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Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2022  bongo joe 
indie 2000
adesivo su cellophane. Gruppo francese di Lione qui al secondo album. "composto da 6 canzoni d'amore senza parole, con ritmi equivoci, basso turchese e melodie affettuosamente tinte di malinconia" come da note del gruppo. Antoine Bellini (elettronica) e Romain Hervault (basso) al quale si aggiunge da questo disco il percussionista e musicista elettronico Jonathan Grandcollo. Autori di ipnotica elettronica con basi di industrial-dub, con toni noir e metropolitani.
Euro
22,00
codice 2109641
scheda
Soft machine drop (live in germany, fall 1971)
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1971  sireena 
rock 60-70
edizione limitata in vinile colorato rosso, copertina senza barcode, etichetta nera, grigia e bianca; pubblicato nel 2015, la prima versione vinilica del live uscito per la prima volta, con il medesimo titolo, in cd su Moonjune Records nel 2009. Contiene eccellenti registrazioni dal vivo effettuate dalla storica band inglese in Germania durante un tour europeo svolto nell' autunno del 1971 tra il quarto album "Fourth" (febbraio 1971) ed il quinto "Fifth" (giugno 1972), gia' qui', come sara' nel successivo album in studio, senza piu' Robert Wyatt in formazione, sostituito momentaneamente dal batterista Phil Howard (che uscira' dal gruppo durante le registrazioni di "Fifth") ad affiancare Mike Raitledge, Hugh Hopper ed Elton Dean. La testimonianza e' di notevole valore sia storico che artistico, con il gruppo sempre piu' orientato verso il jazz e l' improvvisazione, che esegue quasi per intero l' album non ancora pubblicato ("All White", "Drop", qui' divisa in due parti, "M.C.", "As If" e "Pigling Bland"), oltre a "Slightly all the time" e "Out-Bloody-Rageous" (brani del terzo album "Third") ed alle inedite "Neo Caliban Grides" e "Dark Swing", tra art rock, progressivo, fusion e free jazz, che fanno talvolta pensare ad una incarnazione piu' cerebrale, per certi aspetti in territori vicini alle coeve sperimentazioni di Miles Davis, comunque in possesso di una propria peculiare identita', mostrata dei lavori in studio della band, e qui ancor piu' ''liberata'' dall'ambientazione live.
Euro
24,00
codice 2109296
scheda
Soft machine Live at henie onstad art centre oslo 1971
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1971  dbqp 
rock 60-70
Questo album pubblicato nel 2021 contiene la prima parte del concerto gia' testimoniato in un doppio vinile ad opera della Smalltown Superjazz nel 2010, e gia' nel 2009 in cd dalla Reel Recordings. I Soft Machine sono qui immortalati in un concerto tenuto ad Oslo in Norvegia il 28 febbraio del 1971, dopo l'uscita del terzo classico album ''Third'' (1970) e prima del quarto ''Fourth'' (1971), che fu l'ultimo con Robert Wyatt. Il gruppo e' qui nella formazione di ''Third'', cioe' Mike Ratledge, Hugh Hopper, Robert Wyatt ed Elton Dean, ed esegue in gran parte versioni dei brani tratti dai due album in studio sopracitati, dando luogo ad un set in cui si intrecciano art rock, progressivo, fusion e free jazz, che fanno talvolta pensare ad una incarnazione piu' cerebrale e senza funk delle coeve sperimentazioni di Miles Davis, comunque in possesso di una propria peculiare identita', mostrata dei lavori in studio della band, e qui ancor piu' ''liberata'' dall'ambientazione live. Questi i brani presenti: ''Facelift'', ''Virtually'', ''Slightly all the time'', ''Fletcher's blemish''.
Euro
22,00
codice 2109427
scheda
Soft machine live at top gear bbc, 10 june 1969
12" [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  no kidding 
rock 60-70
Vinile giallo, label di diametro ridotto e di colore grigio scuro e con scritte bianche, catalogo NK202106, copertina costituita da busta di plastica trasparente con chiusura a linguetta ed inserto rettangolare con note e foto, senza codice a barre, secondo piccolo inserto formato biglietto da visita con numero di catalogo ed altre note. Pubblicato nel 2021, questo 12" include i tre brani della session radiofonica effettuata per la trasmissione Top Gear condotta da John Peel il 10 giugno del 1969; la session coglie la band in una fase, intermedia fra il secondo ed il terzo album, che sarebbe uscito nel 1970, con Mike Ratledge, Hugh Hopper, Robert Wyatt e Brian Hopper, che danno un assaggio della musica che sarebbe apparsa appunto su ''Third'', classico jazz rock canterburiano ma ancora una volta assai originale, con una splendida ''Moon in June'', "Esther's Nosejob" e "Slightly All The Time". Una testimonainza storica degli sviluppi della musica inglese dopo la psichedelia, in anni che videro i Soft Machine tra gli indiscutibili protagonisti dell' underground inglese.
Euro
24,00
codice 3028547
scheda
Soft Machine The soft machine (first album)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  tapestry 
rock 60-70
Ristampa in vinile 180 grammi, edizione limitata di 500 copie, come indicato sul retro, copertina apribile senza barcode, sagomata "die-cut" con l' originaria ruota semovibile e la grafica della primissima versione, senza parti censurate sul fronte, sul retro o all' interno. Pubblicato solo in USA e non in Inghilterra, prima di ''VOlume Two", nel dicembre del 1968, non entro' in classifica negli USA. Il primo album, magnifico lavoro d' esordio della band di Canterbury nella prima formazione con Robert Wyatt, Kevin Ayers, Michael Ratledge, e' il loro album piu' contaminato dalla psichedelia, venne piu' volte suonato live all' UFO Club di Londra, capolavoro del pre-Canterbury sound, fu registrato negli Stati Uniti dove il gruppo si trovava per un tour con Jimi Hendrix. Il punto piu' alto della contaminazione tra psichedelia e jazz, questo primo album dei Soft Machine riesce nella impresa di fondere brani psichedelici pop con partiture intricatissime e vicine al progressive, Robert Wyatt e Mike Ratledge riescono a costruire un tappeto sonoro epico, con un sound che mai si era ascoltato prima di allora, i brani sembrano scivolare uno nell'altro senza soluzione di continuita', le atmosfere sono quelle patafisiche dei giorni dell'ufo club londinese, Wyatt da' una prestazione vocale che rimarra' negli annali e sara' eguagliata solo da "Moon in june'' di '' 3 '' prima della carriera solista, come per ''The Piper at the Gates of Dawn'' dei Pink Floyd, questo debutto dei Soft Machine riesce a mantenere tutte le promesse della psychedelia portando la musica verso nuovi orizzonti, con una carica di creativita' ed innovazione stilistica poche volte eguagliate. Uno degli albums assolutamente fondamentali per comprendere lo sviluppo del suono degli anni '60 e la sua evoluzione nel decennio successivo.
