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Pretty things
Bbc 1964-1967
Lp [edizione] nuovo mono eu 1964 no kidding
rock 60-70
rock 60-70
Edizione limitata in vinile colorato oro, verde scuro e verde chiaro, in mono ed a 45 giri, con label di diametro ridotto e di colore grigio con scritte bianche, catalogo NK201803, copertina costituita da busta di plastica trasparente con chiusura a linguetta ed inserto rettangolare con note e foto, senza codice a barre. Pubblicato nel 2018 dalla No Kidding, questo album contiene splendide registrazioni radiofoniche effettuate dai Pretty Things fra il 1964 ed il 1967 per programmi della BBC come Saturday Club e Top Gear. La qualita' sonora e' uniformemente eccellente, e l'ordine cronologico in cui sono disposti i brani in scaletta offre un'interessante prospettiva sull'evoluzione dello stile dei Pretties in quegli anni, dallo scoppiettante beat / r'n'b degli esordi fino alle brillanti produzioni psichedeliche e freakbeat del 1967; un ascolto che i fan del gruppo gradiranno quasi certamente. Questa la scaletta: ''Big boss man'', ''Don't bring me down'', ''Mama keep yoiur big mouth shut'', ''Roadrunner'', ''Big city'' (Saturday Club, 10/64); ''Midnight to six man'', ''Buzz the jerk'', ''L.S.D.'', ''Sitting all alone'' (Saturday Club, 5/66); ''Defecting grey'', ''Turn my head'', ''Walking through my dreams'' (Top Gear, 3/12/67). Gruppo inglese di grande spessore per quanto non fra i piu' famosi, i Pretty Things si formarono nella prima meta' degli anni '60 presso Dartford, nel Kent. Il chitarrista Dick Taylor suono' brevemente in una delle primissime incarnazioni dei Rolling Stones, e fondo' poi i Pretty Things insieme all'istrionico cantante Phil May. I primi anni del gruppo, particolarmente ispirati da Bo Diddley ma anche da Chuck Berry e Jimmy Reed, furono all'insegna del beat e dello r'n'b piu' scatenati e duri d'Inghilterra, mentre il gruppo non sfondo' negli USA dove pero' divento' formazione di culto. Il 1967 segno' l'ingresso dei Pretties nel colorato mondo della psichedelia, al quale parteciparono attivamente con perle lisergiche a 45 giri quali ''Defecting grey'' (1967) e poi con lo storico album ''S.F. Sorrow'' (1968), considerato da molti come la prima opera rock, precedente ''Tommy'' (1969) degli Who. Taylor abbandono' poco dopo, ma il gruppo, perennemente soggetto a cambiamenti nell'organico, ottenne ottimi riscontri di critica con il successivo ''Parachute'' (1970), fra post psichedelia ed accenni progressivi. I decenni successivi ai '70 assistono ad un'attivita' piu' sporadica ma che produce ancora lp, con ''Balboa island'' che esce nel 2007.
Pretty things
Bouquets from a cloudy sky (rarities)
Lp [edizione] nuovo stereo isr 1964 tom
rock 60-70
rock 60-70
Copertina lucida fronte retro senza codice a barre, catalogo DANA50. Pubblicazione privata del 2015 che contiene tredici rarissime incisioni dei Pretty Things, tratte dal pure esso raro cofanetto "Bouquets from a cloudy sky", uscito nel febbraio di quello stesso anno, e contenente fra le altre cose anche un doppio cd con rarità ed inediti. I brani che ascoltiamo in questo lp, con qualità sonora non sempre eccelsa, sono potenti istantanee di diversi momenti della pluridecennale vicenda dei Pretties, dal 1964 (con un demo di "Don't bring me down" di inizio 1964 ed una registrazione della BBC di "Johnny B. Goode" risalente al dicembre di quell'anno) fino al 2012 (la cover della beatlesiana "Helter skelter", tratta dal doppio ep della Fruits De Mer "The white ep", contenente brani di autori vari); fra di essi, uno scoppiettante demo di "Turn my head", esplosivo episodio di freakbeat inacidito, una serie di demo della seconda metà del 1970 e di inizio 1971, registrati fra "Parachute" (1970) e "Freeway madness" (1972). Questa la scaletta completa: "Johnny B. Goode" (registrazione per la BBC, 12/64); "Turn my head" (demo tratto da acetato, 19/9/67); "Everything you do is fine", "You never told me lies", "Take a look at me", "Seen her face before" (brani tratti