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Gun club    death party (+live radio session tracks)
mlp [edizione] nuovo  stereo  usa  1983  S.F.T.R.I. 
punk new wave
finalmente ristampato con l' aggiunta di 4 brani inediti registrati dal vivo in una session radiofonica a Ginevra nel 1983, ristampa con copertina pressocche' identica alla prima rara tiratura su Animal, senza barcode. Originatriamente pubblicato nell'aprile del 1983 dalla Animal, il bellissimo minialbum con 5 brani (The House On Highland Ave, The Lie, The Light Of The World, Death Party e Come Back Jim) altrimenti inediti della band di Los Angeles guidata dal grande Jeffrey Lee Pierce, registrato e pubblicato tra "Miami" e "Las Vegas Story", con una inedita formazione (i Gun Club si erano in pratica per il momento sciolti) con il Panther Burns Jim Duckworth alla chitarra ed il batterista dei Bush Tetras Dee Pop. Da aggiungere senza esitazione ai primi tre albums del gruppo, e' un altro splendido esempio del loro rock chitarristico, teso e tagliente, figlio dei Creedence Clearwater Revival quanto del punk rock americano, ed indelebilmente segnato dalla voce e dai testi di Pierce, tormentati dall'alcool e dalle droghe che lo porteranno prematuramente alla tomba. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1981 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
26,00
codice 2053280
scheda
Gun club    Destroy the country (extended)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1983  cleopatra 
punk new wave
per la prima volta stampato legalmente, remixato ed in vinile verde, il disco originariamente uscito come stampa privata nel 1984 sulla fantomatica Not Just the Same Records, non piu' con soli sei brani, ma ora con otto brani, con "Blood City" mancante ma in piu' "For The Love Of Ivy", "Lost Highway" e "Moonlight Motel". In piu', questa ristampa specifica finalmente l' occasione esatta di registrazione, effettuata al Manila di Firenze il 26 novembre del 1983, con la formazione composta da Jeffrey Lee Pierce, Terry Graham, Patricia Morrison ed il ritornato Kid Congo Powers. Una buona qualita' sonora mette in evidenza l'intensita' e l'approccio sanguigno e senza fronzoli del gruppo del compianto Pierce. Questa la scaletta: "Lost Highway", "Moonlight Motel", "Bad Indian", "Bad american'', ''Brother & sister'', ''Walking with the beast'', ''Sex beat'', "For the Love of Ivy". Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1981 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
25,00
codice 3012444
scheda
Gun club    Divinity
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1991  bang! records 
punk new wave
ristampa in vinile 180 grammi, copertina lucida apribile, inner sleeve con testi e foto, ampliata con l' aggiunta di due brani, rispetto alla originaria rara edizione realizzata dalla New Rose nel 1991 come doppio 12" (con sette brani pero', mentre qui' sono nove, con l' aggiunta di nuove esclusive versioni di "St.John's Devine" (originariamente nel precedente album "Pastoral Hide and Seek") e del traditional "Cool Drink Of Water" (gia' nel primo album in studio "Fire of Love"). Pubblicato nell'ottobre del 1991 dalla New Rose in Francia e dalla Solid negli USA, non uscito in Gran Bretagna, ''Divinity'' e' il sesto album in studio (ottavo includendo i live) dei Gun Club, uscito dopo ''Pastoral hide and seek'' (1990) e prima di ''Lucky Jim'' (1993). Registrato con la stessa line up del disco precedente, ed anche di quel "Mother Juno" che nel 1987 ne aveva segnato il ritorno, vede il gruppo americano guidato dal compianto Jeffrey Lee Pierce, proporre vecchi e nuovi brani, alcuni dei quali registrati dal vivo, marchiati a fuoco dalla personalita' del leader e del chitarrista Kid Congo Powers, un disperato ed intenso rock blues, ruvido e venato di psichedelia e punk, ma nel quale si intravedono nella melma sonora underground le radici della musica popolare americana, come il country o Johnny Cash. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1982 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
