo tempo trascorse per il gruppo tra beghe legali, litigi, apatie, querele e abbandoni. let it be e' un film sul disco, piuttosto che il contrario, l'intenzione iniziale era quella di documentare il lavoro dei beatles dentro allo studio di registrazione, ma gli attriti interni colpirono let it be fin dall'inizio, costruendo un documentario visivo e sonoro sulla disintegrazione del gruppo. solo paul mc cartney sembrava interessato a portare a termine il progetto, che si doveva intitolare originariamente '' Get Back'' e doveva essere un ritorno al suono senza sovraincisioni degli anni pre Rubber Soul, con brani semplici suonati e registrati in diretta. la produzone originale fu di George Martin e l'assistenza tecnica di Glyn Jones, ad un certo punto il gruppo riascolto' i nastri, trovarono l'intero lavoro senza scopo e decisero di abbadonare tutto, allora la apple , per evitare che davvero tutto venisse gettato, contatto' Glyn Jones perche' remixasse le tracce , e fu allora che entro' in gioco il produttore americano Phil Spector, famoso per il suo suono ultrapotente detto ''Wall Of Sound '' ( una tecnica che, a forza di sovraincisioni, creava una superproduzione che aveva il suo equilibrio proprio nell'eccesso ). il risultato, come scrisse rolling stone '' salvava il prodotto, ma dandone una dimensione opposta a quella che era stata originariamente intesa '' . l'onesta' e la semplicita' del progetto iniziale, si scrisse, vennero seppellite da muri di violini ed arrangiamenti commerciali, Spector, non lavoro' con il gruppo, che di fatto era allo sbando, e prese gran parte delle decisioni autonomamente , nel disinteresse dei quattro. tra le mosse piu' criticate ci fu naturalmente quella del massiccio utilizzo degli archi, ma in realta' questo tipo di arrangiamento e' presente soltanto in "The Long and Winding Road" e in parte in "Across the Universe" e "I Me Mine", mentre in effetti, il materiale contenuto nel disco e' molto meno uniforme rispetto agli altri lavori del gruppo, ancora recentemente Spector sostiene che il disco venne approvato da tutto il gruppo prima della pubblicazione, mentre Mc Cartney dichiara di '' non avere avuto il coraggio di ascoltare i nastri nemmeno una volta prima della pubblicazione''. detto questo, il disco e' largamente sottovalutato, si tratta comunque di un capolavoro, uno dei dischi dei Beatles in cui , per esempio, McCartney e' in migliore forma, scrive "Let It Be,'', "Get Back," , "The Long and Winding Road," solo per citare tre brani celeberrimi, il contributo migliore di John e' ''Across the Universe'' ma vi sono anche gli splendidi episodi di '' I Me Mine '' "Two of Us,", "I've Got a Feeling" , e "Dig a Pony." . Per chi volesse farsi un idea piu' precisa della situazione, ricordiamo che nel Novembre 2003, e' stata pubblicata la versione ''alternativa'' di Let It Be intitolata Let It Be... Naked, che si rifa' ai nastri pre- Spector, quindi privi delle sue manipolazioni e sovraincisioni , in questa versione, inoltre, "Dig It" e "Maggie Mae"sono state tolte in favore di "Don't Let Me Down".