dai Westbourbe Terrace Demos, luglio 1970 / inizio 1971); "I'd love her if I knew what to do" (demo casalingo, 11/71); Monster club" (da una colonna sonora filmica, 1980); Don't bring me down" (primitiva versione demo tratta da un acetato di inizio 1964); Holding on to love" (outtake da "Rage before beauty", 1989); "Hoochie coochie man", "It's all over now, baby blue" (outtakes da "Balboa island", 2005/2006); "Helter skelter" (dal doppio ep di autori vari "The white ep", 2012). Gruppo inglese di grande spessore per quanto non fra i più famosi, i Pretty Things si formarono nella prima metà degli anni '60 presso Dartford, nel Kent. Il chitarrista Dick Taylor suonò brevemente in una delle primissime incarnazioni dei Rolling Stones, e fondò poi i Pretty Things insieme all'istrionico cantante Phil May. I primi anni del gruppo, particolarmente ispirati da Bo Diddley ma anche da Chuck Berry e Jimmy Reed, furono all'insegna del beat e dello r'n'b più scatenati e duri d'Inghilterra, mentre il gruppo non sfondò negli USA dove però divenne formazione di culto. Il 1967 segnò l'ingresso dei Pretties nel colorato mondo della psichedelia, al quale parteciparono attivamente con perle lisergiche a 45 giri quali ''Defecting grey'' (1967) e poi con lo storico album ''S.F. Sorrow'' (1968), considerato da molti come la prima opera rock, precedente ''Tommy'' (1969) degli Who. Taylor abbandonò poco dopo, ma il gruppo, perennemente soggetto a cambiamenti nell'organico, ottenne ottimi riscontri di critica con il successivo ''Parachute'' (1970), fra post psichedelia ed accenni progressivi. I decenni successivi ai '70 assistono ad un'attività più sporadica ma che produce ancora lp, con ''Balboa island'' che esce nel 2007.
Pretty Things
get the picture?
Lp [edizione] originale mono uk 1965 fontana
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
prima assolutamente piu' che rara stampa inglese in mono, copertina laminata sul fronte, etichetta ruvida nera ed argento con griglia, con "Recording First Published..." a sinistra. Il "Revolver" dei Pretty Things, un album bellissimo, il secondo del gruppo, uscito nel dicembre del 1965 (e non entrato nelle classifiche inglesi), dopo "Pretty things" e prima di "Emotions", simile nello stile al primo, registrato con Skip Alan alla batteria, che aveva sostituito Mitch Mitchell, subentrato dopo l'abbandono di Viv Prince; fu un lavoro travagliato, durante le registrazioni infatti, John Stax e Brian Pendleton abbandoneranno sostituiti da John Povey e Wally Allen, ex Fenman. Nonostante il disco come detto sia basato sul potente r'n'b gia' presente nel primo lavoro, si cominciano a sentire gli inizi del cambiamento che portera' al sorprendente "Emotions". La qualita' dei brani e' straordinaria, sia nel caso degli originali che per quanto riguarda la manciata di covers presenti. Un classico.
Pretty Things
get the picture?
Lp [edizione] originale mono uk 1965 fontana
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
prima assolutamente piu' che rara stampa inglese in mono, copertina (con abrasione di alcuni centimetri sul retro) laminata sul fronte, etichetta ruvida nera ed argento con griglia, con "Recording First Published..." a sinistra. Il "Revolver" dei Pretty Things, un album bellissimo, il secondo del gruppo, uscito nel dicembre del 1965 (e non entrato nelle classifiche inglesi), dopo "Pretty things" e prima di "Emotions", simile nello stile al primo, registrato con Skip Alan alla batteria, che aveva sostituito Mitch Mitchell, subentrato dopo l'abbandono di Viv Prince; fu un lavoro travagliato, durante le registrazioni infatti, John Stax e Brian Pendleton abbandoneranno sostituiti da John Povey e Wally Allen, ex Fenman. Nonostante il disco come detto sia basato sul potente r'n'b gia' presente nel primo lavoro, si cominciano a sentire gli inizi del cambiamento che portera' al sorprendente "Emotions". La qualita' dei brani e' straordinaria, sia nel caso degli originali che per quanto riguarda la manciata di covers presenti. Un classico.
