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Redding otis    dock of the bay (compilation)
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1968  atco 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soul funky disco
ristampa degli anni '80, copertina senza barcode, con adesivo "Charter Line" sul fronte, etichetta bianca e grigia con logo multicolorato in alto, catalogo 40076. Non si tratta della ristampa dell' omonimo album uscito nel 1968 su etichetta Volt, ma di una raccolta uscita originariamente solo in Francia. Contiene brani tratti da albums e singoli pubblicati da quello che forse e' stato il piu' grande soul man di tutti i tempi, partendo naturalmente dalla sempre straordinaria ''The dock of the bay'', brano innovativo che poteva segnare l'inizio di una nuova fase stilistica nella musica di Otis ma che ne fu invece l'epitaffio, a causa della tragica morte avvenuta pochi giorni dopo l'incisione del brano. Questa la scaletta dei brani: A1 The Dock Of The Bay A2 Home In Your Heart A3 I Want To Thank You A4 Your One And Only Man A5 Nothing Can ChangeThis Love A6 It's Too Late B1 For Your Precious Love B2 Keep Your Arms Around Me B3 Come To Me B4 Woman, Lover, A Friend B5 Chained And Bound B6 Thats How Strong My Love Is. Otis Redding, molto probabilmente il piu' grande interprete della musica soul, nasce nel 1941 nel sud degli Stati Uniti ed inizia a cantare in chiesa da bambino, ma ben presto si dedica al R&B di Little Richard, originario di Macon dove la famiglia del piccolo Otis si e' trasferita. Suoi modelli, oltre a Richard, sono James Brown e Sam Cooke. Di lui si ricordano memorabili performances caratterizzate dal nervoso tormentone "gotta gotta" che lo ha reso indimenticabile ed un modello per la generazione a seguire. Mirabile inoltre la partecipazione al Monterey Pop Festival, testimoniata dall'album a meta' con Hendrix. Muore nel Dicembre del '67 per un incidente aereo sul lago Monoma nel Wisconsin, poco dopo aver registrato la splendida canzone "The dock of the bay", un brano che lasciava presupporre una nuova direzione nella sua musica e quindi nel soul, con il ritmo delle onde che si confonde con quello degli strumenti mentre accompagnano il triste lamento di Otis, tanto universale quanto semplice da comprendere.
Euro
16,00
codice 244006
scheda
Reed Lou    street hassle
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1978  arista 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good rock 60-70
prima stampa italiana, copertina con diversi segni di invecchiamento, corredata di inner sleeve con angoli stondati e sagomatura sul lato dell' apertura del disco, etichetta nera con logo blu chiaro in alto, data nel trail off dei due lati "4-4-78", timbro Siae del terzo tipo, in uso dal 1978/79, con marchio Sae che non ne occupa piu' l' intero cerchio centrale. Pubblicato in Usa nell' aprile del 1978 dopo ''Rock and roll heart'' e prima di ''Live- take no prisoners'', giunto al numero 89 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk, l' undicesimo album dell' artista newyorkese (r.i.p.). Prodotto da Richard Robinson, registrato tra gli altri con il tastierista Michael Fonfara, gia' negli Electric Flag e nei Rhinoceros, e' considerato il lavoro piu' riuscito dela seconda meta' del decennio, duro ed intransigente, con un ritorno a sonorita' tipiche della prima fase della carriera del leader dei Velvet Underground, contiene il brano di 11 minuti ''Street hassle'', annoverabile tra i capolavori "post Velvet Underground" di Reed; fu registrato con il rivoluizionario sistema ''stereo binaural'' parte in studio e parte live, ed include, oltre alla ''cover'' del periodo velvet ''Real good time together'' anche la polemica ''I wanna be black''.
Euro
12,00
codice 244003
scheda
Reed lou    the blue mask (remastered) + poster
lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1982  rca / sony 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
ristampa del 2016, rimasterizzata sotto la personale supervisione di Lou Reed (r.i.p.) copertina pressoche' identica alla prima tiratura su Rca Victor, e corredata di inner sleeve con testi e poster apribile in quattro parti che riproduce l' originario poster promozionale dell' album. Pubblicato in Usa nel marzo del 1982 dopo ''Growing up in public'' e prima di ''Legendary hearts'', giunto al 169esimo posto delle classifiche americane e non entrato in quelle inglesi, il quattordicesimo album in studio. Dopo due anni di pausa, Reed si ripresenta qui in grande forma, con una formazione all'osso, due chitarre, basso e batteria, con Robert Quine (reduce dai Voidoids di Richard Hell) alla chitarra e Fernando Saunders al basso, oltre a Doane Perry alla batteria (piu' tardi con i Jethro Tull), recuperando finalmente l'energia ed il rigore dei tempi d'oro e producendo un lavoro che viene accolto benissimo dalla e critica, che lo dichiara miglior album dai tempi di ''Berlin'', ed uno dei 10 albums americani del 1982.
Euro
18,00
codice 244041
scheda
Robinson tom    Sector 27
Lp [edizione] originale  stereo  hol  1980  vertigo 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima stampa europea di pressaggio olandese su Vertigo, copertina semilucida senza barcode, con scaletta dei brani identica a quella inglese, label Vertigo "spaceship" con paesaggio spaziale, logo STEMRA a destra, catalogo 6359 039. Pubblicato nel novembre del 1980 dalla Fontana in Gran Bretagna e dalla IRS negli USA, l'unico album del progetto Sector 27 guidato da Tom Robinson (autori anche di una manciata di singoli). E' un disco in cui l'approccio compositivo è più maturo e meno scontroso rispetto al passato, con testi più riflessivi, che tuttavia sono incentrati ancora su temi che vanno dal politico, al sociale al personale, carichi di osservazioni pungenti che vanno dall'industria discografica all'omosessualità. Musicalmente ''Sector 27'' presenta un vibrante rock chitarristico che oscilla fra postumi del punk ed asciutte sonorità new wave, in cui il basso di Joe Burt (che ricorda quello dei Banshees di ''Israel'' o quello dell'album ''24:24'' di Lydia Lunch) resta in evidenza. Personaggio di culto, il musicista inglese Tom Robinson è noto anche per la sua attività antirazzista. L'approccio musicale ''impegnato'' lo fa accostare ai Clash, quando alla fine degli anni '70 partecipa alla svolta artistica avviata dal punk e proseguita dal post punk e dalla new wave con la Tom Robinson Band; il gruppo si scioglie alla fine del 1979 e Robinson dà vita al breve progetto Sector 27, prima di cominciare ad incidere a proprio nome nel 1982. La sua carriera solista prosegue attraverso lavori dai toni spesso impegnati in favore delle minoranze, accostandosi musicalmente al pop rock nel corso degli anni '80.