26,00
codice 3023026
scheda
Gun club    Elvis from hell (live and studio rarities 1981-93)
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  bang! records 
punk new wave
Vinile doppio pesante, copertina apribile, catalogo BANG!-LP108. Pubblicata nel 2017 dalla Bang!, questa raccolta compila una straordinaria sequenza di rarita' in studio e dal vivo del grande gruppo del compianto Jeffrey Lee Pierce, registrate fra il 1981 ed il 1993 e tratte da numerose pubblicazioni (compilation di artisti vari, album dal vivo, sessioni radiofoniche, demo), che vanno a fornire un eccellente compendio alla discografia principale dei Gun Club. Fra le registrazioni presenti, troviamo il primo demo mai registrato dal gruppo, sessioni radioniche newyorchesi del 1982, rare registrazioni acustiche di Jeffrey Lee Pierce e brani registrati dal vivo nel 1993 durante il tour di ''Lucky jim'' . Questa la scaletta: ''Goodbye johnny'' (dalla compilation ''Keats rides a harley'', 1981, registrato ai Program Studios di Los Angeles nell'aprile del 1981), ''Preachin' the blues'', ''Watermelon man'' , ''Devil in the woods'' (brani tratti dall'album ''Sex beat 81'', 1984, registrati ai Program Studios di Los Angeles nell'aprile del 1981); ''Fire of love'' (dalla raccolta ''Early warning'', 1997, registrazione antecedente all'album ''Fire of love''); ''Cool drink of water'', ''Fire of love'', ''John hardy'', ''Sex beat'', ''Preachin' the blues'' (brani tratti dalla raccolta ''The life and times of jeffrey lee pierce'', 2008, registrati il 5 maggio del 1982 agli Acoustilog Studios di new York, trasmessi radiofonicamente da France Inter); ''I asked for water, she gave me gasoline'' (inedito, registrato nel novembre/dicembre del 1989 e trasmesso radiofonicamente da una radio olandese); ''I'm going upstairs'', ''Be my kid'', ''L.A. Conty jail blues'' (brani tratti dalla raccolta ''The life and times of jeffrey lee pierce'', 2008, registrati con il chitarrista degli Urban Dance Squad Rene' Van Barneveld il 4 marzo del 1992 a Hilversum, Olanda, per una radio locale); ''Lucky jim'', ''Laughing'' (brani tratti dalla raccolta ''The life and times of jeffrey lee pierce'', 2008, registrati il 6 aprile del 1993 a Hilversum, Olanda, per una radio locale); ''A house is not a home'', ''Another country's young'', ''Ride'', ''Go tell the mountain'' (brani tratti dalla ristampa in cd dell'album ''Lucky jim'', edita nel 2005 dalla Flow Records, registrati dal vivo il 25 maggio del 1993 a Salisburgo in Austria, durante il tour del sopracitato album). Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1981 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
31,00
codice 3510513
scheda
Gun club    fire of love
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  munster 
punk new wave
Ristampa in vinile pesante, corredata di inner sleeve con foto e note, copertina pressoche' identica alla prima tiratura americana su Ruby. Lo straordinario primo album della band di Los Angeles capeggiata da Jeffrey Lee Pierce, texano di nascita, uno dei grandi perdenti della storia del rock, morto il 31 marzo del 1996 dopo una vita di abusi ed eccessi. Uscito nell' agosto del 1981, un disco unico ed inarrivabile, magnifica fusione dell' animalita' punk piu' selvaggia e delle radici country e blues, evocate in una sorta di rituale voodoo che conferisce a questo disco, tra i piu' belli di tutti gli anni '80, un alone davvero magico. Registrato dopo l' abbandono di Kid Congo Powers (che aveva fatto parte della primissima formazione ma preferi' andare nei Cramps, salvo tornare piu' tardi nei Gun Club), con la sezione ritmica dei grandi Bags (di cui faceva parte anche Patricia Morrison che suonera' nei Gun Club qualche anno dopo) e l' ingresso di Ward Dotson alla chitarra (poi fondatore dei Pontiac Bros), "Fire of Love" e' un disco tra i piu' travolgenti ed animaleschi che abbiano mai visto la luce, marchiato a fuoco dalla voce unica di Pierce, incredibilmente