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Gallery (uk rock 60-70)    Wind that shakes the barley
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1973  guerssen 
rock 60-70
Ristampa del 2014 (la prima in assoluto in vinile) ad opera della Guerssen, pressoche' identica alla ultrarara prima tiratura, copertina senza barcode, corredata di esclusivo inserto con foto e note biografiche. Originariamente pubblicato nel 1973 dalla Midas in Gran Bretagna, l'unico album di questo quartetto di Leeds. Le radici dei Gallery si trovano alla fine degli anni '60, quando il cantante Royce Seabourne e la chitarrista e cantante Barbara Seabourne si esibiscono nei locali folk inglesi, nel 1970 il violinista Mark Uttey si unisce a loro ed il trio prende il nome di Trade Winds, quindi con l'ingresso del chitarrista Alan Morrison il gruppo assume la sigla definitiva di Gallery, facendosi un buon nome nel circuito folk nel corso del 1972, ed incidendo questo unico oscuro album, uscito l'anno successivo. Disco quasi completamente ascustico (fa eccezione il basso elettrico del collaboratore Brian Murray), ''The wind shakes the barley'' e' un'opera pienamente in sintonia col piu' classico folk e folk rock britannico dei primi anni '70, molto vicina nello stile e nelle atmosfere al secondo ed al terzo album dei grandi Steeleye Span, ed accostata da alcuni non a torto a Barry Dransfield, immersa nelle caratteristiche atmosfere sognanti ed autunnali del folk d'Albione, con evocative voci maschili e femminili, ed il violino che si fa protagonista di alcuni episodi strumentali. I brani sono quasi tutti pezzi tradizionali, come da consuetudine del folk revival dell'epoca.
Euro
25,00
codice 2059700
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  back to black 
soul funky disco
ristampa in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura su Tamla, allegato coupon per il download digitale, dell' album originariamente pubblicato dalla Tamla nel 1967. Il primo di tre album realizzati in collaborazione con la cantante Tammi Terrell, precedente ''You're all I need'' (1968), questo album vede il grande Marvin Gaye cimentarsi con un set diviso fra romantiche ballate e piu' dinamici brani r'n'b, alcuni piu' sanguigni ed altri piu' morbidi ed addolciti da arrangiamenti orchestrali, che sostengono i duetti fra voce maschile e femminile, in ogni caso con enfasi sul soul piu' melodico come da tradizione Motown. Include i due singoli da top ten ''Your precious love'' e ''If I could build my whole world around you''. Questa la scaletta: ''Ain't no mountain high enough'', ''You got what it takes'', ''If I could build my whole world around you'', ''Somethin' stupid'', ''Your precious love'', ''Hold me oh my darling'', ''Two can have a party'', ''Little ole boy, little ole girl'', ''If this world were mine'', ''Sad wedding'', ''Give a little love'', ''Oh how I'd miss you''. Cinque sono i modelli di Marvin Gaye: Clyde McPhatter, i Five Keys di Rudy West, Little Willie John, Ray Charles e Nat King Cole. A quindici anni, dopo aver cantato in chiesa, si unisce ai Rainbows (Don Covay e Billy Stewart). Nel '57 insieme a Stewart forma i Marquees che godono dell'appoggio di Bo Diddley. Poi, passa ai Moonglows (rinnovati!) grazie a Harvey Fuqua che, a seguire, lo invitera' a Detroit alla Motown, dove inizialmente suona la batteria e fa il corista per Marvelettes, Miracles e Stevie Wonder. Esordisce come cantante solista nel '61 con "Let Your Coscience Be Your Guide", ma con scarsi esiti. Da "That Stubborn Kinda' Fellow" in poi, invece, inanellera' una serie di successi che lo porteranno ad essere considerato uno dei grandi maestri del Soul.
Euro
18,00
codice 2092287
scheda
Generation x    sweet revenge (3rd lost album)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1979  munster 
punk new wave
ristampa del 2016, in vinile 180 grammi, con copertina esclusiva, dell' album originariamente pubblicato dalla stessa Munster nel 1998 con titolo "K.M.D. - Sweet Revenge". Si tratta del terzo album "Perduto" della storica punk band inglese guidata da Billy Idol e Tony James, registrato negli Olympic Studios di Londra nel luglio del 1979, prima e dopo un minitour in Giappone della band, che nelle settimane successive si sfaldera' perdendo il batterista Mark Laff ed il chitarrista Bob "Deerwood" Andrews. L' album rimarra' inevitabilmente inedito, la band sara' rimessa in piedi da Billy Idol e James con la nuova denominazione Gen X, e pubblichera' nel 1981 un album dal titolo "Kiss Me Deadly", riregistrando quattro brani gia' presenti in questo "Sweet Revenge", che contiene sei brani totalmente inediti e soprattutto va considerato il testamento dei "veri" Generation X, ancora con la formazione originale, e legati al punk rock della cui prima scena inglese erano stati tra i "prime movers", brillantemente arricchito di elementi pop e rock'n'roll. Questa la lista dei brani inclusi: A1 Dancing With Myself A2 Modern Boys A3 Stars Look Down A4 Triumph A5 Girls Girls Girls B1 Anna Smiles B2 Flash As Hell B3 Psycho Beat B4 Cathy Come Home B5 Revenge. Formazione in bilico fra punk e power pop, i Generation X si formano a Londra nel 1976 ad opera di Billy Idol insieme a ex membri dei Chelsea, fra cui Tony James; godettero di discreto successo in patria, prima con il loro nome originario e poi, dal 1980 fino allo scioglimento nel 1981, sotto la sigla accorciata a Gen X, quindi Idol prosegui' con la sua nota carriera solista, mentre James formo' poi i Sigue Sigue Sputnik.
Euro
19,00
codice 3016450
scheda
Gentle giant    interview
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1976  chrysalis 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima stampa italiana, etichetta verde con logo rosso in basso, senza data sul trail off, timbro Siae del secondo tipo, in uso tra il 1975 ed il '78/79, con marchio Siae che ne occupa ancora tutto il cerchio centrale, catalogo CHR1115. Pubblicato nell' aprile del 1976 dopo ''Free Hand'' e prima di ''Playing The Fool Live'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. L'ottavo album. Considerato l' ultimo dei loro lavori classici, vede la solita sorprendente musica proposta dal gruppo ma con l'aggiunta di nuove ed inaspettate direzioni artistiche; "Interview" e' in effetti un concept album basato su di una falsa intervista sul music business, ci sono le classiche complesse armonie, passaggi sonori intricatissimi e sonorita' inedite dovute largamnente a Kerry Minnear e alla sua tastiera, tra i brani "Give It Back". Sfortunatamente l' opera vide la luce nell'anno della nascita del punk rock, rendendo evidente che la musica del gigante gentile non era piu' al passo con i tempi e con le richieste del mercato, lasciando questa opera appannaggio degli appassionati del progressive Inglese di alta epoca. Peccato, perche' il disco avrebbe meritato miglior fortuna.