Euro
28,00
codice 2108887
scheda
Soft Machine Volume two
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1969  probe 
rock 60-70
Ristampa, senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura inglese del 1969. Pubblicato in Inghilterra nell'Aprile del 1969 dopo ''The Soft Machine'' e prima di ''Third'' e non entrato in clasifica ne' in UK ne' in USA. Registrato nei primi mesi del 1969 con formazione a tre da Mike Ratledge, Robert Wyatt ed Hugh Hopper prodotto dall'ex manager degli Animals, fu disco dell'anno in Francia, ed e' il primo in cui compare Elton Dean al sassofono, e' considerato uno degli indiscussi capolavori del Canterbury sound e' questo il lavoro in cui il lato dadaista e patafisico del gruppo sono maggiormente in risalto, il basso, suonato ora da Hugh Hopper dopo l'abbandono di Kevin Ayers, e' carico di effetti e potentissimo, Wyatt e' in grande forma e oltre ad arrangiare tutto il materiale e' la maggiore forza creativa dell'opera, canta in maniera sublime, tra jazz e progressive, per la prima volta vi e' un ricorso ai fiati, suonati da Elton Dean, la tastiera e' ora matura nei suoni e raffinatissima nella esecuzione, tra i brani, ''Dada Was Here'', ''Pig'', ed i due tributi, ''As Long As He Lies Perfect Still'' dedicata al grande Kevin Ayers, felice e rilassato al mare nel paradiso hippie di Ibiza e ''Have You Ever Bean Green'', con la citazione dei nomi della Experience di Jimi Hendrix con cui effettuarono il tour americano. Un album bellissimo, in cui il mix tra avanguardia, pop, jazz, extravaganza, psychedelia e sperimentazione caratteristico della band e' in perfetto equilibrio, un momento magico, prima che negli anni successivi il baricentro si sposti decisamente verso il jazz. Un vero classico dell'underground dei '60.
Euro
22,00
codice 2109643
scheda
Sol invictus Death of the west
Lp [edizione] originale  stereo  eu  1994  prophecy productions 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Copia ancora contenuta nell' originaria busta plastificata esterna semirigida con chiusura a linguetta, l' originale ormai rara stampa vinilica, edizione limitata a 500 copie in vinile da 180 grammi, copertina apribile, completa dell' originario poster apribile in quattro, inner sleeve con testi e crediti, label custom con particolati dell' artwork di copertina in bianco e nero e scritte bianche, catalogo AB042LP. Per la prima volta disponibile in vinile grazie a questa edizione del 2016 ad opera della Prophecy, ''Death of the west'' fu pubblicato originariamente nel 1994 solo in cd dalla Tursa; e' l'ottavo album dei Sol Invictus, successivo a ''Black Europe'' (uscito ufficialmente nello stesso 1994) e precedente ''In the rain'' (1995). Originariamente concepito com e un mini album, ''Death od the west'' fu infine ampliato da Tony Wakeford fino a diventare un vero lp; la title track e' uno dei brani piu' conosciuti del repertorio dei Sol Invictus ed e' considerata ormai uno dei classici del gruppo e del folk apocalittico, ma tutto l'album e' senz'altro un'opera assai rappresentativa del movimento, con le sue sonorita' principalmente acustiche, funeree ed invernali, basate su semplici melodie di chitarra, su rabbrividenti arrangiamenti di archi e su fragili voci di fiati; il risultato non e' lontano dalle opere dei Death In June di indirizzo acustico o elettroacustico. L'inglese Anthony Charles Wakeford inizia la sua carriera nel '77 come bassista dei Crisis, formazione in cui militava anche Douglas Pierce. All'indomani dello scioglimento dei Crisis Wakeford, insieme a Pierce, formo' i Death in June ma nel 1985 lascio' il gruppo per proseguire la carriera solista che lo vide' protagonista nello stesso anno di un omonimo ed unico album a nome Above The Ruins. Il progetto si dissolse immediatamente e Wakeford si allontano' dalla scena musicale per perseguire i propri studi politici ed interessi magici per poi tornare nuovamente sulle scene mondiali con il progetto Sol Invictus nel 1987, caratterizzando la scena folk apocalittica anglosassone sino ai nostri giorni.
