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Small faces
autumn stone
Lp2 [edizione] ristampa stereo ger 1969 bellaphon
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
ristampa tedesca realizzata dalla Bellaphon nel 1977, con copertina esclusiva, diversa da quella della prima rara tiratura su Immediate, del doppio album, copertina apribile, etichetta arancio con scritte e logo neri. Uscito dopo ''Grace under pressure'' e prima di ''Hold your fire'', e' un ritorno a sonorita' piu' hard rock classiche dopo la svolta ''techno'' dell' album precedente. Prodotto da Peter Collins, contiene tre brani divenuti classici del repertorio live: ''Manhattan project'', ''Big money'' e ''Territories''. Attivi dal 1969 a Toronto, Canada, si fecero le ossa suonando per anni un repertorio di brani heavy rock devoti a Cream, Led Zeppelin ed Hendrix. Ebbero la grande occasione di mettersi in mostra suonando di spalla nel 1973 per i New York Dolls, e presto realizzarono un singolo ed il loro primo omonimo album per la piccola etichetta autogestita Moon. L' interessse suscitato negli States li porto' ad un fruttuoso contratto con la Mercury, che stampo' anche negli U.S.A questo disco e poi i successivi, tutti caratterizzati da un suono potente ed articolato, tra hard rock e progressivo, e dalla particolarissima timbrica vocale del cantante, con testi di ispirazione fantascientifica. L' ascesa commerciale del gruppo fu costante per tutta la seconda meta' del decennio, sino alle stratosferiche vendite degli anni '80.
Small faces
in memoriam
lp [edizione] ristampa stereo ger 1969 outline / immediate
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Rara ristampa realizzata dalla tedesca Outline Records (sottoetichetta della Line) nel 1983, copertina lucida senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, etichetta bianca con quadrettatura celeste, catalogo OLLP 5270. Pubblicato per il mercato tedesco nel maggio 1969, poco dopo l' annuncio dello scioglimento del gruppo, si tratta di una preziosa raccolta di otto tracce in studio, b-sides o del tutto inedite, regisatrate tra il 1967 ed il 1968, e cinque brani live: i brani in studio provengono in gran parte dalle sessions di registrazione, effettuate per l' album "Ogden's Nut Gone Flake", con qualche brano proveniente dalle sessions che avrebbero dovuto dar vita al progettato quarto album "1862", rimasto incompiuto ed inedito; i brani dal vivo risalgono al concerto effettuato il 18 novembre 1968 alla Newcastle City Hall di Newcastle upon Tyne, con aggiunta di applausi ed urla sovraincise. Gran parte dei brani saranno poi inclusi nella raccolta doppia, uscita in Inghilterra nel novembre 1969, "The Autumn Stone". La prima facciata e' quella registrata dal vivo, ed include i brani: "Rollin' Over", "If I Were a Carpenter" di Tim Hardin, "Every Little Bit Hurts", "All or Nothing", "Tin Soldier" (tutti, tranne "All or Nothing", saranno inclusi in "The Autumn Stone". La facciata B, registrata in studio, include i brani: "Red Balloon" di Tim Hardin, "Just Passing" (gia' retro del singolo "I Can't Make It", marzo 1967), "Wide Eyed Girl On the Wall" (strumentale), "Wham Bam Thank You Mam" (gia' retro del singolo" Afterglow of your love" del marzo 1969), "I'm Only Dreaming" (gia' retro del singolo Itchycoo Park", agosto 1967), "I Feel Much Better" (gia' retro del singolo "Tin Soldier", dicembre 1967), "Donkey Rides, A Penny, A Glass" (retro del singolo "The Universal", giugno 1968) e "Don't Burst My Bubble".