Euro
24,00
codice 245418
scheda
Gentle giant    the missing piece
lp [edizione] originale  stereo  ita  1977  chrysalis 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima stampa italiana, realizzata nell' ottobre 1977, completa di inner sleeve, etichetta bianca ed azzurra a sfumare, catalogo 6307604, data sul trail off dei due lati "08/10/77", timbro Siae del secondo tipo, in uso tra il 1975 ed il 1978/79, con marchio Siae che ne occupa ancora l' intero cerchio centrale. Pubblicato nell' agosto del 1977 dopo il live ''Palying the fool'' e prima di ''Giant For a day'', giunto al numero 81 delle classifiche inglesi, il nono album in studio. "The Missing Piece" fu l' ultimo lavoro dei Gentle Giant a risquotere un certo successo; concepito per essere piu' vicino al suono live della storica band progressive inglese, e meno artefatto dei precedenti (c' era sempre stata una notevole differenza anche di arrangiamenti tra il suono live e quello in studio del gruppo), tenta di riunire le due anime della musica dei Gentle Giant in una sola. L' opera si mantiene su livelli piu' che dignitosi, con brani come "Betcha Thought We Couldn't Do It" , "Two Weeks In Spain", "I'm Turning Around", "Winning" e la potente "For Nobody".
Euro
23,00
codice 245416
scheda
Getz stan / joao gilberto    Getz-gilberto
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1963  verve / back to black 
jazz
ristampa in vinile 180 grammi e corredata di codice per il download digitale, masterizzata presso gli Abbey Road Studios, copertina pressocche' identica a quella della prima rara tiratura uscita in Usa su Verve. Inciso agli A&R Studios di New York in due sessioni, il 18 ed il 19 marzo del 1963, con formazione composta da Stan Getz (sax tenore), Antonio Carlos Jobim (pianoforte), Joao Gilberto (chitarra, voce), Tommy Williams (contrabbasso), Milton Banana (batteria) ed Astrud Gilberto (voce). Considerato uno dei massimi capolavori di Stan Getz, questo storico album lo vede in compagnia dei due maestri della bossa nova, i brasiliani Jobim e Gilberto; il quintetto propone un jazz melodico e solare, rilassato e lento nei ritmi, con forti influenze della musica brasiliana; il disco, che contiene la famosissima ''The girl from Ipanema'', vede il sax sensuale e dai toni soffusi di Getz a suo agio con lo stile proposto dal gruppo. Questa la scaletta: ''The girl from Ipanema'', ''Doralice'', ''P'ra muchucar'', ''Meu coracao'', ''Desafinado'', ''Corcovado'', ''So danco samba'', ''O grande amor'', ''Vivo sonhando''. Uno dei massimi interpreti del sassofono tenore, soprannominato "The Sound" per la bellezza del suo suono, Stan Getz (1927-1991) si fece le ossa suonando giovanissimo nelle big band di Jack Teagarden, Stan Kenton, Jimmy Dorsey e Benny Goodman durante la prima meta' degli anni '40. Alla fine del decennio arrivo' la fama con la partecipazione all'orchestra di Woody Herman (1947-49). Dopo l'uscita da quest'ultimo ensemble, Getz prosegui' il resto della sua lunga carriera come band leader, sviluppando uno stile personale nel corso degli anni '50 e contaminando il proprio suono con la bossa nova. Nel corso degli anni '60 il sassofonista continuo' a sperimentare nuove sonorita', utilizzando un quartetto con vibrafono ma senza pianoforte, incidendo con Joao Gilberto (il best seller "Getz/Gilberto", 1963); pregiate sono anche sue collaborazioni con Chick Corea a cavallo fra gli anni '60 ed i '70.
Euro
17,00
codice 2092320
scheda
Goblin    Roller
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1976  ams 
soundtracks
Vinile pesante, copertina lucida apribile senza codice a barre, label custom rosso/arancio con particolari dello artwork di copertina su di una facciata e bianca con scritte nere sull'altra, scritte nere e nome gruppo in rosso, catalogo AMSLP17. Ristampa del 2009 ad opera della AMS, pressoche' identica alla prima tiratura del 1976. Originariamente pubblicato in Italia dalla Cinevox, ''Roller'' e' il secondo album dei Goblin, uscito dopo ''Profondo rosso'' (1975) e prima di ''Suspiria'' (1977). ''Roller'' venne concepito come progetto musicale a se' stante, al contrario dell'album che lo precedette e di quello che lo segui', entrambi colonne sonore dei celebri film di Dario Argento; i Goblin realizzano qui un disco sostanzialmente di rock progressivo strumentale, dominato dalle tastiere ed in particolare dall'organo. Contiene la lunga ''Goblin'', che ricorda il prog di Yes, King Crimson e ELP nella sua complessa e cangevole struttura. Le radici dei Goblin si trovano in un gruppo chiamato Oliver, formato da Claudio Simonetti e Massimo Morante. Simonetti aveva precedentemente suonato con il batterista Walter Martino ne Il Ritratto di Dorian Gray ed il gruppo di breve durata Seconda Generazione. Con il bassista Fabio Pignatelli e il batterista Carlo Bordini, il gruppo si trasferi' in Inghilterra e per un breve periodo ha avuto un cantante inglese, Clive Artman. Questa formazione suono' in Inghilterra nel circuito delle universita' e registro' anche alcuni brani con Eddie Offord (a lungo un collaboratore di Emerson Lake & Palmer). Tornati in Italia, e con il nuovo cantante Tony Tartarini (gia' conosciuto come Toni Gionta, dell'Uovo di Colombo), poterono registrare un album nell'aprile 1974, dopo aver cambiato nome in Goblin. Aiutati dalla passata esperienza di Claudio Simonetti presso la Cinevox come musicista di studio nella registrazione di colonne sonore, i Goblin ebbero un contratto con quella casa discografica e l'offerta di comporre la colonna sonora per il film horror d'esordio del regista Dario Argento, Profondo rosso. Il batterista Bordini rifiuto' il contratto, e venne sostituito da Walter Martino, precedentemente con Simonetti nel Ritratto di Dorian Gray, e questa formazione registro' il primo album ufficiale, mentre l'LP precedente venne pubblicato a nome Cherry Five solo nel 1976. Il film ebbe un enorme successo, cosi' come il cupo e ipnotico brano guida della colonna sonora, che divento' un hit. Totalmente strumentale, basata principalmente sulle tastiere, la musica dei Goblin era molto elaborata e curata rispetto alle colonne sonore piuttosto anonime di molti film dell'epoca.