Pretty Things
get the picture? (gatefold sleeve)
Lp [edizione] ristampa mono usa 1965 norton
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Ristampa del 2000 in vinile pesante, in edizione monofonica, con copertina lucida apribile (la prima tiratura inglese del 1965 aveva copertina a busta non apribile), ricca di foto e note all' interno, catalogo ED-283. Il "Revolver" dei Pretty Things, un album bellissimo, il secondo del gruppo, uscito nel dicembre del 1965 (e non entrato nelle classifiche inglesi), dopo "Pretty things" e prima di "Emotions", simile nello stile al primo, registrato con Skip Alan alla batteria, che aveva sostituito Mitch Mitchell, subentrato dopo l'abbandono di Viv Prince; fu un lavoro travagliato, durante le registrazioni infatti, John Stax e Brian Pendleton abbandoneranno sostituiti da John Povey e Wally Allen, ex Fenman. Nonostante il disco come detto sia basato sul potente r'n'b gia' presente nel primo lavoro, si cominciano a sentire gli inizi del cambiamento che portera' al sorprendente "Emotions". La qualita' dei brani e' straordinaria, sia nel caso degli originali che per quanto riguarda la manciata di covers presenti. Un classico.
Pretty things
Live at rockpalast
LP2 [edizione] nuovo stereo eu 1998 repertoire
rock 60-70
rock 60-70
Doppio album, in vinile 180 grammi, copertina apribile, inserto apribile con foto, note storiche e crediti, inner sleeve con artwork. Pubblicato inizialmente in cd e DVD video nel 2014 dalla Repertoire, e nel 2016 in vinile dalla stessa label, questo album contiene le registrazioni del concerto dato dai Pretties alla Philipshalle di Dusseldorf, Germania, per la trasmissione Rockpalast, il 19 dicembre del 1998. La formazione per quella occasione era composta da sei elementi, cinque dei quali avevano fatto parte della band nei suoi anni migliori, i sixties: Phil May (voce), Dick Taylor (chitarra), Skip Alan (batteria), Jon Povey (tastiere) e Wally Waller (basso), ai quali si unì Frank Holland (chitarra), già membro della prog band England nei tardi anni '70. Il gruppo si lancia in un energico ed a tratti esplosivo set di r'n'b ed acid rock indurito e muscolare che include tanti classici sia del periodo beat / r'n'b che di quello psichedelico, da "Road runner" a "LSD", passando per molti brani del capolavoro "S.F. Sorrow". Energia e cattiveria e poca (o punta?) nostalgia. Questa la scaletta: "Road runner", "Don't bring me down", "Havana bound", "S.F sorrow is born", "Baron saturday", "Private sorrow", "Balloon burning", "Loneliest person", "Come see me", "Cries from the midnight cross", "Judgement day", "L.S.D.", "Old man going", "Route 66". Gruppo inglese di grande spessore per quanto non fra i più famosi, i Pretty Things si formarono nella prima metà degli anni '60 presso Dartford, nel Kent. Il chitarrista Dick Taylor suonò brevemente in una delle primissime incarnazioni dei Rolling Stones, e fondò poi i Pretty Things insieme all'istrionico cantante Phil May. I primi anni del gruppo, particolarmente ispirati da Bo Diddley ma anche da Chuck Berry e Jimmy Reed, furono all'insegna del beat e dello r'n'b più scatenati e duri d'Inghilterra, mentre il gruppo non sfondò negli USA dove però divenne formazione di culto. Il 1967 segnò l'ingresso dei Pretties nel colorato mondo della psichedelia, al quale parteciparono attivamente con perle lisergiche a 45 giri quali ''Defecting grey'' (1967) e poi con lo storico album ''S.F. Sorrow'' (1968), considerato da molti come la prima opera rock, precedente ''Tommy'' (1969) degli Who. Taylor abbandonò poco dopo, ma il gruppo, perennemente soggetto a cambiamenti nell'organico, ottenne ottimi riscontri di critica con il successivo ''Parachute'' (1970), fra post psichedelia ed accenni progressivi. I decenni successivi ai '70 assistono ad un'attività più sporadica ma che produce ancora lp, con ''Balboa island'' che esce nel 2007.