sofferta e viscerale, e da un suono chitarristico che ha fatto davvero scuola, oltre che da brani di stordente bellezza, come "Sex Beat", "She's Like Heroin to Me", quella "For the Love of Ivy" (dedicata a Poison Ivy dei Cramps) coscritta con Kid Congo Powers prima che lasciasse la band appunto per i Cramps, "Fire Spirit", "la cover incredibile di "Preachin' the Blues". Per quanto bellissimi, i due dischi sucessivi, "Miami" e "las Vegas Story", non reggeranno il confronto con questo, vera pietra miliare del rock. Da notare che il brano Fire Of Love non e' presente nell'album, uscira' nell'ultimo singolo estratto dall'album insieme al brano Walking With The Beast. Il disco racchiude un ampio catalogo di linguaggi musicali, ma riesce nell'intento di miscelare tutte queste forme sonore ricavandone un esplosivo concentrato di punk-rock rurale, che si rifa' ampiamente alla macabra iconografia tipica delle regioni del profondo sud degli Stati Uniti. Il basso di Rob Ritter e la batteria di Ted Graham forniscono una base che sa essere sia veemente che morbida, a seconda che Pierce si produca in accelerazioni mozzafiato verso l'ignoto o in ipnotiche cantilene blues. La chitarra di Dotson e' sempre perfetta, nel suo geniale accoppiamento di stili diversi e apparentemente contrastanti, swamp blues e frenesia punk in primis. Rifacendosi al lato piu' oscuro e demoniaco del rock, i Gun Club riescono ad appianare divergenze apparentemente insormontabili, a unire la violenza e la velocita' dei punk urbani alle lente e inesorabili cadenze del sud degli States, regalandoci un adrenalinico e grandioso capolavoro.
Euro
20,00
codice 2087800
scheda
Gun club    in my room
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1993  bang! records 
punk new wave
copertina lucida apribile, adesivo di presentazione sul cellophane, inner sleeve, etichetta nera con scritte bianche. Pubblicato nell' aprile del 2017, questo album postumo, probabilmente il piu' rilevante fin qui uscito a nome Gun Club, contiene quattordici brani inediti registrati in studio tra il 1991 ed il 1993, gli anni in cui il gruppo americano del compianto Jeffrey Lee Pierce pubblico' il sesto album in studio "Divinity" ed il settimo ed ultimo "Lucky Jim"; nove brani (gia' noti ai possessori di una versione in doppio cd uscita nel 2005 di "Lucky Jim") sono immediatamente successivi alla registrazione del sopracitato album, per cui "In My Room" ci da modo di ascoltare quello che Pierce fece in tempo a registrare dell' album che avrebbe dovuto seguire quel disco, ormai senza Kid Congo Powers alla chitarra (che compare pero' in due dei brani registrati nel 1991), con la stessa sezione ritmica che lo aveva accompagnato negli ultimi lavori (la bassista Romi Mori, poi ne Freeheat, ed il suo compagno, il batterista Nick Sanderson, ex Clock Dva, purtroppo anche lui scomparso prematuramente nel 2008). "In My Room" propone ancora una volta il suo intenso rock blues, ora piu' ruvido e spigoloso, ora piu' introverso e ripiegato su se stesso, nel quale si intravedono le radici della musica popolare americana, come il country o Johnny Cash, ma soprattutto spicca come sempre la straordinaria personalita' di Pierce, straordinariamente intenso e viscerale, dolorosamente autentico anche nei dischi che certo non possono essere accostati ai suoi capolavori, ma posseggono comunque momenti di grande profondita' . Curiosamente, molti brani rivelano una voglia della band di divertirsi piu' del solito, non a caso la scelta di varie sorprendenti covers, come una grintosa "Land of 1000 Dances" o "I Cant' Explain" degli Who (entrambe nelle sessions del 1993), accanto a scelte piu' consone al gruppo come "Not Supposed To Be That Way" di Willie Nelson e "Ruby, Don't Take Your Love To Town", classico country di Mel Tillis, ma soprattutto una splendida, scarna e dolente "Be My Kid Blues", traditional splendidamente reinterpretato che apre il disco, mentre in chiusura troviamo una nuova versione di "Mother Earth", gia' nel secondo magnifico album del gruppo "Miami", del 1982. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1982 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