Euro
20,00
codice 331540
scheda
Rolling stones    bridges to babylon
lp2 [edizione] originale  stereo  uk  1997  virgin / rolling stones 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima ormai molto rara stampa inglese, copertina semilucida, con "Printed in the Uk" sul retro presso il barcode, completa di inner sleeves in cartoncino lucido con sagomatura per l' estrazione del disco, etichetta custom con cielo e deserto, catalogo V 2840 7243 8 44712 1 7. Doppio album pubblicato nell' ottobre del 1997 prima di "No security" e dopo "Stripped", giunto al numero 6 delle classifiche inglesi, ed al numero 3 di quelle Usa, il ventisettesimo album, prodotto da Don Was. "Voodoo Lounge" aveva dimostrato che gli Stones potevano invecchiare bene, con un suono classico e rock, ma non certo moderno, con questo "Bridges to Babylon", Mick Jagger cerca di portare i Rolling Stones dentro alla groove dei '90,lavorando in collaborazione con i Dust Brothers (Beck, Beastie Boys) e Danny Saber (Black Grape) che danno al disco un tocco a base di loops di batteria e campionamenti. naturalmente il suono e' quello rock che li accompagna da sempre, ma la produzione di Don Was fa bene al gruppo ed il disco suona bene e soprattutto, non ha quel '' suono da session men'' che talvolta ha afflitto le opere tarde dei musicisti della loro generazione. il gruppo e' in grande spolvero e in piena tempesta adrenalinica, "Anybody Seen My Baby?," "Gunface," , "Might as Well Get Juiced" suonano contemporanei e naturali, ma la chiave di volta dell'opera e' nelle composizioni e negli arrangiamenti, solidi, ben fatti, cinici e grintosi. musicalmente si tratta di un album uniforme e granitico, che presenta la consueta selezione di brani piu' classici "Flip the Switch" , "Low Down" e di ballate "Already Over Me." , vi sono ovviamente i consueti contributi di Keith "You Don't Have to Mean It" , "How Can I Stop", un ottimo album che non deludera' chi segue la saga della band ad ogni appuntamento, come disse Patti Smith '' l'unico motivo per cui non mi sono ancora suicidata e' che cosi' facendo mi sarei persa l'uscita dell' ultimo album dei Rolling Stones''.
Euro
140,00
codice 244055
scheda
Santa esmeralda    House of the rising sun
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1978  philips 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soul funky disco
prima stampa italiana, etichetta blu e bianca, catalogo 9120 285, data sul trail off 10/01/78. Pubblicato nel 1978 dalla Philips nel Regno Unito e dalla Casablanca negli USA, il secondo album, successivo a "Don't let me be misunderstood" (1977) e precedente "Beauty" (1978). Inciso con il cantante Jimmy Goings, che aveva rimpiazzato Leroy Gomez, l'album si apre con la lunghissima suite che incorpora la loro cover della classica "The house of the rising sun" e la "Quasimodo suite", in un tripudio di disco music dalle sfumature latine ed iberiche; sulla seconda facciata ascoltiamo invece la disco dinamicissima di "Dance you down tonight", la ballata "Nothing else matters", e la curiosa cover in chiave disco funk in mid tempo di "Hey! Gyp!" di Donovan. I Santa Esmeralda furono un gruppo disco music franco-americano che ebbe il suo momento di gloria nel 1977/78, quando le loro interpretazioni in chiave disco con lievi tocchi latineggianti di "Don't let me be misunderstood" e "The house of the rising sun", brani resi celebri dalle interpreazioni che ne avevano dato gli Animals di Eric Burdon oltre dieci anni prima in stile r'n'b / rock, riscossero notevole successo presso la platea dell'allora fiorente scena disco, con il primo dei due brani che nel 1977 si piazzò nella quindicesima posizione della billboard hot 100 statunitense. I Santa Esmeralda, nonostante i richiami ispanici nel loro nome e nelle sonorità di alcuni dei loro brani, erano una creatura dei produttori francesi Nicolas Skorsky e Jean-Manuel De Scarano. Prolifica fu la loro discografia fra il 1977 ed i primi anni '80; inizialmente il loro cantante era Leroy Gomez, sostituito fra il 1978 ed il 1983 da Jimmy Goings, il quale poi lasciò a sua volta il posto allo stesso Gomez, rientrato in formazione.
Euro
18,00
codice 331552
scheda
Santana    1968 - san francisco
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1968  purple pyramid 
rock 60-70
Edizione limitata in vinile blu, dell' album originariamente uscito sempre su Purple Pyramid (sottoetichetta della Cleopatra) nel 2007 in picture disc. Contiene la testimonianza della storica performance dal vivo al Fillmore di San Francisco risalente alla seconda meta' del 1968, ben prima dell' esplosione determinata dalla partecipazione a Woodstock e prima quindi del primo abum "Santana", con una band che vedeva ancora all' opera l' originario e sfortunato batterista Bob "Doc" Livingston, cacciato dal gruppo prima dell' incisione del primo album a causa dei propri abusi con droghe ed alcool, e divenuto presto un homeless, accanto al bassista David Brown ed al tastierista Gregg Rolie (poi anche nei Journey) che invece resteranno con Santana. La band e' gia' al massimo del suo splendore, e si produce in versioni gia' splendide di brani che diverranno classici come "Evil Ways" e "Soul Sacrifice", il lungo medley di oltre 15 minuti "Let's Get Ourselves Together"/"Jin-Go-Lo-Ba", una "Santana Jam" e la breve "Rock Me". Una preziosa testimonianza della prima fase della musica della band messicano statunitense, una miscela inedita tra psichedelia e musica latina. Carlos Santana reinventa il Latin Rock e lo fonde con la introspezione acida tipica della fine dei '60 in un operazione assai diversa da quella, per esempio, afro-cubana con le chitarre rock di Malo, o dalla fusione di rock, soul e percussioni dei primi Chicago. Qui, per la prima volta nella musica rock, viene tentata una ''vera'' fusion, non un semplice ''sovrapporsi'' di tendenze, ma una vera compenetrazione di esse, che fara' si' che la musica ''latina'' divenga, come succedera' per il country, patrimonio genetico del rock.