Euro
31,00
codice 2081242
scheda
Beatles    Revolver
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1966  emi / parlophone 
rock 60-70
ristampa del 2012 rimasterizzata, in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Parlophone. Pubblicato originariamente in Inghilterra il 5 Agosto del 1966 e giunto al primo posto delle classifiche UK ed americane. Il settimo album dei Beatles, il successore di ''Rubber Soul'' e l'opera che precede ''Sgt Pepper's''. Riportiamo le parole della critica dell'epoca che lo descrisse in questo modo alla sua uscita ''questo album praticamente privo di difetti puo' essere considerato il punto piu' alto della carriera creativa dei Beatles in particolare e della musica moderna in generale''. Sicuramente tra i 10 albums piu' riusciti di sempre, cattura il gruppo nel periodo immediatamente precedente all'estate dei fiori del 1967, vale la pena di riportare per intero la scaletta, che suscita sconcerto, Taxman, Elenor Rigby, I'm Only Sleeping, Love You Too, Here There and Everywhere, Yellow Submarine, She Said She Said, Good Day Sunshine, And Your Bird Can Sing, For No One, Dr. Robert, I Want To Tell You, Got To Get You Into My Life, e, soprattutto, Tomorrow Never Knows. E' il primo album dei cosiddetti ''studio years'', il perioodo in cui i Beatles cessarono ogni attivita' concertistica, l'ultimo concerto e' dell' Agosto del 1966, il disco e' completamente impregnato di cio' che diverra' di li' a poco l'ideologia dell'estate dei fiori, controcultura, metafisica, sogno, droghe, brani geniali, musica indiana, esperimenti mai prima tentati, ma anche testi che divengono impegnati, anche socialmente, inoltre qui emerge la figura di George Harrison, in secondo piano nel primo periodo, diviene, con il suo interesse per la cultura ed il misticismo indiano, una influenza di enorme impatto sui Beatles prima e sulla intera scena poi, opera multiforme e caleidoscopica, e' invecchiato benissimo e suona sorprendente e geniale oggi come dovette esserlo 40 anni fa.
Euro
31,00
codice 2081055
scheda
Beatles    rubber soul
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1965  emi 
rock 60-70
ristampa del 2012 rimasterizzata, in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Parlophone. Pubblicato il 3 dicembre del 1965, prima di ''Revolver'' e dopo ''Help'', giunto al numero 1 delle classifiche Uk ed al numero 1 di quelle Usa. Il sesto album della discografia inglese, sicuramente uno dei lavori piu' importanti di tutti i tempi, qui per la prima volta la psichedelia si affaccia nelle partiture dei Beatles, tra echi di 12 corde byrdsiane, la scoperta delle droghe leggere a cui furono introdotti da bob dylan, ed i primi nastri al contrario, e' anche il disco preferito di george harrison, mirabile e miracoloso equilibrio tra la primavera della stagione acida ed i suoni iniziali, contiene, solo per citarne alcuni, brani del calibro di ''norwegian wood'','' nowhere man'', ''in my life'', ''drive my car'',''run for your life'', ''michelle'', fu recensito, all'epoca della sua uscita, con le parole '' e' tale la sostanza del lavoro che entriamo oramai in un territorio in cui le note critiche hanno una valenza quasi esclusivamente soggettiva''. si nota subito sin dalla copertina e poi anche nei testi, che sono taglienti, aspri e critici, l'addio alla canzone d' amore per i teen agers ed il primo passo del gruppo verso la mistica e l'arte pura e totale. fondamentale gradino dell'evoluzione sia della musica rock che del 33 giri, forse per la prima volta inteso come opera compiuta e non come mera raccolta di brani, mette in luce il conflitto e la contraddizione tra cio' che i beatles rappresentavano agli occhi di milioni di fans, ragazzini puliti e ben vestiti, e cio' che invece erano divenuti veramente, ovvero quattro artisti che cercavano di spostare il loro limite sempre piu' oltre, avranno tempo per puntualizzare la propria posizione nella incredibile escalation che partendo da qui durarera' inarrestabile fino allo scioglimento nel 1969.