Euro
40,00
codice 251712
scheda
Sol invictus Once upon a time
Lp [edizione] originale  stereo  eu  2014  Auerbach Tonträger 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Copia ancora contenuta nell' originaria busta plastificata esterna semirigida con chiusura a linguetta, l' originale ormai rara stampa, edizione limitata a 500 copie in vinile da 180 grammi, copertina apribile, completa di poster a colori formato A4x4, inner sleeve semirigida con testi, label custom, catalogo AB066LP. Pubblicato nel settembre del 2014 dalla Auerbach Tontrager, il diciannovesimo album, successivo a ''The crueliest moon'' (2011) e precedente "Necropolis" (2018). Inciso da Tony Wakeford (voce, chitarra, tastiere, contrabbasso) con Caroline Jugo (basso), Lesley Malone (batteria, percussioni), Eilish McCracken (flauto), Howlin' Anton Bleak (armonica, chitarra, voce), Renee Rosen (violino, salterio con l'archetto), Don Anderson (chitarra elettrica, mellotron) e Liza Graham (voce), ''Once upon a time'' e' un disco che, mantenendo i toni cupi di molte opere dei Sol Invictus, arricchisce il sound del gruppo, qui delicato ed elettroacustico, con venature psichedeliche, che si vanno ad innestare su brani dai richiami dark folk, immersi in atmosfere lugubri e cariche di tristezza, risultando in una sorta di moderno acid folk ambientato nelle tenebre. L'inglese Anthony Charles Wakeford inizia la sua carriera nel '77 come bassista dei Crisis, formazione in cui militava anche Douglas Pierce. All'indomani dello scioglimento dei Crisis Wakeford, insieme a Pierce, formo' i Death in June ma nel 1985 lascio' il gruppo per proseguire la carriera solista che lo vide' protagonista nello stesso anno di un omonimo ed unico album a nome Above The Ruins. Il progetto si dissolse immediatamente e Wakeford si allontano' dalla scena musicale per perseguire i propri studi politici ed interessi magici per poi tornare nuovamente sulle scene mondiali con il progetto Sol Invictus nel 1987, caratterizzando la scena folk apocalittica anglosassone sino ai nostri giorni.
Euro
40,00
codice 251714
scheda
Son house Forever on my mind
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1964  easy eye sound 
blues rnr coun
Completo di inserto con note, catalogo 00888072287327. Pubblicato nel 2022 dalla Easy Eye Sound, questo album, prodotto da Dan Auerbach, contiene registrazioni finora INEDITE, effettuate il 23 novembre del 1964 a Crawfordville, Indiana, da Son House con la sua chitarra, con la collaborazione del suo futuro manager Dick Waterman, che traspose su nastro per il suo archivio queste rustiche sessioni. Il sessantaduenne Son House tornò a calcare i palcoscenici negli anni '60, sull'onda della riscoperta dei grandi "vecchi" del blues da parte di nuove generazioni di musicisti ed appassionati americani. Queste registrazioni danno un forte senso di spontaneità e di intimità, prive quasi certamente di intenzioni commerciali, sono scarne ma anche mediamente più lunghe di quelle trasposte su disco ai tempi dei 78 pollici che House incise nei primi anni '30. Sono brani che conferiscono un senso di autenticità al blues primordiale. Questa la scaletta: "Forever on my mind", "Preachin' blues", "Empire state express", "Death letter", "The way mother did", "Louise mcghee", "Pony blues", "Levee camp moan". Eddie James House (1902-1988), meglio noto come Son House, fu un leggendario bluesman di Riverton, Mississippi; figura importantissima per la storia del delta blues, influenzo' giganti come Robert Johnson e Muddy Waters. Inizia nel 1930 registrando per la Paramount (solo quattro brani sopravvissuti), poi nel 1941/42 il musicologo Lomax lo scova mentre ara un campo lungo il Mississippi e registra altri brani; nel 1964 lo convincono mentre fa il facchino ferroviario ad esibirsi al festival di Newport, ma fugge ancora, quindi si esibira' per pochi anni prima della morte. I suoi brani rimangono pietre miliari della musica del secolo.
Euro
30,00
codice 3514218
scheda
Songs: ohia Didn't it rain (deluxe)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2002  secretly canadian 
indie 90
Ristampa in doppio lp contenente 8 demos, coupon per download, copertina apribile. Pubblicato dalla Secretly Canadian nel marzo del 2002 negli USA ed un mese dopo in Gran Bretagna, non entrato in classifica sulle due sponde dell'Atlantico, ''Didn't it rain'' e' l'ottavo album di Songs: Ohia, uscito dopo ''Mi sei apparso come un fantasma'' (2001) e prima di ''Magnolia Electric co.'' (2003). Jason Molina ritorna qui ad un suono meno eclettico rispetto a ''Ghost tropic'', proponendo lente ballate acustiche a base di piano e chitarra acustica, con arrangiamenti asciutti che mettono in risalto l'atmosfera oscura e malinconica classica del gruppo, vicina qui al Neil Young acustico piu' cupo (ad esempio quello di ''The needle and the damage done''). Considerato da alcuni critici uno dei lavori migliori di Songs: Ohia, l'album vede la partecipazione di membri del gruppo neo bluegrass Jim & Jennie & The Pinetops. Il bassista e compositore dell'Ohio Jason Molina avvia il progetto Songs: Ohia a meta' anni '90, dopo esperienze con gruppi heavy metal; Molina decide di incidere da solo, avvalendosi di collaboratori quando lo ritiene opportuno. Il primo album eponimo esce nel 1997, dopo un paio di singoli pubblicati l'anno precedente, e riceve il plauso della critica, con il suo indie rock delicato ed in larga parte acustico, dagli arrangiamenti scarni e contraddistinto da influenze folk rock e younghiane; il canto di Molina assomiglia molto a quello di Neil Young, ma le influenze degli anni '70 non sono tali da rendere la sua musica derivativa, la cui essenzialita' ed i toni rarefatti la collocano indubbiamente in un contesto moderno che vede emergere musicisti come Elliott Smith, Will Oldham e poi Devendra Banhart. I critici accostano spesso Songs: Ohia ai lavori di Will Oldham (Palace Brothers, Bonnie Prince Billy, etc.); Molina prosegue pubblicando ''Impala'' (1998), l'apprezzato ''Axxess & ace'' (1999) e ''Ghost tropic'' (2000), album eclettico, arricchito da elementi etnici asiatici e folk anglosassone.
Euro
33,00
codice 2108836
scheda
Sonic boom (spacemen 3) all things being equal
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2020  carpark 
punk new wave
adesivo di presentazione sul cellophane, copertina senza barcode, inner sleeve. Pubblicato nel giugno 2020, il secondo album pubblicato a nome Sonic Boom, a distanza di trent' anni dal primo "Spectrum", del co-fondatore degli inglesi Spacemen 3, autore naturalmente nel frattempo di un interessante percorso artistico, sempre interessante e stimolante, anche con i progetti a nome Spectrum ed Experimental Audio Research, e protagonista di numerose collaborazioni e produzioni. Descrizione completa a seguire.