Small faces
Small faces (1966 1st lp mono)
Lp [edizione] nuovo mono eu 1966 decca / universal
rock 60-70
rock 60-70
ristampa in vinile 180 grammi, in mono, copertina pressoche' identica alla prima molto rara tiratura. Pubblicato in Inghilterra dalla Decca nel maggio del 1966 prima di ''From The Beginning'', e giunto al numero 3 delle classifiche britanniche, non entrato in quelle Usa, il primo album. Uno dei capolavori dell' english r'n'b', grazie a un sound travolgente che sta tra i primi tre albums dei Rolling Stones ed i primi due degli Who, e che coglie in maniera mirabile lo spirito dei tempi, quelli della British Invasion, in cui gli americani bianchi ascoltarono per la prima volta il blues, ma proposto dagli inglesi, visto che negli USa tale genere era ancora ''for black only'' e inserito nei negozi sotto la sigla dei ''racial records''. In questo periodo Steve Marriott aveva un timbro vocale ancora piu' black di quello di Mick Jagger o Roger Daltrey, infatti, la piu' grande influenza degli Small Faces erano Sam Cooke e Marvin Gaye, e su questi suoni il gruppo si era fatto le ossa, ma con le chitarre distorte e la ritmica ultrapotente cio' che ne esce e' piu' simile ai primi Who che ai maestri del soul, il disco e' quello che piu' si avvicina a cio' che diverra' l' American garage e contiene celeberrimi brani entrati nella storia del rock, "What'cha Gonna Do About It", "Shake" and "E to D", ''You better believe it'', ''Sha la la la lee'', solo per citarne alcune. Un capolavoro assoluto ed una pietra miliare della storia dl rock.
Small faces
small faces (1966 1st lp)
Lp [edizione] originale mono uk 1966 decca
[vinile] excellent [copertina] Good rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] Good rock 60-70
prima molto rara stampa inglese, ovviamente in mono (il disco non fu all' epoca realizzato in versione stereofonica), copertina (con diversi comunque non gravi segni di invecchiamento) laminata sul fronte, pressata da James Upton, etichetta rosso/marrone con logo "Decca" non riquadrato (unboxed), nella versione senza "deep groove", senza "tax code" "K/T" stampato a destra (ne' sul lato B ne' sul lato A), e con Biem, NCB ed Mpcs riquadrati a destra sul lato A, Biem sul lato B, con anno di uscita sull' etichetta a sinistra in alto e non in basso, e con "Made in England - The Decca Record Co. Ltd." in alto, trail off matrix "-4A" su entrambi i lati. Pubblicato in Inghilterra nel maggio del 1966 prima di ''From The Beginning'', e giunto al numero 3 delle classifiche britanniche, non entrato in quelle USA. Il primo album. Uno dei capolavori dell' english r'n'b', grazie a un sound travolgente che sta tra i primi tre albums dei Rolling Stones ed i primi due degli Who, e che coglie in maniera mirabile lo spirito dei tempi, quelli della British Invasion, in cui gli americani bianchi ascoltarono per la prima volta il blues, ma proposto dagli inglesi, visto che negli USa tale genere era ancora ''for black only'' e inserito nei negozi sotto la sigla dei ''racial records''. In questo periodo Steve Marriott aveva un timbro vocale ancora piu' black di quello di Mick Jagger o Roger Daltrey, infatti, la piu' grande influenza degli Small Faces erano Sam Cooke e Marvin Gaye, e su questi suoni il gruppo si era fatto le ossa, ma con le chitarre distorte e la ritmica ultrapotente cio' che ne esce e' piu' simile ai primi Who che ai maestri del soul, il disco e' quello che piu' si avvicina a cio' che diverra' l' American garage e contiene celeberrimi brani entrati nella storia del rock, "What'cha Gonna Do About It", "Shake" and "E to D", ''You better believe it'', ''Sha la la la lee'', solo per citarne alcune. Un capolavoro assoluto ed una pietra miliare della storia dl rock.