Euro
31,00
codice 2081057
scheda
Beatles    Sgt.Peppers lonely hearts club band
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  emi / parlophone 
rock 60-70
ristampa del 2017 per l'anniversario, rimasterizzata, in vinile 180 grammi, copertina apribile senza barcode, pressocche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Parlophone, corredata dell' originaria inner sleeve, dell' originario inserto e di un esclusivo inserto apribile con foto e note. Pubblicato in Uk il primo giugno del 1967 dopo ''Revolver'' e prima del ''White album'', giunto al primo posto sia delle classifiche inglesi che di quelle americane. L' ottavo album. La pubblicazione di questo lavoro, preceduta dall'uscita dal singolo ''Penny Lane" / "Strawberry fields forever'' del 17 febbraio del 1967, rappresenta l' alba di una nuova era per la musica rock; l' immagine di buonismo che era stata ritagliata al gruppo loro malgrado viene qui del tutto smentita, tanto che ''A day in the life'', nel giorno della sua uscita, viene bandita dalla messa in onda sia un Uk che in Usa per ''presunti riferimenti alla droga''. ''Sgt Pepper's'' e' uno stupefacente collage di musica, parole, rumori, messaggi cifrati, effetti orchestrali, campane, suoni da pollaio, sequenze da sogno, osservazioni politiche e sociali ed e' frutto del piu' avanzato lavoro di studio mai effettuato fino ad allora, della durata di nove mesi con registratori 4 tracce, lavoro che costo' all' epoca circa 40.000 sterline. E' il primo concept album della storia, il primo in cui i testi sono pubblicati in copertina, il primo in cui i brani non hanno spazi vuoti tra uno e l' altro, il primo concepito come un unico organico lp e non come una raccolta di 45 giri o comunque composti singolarmente; insomma rappresenta un punto di non ritorno per l' arte degli anni '60 ed il suo impatto all'epoca fu pazzesco, sia tra i musicisti ed i critici che tra i semplici ascoltatori che ne rimasero in molti casi cosi' sorpresi da lasciare il disco sul piatto per mesi interi. Da Londra a San Francisco non si parlava d' altro che di questo lp, fu interpretato in tutti i modi, riportiamo alcuni commenti della stampa dell' epoca: ''La colonna sonora del giorno del giudizio'', ''sensazione di progressivo distacco e galleggiamento che ricalca quella del fumo dei derivati della canapa indiana'', '' l' avverarsi della profezia di Armageddeon''. La copertina era di per se' un enigma in cui si volle vedere ogni sorta di messaggio, i Betles avevano ora tutti baffi, indossavano caffetani e portavano mazzi di fiori, presto avrebbero incontrato il Maharishi Maesh Yogi a Bangor in Galles, Brian Epstain sarebbe morto e sarebbero partiti per l' india, la ''stagione dell'amore e dei fiori'' che cantano in questo lp sarebbe presto virata nel durissimo autunno del 1968, ma il passo in avanti compiuto dalla musica rock in questo giugno del 1967 e' enorme e certamente questo lp merita totalmente il titolo di ''piu' grande album di sempre'' di cui e' stato fregiato dall' epoca stessa della sua pubblicazione. Molto piu' di un disco, IL definitivo specchio dei tempi un cui fu concepito. Ecco la scaletta: "Sgt pepper's lonely hearts club band", "With a little help from my friends", "Lucy in the sky with diamonds", "Getting better", "Fixing a hole", "She's leaving home", "Being for the benefit of mr. Kite", "Within you without you", "When i'm sixty four", "Lovely Rita", "Good morning good morning", "A day in the life".
Euro
33,00
codice 2081068
scheda
Beck    Odelay
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1996  geffen 
indie 90
ristampa pressocche' identica alla prima rara tiratura, inserto, vinile 180 gr, etichette custom. Lp, pubblicato nel 96 dalla Bangload records, prima di "Mutations" e dopo "One foot in the grave", il quinto album, giunto alla posizione n.18 delle classifiche inglesi e al n.16 di quelle americane. Prodotto da Beck stesso con significativi contributi dei Dust Brothers e di Mario Caldato, è considerato da molti il suo capolavoro, uno dei migliori dischi del decennio; Beck raffina ulteriomente il suo eclettico stile, mescolando una moltitudine di generi musicali, dalla psichedelia alla musica orientale, dal blues all'hip pop, dall'indie all'easy listening, dentro canzoni che suonano pop e sperimentali allo stesso tempo. Beck Hansen, uno tra i più importanti esponenti della musica underground americana degli anni '90, è influenzato in gioventù sia dal blues rurale di Leadbelly e Mississippi John Hurt che dal noise e dallo hardcore; dopo alcuni anni trascorsi a New York, nel 1991 torna a Los Angeles, sua città natale, dove registra un 7" in 500 copie, "Loser", che diviene l'inno della generazione x, con enorme successo in tutti gli USA. Reclutato dalla Geffen, da qui in poi ogni suo nuovo Lp, è un avvenimento internazionale, grazie ad un caleidoscopio sonoro in cui si intrecciano folk, noise, hip hop, psychedelia, tropicalia e pop.