Euro
28,00
codice 2092362
scheda
Gordon dexter    One flight up
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1964  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
bella ristampa del 2013, ormai rara, in vinile da 180 grammi, uscita per la serie "Havenly Sweetness", copertina lucida senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, etichetta bianca e blu. Originariamente pubblicato nel 1964 dalla Blue Note, inciso ai Barclay Studios di Parigi il 2 giugno del 1964 da Dexter Gordon (sax tenore), Donald Byrd (tromba), Kenny Drew (pianoforte), Niels-Henning Orsted Pedersen (contrabbasso) ed Art Taylor (batteria). Splendido album inciso in Francia poco prima di stabilirsi in Scandinavia, ''One flight up'' suona come un canto liberatorio per Gordon, forse non piu' legato da certe costrizioni artistiche sofferte negli ambienti statunitensi: la bellissima e lunghissima ''Tanya'', che apre l'album, e' un lento e visionario post bop carico di struggente intensita' blues, con bellissimi assoli sia da parte di Gordon che di Byrd (autore del brano) e sostenuto da un'ipnotica sezione ritmica; i restanti due brani, la solare e frizzante ''Coppin' the heaven'' e la lenta e languida ballad ''Darn that dream'', seguono il filo di un bop jazz piu' tradizionale, ma sono nondimeno intense e ricche di espressivita'. Considerato da molti il miglior sassofonista tenore della corrente be bop, Dexter Gordon (1923-1990) ottenne i primi importanti consensi gia' molto giovane, suonando con Lionel Hampton (1940-43), poi con Louis Amstrong e Dizzy Gillespie; sfortunate esperienze con la droga ed il carcere interruppero piu' volte la sua carriera, scandita da altrettanti ritorni sulle scene. Memorabili sono le sue "tenor battles", battaglie fra sax tenori ingaggiate con l'amico Wardell Gray, e la sua interpretazione come attore protagonista nel film "Round midnight" di Bertrand Tavernier.
Euro
32,00
codice 245403
scheda
Grateful dead    Anthem of the sun
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1968  Warner Bros 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good rock 60-70
prima davvero introvabile stampa americana, purtroppo completamente estinta dal mercato, copertina (con diversi segni di invecchiamento) cartonata con sfondo color porpora viola, etichetta verde con logo W7 di colore arancio in alto, catalogo WS1749. Pubblicato in usa il 18 luglio del 1968 dopo ''Grateful dead'' e prima di ''Aoxomoxoa'', giunto al numero 87 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk dove fu pubblicato nel novembre dello stesso anno. Il secondo album. E' il fondamentale primo tassello di una straordinaria trilogia psichedelica ("Aoxomoxoa" e "Live/dead" gli altri due), registrato dal settembre del 1967 al dicembre dello stesso anno tra hollywood e new york, contiene la spettacolare ''that's it for the other one'', lunga suite divisa in quattro movimenti che rappresenta lo stato dell'arte della psychedelia californiana, sicuramente uno dei massimi esempi del suono di san francisco della stagione psychedelica e rimane un documento imprescindibile nella storia musicale del secolo passato. concepito come un modo per riuscire a transporre l'energia e le lunghe fluttuazioni psychedeliche in un singolo lp con brani di durata ''normale'', e registrato dopo che il gruppo si era allontanato dal suono del primo omonimo album in studio, . vede le liriche di Robert Hunter e le percussioni del secondo batterista Mickey Hart, notevole anche la tastiera, con Tom Constanten alle prese con partiture vicine all' avant-garde con rimandi a John Cage e Karlheinz Stockhausen che alla musica rock. al disco hanno contribuito molti dei personaggi chiave della Bay Area, anche non musicisti, come Dan Healy il geniale tecnico del suono, il disco e' basato sul concetto di far suonare insieme e contemporaneamente, partiture diverse tra di loro e sviluppate su piu' piani, un idea per allora radicale, che doveva portare l' ascoltatore dentro a quei ''nuovi piani di percezione'' che venivano ''raggiunti'' durante i loro concerti del periodo, tutti i brani contenuti nel disco erano stati suonati live innumerevoli volte, e, per esempio, la lunga suite di "That's It for the Other One" e' un collage di brani e fraseggi gia' suonati in concerto anche in contesti assai diversi che qui vengono mirabilmente riuniti. emergono assai piu' che in passato anche le figure di Bob Weir e quella della guida spirituale Neal Cassidy, piu' volte citato nei testi, tra i brani le meravigliose "New Potato Caboose" l'autobiografica "Born Cross-Eyed" , ed "Alligator" che illustra il bizzarro talento di Ron "Pigpen" McKernan, la spina dorsale del gruppo . il risultato e' uno dei maggiori capolavori della musica rock di sempre, un mito della california degli anni ''60, ed uno dei piu' riusciti concept album post-Sgt. Pepper' s '' di tutti i tempi.