Euro
29,00
codice 2108928
scheda
Sonic youth Destroyed room: b-sides and rarities
Lp [edizione] originale  stereo  usa  2007  geffen 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
copia ancora incellophanata, l' originale stampa americana, copertina apribile, ricca all' interno di note dettagliate per ciascun brano, etichette bianche con parti colorate (su due etichette in color grigio/argento, sulle altre due in colore rispettivamente verde e marrone), catalogo GOO-12, questo doppio album pubblicato nell' aprile del 2007 contiene 13 brani (due in piu' che nella versione in Cd, confermando il legame della band con il vecchio vinile), provenienti da rari singoli od assolutamente inediti, registrati in un arco temporale che va dal 1991 al 2003. Ecco nel dettaglio il contenuto: 1. Fire Engine Dream (notevole outtake strumentale dalle sessions di "Sonic Nurse", precedentemente inedita, del 2003); 2. Fauxhemians (gia' sulla raccolta "All Tomorrows Parties 1.1", del 2001); 3. Is It My Body? (cover parecchio gustosa di un vecchio brano di Alice Cooper, gia' comparsa su un raro doppio 7" di tributo al personaggio curato dalla Sub Pop e poi sull' ep "Sugar Kane", del 1991); 4. Doctor's Orders (T-vox version) (la bella b-side dell' ep "Bull in The Heather", del 1994); 5. Razor Blade (dallo stesso ep); 6. Blink (conturbante, dalla colonna sonora del film di Leos Carax "Pola X", del 1999); 7. Campfire (dalla raccolta "At Home with Groovebox", del 1999); 8. Loop Cat (dalla raccolta "You Can Never Go Fast Enough"); Kim's Chords (outtake dalle session di "Sonic Nurse", ed inclusa nella versione giapponese dell' album, 2003); 10. Beautiful Plateau (anch'essa nella versione giapponese di "Sonic Nurse"); 11. 3-Part Sectional Love Seat (registrata nel 2001 e precedentemente inedita); 12. Queen Anne Chair (anch'essa inedita, e registrata nelle stese sessions); 13. The Diamond Sea (in una versione diversa e piu' lunga rispetto a quella comparsa sull' album "The Washing Machine", del 1995).
Euro
30,00
codice 251808
scheda
Sonic youth In / out / in
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2000  three lobed 
punk new wave
Vinile da 160 grammi nella versione normale di colore nero (è stato contemporaneamente pressato in due versioni colorate, una argento, limitata pare a 500 copie, l'altra marrone, limitata a 3000 e con copertina di colore differente), allegato coupon per il download digitale dell'album, copertina senza codice a barre, inserto esterno ripiegato attorno alla costola con note di presentazione, inserto formato 11" con crediti, note ed artwork, label custom nera e marroncina chiara con artwork diverso su ciascuna facciata, catalogo TLR-134. Pubblicata nel marzo del 2022 dalla Three Lobed, in commemorazione del ventesimo anniversario dell'etichetta, questa antologia compila cinque brani, quasi tutti di lunga durata, incisi dai Sonic Youth nel corso del loro ultimo decennio di attività e rimasti finora INEDITI. Le sessioni furono effettuate fra il 2000 ed il 2010: la scaletta si apre con "Basement contender" (2008), un'ipnotizzante rocker strumentale dal forte sapore velvettiano, quindi seguono la più rarefatta "In & out" (2010), cantata dalla voce sussurrante di Kim Gordon, "Machine" (2008), un breve strumentale tratto dalle sessioni di "The eternal" dal sound sconquassante e noisy, "Social static" (2000), un flusso di chitarre rumoriste e feedback senza sezione ritmica, brano dalla colonna sonora dell'omonimo film di Chris Habib e Spencer Tunick, ed "Out & in" (2000), un tour de force strumentale di chitarre distorte e psichedeliche e di ritmica che spinge fra insistenze, accelerazioni ed interruzioni; in questi due ultimi brani si unisce alla band anche Jim O'Rourke. Verso la fine degli anni '70, in quel di New York, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la più importante rivoluzione musicale dopo il punk, quella rivoluzione che prenderà il nome di "Noise Rock" e che vedrà salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che già aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 esce "Bad Moon Rising": il batterista è d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento; il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a sé stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorità della band, che produrrà poco dopo il suo capolavoro: "Daydream Nation". Entrati ormai nel mirino delle major, i Sonic Youth si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per far conoscere ad un pubblico più vasto gruppi come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Dopo un altro eccezionale album, ''Goo'' (1990), nel 1992 il gruppo ottiene un grande successo commerciale grazie all'album "Dirty", apparentemente di più facile accesso. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine" (1995), Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago, il quale aprirà nuove prospettive per la musica sempre in evoluzione del gruppo di New York.