Euro
27,00
codice 2081259
scheda
Berry chuck    One dozen berrys (+2 tracks)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  waxtime 
blues rnr coun
ristampa limitata in vinile 180 grammi, fronte della copertina pressocche' identica a quello della prima rara tiratura su Chess, ma con note sul retro, e contenente due tracce bonus ("Brown Eyed Handsome Man", registrata il 16 aprile del '56, e "You Can't Catch Me", registrata il 20 dicembre del 1955 con Otis Spann al piano). Registrato tra il gennaio del 1957 ed il febbraio del 1958, con Willie Dixon presenza costante al basso nelle varie sessions. Originariamente pubblicato nel 1958 dalla Chess, il secondo micidiale album di Chuck Berry, uscito dopo l'epocale esordio ''After school session'' (1958) e prima di ''Chuck Berry is on top'' (1959). Un disco che contiene meno hits rispetto all'esordio (ma comunque troviamo qui pezzi come ''Sweet little sixteen'' e ''Rock & roll music''), questo ''One dozen berrys'' e' un lavoro che mostra una scaletta stilisticamente assai diversificata, a testimonianza della ricca ricetta che era alla base della rivoluzionaria musica del rocker americano: oltre ad episodi piu' smaccatamente rock'n'roll come quelli gia' citati, troviamo omaggi alla musica latina (''La jaunda''), ballate vicine allo stile di Nat King Cole (''How you've changed''), blues (''Blue feeling'') e riferimenti al country (''It don't take but a few minutes''). Un pezzo di storia fondamentale della musica rock. Una delle figure piu' importanti del rock and roll dei '50. Capace di fondere il rhythm and blues nero ed il country and western bianco; una fusione che insieme a testi innovativi per l'epoca, pieni di humour e dedicati ai giovani, dette origine ad un vero e proprio archetipo del rock and roll. Per questo e' stato definito il "padre fondatore" del genere; come disse John Lennon, "se il rock and roll avesse avuto un altro nome non avrebbe potuto essere che Chuck Berry". Charles Edward Anderson Berry, secondo alcune fonti nato a San Jose' in California nel '31, secondo altre a St. Louis nel '26, cresce comunque a St. Louis in una famiglia numerosa. Verso la meta' degli anni '40, per una condotta di vita non proprio irreprensibile, conosce per la prima volta il carcere. Si avvicina seriamente alla chitarra all'inizio dei '50 e nel '52 entra a far parte del Johnny Johnson Trio che, oltre a lui, comprende il pianista Johnson (che restera' al suo fianco per tutti i decenni successivi) ed il batterista Ebby Harding. Nel maggio del '55, per la Chess di Chicago, effettua la sua prima session, riproponendo un vecchio pezzo intitolato "Ida Red" con il nuovo titolo di "Maybelline", miscelando in esso blues, jazz, country e rockabilly. Nell'agosto dello stesso anno il brano e' al quinto posto della classifica di Billboard, supera il milione di copie e vince il "Billboard Triple Award" come disco piu' venduto. Il suo periodo piu' prolifico e creativo va dal '56 al '59, nel quale sforna un gran numero di successi, ormai divenuti dei classici del rock and roll, come "Roll Over Beethoven" e "Brown Eyed Handsome Man" (1956), "School Days" e "Rock and Roll Music" (1957), "Sweet Little Sixteen", "Johnny B. Goode", "Beautiful Delilah", "Carol" e "Sweet Little Rock And Roller" (1958), "Almost Grown", "Back In The Usa" e "Memphis Tennessee" (1959). Proprio in questi anni accompagna la sua frenetica attivita' dal vivo con la personalissima invenzione della "duck walk", la camminata dell'anatra. Verso la fine del '59 viene condannato a due anni di carcere ma, malgrado la sua assenza dalle scene, resta presente sul mercato con altre sue numerose hits. Torna in liberta' nel '63 e nel '64 effettua il suo primo tour inglese che lo porta a contatto con Animals, Beatles, Rolling Stones ed altri gruppi e musicisti che hanno trovato in lui una fonte di ispirazione. Verso la fine del '66 lascia la Chess e passa alla Mercury. Da qui in avanti la sua produzione conoscera' alti e bassi, senza mai giungere ai picchi del suo periodo d'oro.