Euro
25,00
codice 3022831
scheda
Santana (devadip)    Oneness Silver Dreams Golden reality
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1979  cbs sony 
  [vinile]  excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Accreditato a Devadip Carlos Santana, prima stampa italiana, copertina (con qualche segno di invecchiamento) apribile senza barcode, completa di inner sleeve con foto, testi e note, testi., etichetta "custom", data "26-2-79" sul trail off, timbro Siae del terzo tipo, in uso dal 1978/79, con marchio Siae che non ne occupa piu' l' intero cerchio centrale, catalogo CBS86037. Pubblicato in Usa nel marzo del 1979 dopo "Inner Secrets'' e prima di ''Marathon'', giunto al numero 87 delle classifiche Usa ed al numero 55 di quelle Uk. Il terzo capitolo a nome Devadip, dopo le due collaborazioni con John Mc Laughlin del 1973 e quella con Alice Coltrane 1974, tutti, come del resto Carlos stesso, devoti del Guru Sri Chinmoy, questo episodio e' stato registrato con con Greg Walker, Armando Peraza, Pete Escovedo, Narada Michael Walden, Chris Solberg.
Euro
15,00
codice 244013
scheda
Screamers    demos 1977-1978
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1977  sob 
punk new wave
Ristampa in vinile nero, copertina senza barcode, con nome del gruppo sul fronte in blu/viola ed in nero e non in rosso ed in nero come nella prima tiratura, etichetta "custom" blu e bianca. Uscito come "private press" negli anni 2000, con due brani diversi rispetto al successivo "Strength Through Intimidation - The 1978 Geza X Demos" uscito nel 2014, ma diversi titoli coincidenti registrati precedentemente alle versioni li' presenti, risalenti tutte al 1978, questo album contiene quindici brani registrati tra il 1977 ed il 1978 sotto forma di demos, testimonianza esaustiva (per quanto a tratti inevitabilmente grezza) della grandezza di questa band a dir poco leggendaria, autrice di un devastante punk rock elettronico, con batteria e due tastiere, senza ne' chitarre ne basso, che fu tra le principali attrazioni di una scena straordinaria, quella di Los Angeles, ma che rifiuto' altresi' di pubblicare durante la sua esistenza alcunche', fedele all' idea che imprescindibile fosse nella loro musica l' aspetto "visivo", frutto di performances dal vivo di ormai mitica efficacia, o di storici "video clip" realizzati nella totale oscurita'. A dir poco imperdibili sia per i contenuti musicali che per la performance dello spiritatissimo Tomata du Plenty, personaggio unico e geniale di una scena che ancora riserva dei tesori da scoprire. Questa la lista completa dei brani: The Beat Goes On / Thru The Flames / Sex Boy / If I Can't Have What I Want (I Don't Want Anything) / She's The Girl / I Wanna Hurt / 122 Hours Of Fear (Part 1) / ...122 Hours Of Fear (Part 2) / Punished Or Be Damned / Government Love Affair / Peer Pressure / In A Better World / Vertigo / Magazine Love / It's A Violent World
Euro
22,00
codice 2088043
scheda
Section 25    Always now (5lp box set)
LPBOX [edizione] nuovo  stereo  uk  1981  factory benelux 
punk new wave
Edizione limitata di 1000 copie, box in cartone rigido, con apertura per i dischi a destra ed adesivo di presentazione sul cellophane; include, ciascuno contenuto in una rispettiva copertina, cinque lp, il cui contenuto e' stato rimasterizzato per l' occasione, con codice per il download digitale, ed un booklet di 16 pagine formato lp. Una pubblicazione pressoche' omnicomprensiva di tutto cio' che la storica e mai abbastanza valutata cult band inglese ha prodotto nel suo primo e piu' importante periodo, tra il 1980 ed il 1982. Il primo disco (in vinile nero) e' la ristampa del primo album "Always Now" (uscito su Factory Records nell' agosto 1981), il secondo disco (in vinile chiaro), inedito, ha per titolo "Forty Fives" e contiene tutti i sette brani dei primi tre singoli ed eps del gruppo, pubblicati tra il 1980 ed il 1981, oltre ad un brano tratto da una compilation e ad un inedito tratto dalle session del primo album; il terzo disco (in vinile giallo) ha titolo "Live Master" e contiene nove brani, registrazioni dal vivo inedite in vinile, effettuate tra il 1980 ed il 1981, il quarto disco e' la ristampa del secondo album (e secondo capolavoro) "The Key of Dreams", originariamente uscito su Factory Benelux nel giugno 1982, il quinto disco ha per titolo "Illuminus Illumina", e contiene parte dei brani facenti parte della rara cassetta "Illuminous Illuminae" uscita su Revelant Music nel 1982, contenente brani dal vivo ed in studio rari o inediti. I Section 25 si formano alla fine del 1979 dai fratelli Vincent e Larry Cassidy insieme a Phil Wiggin, John Brierley e John Hurst; furono uno dei principali gruppi della Factory, nella loro musica si possono ritrovare elementi comuni a gruppi come New Order e A Certain Ratio, ma indubbiamente i Section 25 trovano fonte di ispirazione nelle oscure atmosfere e sonorita' della band di Ian Curtis, il debito artistico nei confronti dei Joy Division e' inequivocabile ma allo stesso tempo affascinante e personale animando nei loro primi due albums anche una piu' accentuata vena sperimentale con voci filtrate da echi sinistri. All'epoca purtroppo i Section 25 ottennero maggiori consensi nel resto dell'Europa continentale che nella natia Inghilterra; oggi giustamente rivalutati sono considerati uno dei maggiori gruppi culto dell'etichetta Factory e soprattutto meritatamente della primissima scena post-punk che avrebbe animato la new wave. Il loro primo singolo Girl's Don't Count nel 1980 fu prodotto da Ian Curtis dei Joy Division e dal manager Rob Gretton a cui seguirono album stupendi quali Always Now nel 1981, The Key Of Dreams nell'82, From The Hip nell'84, Love & Hate nell'88. Il loro suono e' un mix tra new wave, postpunk ed elettronica con bassi ipnotici , batterie marziali , chitarre distorte proveniente dalla Manchester degli anni 80. Dopo aver condiviso il palco con gruppi come The Cure, Killing joke , Joy division, oggi assistiamo al loro ritorno dopo venti anni di assenza dalle scene musicali, un evento che potremmo definire storico, anche se il tempo non ha tregua per nessuno.