24,00
codice 3022076
scheda
Gun club    lucky jim (+1 track)
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1993  cooking vinyl 
punk new wave
Ristampa del 2018, edizione limitata in vinile colorato, copertina apribile (a differenza della originaria tiratura vinilica su What's So Funny About Records), inner sleeve, codice per il download digitale ed una traccia aggiunta, come gia' nella riedizione su Bang! Records del 2011: "Desire". Uscito nel 1993, l' ultimo album non postumo dei Gun Club, il loro nono (includendo i live), pubblicato dopo "Divinity". Il gruppo americano guidato dal compianto Jeffrey Lee Pierce, propone anche qui, ormai senza Kid Congo Powers alla chitarra, il suo disperato ed intenso rock blues, ora piu' ruvido e spigoloso, ora piu' introverso e ripiegato su se stesso, nel quale si intravedono le radici della musica popolare americana, come il country o Johnny Cash, ma soprattutto spicca come sempre la straordinaria personalita' di Pierce, straordinariamente intenso e viscerale, dolorosamente autentico anche nei dischi, come questo, che certo non possono essere accostati ai suoi capolavori, ma posseggono comunque momenti di grande profondita' . Purtroppo sara' l' ultimo album della band, con la morte di Pierce sopraggiunta nel 1996. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1982 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
25,00
codice 3020372
scheda
Gun club    Miami
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  cooking vinyl 
punk new wave
ristampa del 2015, in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, corredata di inner sleeve con foto. Il secondo album della voodoo punk rock'n'roll band californiana di capitanata dal compianto Jeffrey Lee Pierce, sorta di animaleschi Doors. Registrato nella stessa formazione del primo epocale album "Fire of Love", pubblicato nel settembre del 1982, "Miami" e' un altro splendido capolavoro, caleidoscopio annichilente di 30 anni di musica americana, certo meno fisico e "punk" rispetto all' esordio ma ancora piu' evocativo e "maledetto", con il suo grande rock chitarristico, teso e tagliente, figlio dei Creedence Clearwater Revival quanto del punk rock americano, ed indelebilmente segnato dalla voce e dai testi di Pierce, tormentati dall' alcool e dalle droghe che lo porteranno non tardi alla tomba. Il disco racchiude un ampio catalogo di linguaggi musicali, ma riesce nell'intento di miscelare tutte queste forme sonore ricavandone un esplosivo concentrato di punk-rock rurale, che si rifa' ampiamente alla macabra iconografia tipica delle regioni del profondo sud degli Stati Uniti. Il basso di Rob Ritter e la batteria di Ted Graham forniscono una base che sa essere sia veemente che morbida, a seconda che Pierce si produca in accelerazioni mozzafiato verso l'ignoto o in ipnotiche cantilene blues. La chitarra di Dotson e' sempre perfetta, nel suo geniale accoppiamento di stili diversi e apparentemente contrastanti, swamp blues e frenesia punk in primis. Rifacendosi al lato piu' oscuro e demoniaco del rock, i Gun Club riescono ad appianare divergenze apparentemente insormontabili, a unire la violenza e la velocita' dei punk urbani alle lente e inesorabili cadenze del sud degli States, regalandoci un adrenalinico e grandioso capolavoro. Tra i brani, da segnalare almeno la splendida ballata "Carry Home", il country punk di "Brother and Sister", la significativa cover di "Run Through the Jungle" dei Creedence Clearwater Revival, il voodoo blues crampsiano di "Fire of Love". La formazione si sciogliera' poco dopo la registrazione di questo album, poi pero' Pierce la rimettera' in piedi con nuovi compagni di avventura realizzando un terzo splendido album, "The Las Vegas Story", a cui ne seguiranno altri in cui solo occasionalmente tornera' a riaffacciarsi la grandezza di questi primi dischi.