Euro
21,00
codice 2081176
scheda
Big brother & the holding co.    cheap thrills
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  music on vinyl/col. 
rock 60-70
Ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, realizzata nel 2011 dalla Music On Vinyl, con copertina apribile pressoche' identica alla prima rara tiratura, senza barcode, etichetta "Columbia" rossa "360 Sound Stereo". Pubblicato in Usa nell' agosto del 1968 dopo ''Big brother & the holding company'', e giunto al primo posto delle classifiche americane ma non entrato in quelle inglesi. Il secondo album. Considerato dalla critica come uno dei lavori maggiori e piu' influenti di tutti gli anni '60, contiene brani del calibro di ''summertime'', ''piece of my heart'', ''turtle blues''. prima della sua pubblicazione fu preceduto da una attesa spasmodica e fu certamente uno dei dischi simbolo e di maggiore successo del 1968, pubblicato dalla columbia dopo un anno di cause legali con la mainstream, la vecchia label del gruppo, che ne deteneva i diritti, ebbe recensioni entusiastiche, divenne disco d'oro in un mese e primo in classifica in una settimana, la voce della joplin fu uno shock per il pubblico, nessuno prima di lei aveva usato toni cosi' emozionali, disperati forti ed intensi come lei fece in questo album, la band, con il tipico san francisco sound, chitarristico e orientalieggiante, fornisce un supporto ideale alle cavalcate senza freni del blues selvaggio ed acido della joplin, che suonera' l'ultimo concerto con i big brother quando questo lp sara' ancora in testa alle classifiche.
Euro
25,00
codice 2081162
scheda
Big star    radio city (180 gr.)
LP [edizione] nuovo  stereo  eu  1974  back to black / a&m / universal 
rock 60-70
ristampa del 2016 in vinile 180 grammi, corredata di coupon con codice per il download digitale, copertina pressoche' identica sul fronte alla prima rara stampa uscita su Ardent (il retro differisce nell' impostazione grafica dei titoli, e riporta erroneamente "Back of a Car" elencato due volte. Pubblicato in America nel settembre del 1974 dopo ''N.1 Record'' e prima di ''Third'', non entrato nelle classifiche americane ne' in quelle inglesi, "Radio City" e' il secondo album dello sfortunato gruppo di Memphis che Alex Chilton formo' nel 1971 dopo il grande successo, ancora adolescente, con i Box Top. Registrato dopo la uscita dal gruppo del talentuosissimo e sfortunato Chris Bell, "Radio City" e' un disco molto meno pop del primo, ma profondo e talvolta disperato, capace di esprimere per la prima volta appieno la personalita' depressa e geniale di Alex Chilton, che vi emerge in tutta la sua bizzarria ed oscurita' attraverso episodi di grande bellezza, certo non estranei al mirabile pop soul dell' esordio, arrichito di intricate melodie e sopraffine armonie vocali, elementi beatlesiani, folk rock, e non senza un tocco di psichedelia, ma piu' nervoso ed intriso di pessimismo, anche in quegli apisodi che ad un primo ascolto possono apparire solarmente pop, ma sono sempre dolorosamente agrodolci. Il disco propone una serie impressionante di brani memorabili, come l' isterica "O My Soul", l' amara "Life is white", la nervosa "Back Of A Car" o quel magnifico gioiello pop di "September Gurls" che diverra' un classico per diverse generazioni a venire. Un gruppo incredibilmente sfortunato, che avrebbe ispirato negli anni a venire innumerevoli artisti e gruppi, sovente capaci di ottenere riscontri e successo che certo i Big Star non hanno mai nemmeno sfiorato negli anni della loro attivita'. Prima dell' inevitabile scioglimento, il gruppo, ormai in disgregazione, registro' un terzo lavoro prima della fine del '74, significativo che abbia visto la luce solo nel '78, immediatamente considerato uno dei dischi piu' belli della storia del rock da gran parte della critica. Poco dopo la pubblicazione del disco Chris Bell, talentuosissimo artista in perenne fuga da se stesso, rimase ucciso in un incidente stradale, mentre Chilton aveva gia' iniziato una carriera solista e di produttore ricca di capitoli memorabili, sebbene sempre lontanissima dal successo che aveva avuto, ancora adolescente, con i Box Tops.