Euro
100,00
codice 2088011
scheda
Shankar ananda    ananda shankar
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  music on vinyl 
rock 60-70
Ristampa in vinile 180 grammi, pressoche' identica alla prima molto rara tiratura del 1969. Uscito nel 1969, prima di "Ananda Shankar And His Music" del 1975, il primo storico album del sitarista psichedelico indiano, uno dei primi esperimenti di ''crossover'' tra musica indiana e psichedelia; ma il disco non e' soltanto questo, considerato da sempre un pezzo inestimabile della scena di fine anni '60, si apre con i suoni del sitar insieme a quelli del Moog nella incredibile versione di "Jumpin' Jack Flash" dei Rolling Stones. Ananda Shankar evita in maniera totale di scadere nel kitsch come spesso accade in questo tipo di esperimenti, e dal primo brano all' ultimo, passando anche per la cover di "Light My Fire" dei Doors, e' un' esplosione di invenzioni e suoni originalissimi, il tutto suonato con una maestria ed una padronanza tali da lasciare stupefatti, con molti brani originali presenti, tutti eccellenti, sognanti e vicini all' art rock, come "Snow Flower", "Mamata", "Metamorphosis". Il disco riesce veramente a mettere insieme la dinamica, la grinta e la potenza sonora dell' occidente con il misticismo, la naturalezza e la tradizione dell' oriente; inoltre, "Raghupati", la lunga suite di 13 minuti che conclude il disco, conduce l' ascoltatore in un mondo di odissea tra lo spazio e le profondita' acquatiche del subcosciente, con magistrali passaggi progressive e lampi di chiatrre acustiche. Un disco assolutamente splendido ed un documento essenziale della sua epoca. Apprezzato musicista indiano, fra i primi a realizzare un vero e proprio crossover fra rock psichedelico e musica tradizionale indiana, Ananda Shankar (1942-1999) era figlio del celebre danzatore Uday, fratello di Ravi Shankar. Suonatore di sitar come il famoso zio, Ananda studio' la musica classica del proprio paese per poi trasferirsi negli USA alla fine degli anni '60, suonando con vari musicisti rock fra cui Jimi Hendrix. Pubblico' nel 1969 un notevole album eponimo, che ebbe scarso successo e che fu forse sottovalutato all'epoca, ma che poi e' divenuto un disco di culto; Shankar riusci' efficacemente a fondere il rock psichedelico con la musica indiana, dando vita ad uno dei primi dischi di world music, tuttavia dai toni decisamente underground. Pubblico' vari altri lavori negli anni '70 ed '80, sostituendo la psichedelia con il funk in ''Ananda Shankar and his music'' (1975) e continuando poi a sperimentare. E' stato ''riscoperto'' in Occidente negli anni '90, quando vari dj hanno preso a campionare la sua musica nei loro set.
Euro
25,00
codice 2088012
scheda
Simple minds    Empires and dance
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1980  arista 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima stampa europea di pressaggio tedesco su Arista (sarà poi ristampato su Virgin), copertina senza barcode e con "printed in western germany" sul retro in basso, label grigio/azzurra sfumata con logo ''A'' grigio in alto e scritta Arista bianca in alto a sinistra accanto al logo, scritte nere, catalogo 202 863, logo GEMA in riquadro a destra. Il terzo album, uscito nel settembre del 1980 e giunto al 41esimo posto della classifica inglese, pubblicato dopo i primi "Life In A Day" e "Real To Real Cacophony" (entrambi del 1979). "Empires and Dance", l' ultimo disco registrato con la prima formazione (già autrice di un singolo di punk rock quando ancora si chiamavano Johnny & the Self Abusers), magnifico e solenne, diviso tra episodi ipnotici ed altri incalzanti, perfetto e glaciale, con molti episodi memorabili, tra cui i singoli "Celebrate" e "I Travel", segnò il nuovo corso per la new wave band scozzese di Glasgow, aprendo la strada per la successiva capitale trilogia composta dagli albums "Sons and Fascination", "Sister Feeling Call" e "New Gold Dream". Nati in Scozia dalle ceneri dei Johnny & The Self Abusers, i Simple Minds, che prendono il nome da un brano di David Bowie, si formano nel 1978 da Jim Kerr, Charlie Burchill, Brian McGee, che reclutano tra le loro fila Mick McNeill e Derek Forbes. Il gruppo inizierà a suonare costantemente al Mars Bar di Glasgow dove verrà notato da Bruce Findlay, proprietario di un negozio di dischi e vero guru dell'allora scena musicale e fondatore dell'etichetta Zoom per la quale il gruppo inciderà il suo primo album "Life In A Day" datato aprile 1979, iniziando un cammino che li porterà prima alla Arista e poi alla Virgin; da considerarsi tra le formazioni principe degli anni ottanta, il loro contributo alla scena è fondamentale ed imprescindibile.
Euro
23,00
codice 331544
scheda
Simple minds    Sister feelings call
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1981  virgin 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa europea, pressata nella Germania Ovest, etichetta verde da un lato e rossa dall' altro, catalogo 205 154-270 / OVED2, copertina lucida fronte retro senza codice a barre. Uscito nel settembre del 1981, contemporaneamente a "Sons and Fascination" (una quantità limitata di copie dei due dischi venne anche venduta in abbinamento), giunto sorprendentemente all' 11esimo posto della classifica inglese, di fatto aprendo la strada al successo su larga scala del gruppo negli anni a venire. Dopo gli acerbi ma già interessantissimi "Life in a day" e "Real to real cacophony", la new wave band di Glasgow aveva intrapreso un nuovo corso con "Empires and Dance"; lo portò ad ulteriore maturazione con questi due dischi, gli ultimi registrati con il batterista Brian McGee, che uscì dal gruppo subito dopo la fine delle registrazioni. Maestoso, ipnotico e potente insieme, ora cupo e gelido ora più "estroverso", prodotto come il suo disco "gemello" dall' ex Gong Steve Hillage, "Sister feeling call" contiene il singolo "The American" (che, come "League of Nations", era stata pubblicata alcuni mesi prima su singolo), ma da segnalare tra i capolavori del disco, e della storia artistica della band, vi sono anche almeno i due maestosi strumentali che aprono e chiudono il disco, "Theme From Great Cities" e "Sound in 70 Cities", e la concitata "Wonderful in Young Life", che riporta in parte agli inizi di "Life in a Day". Il percorso di maturazione della band li aveva portati ormai alle porte di quell' autentico masterpiece che sarà, un anno dopo, "New Gold Dream". Nati in Scozia dalle ceneri dei Johnny & The Self Abusers, i Simple Minds, che prendono il nome da un brano di David Bowie, si formano nel 1978 da Jim Kerr, Charlie Burchill, Brian McGee, che reclutano tra le loro fila Mick McNeill e Derek Forbes. Il gruppo inizierà a suonare costantemente al Mars Bar di Glasgow dove verrà notato da Bruce Findlay, proprietario di un negozio di dischi e vero guru dell'allora scena musicale e fondatore dell'etichetta Zoom per la quale il gruppo inciderà il suo primo album "Life In A Day" datato aprile 1979, iniziando un cammino che li porterà prima alla Arista e poi alla Virgin; da considerarsi tra le formazioni principe degli anni ottanta, il loro contributo alla scena è fondamentale ed imprescindibile.