Pretty things
live at the heartbreak hotel
LP [edizione] originale stereo eec 1984 big beat
[vinile] Very good [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Very good [copertina] Very good rock 60-70
l' originale stampa realizzata dalla inglese Big Beat, "Made in Eec" anche per il mercato inglese, copia con moderati segni di invecchiamento su copertina e vinile, copertina senza barcode, etichetta grigia con logo bianco, catalogo WIK24. Pubblicato nell' agosto del 1984, a distanza di quattro anni dal nono album in studio "Cross talk'' (il successivo album in studio "... Rage Before Beauty" arrivera' solo nel 1999), il primo album dal vivo, registrato il 13 marzo del 1984 durante un tour che vedeva il gruppo esibirsi in piccoli clubs devoti al r'n'b' con una formazione che vedeva i membri fondatori Dick taylor e Phil May accompagnati da Joe Shaw, Dave Wintour, John Clark, Dave Wilki, Kevin Flanagan e John Elstar. Contiene i seguenti bani: Big boss man, Midnight to six man, I'm a king bee, Honey i need, Shakin' alla over, Rosalyn, Road runner, Mama, Rainin' in my heart, Reelin' and rockin', Don't bring me down, Mona.
Pretty things
Live on the bbc
lp2 [edizione] nuovo stereo eu 1964 repertoire
rock 60-70
rock 60-70
Vinile doppio da 180 grammi, copertina apribile senza codice a barre, label custom, catalogo V192. Pubblicato nel 2016 dalla Repertoire, questo doppio album compila venticinque brani registrati dal vivo dai Pretty Things per la BBC e tratti dagli archivi dell'emittente britannica: le registrazioni coprono il periodo 1964-1975, fornendo cosi' una vasta panoramica dell'evoluzione, molto marcata, dello stile del gruppo durante la prima fase della sua carriera, passando dal dirompente ed eccelso beat duro / r'n'b del 1964/66 alla visionaria psichedelia dei tardi anni '60, allo art pop progressivo di pregevole fattura di ''Parachute'' (1970), alle contaminazioni hard rock, pop e glam di meta' anni '70. Questa la scaletta: 01. Big Boss Man 02. Mama, Keep Your Big Mouth Shut 03. Don't Bring Me Down 04. Road Runner 05. Big City 06. Sitting All Alone 07. Buzz The Jerk 08. Midnight To Six Man 09. L.S.D. 10. Turn My Head 11. Defecting Grey 12. Walking Through My Dreams 13. S.F. Sorrow Is Born 14. She Says Good Morning 15. Balloon Burning 16. Cries From The Midnight Circus 17. Sickle Clowns 18. Peter/Rip Off Train 19. Cold Stone 20. Summertime 21. Circus Mind 22. Singapore Silk Torpedo 23. Bridge Of God 24. Belfast Cowboys/Bruise In The Sky 25. Dream/Joey. Gruppo inglese di grande spessore per quanto non fra i piu' famosi, i Pretty Things si formarono nella prima meta' degli anni '60 presso Dartford, nel Kent. Il chitarrista Dick Taylor suono' brevemente in una delle primissime incarnazioni dei Rolling Stones, e fondo' poi i Pretty Things insieme all'istrionico cantante Phil May. I primi anni del gruppo, particolarmente ispirati da Bo Diddley ma anche da Chuck Berry e Jimmy Reed, furono all'insegna del beat e dello r'n'b piu' scatenati e duri d'Inghilterra, mentre il gruppo non sfondo' negli USA dove pero' divento' formazione di culto. Il 1967 segno' l'ingresso dei Pretties nel colorato mondo della psichedelia, al quale parteciparono attivamente con perle lisergiche a 45 giri quali ''Defecting grey'' (1967) e poi con lo storico album ''S.F. Sorrow'' (1968), considerato da molti come la prima opera rock, precedente ''Tommy'' (1969) degli Who. Taylor abbandono' poco dopo, ma il gruppo, perennemente soggetto a cambiamenti nell'organico, ottenne ottimi riscontri di critica con il successivo ''Parachute'' (1970), fra post psichedelia ed accenni progressivi. I decenni successivi ai '70 assistono ad un'attivita' piu' sporadica ma che produce ancora lp, con ''Balboa island'' che esce nel 2007.