Euro
75,00
codice 17296
scheda
Grateful dead    Aoxomoxoa
Lp [edizione] ristampa  stereo  ger  1969  Warner Bros 
  [vinile]  excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Ristampa europea, pressata in Germania nella prima meta' degli anni '80, pressoche' identica alla prima tiratura uscita in Usa nel 1969 su Warner Bros, copertina in cartoncino lucido senza barcode, etichetta bianco/crema con grande logo ''WB'' rosso ed argento, con logos grigi sullo sfondo. catalogo K46027. Pubblicato in Usa nel giugno del 1969 dopo ''Anthem of the sun'' e prima di ''Live/dead'', giunto al numero 73 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk dove usci' nel novembre dello stesso anno. Il terzo album. Parte fondamentale della straordinaria trilogia psichedelica del gruppo californiano (con "live/dead" ed "anthem of the sun"). fu il primo disco in cui il gruppo potette registrare in piena autonomia, senza alcuna intromissione da parte della Warner Bros. come per Anthem of the Sun, anche per Aoxomoxoa, che si doveva intitolare originariamente "Earthquake Country.", il gruppo si proponeva di oltrepassare il limite musicale dei propri tempi, utilizzando lo studio come una sorta di laboratorio alchemico, infatti, i Pacific High Recording facility, dove ebbero luogo la maggior parte delle registrazioni, avevano appena acquisito l'allora futuribile Ampex MM-1000 , ovvero il primissimo registratore a 16-tracce mai prodotto, che era assolutamente futuribile nel 1968. la partnership tra Jerry Garcia e Robert Hunter, l'autore di molti dei testi, che duraera' oltre 30 anni, trovo' il suo primo punto di eccellenza in questo lavoro. quando l'lp giunse nei negozi, l'effetto che fece fu enorme, specie nella Bay Area, includeva brani dallo status gia' allora leggendario in california, perche' eseguiti molte volte live, quali "St. Stephen," "China Cat Sunflower," e "Cosmic Charlie," ma anche influenze acustiche e barocche come in "Mountains of the Moon" o "Rosemary."da notare inoltre il folk blues di "Dupree's Diamond Blues" basato sul traditional "Betty & Dupree"che in un cero senso anticipa i successivi lavori della ''svolta roots'', Workingman's Dead (1969) e American Beauty (1970). tuttavia, per molti questo e' l'album di "What's Become of the Baby" uno dei migliori testi di Hunter cantato in maniera eccezionale da Jerry Garcia. Il titolo "AOXOMOXOA" e' un palindromo creato da Rick Griffin, leggibile quindi sia da sinistra verso destra che al contrario, inoltre, sul retro della copertina e' raffigurata Courtney Love a 4 anni di eta', si trova di fronte a Pigpen, il fatto non e' tanto strano, perche' era la figlia di Hank Harrison, scrittore Americano e autore di diversi libri sui Grateful Dead, tra cui "The Dead Book" del 1973.
Euro
23,00
codice 245414
scheda
Grateful dead    Aoxomoxoa (picture disc)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  Warner Bros 
rock 60-70
Ristampa del giugno 2019, limitata in 10.000 copie in versione PICTURE DISC, realizzata in occasione del 50esimo anniversario dall' uscita originaria del disco, rimasterizzata sulla base del remixaggio del disco eseguito nel 1971, copertina sagomata "die cut" sul fronte e sul retro, con larghe apertura centrali, senza barcode. Pubblicato in Usa nel giugno del 1969 dopo ''Anthem of the sun'' e prima di ''Live/dead'', giunto al numero 73 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk dove usci' nel novembre dello stesso anno. Il terzo album. Parte fondamentale della straordinaria trilogia psichedelica del gruppo californiano (con "live/dead" ed "anthem of the sun"). fu il primo disco in cui il gruppo potette registrare in piena autonomia, senza alcuna intromissione da parte della Warner Bros. come per Anthem of the Sun, anche per Aoxomoxoa, che si doveva intitolare originariamente "Earthquake Country.", il gruppo si proponeva di oltrepassare il limite musicale dei propri tempi, utilizzando lo studio come una sorta di laboratorio alchemico, infatti, i Pacific High Recording facility, dove ebbero luogo la maggior parte delle registrazioni, avevano appena acquisito l'allora futuribile Ampex MM-1000 , ovvero il primissimo registratore a 16-tracce mai prodotto, che era assolutamente futuribile nel 1968. la partnership tra Jerry Garcia e Robert Hunter, l'autore di molti dei testi, che duraera' oltre 30 anni, trovo' il suo primo punto di eccellenza in questo lavoro. quando l'lp giunse nei negozi, l'effetto che fece fu enorme, specie nella Bay Area, includeva brani dallo status gia' allora leggendario in california, perche' eseguiti molte volte live, quali "St. Stephen," "China Cat Sunflower," e "Cosmic Charlie," ma anche influenze acustiche e barocche come in "Mountains of the Moon" o "Rosemary."da notare inoltre il folk blues di "Dupree's Diamond Blues" basato sul traditional "Betty & Dupree"che in un cero senso anticipa i successivi lavori della ''svolta roots'', Workingman's Dead (1969) e American Beauty (1970). tuttavia, per molti questo e' l'album di "What's Become of the Baby" uno dei migliori testi di Hunter cantato in maniera eccezionale da Jerry Garcia. Il titolo "AOXOMOXOA" e' un palindromo creato da Rick Griffin, leggibile quindi sia da sinistra verso destra che al contrario, inoltre, sul retro della copertina e' raffigurata Courtney Love a 4 anni di eta', si trova di fronte a Pigpen, il fatto non e' tanto strano, perche' era la figlia di Hank Harrison, scrittore Americano e autore di diversi libri sui Grateful Dead, tra cui "The Dead Book" del 1973.
Euro
33,00
codice 2092330
scheda
Grateful dead    Live dead
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  Warner Bros 
rock 60-70
Doppio album in vinile 180 grammi, ristampa con copertina apribile senza barcode, pressoche' identica a quella ella prima rara tiratura su Warner Bros. Pubblicato in Usa il 10 novembre del 1969, dopo ''Aoxomoxoa'' e prima di ''Workiman's dead'', giunto al numero 64 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk dove usci' invece nel febbraio del 1970. Il quarto album. Il disco che definisce la psichedelia californiana, sicuramente uno dei 10 albums della intera musica rock di tutti i tempi. Registrato, naturalmente, dal vivo, durante il '69: "Dark Star" e "St. Stephen" il 27 febbraio al Fillmore West; "The Eleven", "Turn On Your Lovelight", "Feedback" e "We Bid You Goodnight" il 2 marzo al Fillmore West; "Death Don't Have No Mercy" a fine gennaio all' Avalon, commovente testamento di un epoca al tramonto e' anche l'album che chiude il decennio, il primo ciclo del gruppo e piu' in generale della migliore stagione della controcultura californiana, nei lavori successivi, infatti, si assistera' alla riscoperta delle radici ed alla fine del sogno della breve parentesi della ''peace, love and revolution''.
Euro
28,00
codice 2092310
scheda
Green grant    Grant's first stand
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1961  blue note / universal 
jazz
Ristampa del 2019, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura, dell'album originariamente pubblicato nel 1961 dalla Blue Note. Inciso al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, il 29 gennaio del 1961, con formazione composta da Grant Green (chitarra), ''Baby Face'' Willette (organo) e Ben Dixon (batteria), questo apprezzato album e' considerato da alcuni critici uno dei piu' significativi del soul jazz; si tratta, peraltro, del debutto di Green come band leader. Un disco carico di blues, che alterna episodi scattanti e sbarazzini con alcuni brani piu' lenti e notturni. Questa la scaletta: ''Miss Ann's tempo'', ''Lullaby of the leaves'', ''Blues for Willarene'', ''Baby's minor lope'', ''Ain't nobody's business if I do'', ''A wee bit o' green''. Uno dei piu' sottovalutati chitarristi del jazz, Grant Green (1931-1979) e' stato rivalutato dopo la sua morte come un eccellente chitarrista blues e be bop. Influenzato da Charlie Christian e Jimmy Raney, Green citava tuttavia come influenza principale Charlie Parker ed ascoltava molto anche Miles Davis. Secondo i critici il suo stile chitarristico e' vicino a quello dei suonatori di ottoni, in particolare al be bop di Parker, e la sua notevole tecnica e' posta costantemente al servizio della musica piu' che alla dimostrazione di abilita'. Sebbene non fosse molto stimato dalla critica, i suoi album su Blue Note degli anni '60 ebbero un buon successo: fra questi citiamo ''Grant's first stand'' (1961), ''Idle moments'' (1963) e ''Matador'' (1964).