Euro
23,00
codice 331543
scheda
Sly and the family stone    There's a riot goin 'on (original sleeve)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1971  music on vinyl 
soul funky disco
Ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, pressoche' identica alla prima rara tiratura su Epic, con l' originaria copertina apribile con la famosa bandiera americana sul fronte, poi cambiata, con tanto di inserto con testi, del fenomenale quinto album di Sly e della sua Famiglia, capolavoro del gruppo non a caso inserito nella lista dei 600 albums fondamentali di tutti i tempi dalla rivista Blow Up; uno degli albums cardine nell'evoluzione della musica nera, il disco nel quale, abbandonate le tentazioni buoniste e pseudo hippies, Sly ci trascina in un inferno urbano a base di funky durissimo e richiami della madre Africa. Al notevole successo del precedente "Stand!" era seguito un periodo di smarrimento, una caduta negli inferi di un mondo fatto solo di sesso, droga, alcool e violenza, tra le critiche dei militanti neri che ne lamentavano l' apertura al rock ed alla musica bianca in generale e l' indifferenza del pubblico bianco piu' integralista; ne venne fuori realizzando questo album denso, oscuro, potentissimo, fortemente politicizzato come lascia intuire la stessa copertina, che avra' un riscontro clamoroso, in testa sia alle classifiche R'n'B che a quelle "pop", cosi' come il primo dei due singoli che ne vennero tratti, l' autobiografica "Family Affair"; rimarra' una pietra miliare del decennio appena iniziato, influenzando enormemente negli anni a venire la evoluzione della musica non solo nera e regalando una serie di brani memorabili, oltre al singolo gia' citato, come la scarna e delicata "Just Like a Baby", la corale "Africa Talks to You", il "deep funk" micidiale di "Thank You For Talkin' To Me Africa" (rielaborazione del singolo del 1970 "Thank You Falettinme Be Mice Elf Again"). Restera' il punto piu' alto raggiunto dal gruppo, che subito dopo perdera' la sua fenomenale sezione ritmica, con il bassista Larry Graham (che formera' la Graham Central Station) ed il batterista Greg Errico fuori dalla formazione, che realizzera' ancora una manciata di albums, via via piu' deboli. Sylvester "Sly" Stone, originario di Dallas, Texas, si trasferisce con la famiglia in California dove studia teoria, composizione e tromba al Vallejo Junior College, ottenendo un piccolo successo locale con "Long Time Away", appena sedicenne; poi forma insieme al fratello Freddie gli Stewart Brothers e lavora come dj alla KSOL, emittente soul di San Francisco.Verso la meta' dei '60 entra come produttore alla Autumn Records, lavorando con Beau Brummels, Bobby Freeman, Mojo Men e Great Society. Nel '66 forma gli Stoners, con la trombettista Cynthia Robinson ed il fratello. Questo costituira' il nucleo dei futuri Sly & The Family Stone.
Euro
26,00
codice 2088013
scheda
Snakefinger (residents)    live in melbourne 1981
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  secret 
punk new wave
Ristampa del 2019, limitata in 300 copie in vinile rosa, del doppio album inciso su tre facciate pubblicato dalla stessa Secret Records per la prima volta nel 2015; copertina apribile senza barcode, etichette custom. Registrato dal vivo (ottima la qualita' di registrazione) alla Melbourne University, Australia, il 5 marzo del 1981, e' la testimonianza preziosa della verve espressa dal vivo dal geniale chitarrista inglese Philip Lithman, all' epoca impegnato sia con i Residents di San Francisco, sia in straordinari lavori solisti (erano usciti fin li' gli albums "Chewing Hides The Sound" nel 1979 e "Greener Postures" nel 1980. Sorprendenti per geniale imprevedibilita' quegli albums, altrettanto sorprendente questo live, suonato con gli stessi musicisti che Snakefinger utilizzava in studio ma con un approccio molto piu' aggressivo e, non di rado, decisamente punk, o sarebbe meglio dire forse art-punk. Tra i brani, alcuni dei suoi classici, come l' immancabile "The Spot" e "The Man In The Dark Sedan", ma anche una "Jinx" dei compagni di scuderia Tuxedomoon (all' epoca ancora alla Ralph Records) in una incredibile chiave punk ska!!!. Snakefinger (vero nome Philip Lithman, 1949-1987), gia' esponente del pub rock con i Chilly Willy & the Red Hot Peppers, trasferitosi negli Stati Uniti diviene un membro aggiunto dei Residents, suonando a partire dal 1976 in molte opere del gruppo, che ricambio' producendo per la Ralph i suoi lavori. Un personaggio bizzarro e geniale ma, come scrisse qualcuno, Snakefinger sta' ai Residents come Captain Beefheart a Zappa, cosi' non sono in pochi a riconoscergli un talento musicale persino maggiore rispetto a quello della pur fondamentale band di San Francisco (ascoltare per credere "The Man in the Dark Sedan", sul secondo album ''Greener postures'' del 1980), disseminato in una discografia scarna ma da esplorare assolutamente, capace di metter insieme alla luce di una straordinaria personalita' artistica, e di un chitarrismo imprevedibile e geniale, blues, sperimentazione, musica contemporanea, new wave e quant'altro.