Euro
25,00
codice 2081279
scheda
Bjork    medulla
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2004  one little indian 
indie 90
Vinile doppio pesante voucher per mp3, copertina lucida apribile , inner sleeve, label custom. Pubblicato nell'agosto del 2004 dalla One Little Indian in Gran Bretagna, dove giunse al nono posto in classifica, e dalla Elektra negli USA, dove arrivo' al 14ø posto nella classifica di Billboard 200, "Medulla" e' il sesto album in studio della cantante islandese, uscito dopo "Vespertine" (2001) e prima dell'album di remix "Army of me" (2005). Uno dei dischi piu' atmosferici e sognanti di Bjork, "Medulla" e' un album quasi interamente vocale, con sparsi interventi strumentali; alcune tracce vocali sono processate elettronicamente in modo tale da sembrare strumenti. Il canto di Bjork e' accompagnato lungo il disco da quello di vari ospiti, fra cui Robert Wyatt e Mike Patton, nonche' da un coro inglese e da uno islandese; alcuni brani sono cantati in inglese, altri in islandese. L'atmosfera eterea e spirituale del disco e' creata e sorretta dalle voci, mentre gli arrangiamenti scarni e minimali aumentano paradossalmente l'intensita' della musica.
Euro
33,00
codice 2081253
scheda
Black angels    Directions to see a ghost
lp3 [edizione] nuovo  stereo  usa  2008  light in the attic 
indie 2000
Vinile triplo, copertina liscia apribile in tre, senza codice a barre, poster formato 4xA4 in carta lucida, ripiegato in quattro, con disegno a colori e tesi sul retro, piccolo adesivo rettangolare, label bianca in basso e rossa in alto, con bordi superiore ed inferiore a colori invertiti, scritte rosse e nome del gruppo in bianco, sulla seconda facciata del terzo vinile l'etichetta e' a scacchiera rossa e bianca senza scritte. Pubblicato nel maggio del 2008 dalla Light In The attic, ''Directions to see a ghost'' e' il secondo album dei Black Angels, uscito dopo ''Passover'' (2006). Il gruppo americano realizza in questo monumentale album una rivisitazione del classico sound dei primi Velvet Underground e dei sinistri e circolari mantra acidi dei Loop, attraverso brani che talvolta superano anche il quarto d'ora di durata, ipnotici e notturni. Minimalismo e acid rock vengono rivisitati con un'ottica ammodernata ma non troppo, lasciando trasparire con facilita' l'ispirazione dei maestri sopra citati. I Black Angels si formano ad Austin in Texas nel 2004 grazie ad Alex Maas (voce), Stephanie Bailey (batteria), Christian Bland (chitarra), Jennifer Raines (organo) e Nathan Ryan (basso), prendendo il nome da una canzone dei Velvet Underground, "The Black Angel's Death Song". Debuttano nel 2005 con un EP omonimo. Il suono del gruppo caratterizzato da chitarre sature e selvagge ed un incedere ipnotico e malato, si presenta come un mix tra Spacemen 3 (in quella particolare fusione tra psichedelia, garage e sonorita' noise futuribili) e Cult (ravvisabili nelle atmosfere vagamente gotiche, nella carica del cantato e nella ritmica potente).
Euro
38,00
codice 2081209
scheda

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