Euro
27,00
codice 2092329
scheda
Green on red    Gravity talks
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  uk  1983  london 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Seconda stampa inglese uscita su etichetta London nel 1987, copertina lucida fronte retro con barcode, etichetta nera ed argento con scritte argento in basso e lungo il bordo e nere in alto, catalogo SMLP 16. Inserito da Carlo Bordone (Mucchio Extra, Autunno 2007) tra i 20 dischi più importanti della scena Paisley Underground, pubblicato dalla Slash nel 1983 negli USA e nell'agosto del 1984 in Gran Bretagna, non entrato in classifica sulle due sponde dell'Atlantico, ''Gravity talks'' è il primo straordinario album della band di Tucson, Arizona, guidata da Dan Stuart ed attiva dal '79 con il nome di Surfers, qui ancora nella formazione che aveva dato vita ai primi due minialbum "Two Bibles" e "Green On Red" con il grande Chris Cacavas alle tastiere (presto solista), Jack Waterson al basso (anche lui autore dopo qualche anno di un sorprendente album a proprio nome) ed Alex Mac Nicol alla batteria (gia' con Lydia Lunch). Dopo i primi due acerbi mini questo magnifico album chiuse la prima fase di attività della band, ultimo lavoro prima della definitiva svolta roots rappresentata dal successivo ancora una volta bellissimo "Gas Food Lodging". Disco intriso di psichedelia e di anni '60, con le splendide tastiere del grande Chris Cacavas ancora in primo piano, ad ammantare la musica della band di fascino e conturbanti riferimenti "doorsiani". Prodotto da Chris D. dei Flesheaters e dei Divine Horsemen, con Matt Piucci dei Rain Parade ospite alla chitarra in un brano, "Gravity Talks" è un disco di grande bellezza, tra i capolavori assoluti del paisley underground, e contiene molti episodi davvero memorabili, come l' iniziale title track, la dolente ballata "Old Chef" che anticipa i Green on Red venturi, "5 Easy Pieces", l' intensa "Blue Parade", l' indimenticabile "Cheap Wine", che resterà il loro classico definitivo.
Euro
24,00
codice 332113
scheda
Green peter (fleetwood mac)    end of the game (ltd. white vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1970  klimt 
rock 60-70
ristampa del 2020, edizione limitata in vinile bianco, copertina senza barcode pressoche' identica alla prima molto rara tiratura su Reprise. Pubblicato nel novembre del 1970 e non entrato in classifica ne' in Uk ne' in Usa. Il primo lavoro del leader dei Fleetwood Mac, un album non solo leggendario, ma realmente maestoso e straordinario, registrato con Zoot Money, Godfrey Maclean, Nick Buck ed Alex Dmochowsky, contiene sei incredibili brani free e dagli accenti indefinibili; e' opera strumentale che riunisce in se' blues, progressive, jazz e sperimentazione, in un caleidoscopio sonoro degno di ''The cycle is complete'' di Bruce Palmer. Ovviamente vendette pochissimo, a differenza dei contemporanei lavori del gruppo madre, che Green abbandono' proprio perche' sdegnato dalla svolta commerciale auspicata dagli altri componenti. Peter Green, co-fondatore e chitarrista dei primi Fleetwood Mac, e' generalmente considerato come uno dei massimi geni della musica inglese; nato come Peter Greenbaum il 29 ottobre 1946 a Londra, inizia con Mick Fleetwood nei Peter B's , poi e' negli Shotgun Express, quindi rimpiazza Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall. Nel luglio del 1967 forma i Fleetwood Mac, con i quali realizza alcuni splendidi lavori, e che lascia nel 1970, per ritirarsi dalle scene dove riapparira' a sorpresa nei primi anni '80. Il suo stile chitarristico, radicato nel blues ma capace di eccezionali slanci visionari, ha esercitato grande influenza nel corso degli anni su chitarristi come il grande Gary Moore, ed e' tenuto in alta considerazione da colleghi quali Eric Clapton e Jimmy Page.
Euro
24,00
codice 2092385
scheda
Group 1850    paradise now
Lp [edizione] originale  stereo  Hol  1969  discofoon 
  [vinile]  excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
davvero rara prima stampa olandese, copertina (in belle condizioni se non per un restauro presente in basso a destra) flipback su due lati sul retro e laminata sul fronte, etichetta nera con scritte e logo argento, catalogo VD7063. Pubblicato nel dicembre 1969, il secondo splendido album del grupo olandese. Si tratta sicuramente di uno dei capolavori della psichedelia di alta epoca e probabilmente il miglior album del genere mai uscito nell' Europa continentale, non inferiore ai migliori lavori americani o inglesi del decennio. Questo importante gruppo psichedelico olandese nasce ad Hague nel novembre del 1964; il loro primo lp, ''Agemo's trip to mother earth'' e' del 1968, album dai toni concettuali ed altamente psichedelico, viene seguito nel 1969 da ''Paradise now'', disco ugualmente acido e perso nei meandri della psichedelia, per quanto piu' orientato alla jam rispetto al precedente. Lo stile del gruppo in questi due capolavori, e' il piu' rappresentativo della leggendaria scena che ruotava attorno al Paradiso di Amsterdam, ideale punto di incontro tra i Pink Floyd di ''A saucerful of secrets'', i corrieri cosmici tedeschi ed Hendrix, con l'organo orientaleggiante ed ipnotico e le voci cariche di echi, suoni di chitarra lunghi e dilatatati, trova qui la sua massima espressione consegnandoci due grandi dischi che purtroppo avranno un seguito, a livello temporale ma non qualitativo, solo nel 1974, con il terzo album ''Polyandri''. I Group 1850 pubblicarono anche un certo numero di singoli, a partire dal 1966, che gia' avevano rivelato una delle band piu' anticonvenzionali della gia' eccelsa scena olandese dell'epoca.