Euro
23,00
codice 2085067
scheda
Gun club    Mother berlin
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1987  bang! records 
punk new wave
copertina lucida apribile, con adesivo di presentazione sul cellophane, inner sleeve fotografica, etichetta nera e bianca; uscito nel novembre del 2015, questo album contiene quattordici brani registrati durante il 1987 presso gli Hansaton Studios di Berlino, nove dei quali saranno utilizzati per l' album "Mother Juno" che la Red Rhino pubblichera' nell' ottobre dello stesso anno, disco che ricevera' consensi contrastati per il pesante intervento, in fase di produzione, di Robin Guthrie dei Cocteau Twins, con un risultato a parere di chi scrive in fin dei conti assai riuscito; e' comunque benvenuta l' uscita di questo album che contiene registrazioni di quelle sessions prive ancora dell' intervento di Guthrie, restituendoci un disco piu' fedele alle coordinate abituali della musica del gruppo, oltre a ben cinque brani che non vennero otilizzati per l' album: "Nobody's City" e Crab Dance" uscirono nel 12" "Breaking Hands", mentre "Funky Junkie", "Sleepy Time Blues" e "Country One" rimarranno inedite. Queste le note all' album nella sua originaria edizione, prodotta da Guthrie: Il quarto album, registrato in Inghilterra e non pubblicato in America, uscito in Inghilterra per la Red Rhino nell' ottobre del 1987 e giunto al terzo posto delle classifiche indipendenti inglesi, della band una volta basata a Los Angeles, capeggiata da Jeffrey Lee Pierce, texano di nascita, uno dei grandi perdenti della storia del rock, morto il 31 marzo del 1996 dopo una vita di abusi ed eccessi. Dopo tra albums leggendari ("Fire of Love", "Miami" e "Las Vegas Story") la band si era momentaneamente dispersa, imboccata Pierce la stada dell' autodistruzione, riuscendo pero' a disintossicarsi momentaneamente dall' eroina pubblicando un buon album solista ("Wildweed") rimettendo quindi in pista la vecchia denominazione per questo album, un po' trascurato all' epoca della sua uscita ma invece davvero bello e da rivalutare. Ad accompagnarlo sono un ritrovato e sempre straordinario Kid Congo Powers alla chitarra, la da qualche tempo compagna giapponese Romi Mori al basso e l'inglese Nick Sanderson alla batteria, che con Pierce danno vita ad un album ancora una volta intenso e lacerante, a cui non nuoce la produzione (sulla carta improbabile) di Robin Guthrie dei Cocteau Twins, e che offre diversi brani all' altezza dei capolavori del passato: l' iniziale cavalcata country punk di "Bill Bailey", la bellissima "Thunderhead" che certamente si giova di un rito voodoo per riportare in vita il sacro furore di "Fire of Love", l' intenso e lirico blues di "Yellow Eyes" (con Blixa Bargled degli Einsturzende Neubauten e dei Bad Seeds ospite alla chitarra), la lacerata e lacerante "Hearts" ed infine "The Breaking Hands", dove lo zampino di Guthrie si fa invece forte, e che suona come i Cocteau Twins con Pierce alla voce al posto di Elizabeth Fraser (!!!), ma che ciononostante risulta bella ed affascinante. Ben tre anni passeranno prima che i Gun Club si rifacciano vivi con "Pastoral Hide And Seek", che diede il via al definitivo declino del gruppo, con il suo leader in preda all' alcool ed agli acciacchi accumulati.