Pretty Things
parachute
Lp [edizione] originale stereo uk 1970 harvest
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
prima rarissima stampa inglese, copertina apribile e laminata fronte e retro, pressata da "Garrod & Lofthouse" come indicato sul retro in basso, etichetta verde e gialla senza piccolo logo Emi e con scritta lungo la circonferenza in alto che inizia con "The Gramophone Co.", trail off matrix "A-2" / "B-2" (non sono riportate di questo disco matrici precedenti). Pubblicato in Inghilterra nel Giugno del 1970 dopo ''S.F. Sorrow'' e prima di ''Freeway Madness'', giunto al 43esimo posto delle classifiche UK e non entrato in quelle USA. Il quinto album, distante dal suono psichedelico del suo predecessore, fu registrato agli Abbey Road studios a Londra, con Norman Smith alla consolle, da Phil May, John Povey e Wally Allen e dai nuovi membri Skip Alan (ex Sunshine) e Victor Unitt (ex Edgar Broughton Band), il disco e' stato definito in molti modi nel corso del tempo, ''hard rock'', ''progressive'', ''una via di mezzo tra il White Album ed Abbey Eoad'', e' stato incoronato, retrospettivamente, ''miglior album assoluto del 1970'' dalla prestigiosa rivista Rolling Stone. In realta' si tratta di un lavoro dalla altissima caratura artistica e tecnica che riunisce in se', come tipico del biennio 1968-1970 tutte le componenti di cui sopra, ma le rielebora in uno stile senza compromessi e carico di energia che e' quello a cui il gruppo ha abituato i propri (pochi) fans fin dagli esordi. Album misteriosamente sottovalutato dagli ascoltatori, e' degno della loro produzione migliore e vale la pena di riscoprirlo approfonditamente. Tra i brani ''the good mr square'', ''sickle clowns'', ''parachute''. Anche questo lp, tra l'altro l'unico della carriera insieme all'esordio ad entrare in classifica in inghilterra (49ø posto), vendera' poche migliaia di copie (si stima intorno alle 3.000).
Pretty Things
Pretty things (180 g)
Lp [edizione] nuovo mono eu 1965 madfish
rock 60-70
rock 60-70
Ristampa ricavata dai masters originali, in vinile 180 grammi e con copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura. Uno dei capolavori del garage blues revival inglese. Il primo album, uscito in Inghilterra su Fontana nel Marzo del 1965 prima di "Get the picture", e giunto al numero 6 delle classifiche inglesi, non entrato in quelle Usa dove venne pubblicato con copertina ed anche una scelta dei brani significativamente diversa. Uno dei grandi classici del "british r' n' b", documento storico di vitalita' eccezionale, e' un disco potentissimo, ruvido e proto punk sullo stile del primo Rolling Stones o Animals, ma con un piglio metropolitano e nichilista degno di "My generation" degli Who, insuperato nel fondere la tradizione del blues nero americano con l' energia delle strade londinesi, composto come nella tradizione del genere da un mix di brani originali, tra cui "13 Chester street", "Unknown blues", "Honey i need", tra gli altri e alcune riletture di classici blues americani, come "Road runner" e "Pretty things" di Bo Diddley. E' incredibilmente non invecchiato di un giorno ed annichilente oggi come lo dovette essere nel giorno della sua uscita. Sara' l' unico album registrato per intero con il mitico Viv Prince, personaggio appartenente alla categoria dei lunatici inglesi che dopo aver commesso ogni genere di eccessi sara' licenziato alla vigilia dell' uscita del secondo lp, nel dicembre del 1965. Un vero capolavoro che merita di essere posto nell' olimpo dei classici immortali degli anni '60.