Euro
140,00
codice 44679
scheda
Haden charlie and pat metheny    Beyond the missouri sky (short stories)
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1997  decca 
jazz
Vinile doppio, inner sleeve con note, foto ed artwork. Ristampa del 2018 ad opera della Decca, con copertina non apribile. Originariamente pubblicato nel 1997 solo in cd dalla Verve, quindi uscito per la prima volta in vinile nel 2012 in una rara edizione pubblicata in Corea del Sud dalla Universal Music (ma con vinile pressato dalla tedesca Pallas), "Beyond the missouri sky" è il frutto della collaborazione fra Charlie Haden (contrabbasso) e Pat Metheny (chitarra acustica, chitarra elettrica, vari altri strumenti). Entrambi i musicisti, amici di vecchia data, sono originari di piccole città del Missouri, e questo album brulica di riferimenti alle atmosfere del Midwest americano, espresse con un lirismo che scorre per lo più a ritmi tranquilli attraverso grandi paesaggi contemplativi, mentre stilisticamente il jazz moderno si fonde con la Americana in dilatate e poetiche melodie chitarristiche acustiche ed elettriche sostenute dalla raffinata ritmica di Haden. Uno dei contrabbassisti più apprezzati del jazz moderno, Charlie Haden è noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Ornette Coleman, che ha dato frutti come ''The shape of jazz to come'' e ''Free jazz'', pietre miliari del free jazz. Negli anni '60 Haden ha anche collaborato con Keith Jarrett e nei '70 con l'ensemble di jazz sperimentale e politicizzato Liberation Music Orchestra, insieme a Carla Bley. Eclettico ed attento alle nuove correnti, Haden ha collaborato in seguito anche con Pat Metheny, per poi formare un quartetto di successo negli anni '80. Pat Metheny, uno dei più famosi chitarristi degli ultimi decenni del XX secolo, inizia a suonare giovanissimo nel corso degli anni '60, entusiasta sia del jazz che del rock. Dotato di grande tecnica e di larghe vedute musicali, effettua le sue prime incisioni in compagnia di Paul Bley e Jaco Pastorius nel 1974 per poi trascorrere un triennio nel Gary Burton Group. In quel periodo incontra il tastierista Lyle Mays con il quale decide di fondare il Pat Metheny Group, autore di numerosi dischi per la ECM ed in seguito per altre etichette. Il gruppo, con la sua solare ed inventiva fusione di molteplici stili, dal jazz al rock, dal pop alla musica latino-americana, ottiene un enorme successo ed accende l'interesse verso il jazz nel pubblico più giovane.
Euro
30,00
codice 2092322
scheda
Hammill peter    Enter K
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  madfish 
rock 60-70
ristampa in vinile 180grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, e corredato di inner sleeve. Pubblicato in Inghilterra nell' ottobre del 1982 dopo "Sitting targets'' e prima di ''Patience'', non entrato nelle classifiche Uk e non pubblicato all' epoca in Usa. L' undicesimo album dell' artista inglese, gia' leader dei Van Der Graaf Generator. Lavoro intenso e profondo nella tradizione dei solisti di Hammill, presenta diversi episodi degni di nota, come "The Great Experiment" ed "Happy Hour", segnate dall' influenza di Bowie, la splendidamente drammatica "Don't Tell Me", che appare anche in una versione diversa su ''The Love Songs'', la potente "Paradox Drive", ed il vero cuore pulsante dell' opera, "The Unconscious Life", in cui la voce toccante e espressiva di Hammill si completa magistralmente con il sax di David Jackson in una performance indimenticabile ed ai massimi livelli dell' intera carriera.
Euro
29,00
codice 2077049
scheda
Hancock herbie    Secrets
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1976  music on vinyl 
jazz
Vinile da 180 grammi, copertina a busta, busta di plastica trasparente con chiusura adesiva. Ristampa del 2014 ad opera della Music On Vinyl, pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1976 dalla Columbia negli USA e dalla CBS in Gran Bretagna, uscito dopo ''Man-child'' (1975) e prima del live ''V.S.O.P.'' (1977). Inciso a San Francisco da Hancock (tastiere, sintetizzatori), Bennie Maupin (sassofoni, lyricon, clarinetto basso), Wah Wah Watson (chitarra, Maestro synth, sample and hold unit, voice bag), Ray Parker (chitarra), James Levi (batteria), Paul Jackson (basso) e Kenneth Nash (percussioni). Un lavoro che prosegue sulla strada tracciata con ''Man-child'', ''Secrets'' vede Hancock ed i suoi cimentarsi con una fusion per le masse ripiena di funk, in particolare nell'inesauribile groove ritmico, in particolare del torrido brano di apertura ''Doin' it''. Zeppo di gingilli elettronici, ma anche arricchito dai taglienti interventi di sax di Maupin, l'album offre anche episodi piu' rilassati come l'atmosferica e contemplativa ''People music'', decisamente piu' jazzata, e le suggestioni reggae di ''Cantelope island'', mentre la solare ''Gentle thoughts'' sembra annuire alla disco music. Uno dei piu' importanti e discussi protagonisti della storia del jazz, il pianista e compositore Herbie Hancock inizia la propria carriera suonando nel 1961 con Donald Byrd, proseguendo poi con Freddie Hubbard, Kenny Dorham, Miles Davis (in quel quintetto che molti considerano la piu' grande formazione jazz della storia), Wayne Shorter, Stanley Turrentine, Wes Montgomery e mille altri, ma anche iniziando nel '62 una produzione solista straordinaria e baciata da grande fortuna commerciale, che nei primi anni '70, contemporaneamente al Davis di "Bitches Brew" rivelo' una fondamentale apertura verso la cultura psichedelica ed un altrettanto importante recupero delle radici africane; tra il '70 ed il '73 tocco' forse il punto piu' alto della sua storia artistica, a cui corrispose un totale fallimento commerciale (risultato frequente nell'arte per chi apre strade nuove ed inesplorate), prima del successo dell'accattivante funk dei lavori di meta' anni '70.