Euro
21,00
codice 3014929
scheda
Gun club    Mother juno (+2 tracks)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1987  cooking vinyl 
punk new wave
Ristampa del 2018, edizione limitata in vinile colorato, copertina apribile (a differenza della originaria tiratura vinilica su What's So Funny About Records), inner sleeve, codice per il download digitale, e due tracce aggiunte rispetto all' originaria edizione: "Crabdance" e "Nobody's City" (originariamente b-sides del 12" "Breaking Hands" del 1988). Il quarto album, registrato in Inghilterra e non pubblicato in America, uscito in Inghilterra per la Red Rhino nell' ottobre del 1987 e giunto al terzo posto delle classifiche indipendenti inglesi, della band una volta basata a Los Angeles, capeggiata da Jeffrey Lee Pierce, texano di nascita, uno dei grandi perdenti della storia del rock, morto il 31 marzo del 1996 dopo una vita di abusi ed eccessi. Dopo tra albums leggendari ("Fire of Love", "Miami" e "Las Vegas Story") la band si era momentaneamente dispersa, imboccata Pierce la stada dell' autodistruzione, riuscendo pero' a disintossicarsi momentaneamente dall' eroina pubblicando un buon album solista ("Wildweed") rimettendo quindi in pista la vecchia denominazione per questo album, un po' trascurato all' epoca della sua uscita ma invece davvero bello e da rivalutare. Ad accompagnarlo sono un ritrovato e sempre straordinario Kid Congo Powers alla chitarra, la da qualche tempo compagna giapponese Romi Mori al basso e l'inglese Nick Sanderson alla batteria, che con Pierce danno vita ad un album ancora una volta intenso e lacerante, a cui non nuoce la produzione (sulla carta improbabile) di Robin Guthrie dei Cocteau Twins, e che offre diversi brani all' altezza dei capolavori del passato: l' iniziale cavalcata country punk di "Bill Bailey", la bellissima "Thunderhead" che certamente si giova di un rito voodoo per riportare in vita il sacro furore di "Fire of Love", l' intenso e lirico blues di "Yellow Eyes" (con Blixa Bargled degli Einsturzende Neubauten e dei Bad Seeds ospite alla chitarra), la lacerata e lacerante "Hearts" ed infine "The Breaking Hands", dove lo zampino di Guthrie si fa invece forte, e che suona come i Cocteau Twins con Pierce alla voce al posto di Elizabeth Fraser (!!!), ma che ciononostante risulta bella ed affascinante. Ben tre anni passeranno prima che i Gun Club si rifacciano vivi con "Pastoral Hide And Seek", che diede il via al definitivo declino del gruppo, con il suo leader in preda all' alcool ed agli acciacchi accumulati.
Euro
25,00
codice 3020373
scheda
Gun club    on broadway, san francisco, ca. november 6, 1981
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  mind control 
punk new wave
edizione limitata in 500 copie, come indicato sul retrocopertina. Pubblicazione "private press" del 2019, con medesimo contenuto del "Like an Elvis from hell" uscito qualche anno orsono, testimonia il concerto effettuato dalla grande band americana guidata da Jeffrey Lee Pierce il 6 novembre del 1981 al Broadway di San Francisco, California, e trasmessa anche radiofonicamente dalla stazione fm KUSF, nonostante la qualita' di registrazione appena discreta. Poche settimane dopo l' uscita del primo splendido e storico album "Fire of Love", la band si produce in un set di nove brani, tra cui viscerali versioni di brani dell' album appena uscito ("She is Like Heroin To Me", "Fire Spirit", "Black train", "Jack on Fire", "Sex Beat" e "For the Love of Ivy") e ben tre brani all' epoca ancora inediti, che compariranno solo un anno dopo nel secondo album "Miami" ("Watermelon Man", la cover di "Run Through The Jungle" dei Creedence Clearwater Revival e "John Hardy"). La formazione che accompagnava Jeffrey Lee Pierce era composta all' epoca ancora da Ward Dotson, Rob Ritter e Terry Graham, autori di infuocati episodi in cui si avvinghiano punk, rockabilly e blues in una miscela alcolica e potente, spesso abrasiva. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1981 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
16,00
codice 3023283
scheda
Gun club    Pastoral hide & seek
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1990  bang! records 
punk new wave
ristampa con copertina apribile (la originaria tiratura uscita per la inglese Fire non era apribile), corredata di inner sleeve con foto. Pubblicato nell' ottobre del 1990 dalla Fire in Gran Bretagna, non uscito in America, il quinto album della band di Los Angeles guidata dal compianto Jeffrey Lee Pierce. "Mother Juno" nell' 87 aveva rappresentato l' inatteso ritorno del gruppo, a distanza di tre anni dal precedente "Las Vegas Story", anni pare trascorsi da Pierce a liberarsi dal peso dell' eroina (con la parentesi di qualche disco solista); altri tre anni prima della realizzazione di questo seguito, perche' anche l' alcool lascia le sue tracce, ancora con la stessa formazione di "Mother Juno", con l' amico di sempre Kid Congo Powers inconfondibile nella sua impronta chitarristica, grezza