Pretty Things
Pretty things (gatefold sleeve)
Lp [edizione] ristampa mono usa 1965 norton
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Ristampa del 2000 in vinile 180 grammi, in mono, copertina lucida per l' occasione apribile (non lo era l' originaria tiratura inglese su Fontana), ricchissima di note e foto all' interno e sul retro, catalogo ED-282. Uno dei capolavori del garage blues revival inglese. Il primo album, uscito nel Marzo del 1965 prima di "Get the picture", e giunto al numero 6 delle classifiche inglesi, non entrato in quelle Usa dove venne pubblicato con copertina ed anche una scelta dei brani significativamente diversa. Uno dei grandi classici del "british r' n' b", documento storico di vitalita' eccezionale, e' un disco potentissimo, ruvido e proto punk sullo stile del primo Rolling Stones o Animals, ma con un piglio metropolitano e nichilista degno di "My generation" degli Who, insuperato nel fondere la tradizione del blues nero americano con l' energia delle strade londinesi, composto come nella tradizione del genere da un mix di brani originali, tra cui "13 Chester street", "Unknown blues", "Honey i need", tra gli altri e alcune riletture di classici blues americani, come "Road runner" e "Pretty things" di Bo Diddley. E' incredibilmente non invecchiato di un giorno ed annichilente oggi come lo dovette essere nel giorno della sua uscita. Sara' l' unico album registrato per intero con il mitico Viv Prince, personaggio appartenente alla categoria dei lunatici inglesi che dopo aver commesso ogni genere di eccessi sara' licenziato alla vigilia dell' uscita del secondo lp, nel dicembre del 1965. Un vero capolavoro che merita di essere posto nell' olimpo dei classici immortali degli anni '60.
Pretty Things (electric banana)
electric banana sessions - 1967-1969
lp [edizione] nuovo stereo eu 1967 verne
rock 60-70
rock 60-70
Copertina lucida senza barcode, catalogo Ver 87; realizzato nel 2020 dalla francese Verne, questo album contiene
diciotto brani provenienti dai primi tre splendidi albums accreditati agli Electric Banana, ovvero i Pretty Things in incognito, realizzati tra il 1967 ed il 1969 dalla Music De Wolfe (l' etichetta piu' prolifica della "library music" inglese per molti anni). In questi leggendari lavori, divenuti negli anni degli oggetti di culto, e tasselli imprescindibili della storia artistica dei Pretty Things, gli stessi brani erano contenuti nella prima facciata in versione cantata, e nella seconda facciata in versione strumentale (con una eccezione nel terzo album, che contiene un brano strumentale non presente nella prima facciata); questa raccolta contiene da quei dischi quindici brani cantati e tre strumentali. Dal primo "Electric Banana" del 1967 sono tratte "Walking Down The Street", "If I Needed Somebody" e "Danger Signs", nelle versioni cantate; dal secondo "More Electric Banana" del 1968 e' tratta l' intera cacciata cantata, con "I See You", "Street Girls", "Grey Skies", "I Love You", "Love, Dance and Sing" e "A Thousand Ages From The Sun"; anche dal terzo "Even More Electric Banana" del 1969 sono tratte tutte le versioni cantate dei brani presenti, "Alexander", "I'll Never Be Me", "Eagle's Sun", "Blow Your Mind", "What's Good For the Goose" e "Rave Up", oltre alle versioni strumentali di "Alexander", "Eagle's Sun" e "Blow Your Mind". Questi albums furono distribuiti nel circuito librario e non nei negozi di dischi, e vedevano il gruppo (liberatosi da vincoli contrattuali con l' escamotage dell' agire in totale anonimato) alle prese con una eccezionale tempesta sonora di garage psichedelico, con splendidi brani di qualita' non inferiore ai migliori albums usciti a nome Pretty Things(siamo sovente dalle parti di "S.F.Sorrow"). Questi rari e ricercatissimi albums pubblicati dalla etichetta De Wolfe in Inghilterra dagli anni '60 ai primi anni '80, erano talora (come in questo caso) suonati da vere bands, spesso pescate nell' underground londinese, che venivano pagate a ''contratto'' ovvero per i brani che registravano per quel particolare lp; al gruppo veniva affidato un ''tema'' che sviluppavano, perlopiu' improvvisando in studio, ed agendo anonimamente e sotto falso nome, in quanto molte tra di esse erano legate da altri contratti (si trattava sostanzialmente