Euro
25,00
codice 2077067
scheda
Harper ben    Diamonds on the inside
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2003  virgin 
indie 90
ristampa in vinile doppio da 180 grammi, copertina liscia apribile. Ristampa europea su Virgin del quinto album in studio di Ben Harper, originariamente pubblicato dalla stessa etichetta nel marzo del 2003 e giunto al 19ø posto della classifica americana Billboard 200. Uscito dopo il live ''Live from Mars'' (2001) e prima di ''There will be a light'' (2004), e' il primo album in un decennio a non essere accreditato al leader insieme ai suoi Innocent Criminals, bensi' al solo Ben Harper, sebbene il gruppo suoni con lui nel disco. Un lavoro in linea di massima introspettivo e sommesso, caratterizzato da canzoni elettroacustiche dalle influenze folk, blues e dei grandi cantautori americani, ''Diamonds'' tuttavia stupisce con l'inserimento di alcuni potenti pezzi elettrici fra funk e rock pesante alla Hendrix, come ''Temporary remedy'' e ''So high so low'', sulla scia del precedente lavoro in studio ''Burn to shine'' (1999). Chitarrista e cantante di Clermont, California, Ben Harper e' nato da una famiglia di musicisti; fin da piccolo impara a suonare la chitarra acustica e diventa un enfant prodige della sei corde, influenzato da Ry Cooder, Bob Dylan, Robert Johnson, il soul ed il funk. La sua musica, di visione universale, e' un eclettico fondersi di vari stili, rock, reggae, blues ed folk.
Euro
25,00
codice 2092353
scheda
Hawkwind    hawkwind
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  uk  1970  liberty 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
seconda comunque assai rara stampa inglese, pressata pochissimo tempo dopo la primissima tiratura che aveva etichetta azzurra, copertina (co qualche segno di invecchiamento) apribile pressata da "E.J.Day Ltd.", etichetta nera a destra e colorata a sinistra. Pubblicato in Inghilterra nell' agosto del 1970 prima di "In Search Of Space", non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il primo album. Ultimo lavoro in ordine temporale, uscito il 17 agosto 1970 (il primo e' "Revolver" dei Beatles del 5 agosto del 1966) della psichedelia classica inglese ad essere stato inserito nella lista dei ''100 Greatest Psychedelc Records'' di Record Collector, fu registrato su impulso del loro manager, il Pretty things Dick Taylor, ai Trident Studios di Londra nel marzo del 1970, le sessions dovevano inizialmente riprodurre, suonando individualmente per poi sovraincidere, i brani presentati nei loro leggendari live shows, chiamati dal gruppo stesoo '' The Sunshine Special'' tenuti all' All Saints di Notting Hill Gate, lo stesso club nel quale i Pink Floyd iniziarono nel 1966, ma il gruppo dimostro' immediatamente grandi difficolta' a suonare con questa tecnica ( prima individualmente e sovraincidere poi la propria parte sulla traccia) , e dopo alcuni infruttuosi tentativi che non riuscivano a catturarne la magia, fu deciso di registrare l'album completamente in diretta, senza sovraincisioni ed in una lunga unica session, con addirittura la separazione tra un brano e l'altro che venne fatta solo successivamente in sede di mixaggio, questa idea fu la chiave di volta del progetto e probabilmente di tutta la carriera dela band, che dopo aver pubblicato questo esordio, preceduto dal singolo, tratto dalle stesse sessions '' Hurry on Sunday/Mirror Of Illusion' del luglio del 1970, diverra' presto la maggiore band Psychedelica Inglese della seconda onda, proprio basandosi sul potentissimo suono live, il disco, molto diverso dai successivi, dove gli elementi classici dello space rock futuro sono solo in embrione ed un attitudine progressivepsychedelica avvolge tutti i brani ammantandoli di un affascinante nebbia vintage ed autunnale, non ebbe alcun successo di pubblico, nonostante che Dick Taylor dei Pretty Things suoni la chitarra in ''Seeing As You Really Are'' e '' Syncopated Pandemonium'' ma a livello critico furono molti i giornalisti , primo tra tutti il solito John Peel, a apprezzare il progetto che portera', in pochi anni, alla nascita dello Space Rock ed alla mutazione della Psychedelia Inglese che durante gli anni ''70 sopravvivera' trasmormandosi, proprio per merito principalmente degli Hawkwind, in fenomeno di controcultuta ed agitazione sociale nei numerosissimi free festivals nelle campagne Britanniche che caratterizzeranno, con la loro cultura Anarchica e legata ai riti dell'LSD, gli interi anni ''70 e gran parte degli ''80 in Inghilterra.
Euro
90,00
codice 232097
scheda
Hawkwind    hawkwind
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1970  liberty 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent rock 60-70
ASSOLUTAMENTE STRAORDINARIA PRIMA STAMPA INGLESE CON ETICHETTA AZZURRA !!!!!!! Copia con lievi segni di invecchiamento sul vinile, copertina apribile pressata da "E.J.Day Ltd.", etichetta azzurra, e non nera e colorata come nella seconda tiratura di pochissimo successiva, catalogo LBS83348. Pubblicato in Inghilterra nell' agosto del 1970 prima di "In Search Of Space", non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il primo album. Ultimo lavoro in ordine temporale, uscito il 17 agosto 1970 (il primo e' "Revolver" dei Beatles del 5 agosto del 1966) della psichedelia classica inglese ad essere stato inserito nella lista dei ''100 Greatest Psychedelc Records'' di Record Collector, fu registrato su impulso del loro manager, il Pretty things Dick Taylor, ai Trident Studios di Londra nel marzo del 1970, le sessions dovevano inizialmente riprodurre, suonando individualmente per poi sovraincidere, i brani presentati nei loro leggendari live shows, chiamati dal gruppo stesoo '' The Sunshine Special'' tenuti all' All Saints di Notting Hill Gate, lo stesso club nel quale i Pink Floyd iniziarono nel 1966, ma il gruppo dimostro' immediatamente grandi difficolta' a suonare con questa tecnica ( prima individualmente e sovraincidere poi la propria parte sulla traccia) , e dopo alcuni infruttuosi tentativi che non riuscivano a catturarne la magia, fu deciso di registrare l'album completamente in diretta, senza sovraincisioni ed in una lunga unica session, con addirittura la separazione tra un brano e l'altro che venne fatta solo successivamente in sede di mixaggio, questa idea fu la chiave di volta del progetto e probabilmente di tutta la carriera dela band, che dopo aver pubblicato questo esordio, preceduto dal singolo, tratto dalle stesse sessions '' Hurry on Sunday/Mirror Of Illusion' del luglio del 1970, diverra' presto la maggiore band Psychedelica Inglese della seconda onda, proprio basandosi sul potentissimo suono live, il disco, molto diverso dai successivi, dove gli elementi classici dello space rock futuro sono solo in embrione ed un attitudine progressivepsychedelica avvolge tutti i brani ammantandoli di un affascinante nebbia vintage ed autunnale, non ebbe alcun successo di pubblico, nonostante che Dick Taylor dei Pretty Things suoni la chitarra in ''Seeing As You Really Are'' e '' Syncopated Pandemonium'' ma a livello critico furono molti i giornalisti , primo tra tutti il solito John Peel, a apprezzare il progetto che portera', in pochi anni, alla nascita dello Space Rock ed alla mutazione della Psychedelia Inglese che durante gli anni ''70 sopravvivera' trasmormandosi, proprio per merito principalmente degli Hawkwind, in fenomeno di controcultuta ed agitazione sociale nei numerosissimi free festivals nelle campagne Britanniche che caratterizzeranno, con la loro cultura Anarchica e legata ai riti dell'LSD, gli interi anni ''70 e gran parte degli ''80 in Inghilterra.