e viscerale come la voce di Pierce: un disco certo discontinuo e lontano da capolavori come "Fire of Love" o "Miami", ma ancora efficacemente legato al classico rock chitarristico del gruppo e vivida testimonianza di un interprete e songwriter tra i piu' straordinari che l' America abbia avuo negli anni '80, uno dei grandi perdenti della storia del rock, che paghera' presto con la propria vita un' esistenza di eccessi e dipendenze, qui capace ancora di una manciata di grandi canzoni (la compatta "The Straits of Love & Hate", l' emozionante "I Hear Your Heart Singing", la travolgente "Another Country's Young"), marchiate a fuoco dalla sua personalissima voce, caratterizzata da un doloroso ed intensissimo lirismo; bella anche la cover naturalmente molto personalizzata di "Eskimo Blue Day" dei Jefferson Airplane. Formatisi a Los Angeles, i Gun Club erano guidati dal tormentato paroliere e frontman Jeffrey Lee Pierce; la loro musica, in cui si incrociavano blues e punk ma anche il country, era permeata dalla disperazione e dal male di vivere che attanagliava il leader e che poi lo porto' alla morte nel 1996 dopo un'esistenza autodistruttiva. Esordirono nel 1982 con l'album ''Fire of love'', uno dei lavori del periodo piu' amati dalla critica, sciogliendosi momentaneamente nel 1984 e riformandosi intorno a Pierce nel 1987 con la presenza dell'altro membro originario Kid Congo Powers (gia' nei Cramps), che aveva abbandonato la band prima dell'album d'esordio, andando avanti fino ai primi anni '90, quando la salute di Pierce ando' deteriorandosi gravemente.
Euro
26,00
codice 3023027
scheda
Gun club    The las vegas story
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1984  animal 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
la introvabile originale stampa americana del terzo album in studio, copertina pressata in Canada come in tutte le copie, lucida fronte retro senza codice a barre, catalogo APE6006, etichetta bianca con "Marketed by Jem" in basso, completo di inner sleeve con testi. Pubblicato nel giugno del 1984 dalla Animal in Gran Bretagna e negli USA, il terzo album in studio della voodoo punk rock'n'roll band californiana di Jeffrey Lee Pierce, successivo a ''Miami'' (1982) e precedente ''Mother juno'' (1987). Sorta di animaleschi Doors, autenticamente selvaggi ma altrettanto evocativi e "maledetti", si erano sciolti dopo due memorabili capolavori come "Fire of Love" e "Miami", con Pierce travolto dai problemi con le droghe e l' alcool che lo affliggeranno durante il corso di tutta la sua breve vita. Rimessi in piedi con una formazione improvvisata per il misconosciuto ed eccellente mlp "Death Party", si assestarono con una nuova ed efficacissima line up per creare con questo disco un altro caleidoscopio annichilente di 30 anni di musica Usa, il loro disco piu' compatto e maturo, con il ritorno del loro originario chitarrista Kid Congo Powers (uscito dal gruppo prima delle registrazioni del primo album per entrare nei Cramps) e l' ex Bags Patricia Morrison al basso, oltre al batterista originario Terry Graham (da sottolineare inoltre la partecipazione di Dave Alvin dei Blasters, che suona in un paio di brani). Il medley da Pharoah Sanders e Gershwin che apre la seconda facciata e' da brividi, ma ogni brano di questo che e' il loro ultimo grende disco e' un classico di torrido rock chitarristico, ancora autenticamente selvaggio e punk nello spirito, capace nella forma di rivitalizzare una lunga tradizione musicale americana che abbraccia la psichedelia, il southern rock, i Creedence Clearwater Revival migliori. La danza voodoo di "Walkin' With the Beast", l' appassionata e viscerale "Stranger in Our Town", la travolgente "My Dreams", la lirica e feroce a tempo stesso "Bad America", sono tra i brani migliori della intera produzione del gruppo. Invano provera' Pierce, tra una cura di disintossicazione dall' alcool ed una dalle droghe, e prima di completare il suo processo di autodistruzione, di ripetersi su questi livelli, nonostante alcuni dei suoi successivi dischi meriterebbero una almeno parziale rivalutazione. Il disco racchiude un ampio catalogo di linguaggi musicali, ma riesce nell'intento di miscelare tutte queste forme sonore ricavandone un esplosivo concentrato di punk-rock rurale, che si rifa' ampiamente alla macabra iconografia tipica delle regioni del profondo sud degli Stati Uniti. La base ritmica sa essere sia veemente che morbida, a seconda che Pierce si produca in accelerazioni mozzafiato verso l'ignoto o in ipnotiche cantilene blues. La chitarra di Kid Congo Powers rientrato in formazione dopo l'esperienza Cramps e' sempre perfetta, nel suo geniale accoppiamento di stili diversi e apparentemente contrastanti, swamp blues e frenesia punk in primis. Rifacendosi al lato piu' oscuro e demoniaco del rock, i Gun Club riescono ad appianare divergenze apparentemente insormontabili, a unire la violenza e la velocita' dei punk urbani alle lente e inesorabili cadenze del sud degli States.