Euro
41,00
codice 2088046
scheda
Songs: ohia    Ghost tropic (+poster)
Lp [edizione] originale  stereo  usa  2000  secretly canadian 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Prima stampa USA, copertina lucida fronte retro senza barcode, completa del poster apribile e del piccolo inserto catalogo della Secretly Canadian, che nell'elenco delle pubblicazioni di Songs: Ohia arriva fino a questo disco e non oltre, label nera con scritte bianche, con nome gruppo in alto su di una facciata e titolo in alto sull'altra, catalogo SC40 sulla costola della copertina e SC40LP sulla label, trail off matrix "SC-40LP-A" e "SC-40LP-B", scritta "sae mastering" incisa sul trail off di entrambi i lati (e caratterizza la primissima tiratura del disco). Pubblicato nel novembre del 2000 dalla Secretly Canadian in Gran Bretagna e negli USA, non entrato in classifica sulle due sponde dell'Atlantico, ''Ghost tropic'' è il quinto album di Songs: Ohia, uscito dopo ''The lioness'' (2000) e prima del raro ''Protection spells'' (2000). Uno dei lavori più controversi del progetto di Jason Molina, ''Ghost tropic'' è un album forse più ambizioso dei precedenti: brani lentissimi e rarefatti, dall'andamento pigro e un po' bislacco, riportano alla mente i Red Red Meat ed i Califone più tranquilli e dilatati. Le melodie, minimali ed ipnotiche, contengono alcuni riferimenti alla musica orientale, mentre la sezione ritmica è in posizione defilata, lasciando spazio alle chitarre ed alle tastiere nella creazione di paesaggi sonori spettrali e malinconici. Il bassista e compositore dell'Ohio Jason Molina avvia il progetto Songs: Ohia a metà anni '90, dopo esperienze con gruppi heavy metal; Molina decide di incidere da solo, avvalendosi di collaboratori quando lo ritiene opportuno. Il primo album eponimo esce nel 1997, dopo un paio di singoli pubblicati l'anno precedente, e riceve il plauso della critica, con il suo indie rock delicato ed in larga parte acustico, dagli arrangiamenti scarni e contraddistinto da influenze folk rock e younghiane; il canto di Molina assomiglia molto a quello di Neil Young, ma le influenze degli anni '70 non sono tali da rendere la sua musica derivativa, la cui essenzialità ed i toni rarefatti la collocano indubbiamente in un contesto moderno che vede emergere musicisti come Elliott Smith, Will Oldham e poi Devendra Banhart. I critici accostano spesso Songs: Ohia ai lavori di Will Oldham (Palace Brothers, Bonnie Prince Billy, etc.); Molina prosegue pubblicando ''Impala'' (1998), l'apprezzato ''Axxess & ace'' (1999) e ''Ghost tropic'' (2000), album eclettico, arricchito da elementi etnici asiatici e folk anglosassone.
Euro
34,00
codice 331542
scheda
Sonic youth    Daydream nation
LP2 [edizione] originale  stereo  hol  1988  torso 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
La rara e ricercata prima stampa olandese su Torso, vinile doppio, copertina apribile senza barcode, label argento con scritte nere e simbolo in alto, diverso su ciascuna delle quattro facciate, catalogo TORSO33088, logo STEMRA senza riquadro a destra. Il quinto album della fondamentale noise band newyorkese, uscito nell'ottobre del 1988 su Enigma/Blast First negli USA e su Blast First in Gran Bretagna, dove giunse al primo posto della classifica indipendente. Uscito dopo ''Sister'' (1987) e prima di ''Goo'' (1990), è considerato un capolavoro straordinario in cui atmosfere apparentemente vellutate ma assai torbide si alternano a furiose esplosioni chitarristiche, in un vero tour de force creativo che convinse della grandezza della band anche i più scettici, ormai pochi, considerando che già il precedente "Sister" aveva non poco consolidato il ruolo della band alla guida dell' alternative rock americano piu' creativo. "Daydream Nation" è il sunto ideale di quanto la band aveva proposto fino a quel momento, la no wave che li aveva inizialmente ispirati, l' irruenza aggressiva del punk, gli slanci visionari della psichedelia, la complessità della musica degli anni settanta, lo slancio celebrale della musica contemporanea e il solito muro di suono noise che li aveva sempre caratterizzati; ma finalmente la band mette anche del tutto a fuoco la sua capacità di concepire dei brani di grande bellezza ed intensità, come solo occasionalmente in passato era riuscita a fare, dando vita al suo capolavoro forse definitivo. Il consenso ricevuto da parte della critica ed il successo "underground" del disco furono enormi, tanto da convincere la Geffen a metterli sotto contratto, dando il via ad una nuova era della nostra musica, con risultati che saranno ancora straordinari, nonostante il relativo e momentaneo "ammorbidimento" della proposta musicale del gruppo. Verso la fine degli anni '70, in quel di New York, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la più importante rivoluzione musicale dopo il punk, quella rivoluzione che prenderà il nome di "Noise Rock" e che vedrà salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che già aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 esce "Bad Moon Rising": il batterista è d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento; il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a sé stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorità della band, che produrrà poco dopo il suo capolavoro: "Daydream Nation". Entrati ormai nel mirino delle major, i Sonic Youth si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per far conoscere ad un pubblico più vasto gruppi come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Dopo un altro eccezionale album, ''Goo'' (1990), nel 1992 il gruppo ottiene un grande successo commerciale grazie all'album "Dirty", apparentemente di più facile accesso. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine" (1995), Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago, il quale aprirà nuove prospettive per la musica sempre in evoluzione del gruppo di New York.
Euro
45,00
codice 331549
scheda
Sonic youth    Dirty
LP2 [edizione] originale  stereo  usa  1992  geffen 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good punk new wave
prima rara stampa USA, vinile doppio, copertina con moderati segni di invecchiamento, etichetta nera con scritte argento, logo David Geffen Company in alto, catalogo DGC-24485, completo di inner sleeve con angoli superiori stondati, foto e crediti, copertina lucida fronte retro con codice a barre 720642448519. Il settimo album della fondamentale band newyorkese, con un brano in più rispetto alla versione compact disc ("Stalker"). Uscito nel luglio del '92 e giunto al sesto posto della classifica in Inghilterra ed all' 83esimo di quella americana (nemo profeta in patria....). I dischi fino a "Daydream Nation", partendo dalla no wave e dal noise, avevano rivoluzionato l' alternative rock americano; "Goo" e questo "Dirty" aprirono per la band un nuovo esaltante capitolo: quello del successo su più vasta scala, ottenuto con una musica forse più accessibile ma altrettanto brillante che in passato, ed almeno altrettanto influente sulle nuove generazioni di musicisti. Ne vennero tratti i singoli "100%", "Youth Against Fascism" e "Sugar Kane". Verso la fine degli anni '70, in quel di New York, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la più importante rivoluzione musicale dopo il punk, quella rivoluzione che prenderà il nome di "Noise Rock" e che vedrà salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che già aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 esce "Bad Moon Rising": il batterista è d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento; il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a sé stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorità della band, che produrrà poco dopo il suo capolavoro: "Daydream Nation". Entrati ormai nel mirino delle major, i Sonic Youth si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per far conoscere ad un pubblico più vasto gruppi come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Dopo un altro eccezionale album, ''Goo'' (1990), nel 1992 il gruppo ottiene un grande successo commerciale grazie all'album "Dirty", apparentemente di più facile accesso. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine" (1995), Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago, il quale aprirà nuove prospettive per la musica sempre in evoluzione del gruppo di New York.