Euro
31,00
codice 2109859
scheda
Sonic youth Simon werner a disparu
Lp [edizione] originale  stereo  usa  2011  sonic youth records 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
copia ancora incellophanata, l' originale stampa americana, completa dell' originario coupon con codice per il download digitale (non sappiamo se ancora utilizzabile), etichetta verde con scritte e spirale bianca sul lato A, verde con scritte bianche sul B, catalogo SYR9. Pubblicato dalla Sonic Youth Records nel febbraio 2011, dopo l' ultimo vero album in studio "The Eternal" (2009), si tratta dell' ultima pubblicazione dello storico gruppo newyorkese prima dello scioglimento annunciato nel 2012; colonna sonora del film francese "Simon Werner a Disparu", thriller diretto da Fabrice Gobert, con Jules Pelissier, Ana Girardot, Arthur Mazet e Laurent Delbecque, la cui trama e', in breve, la scomparsa di un giovane studente e le relative indagini dei suoi compagni, contiene 12 tracce completamente strumentali di un post rock fluido e naturale, fra dissonanze, rallentamenti e accelarazioni, che riescono, con atmosfere malinconiche ed intense, a dare l' idea della trama del film. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che gia' aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il primo concerto lo tengono al "Noise Festival" del 1981 con Ann DeMarinis alla seconda chitarra, ma il gruppo avra' bisogno di tempo prima di assestarsi: nel corso dello stesso anno viene preso come prima chitarra Lee Ranaldo (che gia' aveva suonato con Glenn Branca, produttore e factotum del gruppo). Proprio grazie a Glenn Branca e alla sua "Neutral" vengono prodotti i primi due lavori della band, l'omonimo EP esordio "Sonic Youth" e il conturbante e fragoroso "Confusion is Sex", con Jim Sclavounos (futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) alla batteria. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 e' la volta di "Bad Moon Rising", il batterista e' e sara' d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento. Nonostante contatti con case discografiche come la Warner Bros. il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag, monumenti del punk americano. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a se stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorita' della band, che puo' cosi' concentrarsi sull'opera/summa, sul capolavoro, che arrivera' di li' a pochi mesi: "Daydream Nation", registrato per la Geffen, e' l'album definitivo, quello che pone la parola fine su qualsiasi paragone fra i Sonic Youth e le altre band indipendenti. Entrati ormai nell'ottica delle major, Moore & Co. si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per portare nelle case della gente gruppi satelliti come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Nel 1992 e' la volta dell'esplosione commerciale del suono "sonico", grazie all'album "Dirty", apparentemente di piu' facile accesso, e al singolo "Drunken Butterfly", cantato da Kim Gordon e trasformato presto in inno dalla nuova generazione indie rock. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine", Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead dei gemelli Pace. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago. E l'ultimo album "N.Y. Ghost and Flowers" con la seguente tournee europea che ha toccato anche l'Italia sono la conferma che a quasi cinquant'anni i Sonic Youth sono ancora in grado di regalare emozioni e pura follia.
Euro
23,00
codice 251810
scheda
Sonic youth Smart bar - chicago 1985
Lp2 [edizione] originale  stereo  usa  1985  goofin' records 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
copia ancora incellophanata, e con adesivo di presentazione sul cellophane, copertina apribile, completa di coupon a mo' di cartolina per il download digitale, etichette granata con scritte bianche, catalogo GOO016. Doppio Lp pubblicato dalla Goofin' Records nell' ottobre 2012, documenta il concerto dell'agosto 1985 allo Smart Bar di Chicago, con la seguente scaletta: Hallowe'en", "Death valley '69", "Intro/Brave men run (in my family)", "I love her all the time, "Ghost bitch", "I'm insane", "Kat 'n' hat", "Briother James", "Kill Yr idols", "Secret girl", "Flower", "The burning spear", "Expressway to your skull", "Making the nature scene". I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che gia' aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il primo concerto lo tengono al "Noise Festival" del 1981 con Ann DeMarinis alla seconda chitarra, ma il gruppo avra' bisogno di tempo prima di assestarsi: nel corso dello stesso anno viene preso come prima chitarra Lee Ranaldo (che gia' aveva suonato con Glenn Branca, produttore e factotum del gruppo). Proprio grazie a Glenn Branca e alla sua "Neutral" vengono prodotti i primi due lavori della band, l'omonimo EP esordio "Sonic Youth" e il conturbante e fragoroso "Confusion is Sex", con Jim Sclavounos (futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) alla batteria. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 e' la volta di "Bad Moon Rising", il batterista e' e sara' d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento. Nonostante contatti con case discografiche come la Warner Bros. il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag, monumenti del punk americano. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a se stesso, anzi acquista anche maggior profondità grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorita' della band, che puo' cosi' concentrarsi sull'opera/summa, sul capolavoro, che arrivera' di li' a pochi mesi: "Daydream Nation", registrato per la Geffen, e' l'album definitivo, quello che pone la parola fine su qualsiasi paragone fra i Sonic Youth e le altre band indipendenti. Entrati ormai nell'ottica delle major, Moore & Co. si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per portare nelle case della gente gruppi satelliti come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Nel 1992 e' la volta dell'esplosione commerciale del suono "sonico", grazie all'album "Dirty", apparentemente di piu' facile accesso, e al singolo "Drunken Butterfly", cantato da Kim Gordon e trasformato presto in inno dalla nuova generazione indie rock. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine", Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead dei gemelli Pace. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago. E l'ultimo album "N.Y. Ghost and Flowers" con la seguente tournee europea che ha toccato anche l'Italia sono la conferma che a quasi cinquant'anni i Sonic Youth sono ancora in grado di regalare emozioni e pura follia.