Euro
320,00
codice 240065
scheda
Hill andrew    Dance with death (lost 68 album)
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1968  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Bella ristampa del 2013, uscita per la serie "Heavenly Sweetness" ed ormai rara, in vinile da 180 grammi, copertina lucida senza codice a barre, pressoche' identica a quella della prima tiratura, nella sua versione uscita in Giappone, diversa quindi da quella realizzata in Usa, etichetta bianca e blu; non indicato sulla copertina ne' sull' etichetta, il disco contiene una traccia aggiunta, versione alternativa di "Dance With Death". Originariamente pubblicato nel 1981 dalla Blue Note, questo album contiene incisioni di molto anteriori: fu infatti registrato al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, l'11 ottobre del 1968, con formazione composta da Andrew Hill (pianoforte), Charles Tolliver (tromba), Joe Farrell (sax soprano, sax tenore), Victor Sproles (contrabbasso) e Billy Higgins (batteria). Fortunatamente riemerso (all'epoca delle incisioni la Blue Note era indirizzata verso un jazz piu' accessibile e canonico), questo apprezzato album di Hill e' uno dei suoi lavori piu' visionari, fra post bop e jazz d'avanguardia molto complesso e sfuggente, per quanto non all'interno di un contesto free. Un disco molto raffinato che comunque non rinuncia del tutto alla melodia ed a un linguaggio accessibile. Questa la scaletta: ''Yellow violet'', ''Partitions'', ''Fish'n'rice'', ''Dance with death'', ''Love nocturne'', ''Black sabbath''. Pianista di Chicago con un orecchio teso all'avanguardia e l'altro alla tradizione, oltreche' tendente all'eclettismo, Andrew Hill (1931-2007) sviluppo' uno stile complesso in cui si incontravano elementi post bop, modali ed improvvisazione free, senza mai incanalarsi in un filone esclusivo. Costrui' la sua reputazione fra il 1963 ed il 1970, quando guido' sessioni alle quali parteciparono jazzisti di alto livello come Joe Chambers, Joe Henderson, Tony Williams e Freddie Hubbard, oltre al grande Eric Dolphy.
Euro
32,00
codice 245402
scheda
Holden randy (blue cheer)    population II
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  klimt 
rock 60-70
ristampa del 2018, copertina senza barcode pressoche' identica a quella della prima introvabile tiratura pubblicata in Usa nel 1969 dalla piccola etichetta Hobbit. Il rarissimo e leggendario disco solista in cui il grandissimo chitarrista gia' nei Sons of Adam, negli Other Half (quelli che pubblicarono un album su Acta) e nei Blue Cheer, aiutato dall' ex batterista dei Kak Chris Lockhead, lascio' libero di esprimersi tutto il suo strabordante talento chitarristico (suona nel disco pero' anche le parti di basso), in un contesto musicale tra hard blues ed heavy psichedelia distorta; un disco potentissimo e meritevole del culto di cui gode da sempre, tra le opere piu' signifcative del rock duro americano di sempre. Tra i brani la lunga, conclusiva, "Keeper Of My Flame", di oltre dieci minuti. Chris Lockheed sara' presto con i Goose Greek Symphony.
Euro
21,00
codice 2092386
scheda
Hooker john lee    mr. lucky
lp [edizione] originale  stereo  ger  1991  silvertone 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent blues rnr coun
l' originale stampa europea, pressata in Germania (il disco non fu pressato in vinile in Usa), copertina in cartoncino lucido, completa di inner sleeve, etichetta bianca con logo argento e rosso, catalogo ZL 75087, Biem/Gema riquadrato a destra. Pubblicato dalla Silvertone nel 1991, ''Mr lucky'' segue il filone dell'apprezzato album del 1989 ''The healer'', in cui Hooker veniva accompagnato da eminenti musicisti di generazioni piu' giovani come Carlos Santana, Robert Cray e Bonnie Raitt. La lista degli ospiti in questo lp del 1991 e' altrettanto nutrita e pregiata, con musicisti quali Keith Richards, Van Morrison, Jonny Winter e Ry Cooder che suonano insieme al maestro del blues elettrico. Hooker propone qui una versione ammodernata del blues elettrico, con la sua voce potente e profonda a fare da principale ''trait d'union'' con il passato. Questa la scaletta: ''I want to hug you'', ''Mr. Lucky'', ''Backstabbers'', ''This is hip'', ''I cover the waterfront'', ''Highway 13'', ''Stripped me naked'', ''Susie'', ''Crawlin' kingsnake'', ''Father was a jockey''. Una delle figure fondamentali della storia del blues, John Lee Hooker (1917-2001) nasce a Clarkdale nel Mississippi, da una famiglia religiosa che lo porta a contatto con gli spiritual e, successivamente, il patrigno Will Moore lo introduce al blues e lo influenza con il proprio stile. In gioventu' vive al sud, in particolare a Cincinnati, prima di trasferirsi a Detroit nel 1943, dove comincia a farsi un nome con il suo stile ipnotico, un personalissimo senso del ritmo ed una voce ruvida e profonda. Poco dopo si cimenta anche con la chitarra elettrica, dando alle stampe uno dei suoi brani piu' celebri, l'abrasiva e primitiva ''Boogie chillen'', nel 1948. L'attivita' di hooker fra gli anni '40 ed i '50 e' di grande importanza per la crescita del blues, in quanto costruisce un ponte fra il vecchio blues acustico del sud ed il nuovo blues elettrico delle metropoli del nord. Prima di accasarsi presso la Vee Jay nel 1955 e di dare quindi inizio al suo periodo di maggiore fama, Hooker incide per una miriade di etichette sotto molteplici pseudonimi al fine di evitare le limitazioni contrattuali. L'attivita' prosegue nei decenni successivi, rendendolo una leggenda vivente del blues, ispiratore anche di molti gruppi rock inglesi come Animals e Yardbirds, fino alla scomparsa avvenuta nel 2001.
Euro
28,00
codice 245397
scheda

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