Euro
50,00
codice 331547
scheda
Sonic youth    Goo
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1990  geffen 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
prima rara stampa vinilica, nella versione pressata in Germania per tutto il mercato europeo, Inghilterra inclusa, copertina lucida fronte retro con barcode 07599-24297-19, inner sleeve in carta con foto a colori, label nero/marrone con scritte argento, logo Geffen bianco e grigio in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra, catalogo 7599-24297-1, nella versione con "All titles published by (G.B. only) Savage Conquest Music" in alto. Il sesto album della fondamentale band newyorkese, uscito originariamente su etichetta Geffen nel giugno del 1990 e giunto al 32esimo posto della classifica inglese ed al 96esimo di quella americana. Se i dischi dal primo "Sonic Youth" (1982) fino al precedente "Daydream Nation", traendo ispirazione dalla musica più avanguardistica ed underground della scena newyorkese dell' immediato post punk e succhiando linfa vitale alla morente scena no wave, avevano rivoluzionato l' alternative rock americano, questo "Goo", il primo loro lavoro inciso per una major, aprì per la band un nuovo esaltante capitolo: quello del successo su più vasta scala, ottenuto con una musica forse più accessibile ma altrettanto brillante che in passato, ed almeno altrettanto influente nella straordinaria ricchezza e densità di atmosfere che la attraversa. Ebbe riscontri di vendita (spinto anche dal singolo "Kool Thing" che ne venne tratto) impensabili per un gruppo "underground"; presto il successivo "Dirty" giungerà ben più in alto, sino al sesto posto della classifica inglese, ma è questo "Goo" a rappresentare forse il punto creativamente più alto della parabola artistica della band. Un capolavoro. Verso la fine degli anni '70, in quel di New York, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la più importante rivoluzione musicale dopo il punk, quella rivoluzione che prenderà il nome di "Noise Rock" e che vedrà salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che già aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 esce "Bad Moon Rising": il batterista è d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento; il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a sé stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorità della band, che produrrà poco dopo il suo capolavoro: "Daydream Nation". Entrati ormai nel mirino delle major, i Sonic Youth si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per far conoscere ad un pubblico più vasto gruppi come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Dopo un altro eccezionale album, ''Goo'' (1990), nel 1992 il gruppo ottiene un grande successo commerciale grazie all'album "Dirty", apparentemente di più facile accesso. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine" (1995), Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago, il quale aprirà nuove prospettive per la musica sempre in evoluzione del gruppo di New York.
Euro
45,00
codice 331548
scheda
Sonic youth    Washing machine
LP2 [edizione] originale  stereo  hol  1995  geffen 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good punk new wave
prima ormai molto rara stampa europea, pressata in Olanda come indica la scritta sul bordo dell'etichetta (mentre sul retro copertina troviamo ''made in the EC''), con copertina (con qualche segno di invecchiamento) apribile con barcode 72064-24825-13, inner sleeves con artwork in bianco e nero e sagomatura sul lato di apertura, etichetta nera con scritte argento e logo con sfera grigio in alto, catalogo GEF24825, marchio BIEM/GEMA in alto a sinistra, del doppio album, undicesimo capitolo della lunga storia artistica della fondamentale band di New York, uscito nell' ottobre del 1995 e giunto al 58esimo posto della classifica americana ed al 39esimo di quella inglese, ad oltre un anno di distanza dal bellissimo "Experimental Jet Set Trash and No Star". Il disco precedente aveva ottenuto ancora dei notevolissimi riscontri commerciali, sull' onda lunga di "Dirty", ma aveva gia' chiarito che la ricerca musicale dei Sonic Youth" non si sarebbe certo svolta nella direzione di una maggior fruibilita' della loro musica; conferma l' impressione questo "Washing Machine", il primo disco in cui Kim Gordon suona quasi esclusivamente la chitarra piuttosto che il basso, opera certo tutt'altro che "facile", in cui la musica della band si ripiega su se stessa, dispiegandosi in lunghi brani raramente fragorosi ma implosivi e carichi di sotterranea tensione. Ne vennero tratti i singoli "The Diamond Sea" e "Little Trouble Girl".
Euro
55,00
codice 244069
scheda
Sorrenti alan    aria
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1972  harvest / universal 
rock 60-70
Ristampa del 2018, in vinile pesante, copertina apribile in cartoncino pesante, pressoche' identica alla prima rara tiratura su Harvest (sebbene non piu' textured ma liscia), corredata di inner sleeve con testi, catalogo 3C064-17836. Pubblicato in Italia nel giugno del 1972 prima di ''Come un Vecchio Incensiere all'Alba in un Villaggio Incantato''. Suonato con Antonio Esposito, Vittoro Nazzaro, Albert Prince, Tony Bonfils, Jean Costa, Andre' Lajdli, Martin Paratore, Jean Luc Ponty. Testi e musica di Alan Sorrenti, arrangiamenti di Albert Prince e di Alan Sorrenti, tecnico del suono Franco Patrignani, mixato da Giulio Spelta, registrato presso gli studi Sonic di Roma, Europa Sonor di Parigi, S.e.e.d. di Vllauris ( Nizza ) ed Rca di Roma. Il disco contiene i seguenti brani: "Aria", "Vorrei Incontrarti", "La Mia Mente", "Un Fiume Tranquillo". "Aria" e' un album spettacolare, tra i migliori mai pubblicato in Italia nel decennio ed anche oltre, con due facciate diametralmente opposte: la prima con il lungo brano omonimo, una suite eterea che comincia con la chitarra acustica e mette in evidenza la voce usata come strumento, esplodendo nel finale con l' assolo di violino di Jean Luc Ponty; la seconda facciata e' piu' legata alla struttura canzone, con tre episodi, due dei quali usciti anche su 45 giri (la cui facciata A e' la indimenticabile "Vorrei Incontrarti"). L' album ebbe grande successo di critica ed anche in certa misura di pubblico, e Alan Sorrenti e' stato tra i pochi artisti solisti a potersi misurare con i gruppi prog nei vari festival di quegli anni, tra questi va ricordata almeno l' apparizione al leggendario Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze, tenutosi nel 1972 al Foro Italico.