Euro
32,00
codice 251812
scheda
Sonny and cher Wondrous world of sonny & cher
Lp [edizione] nuovo  stereo  rus  1966  audio clarity 
rock 60-70
Copertina senza codice a barre. Ristampa del 2020 ad opera della Audio Clarity, pressoché identica alla prima tiratura, ma con due bonus tracks ("Have I stayed too long", posta alla fine della prima facciata, e "The revolution kind", posta alla fine della seconda). Originariamente pubblicato nella primavera del 1966 dalla Atlantic nel Regno Unito, dove giunse al 15esimo posto in classifica, e dalla ATCO negli USA, dove arrivo' alla 34esima posizione, il secondo album del celebre duo statunitense, successivo a "Look at us" (1965) e precedente "In case you're in love" (1967). Prodotto da Sonny Bono, che si ispira ancora una volta al classico sixties pop alla Phil Spector, mentore del duo, "The wondrous world" non riuscì a bissare il sensazionale successo del primo lp, nonostante una ricetta ancora molto simile, quella di un pop barocco con occasionali e leggerissme sfumature folk rock (certo non tradizionaliste), con arrangiamenti di varie tastiere fra cui il clavicembalo, strumenti come campane e glockenspiel che si aggiungono alla classica triade chitarra-basso-batteria, e soprattutto le belle armonie vocali di Sonny e Cher, che si sposano bene con il pop leggero, dai tratti ora solari ora dolceamari, della scaletta, la quale comprende hits come "Laugh at me", "What now my love" e "but you're mine", tutte entrate nella top 15 statunitense. Salvatore "Sonny" Bono, di origine italiana e nato a Detroit, si trasferì in California durante gli anni '50, cominciando presto ad introdursi nell' ambiente musicale come compositore. Nel '57 trovò impiego alla Specialty di Hollywood, dove presto divenne responsabile artistico e produttore e dove conobbe Jack Nitzsche, all' inizio della sua carriera di arrangiatore. Nitzsche lo introdusse alla Philles di Phil Spector, dove si fece valere come produttore, compositore e musicista di studio, e dove conobbe Cherilyn Sarkasian La Pier, che lavorava come corista. I due, che presto si sarebbero sposati, iniziarono da quel momento una solida unione anche musicale, pubblicando vari singoli prima come Caesar & Cleo e poi come Sonny & Cher, mentre nel frattempo su insistenza di Sonny la ragazza inizio' anche una parallela attività solista (i primi singoli a nome Bonnie Joe Mason e Cherilyn). Messi sotto contratto dalla Atlantic (Atco), trovarono il grande successo con il secondo singolo per la nuova etichetta, la celebre "I Got You Babe", numero uno nelle classifiche inglese ed americana, che lanciò i due come grandi protagonisti della seconda metà dei '60, perfettamente inseriti in una dimensione popolare e rassicurante del filone folk rock esploso con i Byrds, oltre che icone dell' estetica hipppie che andava affermandosi. In seguito anche Bono approdò all' album solista, l' interessante "Innerviews", poi il duo si concentrò su altri campi dello spettacolo, in particolare la televisione, per poi dividersi, con Cher che proseguì con successo la sua carriera di cantante solista ed attrice.
Euro
18,00
codice 2109835
scheda
Sorgini giuliano Percussioni in crescendo (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  ita  1971  btf / vinyl magic 
soundtracks
Vinile nero da 180 grammi, inserto esterno con note di presentazione ripiegato attorno alla costola della copertina. Ristampa del 2020 ad opera della BTF / Vinyl Magic, pressoché identica alla rarissima prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1971 dalla Leo solo in Italia, ecco un altro interessante ed eclettico disco d'archivio di sonorizzazioni realizzato da Sorgini; rispetto ad "Elettroformule", uscito l'anno successivo, "Percussioni in crescendo" offre una musica più melodica e meno sperimentale: qui i grooves e le sonorità sono improntati dal jazz rock, dal funk, dalla bossa nova e dalla lounge, con dialoghi fra flauti, chitarre elettriche e tastiere. Interessante anche il lavoro percussivo, molto vario fra un brano e l'altro, generalmente soffuso e mai particolarmente aggressivo. Qui di seguito la scaletta. Side A: 1.Frettoloso 2.Maligno 3.Clessidra 4.Pesante 5.Rapace; Side B: 6.Discontinuo 7.The Turf 8.Survival 9.Monotonia 10.Shame 11.Torpedo 12.Zed. Il compositore italiano Giuliano Sorgini è ricordato come l'autore della colonna sonora del film horror di culto ''Living dead at the Manchester morgue'' (1974), girato dal regista spagnolo Jorge Grau, e conosciuto anche con il titolo di ''Non si deve profanare il sonno dei morti'', ma anche come autore del cult album "The under pompelmo" (1973), incrocio mirabile fra funk e psichedelia, e di "Elettroformule" (1972), splendido lavoro che rientra nell'ambito della "library music" più sperimentale ed ispirata dalla musa dell'elettronica e della sperimentazione. Sorgini ha anche collaborato, dietro lo pseudonimo di Raskovich, con il progetto di culto della library music italiana Braen's Machine di Oronzo De Filippi ed Alessandro Alessandroni.
Euro
29,00
codice 3514224
scheda
Sorrenti alan Alan Sorrenti (small label version + sticker)
lp [edizione] originale  stereo  ita  1974  harvest 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Very good rock 60-70
Prima stampa italiana, CORREDATA DEL RARO ADESIVO "CONTIENE DICINTENCELLO VUJE", ancora da staccare (era possibile applicarlo alla copertina oppure no), copia con moderati segni di invecchiamento su copertina e vinile, nella rara versione con etichetta con diametro di circa 8,5 cm, verde chiaro e verde scuro ma con design diverso e piu' piccola del consueto (e piu' piccola della versione piu' comune del disco), completa di inner sleeve con testi, catalogo 3C064-18059, data incisa nel trail off dei due lati ''26/11/74'', timbro Siae del primo tipo, in uso tra il 1970 ed il 1975, con diametro di circa 13/13,5 mm, piu' piccolo dei successivi. Pubblicato in Italia dopo ''Come un vecchio incensiere all'alba in un villaggio incantato'' e prima di ''Sienteme, it's time to land'', il terzo album. Qui lo stile si allontana dalla sperimentazione dei primi due episodi e si avvicina alla forma canzone; il rifacimento della classica canzone napoletana "Dicitencello vuje", inserito nell' album e pubblicato anche su 45 giri, venne visto dai suoi vecchi fans come un tradimento e, pur garantendo ottime vendite ed un piazzamento in classifica, provoco' il boicottaggio e la contestazione dell' artista in molte manifestazioni musicali. Registrato con Antonio Esposito, Nero Simone, Enzo Castello e Mark Harris alla Chantalain nell' autunno del 1974. Contiene i seguenti brani- Un viso d'inverno, Dicitencello vuje, Ma tu mi ascolti, Sulla cima del mondo, Poco piu' piano, Microfoni assassini, Incrociando il sole.