di lavoro ''al nero'' spesso pagato poche sterline, caso famoso in questa serie proprio questo, che vede i Pretty Things, al solito alle prese con gravi problemi economici). Il gruppo era composto da Phil May, Dick Taylor, John Povey e Wally Allen, che per mantenersi durante gli anni della Swingin' London, accettarono di comporre e registrare, come molti altri loro colleghi, questi tre lavori di musica ''a contratto'' che la De Wolfe era intenzionata a rivendere come colonne sonore, sigle, sonorizzazioni, etc, e sui quali i musicisti non avevano alcun diritto, venendo pagati alla consegna dei nastri. I dischi di questo tipo non venivano venduti nei negozi, ma mandati a chi poteva essere interessato all'acquisto dei diritti per la musica in essi contenuta. I musicisti, privi di pressioni e anzi, stimolati a sperimentare, dovendo creare una sorta di colonna sonora per rappresentare l'atmosfera di clubs quali Ufo o Middle Earth, danno una performance magistrale a base di effetti, chitarre psichedeliche, uso di Fuzz e Wah Wah, con una groove ed un feeling assolutamente rappresentativo di quello di masterpieces del calibro di ''S.F.Sorrow '' ed allo stesso tempo del primo album per energia ed intensita'. Certamente un tris di album che se fossero stati propriamente pubblicati all'epoca della loro realizzazione sarebbero oggi tra i piu' ricercati e considerati lavori dell'Underground Inglese. Il gruppo abbandono' il progetto Electric Banana dopo l'uscita del terzo volume nel 1969, sara' ricostituito tuttavia per altri due inaspettati lp nel 1973 ("Hot Licks") e nel 1976 ("Return Of Electric Banana").
Pretty things / philippe debarge
Rock st. trop (lost 1969 album)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1969 madfish
rock 60-70
rock 60-70
Vinile da 180 grammi, inner sleeve con rare foto e nuove note. Ristampa del 2017 ad opera della Madfish, con copertina esclusiva e titolo cambiato, del gia' raro album uscito nel 2009 su Ugly Things Records (con titolo semplicemente "The Pretty Things / Philippe DeBarge"), contenente dodici preziosi brani registrati nel 1969 ma rimasti inediti fino al 2009 (delle stesse registrazioni esiste invero un rarissimo acetato che include pero' undici brani, mentre i brani qui sono dodici). Siamo nel 1969: "S.F. Sorrow" e' uscito e oramai vecchio, "Parachute" non e' ancora stato registrato. I Pretty Things sono al loro picco di creativita' ma senza un vero contratto, ed il chitarrista Dick Taylor esce dal gruppo (la sua prima occupazione sara' la produzione del primo album degli Hawkwind, dove suona pure, mentre solo dopo molti anni rientrera' nei Pretty Things). Entra pero' in scena Philippe Debarge: francese, miliardario, playboy, e superfan dei Pretty Things. Decide di commissionargli un vero e proprio abum, cosi' Debarge ed i cinque Pretty Things entrano nell' estete del 1969 nei Nova Studios, uno dei migliori e primi studi ad otto tracce di Londra, e con l' accesso a questa nuovissima tecnologia il gruppo inizia a sperimentare incisioni ed effetti multitraccia, con enormi quantita' di effetti psychedelici. Debarge e' alla voce solista ed i Pretty Things suonano e cantano tutto il resto di questi inverosimili dodici brani (alcuni dei quali registrati gia' pochi mesi prima con la denominazione Electric Banana per uno dei loro albums destinati al circuito library, con ancora Dick Taylor in formazione), nello stile classico dei Pretty Things della fine del decennio. Chitarre acustiche, elettriche, fuzz, suoni al contrario, Mellotron, harpsichord, oltre alle armonie vocali a tre di Phil May, Wally Waller e Jon Povey, sono la base di questa opera. Il disco venne completato e mixato, ma non usci' mai, e per la prima volta questi leggendari nastri vedono la luce solo nel 2009, forniti ed approvati dagli stessi Pretty Things. Nel 1975 Debarge pubblichera' un album in Francia con gli effimeri Il Barritz, prodotto da Phil May e Wally Waller (che vi suona anche). Questa la scaletta: ''Hello, how do you do'', ''You might even say'', ''Alexander'', ''Sen you with loving'', ''You're running you and me'', ''Peace'', ''Eagle's son'', ''Graves of grey'', ''New day'', ''It'll never be me'', ''I'm checking out'', ''All gone now''.
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