Euro
28,00
codice 3022857
scheda
Spencer Davis group    autumn '66
Lp [edizione] originale  mono  uk  1966  Fontana 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Prima molto rara stampa inglese in mono, copia con moderati segni di invecchiamento sulla copertina, copertina flipback sul retro su tre lati e laminata sul fronte, etichetta ruvida nera ed argento con griglia, catalogo TL5359. Pubblicato in Inghilterra nel settembre del 1966 dopo ''Second Album'' e prima di ''Mousetrap'', giunto al numero 4 delle classifiche Uk e non pubblicato all' epoca in Usa. Il terzo album. L' ultimo lavoro inglese con Steve Winwood allora diciottenne, qui' alle prese con brani leggendari quali ''Georgia on my mind'' e ''When a man loves a woman''. Un album classico e molto r'n'b' nella stesura dei brani e negli arrangiamenti, ancora distante dai profumi che porteranno di li a poco alla nascita dei Traffic. Ecco la lista completa dei brani: Together ’til the end of time / Take this hurt off me / Nobody knows you when you’re down and out / Midnight special / When a man loves a woman / When I come home // Mean woman blues / Dust my blues / On the green light / Neighbour neighbour / High time baby / Somebody help me.
Euro
140,00
codice 244056
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2019  anti 
soul funky disco
Vinile da 180 grammi, catalogo 7670-1. Pubblicato nel maggio del 2019 dalla Anti, il sedicesimo album solista della grande cantante afroamericana, successivo a ''If all i was was black" (2017). Dopo la collaborazione con Jeff Tweedy degli Wilco, che aveva prodotto il precedente album e ne aveva scritto gran parte dei brani, Mavis Staples collabora qui con il talentuoso chitarrista e cantante blues rock Ben Harper, che a sua volta è qui produttore ed autore di tutti i brani. Harper scrive testi coerenti con i temi tradizionalmente affrontati dalla Staples, dalla spiritualità e la fede all'impegno sociale per l'emancipazione, e la sua chitarra, con un approccio misurato e mai troppo in primo piano, conferisce toni fortissimamente blues e r'n'b alle canzoni; in alcuni brani Harper presta anche la sua voce, duettando con una Mavis ancora ispirata e desiderosa di far sentire la propria voce. "We get by" è un lavoro che trasuda sonorità ed atmosfere vintage che riportano alla musica afroamericana degi anni '70 (quelli pre-disco), suonato con arrangiamenti asciutti e diretti, sostenuto da un groove lento ma solido, e percorso da quella forte vena spirituale e potente di tanta musica già espressa da Mavis Staples nel corso dei decenni. Mavis Staples è una cantante gospel e poi soul e r'n'b afroamericana, la cui carriera inizia negli anni 1950 nel gruppo della famiglia, gli Staple Singers, capitanati dal patriarca Roebuck 'Pops' Staples ed autori di alcune delle più belle e innovative pagine della musica gospel del '900, in particolare nei loro primi dischi, usciti fra la seconda metà degli anni '50 ed i primi '60. Successivamente il gruppo si spostò verso la musica secolare e Mavis, che era la più dotata cantante della famiglia, in possesso di una voce potente ed evocativa che si esprimeva in modo eccelso sia con la musica religiosa che con quella secolare, avviò verso la fine degli anni '60 anche una carriera solista in ambito r'n'b e soul incidendo prima per la Volt e poi, nei tardi anni '70, per la Curtom, che pubblicò un suo disco prodotto da Curtis Mayfield, quindi nel 1979 con la Warner Bros per un album che occhieggiava alla disco; la sua carriera continua nel corso dei decenni successivi cementando la sua immagine di icona della musica afroamericana, meritata soprattutto per le prime splendide realizzazioni degli Staple Singers e per le sue prime uscite soliste a fine anni '60.
Euro
29,00
codice 2086935
scheda
Stray cats    40
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2019  surfdog 
punk new wave
edizione in vinile nero 180 grammi, copertina apribile con adesivo di presentazione sul cellophane, inner sleeve. Pubblicato nel maggio del 2019, a distanza di ventisei anni dall' ultimo album in studio "Original Cool" (1993), che era composto però soltanto da covers, questo "40" è il nono album in studio della storica rockabilly band americana, e ne celebra il quarantennale, con dodici nuovi brani, tutti originali, suonati dalla line up originaria, con Brian Setzer, Lee Rocker e Slim Jim Phantom. I tre non si lasciano sedurre da mode correnti e suonano in "40" come la stagionata, esperta e fedele rockabilly band che sono, sulla soglia dei sessant'anni di età, con un sound che trasuda ancora oggi le atmosfere degli anni '50, talora con qualche occasionale escursione nel garage o nel surf; la chitarra di Setzer è sempre squisita e, grazie alla sua esperienza e cifra tecnica, capace di evidenziare le sottili sfumature del rockabilly e del rock'n'roll classici. Quasi tutti i brani sono composizioni dello stesso Setzer (con la collaborazione frequente di Michael Himelstein). Niente nostalgia e tanto divertimento in questi solchi! Questa band rockabilly di Brian Setzer (ex Bloodless Pharaohs), originaria di New York ma emigrata in Europa dove fu scoperta da Dave Edmunds, fu massima protagonista del rockabilly revival degli anni '80, quando il successo della band fu tale da scatenare in quegli anni ed in quelli successivi una autentica "rockabilly mania", che vide nell'ambito del genere una grande fioritura di bands nei quattro angoli del globo, ed in generale una grande rinascita di interesse per la musica degli anni '50 da parte delle nuove generazioni.
Euro
27,00
codice 2087161
scheda
Strokes    First impressions of earth
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2006  music on vinyl 
indie 2000
Ristampa in vinile 180 grammi. Il terzo album della band newyorkese, uscito dopo "room on fire", riconferma lo stile che li ha portati al successo planetario di critica e pubblico, in cui melodia e sonorita' angolari di tipo post punk, prima new wave, ma anche Television o Velvet Underground, si uniscono in un insieme irresistibile e fresco, come nei migliori pezzi degli Oasis. ancora piu' incisivi e dinamici, grazie all'esperienza maturata, con un base ritmica che presenta un modo di suonare piu' conciso e preciso di sempre, le due chitarre che costruiscono su riffs scoppiettanti articolati intrecci, e i melodiosi vocalizzi di Casablancas che trasmettono un fascino tutto personale, pervaso di non sense e cinismo. formati dal cantante Julian Casablancas, dai chitarristi Nick Valensi e Albert Hammond, dal bassista Nicolai Fraiture e dal batterista Fabrizio Moretti, gli Strokes sono uno dei gruppi statunitensi piu' popolari in europa, al pari di White Stripes. ottengono da subito una grande risonanza grazie all'album di debutto 'is this it', pubblicato nel 2001, sono stati tra i primi gruppi del XXI secolo a vestire di sonorita' e atmosfere anni 80 brani guitar pop accattivanti e trascinanti, con uno stile immediatamente riconoscibile che ha generato un'esagerata schiera di emulatori ovunque.
Euro
25,00
codice 2088014
scheda

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