Euro
25,00
codice 251864
scheda
Sorrows verde rosso giallo e blu /no no no
7" [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  pye / private 
rock 60-70
Singolo in formato 7", ristampa pressoche' identica alla prima rara stampa uscita in Italia su Pye, copertina ripiegata attorno al disco, senza barcode, etichetta arancio con scritte e logo neri. Uscito nel 1967, il secondo singolo della discografia italiana della band inglese, con efficacissime versioni cantate in italiano di "Pink, Purple, Yellow and Red", che nella sua versione in inglese fu anche facciata A del settimo singolo inglese (1967) e "No No No No", facciata B del quarto singolo inglese (1965). Si tratta forse dell' ultimissima uscita della prima line up del gruppo, ormai trasferitosi in Italia; lasciano e tornano in Ingilterra Don Fardon, Philip Packham e Philip Witcher ed entrano Alan Paul "Chuck" Fryers (chitarra solista e voce, già in Italia con Beau Brummel and his Noblemen) e Chris Smith (voce e organo Hammond). Dal ruvido e scatenato beat/r'n'b degli esordi, vicino ai primi Pretty Things, la band eveva nel frattempo accolto nuove influenze tra pop e psichedelia, qui' efficacemente espresse. Gruppo di Coventry, attivo inizialmente con il nome di Boys Blue, i Sorrows sono una delle formazioni piu' sottovalutate del beat/r'n'b inglese di meta' anni '60. Fronteggiati dall'energico frontman Don Maughn (poi noto come Don Fardon), si possono collocare nell'ala dura del beat inglese, insieme a band come Pretty Things ed i primi Downliners Sect. Realizzarono un unico album, ''Take a heart'' (1965) ed una manciata di singoli, che mostrarono uno spostamento verso il freakbeat nel 1967, quindi si traferirono in Italia, continuando a suonare.
Euro
11,00
codice 2108728
scheda
Soul Searchers (Chuck Brown) salt of the earth
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1974  sussex 
soul funky disco
ristampa pressocche' identica alla prima tiratura, copertina senza barcode, del secondo album, a distanza di un anno dal primo "We The People", del gruppo di colore di Washington, DC, guidato dal grande Chuck Brown, cantante e chitarrista, colui che nello spazio di qualche anno creera' uno stile nuovo nell' ambito della musica funky che verra' definito "go go", in contrapposizione alla disco music imperante. Gia' nel gruppo dell' ex Impressions Jerry Butler, e quindi con i Los Latinos, Brown formo' questo gruppo nel '68, giungendo pero' all' esordio solo nel '72 con il primo singolo "We The People", che diede presto il nome anche al primo album, un disco magistrale, tra i capolavori "nascosti" della scena funky della prima meta' dei '70, a cui la forte impronta dell' impegno politico dei testi conferisce un ancora maggiore spessore. Di quasi pari livello e' questo eccitante seguito, da cui vennero tratti i due singoli "Blow Your Whistle" (travolgente e stellare, torrido funky) e "If It Ain't Funky" (strumentale e piu' morbidamente jazzata). A parte la gia' citata "Blow Your Whistle", l' album predilige un andamento piu' rilassato rispetto all' album d'esordio, ma come sempre la voce di Brown e' davvero trascinante ed efficacissima la sua chitarra, tra fuzz e wah wah, su un tessuto ritmico comunque ricchissimo (sovente le percussioni si aggiungono alla batteria conferendo un tocco di afrocentrismo in piu'...) e notevolissima e' la sezione fiati, tra cui di tanto in tanto si distingue un inusuale ma azzeccatissimo flauto. Il disco non ebbe comunque un grande riscontro, e dopo un singolo nel 1975 per la Polydor, il gruppo scomparve per anni dalle scene, ricomparendo a sorpresa nel '78 con il clamoroso singolo "Bustin' Loose", che giunse in vetta alle classifiche r'n'b e che e' considerato il primo esempio del "go go funky", genere nato appunto nell' area di Washington Dc, a meta' tra la musica funky propriamente intesa e le prime forme "sotterranee" dell' hip hop. L' album "Bustin' Loose" fu la logica conseguenza di questa nuova stagione creativa straordinaria di Brown, che poi prosegui' negli anni a venire con altri ottimi dischi.
Euro
18,00
codice 2108888
scheda
Soundtrack Apocalypse now (2lp version)
lp2 [edizione] originale  stereo  usa  1979  elektra 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soundtracks
Doppio album, la prima rara stampa americana, copertina apribile senza barcode, con adesivo "This Album Contains Language Of An Explicit Nature..." sul fronte, etichetta rossa con logo bianco in alto, completo di inner sleeves, catalogo DP-90001. Pubblicata nel 1979 dalla Elektra in Gran Bretagna e negli USA, la splendida colonna sonora del film ''Apocalypse now'' di Francis Ford Coppola. Composta da Coppola insieme al padre Carmine (1910-1991), compositore, arrangiatore e conduttore di professione, la colonna sonora e' un'opera magistrale tanto quanto il film stesso: alternando molti dialoghi dal film, visionarie sequenze di sintetizzatori, ora epiche, ora sinistre, con spezzoni di brani musicali di altri autori come ''The end'' dei Doors, che ricorre all'inizio ed alla fine del film, e la celebre ''Cavalcata delle valchirie'' di Wagner che accompagna la scena dell'assalto degli elicotteri del tenente colonnello Kilgore, i Coppola arricchirono ulteriormente le atmosfere densissime e cariche di inquietudine del film. Un classico. Questa la scaletta: Doors "The End" / Saigon - Narration And Dialogue / Doors "The End - Part 2" / Terminata - Narration And Dialogue / The Delta / P. B. R. - Narration And Dialogue / Dossier I / Colonel Kilgore - Narration And Dialogue / Orange Light / "The Ride Of The Valkyries", eseguita dalla Vienna Philharmonic Orchestra, scritta da R. Wagner / Napalm In The Morning - Dialogue / Pre-Tiger / Dossier II / Dale Hawkins "Suzie Q" / Dossier III / 75 Clicks - Dialogue / The Nung River / Do Lung Bridge / Letter From Home / Clean's Death / Chief's Death - Strange Voyage / Strange Voyage / Kurtz' Compound - Dialogue / Willard's Capture / Errand Boy - Dialogue / Chef's Head / The Hollow Men (di T. S. Eliot) / Horror - Dialogue / Even The Jungle Wanted Him Dead - Dialogue / Doors "The End"