Euro
50,00
codice 329024
scheda
Gun club    the las vegas story
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1984  S.F.T.R.I. 
punk new wave
ristampa pressoche' identica alla prima rara tiratura. Pubblicato nel giugno del 1984 dalla Animal in Gran Bretagna e negli USA, il terzo album in studio della voodoo punk rock'n'roll band californiana di Jeffrey Lee Pierce, successivo a ''Miami'' (1982) e precedente ''Mother juno'' (1987). Sorta di animaleschi Doors, autenticamente selvaggi ma altrettanto evocativi e "maledetti", si erano sciolti dopo due memorabili capolavori come "Fire of Love" e "Miami", con Pierce travolto dai problemi con le droghe e l' alcool che lo affliggeranno durante il corso di tutta la sua breve vita. Rimessi in piedi con una formazione improvvisata per il misconosciuto ed eccellente mlp "Death Party", si assestarono con una nuova ed efficacissima line up per creare con questo disco un altro caleidoscopio annichilente di 30 anni di musica Usa, il loro disco piu' compatto e maturo, con il ritorno del loro originario chitarrista Kid Congo Powers (uscito dal gruppo prima delle registrazioni del primo album per entrare nei Cramps) e l' ex Bags Patricia Morrison al basso, oltre al batterista originario Terry Graham (da sottolineare inoltre la partecipazione di Dave Alvin dei Blasters, che suona in un paio di brani). Il medley da Pharoah Sanders e Gershwin che apre la seconda facciata e' da brividi, ma ogni brano di questo che e' il loro ultimo grende disco e' un classico di torrido rock chitarristico, ancora autenticamente selvaggio e punk nello spirito, capace nella forma di rivitalizzare una lunga tradizione musicale americana che abbraccia la psichedelia, il southern rock, i Creedence Clearwater Revival migliori. La danza voodoo di "Walkin' With the Beast", l' appassionata e viscerale "Stranger in Our Town", la travolgente "My Dreams", la lirica e feroce a tempo stesso "Bad America", sono tra i brani migliori della intera produzione del gruppo. Invano provera' Pierce, tra una cura di disintossicazione dall' alcool ed una dalle droghe, e prima di completare il suo processo di autodistruzione, di ripetersi su questi livelli, nonostante alcuni dei suoi successivi dischi meriterebbero una almeno parziale rivalutazione. Il disco racchiude un ampio catalogo di linguaggi musicali, ma riesce nell'intento di miscelare tutte queste forme sonore ricavandone un esplosivo concentrato di punk-rock rurale, che si rifa' ampiamente alla macabra iconografia tipica delle regioni del profondo sud degli Stati Uniti. La base ritmica sa essere sia veemente che morbida, a seconda che Pierce si produca in accelerazioni mozzafiato verso l'ignoto o in ipnotiche cantilene blues. La chitarra di Kid Congo Powers rientrato in formazione dopo l'esperienza Cramps e' sempre perfetta, nel suo geniale accoppiamento di stili diversi e apparentemente contrastanti, swamp blues e frenesia punk in primis. Rifacendosi al lato piu' oscuro e demoniaco del rock, i Gun Club riescono ad appianare divergenze apparentemente insormontabili, a unire la violenza e la velocita' dei punk urbani alle lente e inesorabili cadenze del sud degli States.
Euro
27,00
codice 3017964
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