Small faces
small faces (1966 1st lp)
Lp [edizione] originale mono uk 1966 decca
[vinile] excellent [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] Very good rock 60-70
prima molto rara stampa inglese in mono, copertina (con moderati segni di invecchiamento) laminata sul fronte, pressata da James Upton, etichetta rosso/marrone con logo "Decca" non riquadrato (unboxed), nella versione senza "deep groove", con "tax code" "K/T" stampato a destra sul lato B e non sul lato A, e con Biem, NCB ed Mpcs riquadrati a destra sul lato A, Biem ed Mpcs sul lato B, con anno di uscita sull' etichetta a sinistra in alto e non in basso, e con "Made in England - The Decca Record Co. Ltd." in alto, trail off matrix "-4A" su entrambi i lati. Pubblicato in Inghilterra nel maggio del 1966 prima di ''From The Beginning'', e giunto al numero 3 delle classifiche britanniche, non entrato in quelle USA. Il primo album. Uno dei capolavori dell' english r'n'b', grazie a un sound travolgente che sta tra i primi tre albums dei Rolling Stones ed i primi due degli Who, e che coglie in maniera mirabile lo spirito dei tempi, quelli della British Invasion, in cui gli americani bianchi ascoltarono per la prima volta il blues, ma proposto dagli inglesi, visto che negli USa tale genere era ancora ''for black only'' e inserito nei negozi sotto la sigla dei ''racial records''. In questo periodo Steve Marriott aveva un timbro vocale ancora piu' black di quello di Mick Jagger o Roger Daltrey, infatti, la piu' grande influenza degli Small Faces erano Sam Cooke e Marvin Gaye, e su questi suoni il gruppo si era fatto le ossa, ma con le chitarre distorte e la ritmica ultrapotente cio' che ne esce e' piu' simile ai primi Who che ai maestri del soul, il disco e' quello che piu' si avvicina a cio' che diverra' l' American garage e contiene celeberrimi brani entrati nella storia del rock, "What'cha Gonna Do About It", "Shake" and "E to D", ''You better believe it'', ''Sha la la la lee'', solo per citarne alcune. Un capolavoro assoluto ed una pietra miliare della storia dl rock.
Small faces
Small faces (1967 album, white vinyl)
Lp [edizione] ristampa stereo ger 1967 impact / line
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Rara ristampa tedesca del 1983, in vinile bianco, copertina lucida senza barcode, pressoche' identica a quella della prima molto rara tiratura su Immediate, etichetta bianca con quadrettatura grigia, catalogo IMLP 4.00165 J. Pubblicato in Inghilterra nel giugno del 1967 prima di "Odgen's nut gone flakes" e dopo "From the beginning". Giunto al numero 12 delle classifiche Uk, e non pubblicato in Usa. Il terzo album, il secondo con titolo omonimo uscito nello spazio di un anno, dopo quello su Decca del maggio 1966; si tratta del disco che testimonia il passaggio del gruppo dall' iniziale R&B/ mod sound alla psichedelia. Permangono le influenze soul con richiami a James Brown ed Otis Redding ma si mischiano ora a sonorita' tipicamente floreali e moderniste, il disco contiene uno dei maggiori e piu' riusciti brani di tutta la psychedelia inglese , "Green Circles," un vero capolavoro non inferiore ai migliori Pink Floyd dell'era Barrettiana, ma anche "Become Like You", "Get Yourself Together", "Eddie's Dreaming" (registrato con il gruppo di Georgie Fame). Definito da molta della critica d'albione come il loro ''Revolver'', e' certamente uno dei massimi lavori dell'intera scena britannica psychedelic/freakbeat, nonche' il primo episodio a mettere a fuoco le sonorita' che troveranno poi compimento in ''Ogden's Nut Gone Flake'' .
Small faces
Small faces (mono,1967 album)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1967 immediate / charly
rock 60-70
rock 60-70
ristampa del 2022, in vinile 180 grammi, rimasterizzata recuperando il raro mix mono del disco, corredata di esclusiva inner sleeve con foto e note, copertina pressoche' identica a quella della prima molto rara tiratura su Immediate, con obi di presentazione. Pubblicato in Inghilterra nel giugno del 1967 prima di "Odgen's nut gone flakes" e dopo "From the beginning". Giunto al numero 12 delle classifiche Uk, e non pubblicato in Usa. Il terzo album, il secondo con titolo omonimo uscito nello spazio di un anno, dopo quello su Decca del maggio 1966; si tratta del disco che testimonia il passaggio del gruppo dall' iniziale R&B/ mod sound alla psichedelia. Permangono le influenze soul con richiami a James Brown ed Otis Redding ma si mischiano ora a sonorita' tipicamente floreali e moderniste, il disco contiene uno dei maggiori e piu' riusciti brani di tutta la psychedelia inglese , "Green Circles," un vero capolavoro non inferiore ai migliori Pink Floyd dell'era Barrettiana, ma anche "Become Like You", "Get Yourself Together", "Eddie's Dreaming" (registrato con il gruppo di Georgie Fame). Definito da molta della critica d'albione come il loro ''Revolver'', e' certamente uno dei massimi lavori dell'intera scena britannica psychedelic/freakbeat, nonche' il primo episodio a mettere a fuoco le sonorita' che troveranno poi compimento in ''Ogden's Nut Gone Flake'' .
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