Euro
35,00
codice 251854
scheda
Soundtrack hair - the original broadway cast recording (expanded 2lp)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  music on vinyl / at the movies 
soundtracks
Doppio album, EDIZIONE LIMITATA DI 2000 COPIE, NUMERATE SUL RETRO, IN VINILE COLORATO (un vinile verde e giallo e l' altro arancio e giallo), ristampa del 2021, ampliata a doppio album (con l' inserimento di alcune tracce aggiunte: "I Believe in Love", "Ain't Got No (Reprise)", "Going Down", "Electric Blues", "Manchester, England (Reprise)" e "The Bed"), copertina non apribile, pressoche' identica sul fronte e sul retro a quella della originaria tiratura (che pero' era apribile). Pubblicata nel maggio del 1968, la primissima versione della celeberrima colonna sonora, quella approntata per la prima messinscena dello spettacolo a Broadway, solo successivamente allestito in Inghilterra (con relativa colonna sonora) e trasposto cinematograficamente (con ulteriore colonna sonora). "Hair" e' stata certamente la piu' importante celebrazione dell' era hippie di sempre, come musical prima e come film poi, addirittura ''parlava di e per una generazione''; l' opera racconta in maniera naive la vita dell' America alternativa giovanile alla vigilia dell' inizio dell' era hippie e subito dopo la fine della psichedelia e dell' epoca di San Francisco. Musicalmente l' album include alcuni straordinari classici, come "Aquarius", "Good Morning Starshine", "Let the Sunshine In", "Frank Mills" (coverizzata dai Lemonheads nel 1992 su "It's a Shame About Ray"), e "Easy to Be Hard". Questa versione, quella primigenia, a cura del Broadway Cast , fu messa a punto e composta da Gerome Ragni e James Rado.
Euro
38,00
codice 2109474
scheda
Soundtrack kill bill vol.1
LP [edizione] nuovo  stereo  eu  2004  maverick 
soundtracks
colonna sonora dell'omonimo film di Tarantino, con inserto con foto del film e note, etichetta rossa con scritte bianche e titolo in nero. A dieci anni di distanza da "Pulp Fiction", una deflagrazione di genio creativo al pari straordinaria da parte di un regista che ha saputo piu' di ogni altro fare un' arte della sua maestria nell' uso della citazione cinematografica e, non di meno, nell' abbinare al suo immaginario visivo un immaginario musicale altrettanto potente e straordinario, dando vita a colonne sonore tra le piu' memorabili di sempre. Questa non fa certo eccezione, ecco la scaletta: Nancy Sinatra "Bang bang", Charlie Feathers "That certain female", Luis Bacalov "The grand duel" (che ricorda molto il miglior Morricone), Bernard Herrmann "Twisted nerve", Rza "Ode to Oren Ishii", Isaac Hayes "Run fay run", Al Hirt "Green hornet", Tomoyasu Hotei "Battle without honor or humanity", Santa Esmeralda con la loro torrenziale versione di "Don't let me be misunderstood", le irresistibili giapponesine 5.6.7.8's con "Woo Hoo", Rza /Charles Berstein "Crane/White Lightning", Meiko Kaji "Flower of carnage", Zamfir "Lonely shepherd", oltre ad un paio di stralci di conversazione dai dialoghi del film stesso.
Euro
27,00
codice 2109051
scheda
Soundtrack (vangelis) blade runner
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  warner / eastwest 
soundtracks
ristampa in vinile 180 grammi, copertina per l' occasione apribile, della celeberrima colonna sonora del seminale film omonimo di Ridley Scott del 1982. Inserita dalle "Guide Pratiche di Rumore" tra le colonne sonore fondamentali; all' epoca sotto il nome di "Blade Runner" non era uscita la vera colonna sonora del film, ma solo un adattamento della stessa, orchestrale e suonato della New American Orchestra, e la colonna sonora del film, divenuta comunque oggetto di culto tanto che nel frattempo diverse versioni "bootleg" ne vennero realizzate, avrebbe visto la luce solo nel 1994 (su etichetta East West) per la prima volta ufficialmente (giungendo al 20esimo posto delle classifiche inglesi), curata da Vangelis, con le originali bellissime musiche da lui composte per il film, finalmente nella loro veste originaria, con alcuni brani del film pero' esclusi per lasciare posto ad altri composti per la stessa pellicola ma non utilizzati. Scenari, come quelli del film, fortemente evocativi.
Euro
29,00
codice 2109797
scheda
Soundtrack of our lives Origin vol. 1 (ltd gold)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2005  music on vinyl 
indie 90
edizione limitata in vinile doppio oro, numerato sul retro, inserto, con 5 bonus tracks. copertina apribile. Il quarto album, disco che continua la tradizione di solido rock con sguardo al passato della band svedese. I Soundtrack of Our Lives, abbreviato in T.S.O.O.L., attivi fra il 1995 ed il 2012, sono stati una delle migliori realtà rock svedesi della loro epoca. Sono stati autori di sei album, "Welcome to the Infant Freebase" (1996), "Extended Revelation" (1998), "Behind the Music" (2001), "Origin Vol. I" (2004), "Communion" (2008) e "Throw It to the Universe" (2012), nei quali hanno saputo interpretare in chiave personale e con freschezza la psichedelia e il pop di scuola sixties. Due dei fondatori del gruppo, Ebbot Lundberg, cantante in possesso di una voce al vetriolo, ed il chitarrista Bjorn Olsson, erano stati in precedenza membri degli Union Carbide Productions, storica formazione underground svedese attiva fra il 1986 ed il 1993, tra i più efficaci interpreti del protopunk stoogesiano della loro generazione ed oltre. La proposta dei TSOOL è invece più melodica e, per quanto ispirata dalle grandi bands degli anni '60 e '70 (Beatles, Kinks, Who...), essa suona fresca e proiettata in avanti.
Euro
26,00
codice 2108634
scheda

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