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Husker du
warehouse: songs and stories
lp2 [edizione] originale stereo usa 1987 Warner Bros
[vinile] Excellent [copertina] Excellent punk new wave
[vinile] Excellent [copertina] Excellent punk new wave
Doppio album, l' originale rara stampa americana, copia promozionale con timbro dorato promozionale sul fronte, copertina con barcode e con indicazione dell' esistenza della versione in cassetta ma non del CD sul retro, CON IL RARO LARGO ADESIVO CON NOME DEL GRUPPO E TITOLO sul fronte, etichetta bianco/crema con logo Warner Bros in alto rosso e argento e logos "WB" grigio chiaro, catalogo 9 25544-1 sulla copertina e 1-25544 sull' etichetta, "masterdisk dmm" inciso sul trail off di tutte e quattro le facciate, completa di inner sleeves con foto, testi e crediti. Pubblicato nel gennaio del 1987 dalla Warner Bros in Gran Bretagna e negli USA, uscito dopo ''Candy apple grey'' (1986), ''Warehouse'' e' l'ultimo album del gruppo ed uno dei dischi piu' belli ed importanti della storia del rock, pietra miliare dell'alternative rock americano dopo del quale nulla sara' piu' lo stesso, parabola piu' alta di una band tra le piu' prolifiche della storia che, originaria di Minneapolis, nello spazio di pochi anni, era passata dall' hardcore punk piu' feroce mai udito ad una musica che, spesso ancora granitica e veloce nella forma, basava ormai sulla straordinaria bellezza dei brani la sua forza di Bob Mould e Grant Hart. Tra questi venti brani molti dei piu' belli di tutti gli anni '80, con Mould , particolarmente, in stato di grazia. Oltre non potevano andare e chiusero qui' la loro storia, di cui rispettivi dischi solisti e quelli di Sugar e Nova Mob sono delle piacevoli postille. ''Warehouse: Songs And Stories'' e' uno dei dischi piu' belli ed importanti della storia del rock, pietra miliare dell'alternative rock americano dopo del quale nulla sara' piu' lo stesso, parabola piu' alta di una band tra le piu' prolifiche della storia che, originaria di Minneapolis, nello spazio di pochi anni, era passata dall' hardcore punk piu' feroce mai udito ad una musica che, spesso ancora granitica e veloce nella forma, basava ormai sulla straordinaria bellezza dei brani la sua forza di Bob Mould e Grant Hart. Tra questi 20 brani molti dei piu' belli di tutti gli anni '80, con Mould , particolarmente, in stato di grazia (si inizia con "These Important Years" e si resta a bocca aperta, poi ci si rende conto che tutto l' album e' della medesima pasta...). Oltre non potevano andare e chiusero qui' la loro storia, di cui rispettivi dischi solisti e quelli di Sugar e Nova Mob sono delle piacevoli postille. Tra queste, senza dubbio, vanno annoverati gli Husker Du (norvegese per "Ti ricordi?"). Provenienti da Minneapolis, nello stato del Minnesota, dove si erano formati nel 1978, Bob Mould (chitarra), Grant Hart (batteria) e Greg Norton (basso) riuscirono a far diventare l'hardcore qualcosa di magico, non piu' unicamente rivolto alle tematiche sociali, ma finalmente capace di guardare nel fondo dell'animo umano e di cavarne linfa vitale e orgoglio prometeico.
Idles
Brutalism (remastered)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 2017 partisan
indie 2000
indie 2000
ristampa rimasterizzata, copertina apribile. “Brutalism” (2017) è il disco esordio degli inglesi Idles, autodefinitisi “angry band”. L’album è il classico disco punk, con la tipica impronta british : sfrontatezza e rabbia. Con gli Idles si potrebbe parlare di una versione chitarristica degli Sleaford Mods.
Quintetto di Bristol, nato su iniziativa del cantante gallese Joe Talbot e del bassista Adam Devonshire, i cinque propongono un’ aggressiva ed originale miscela di post punk e di certo hardcore evoluto, dove accanto a brani veloci, tirati e granitici trovano spazio composizioni dalle dinamiche più articolate, con la baritonale ed urticante voce di Talbot a fare da perfetto megafono a testi che, con intelligenza e sarcasmo, dipingono un quotidiano dove noia, depressione, machismo, disillusione e xenofobia rendono la società inglese sempre più buia e chiusa.
Attivi dal 2009, dopo una lunga gavetta contraddistinta da una manciata di brani in formato digitale, di E.P. autoprodotti e da una intensa attività live, nel 2016 il 45 giri “Well done” , oggi rarissimo e carissimo pezzo da collezione, farà da preludio ed andrà poi a far parte dell’esordio “Brutalism”, uscito nel 2017. Il disco, già maturo e compatto, annovera tra i pezzi forti lo strepitoso anthem “Mother” , poi cavallo di battaglia nei loro infuocati live, uscirà anch’esso come singolo 7”, cosi come “Divide and conquer”. Il seguito “Joy as an act of resistance” -raramente titolo di un disco è stato così efficace nel sintetizzare l’attitudine di una band- uscito nel 2018 per la Partisan Records ( stessa etichetta che meno di un anno dopo pubblicherà l’esordio di un’altra “big thing”, i Fontaines D.C.), vede gli IDLES proseguire nel loro percorso con ancora più consapevolezza e include brani destinati a diventare loro classici come “Colossus”, I’m scum”, “Samaritans” e l’inno alla fratellanza “Danny Nedelko”. Sul finire di lato A l’intimità straziante di “June”, scritta da Talbot in conseguenza della perdita della figlia nata morta, spiazza e commuove gli ascoltatori. Per la prima volta trova posto anche una cover e sorprendentemente si tratta di una rivisitazione in stile Birthday Party di “Cry to me”, canzone soul resa celebre da Solomon Burke ad inizio anni ’60. L’album arriva a certificare gli IDLES come figura centrale della fervida nuova scena musicale inglese e fa proseliti di nuovi seguaci, scalando le classifiche di vendita inglesi fino al quinto posto. Ad ulteriore conferma dello stato di grazia della band, due ottimi inediti da “Joy as an act of resistance”, “Mercedes marxist” e “I dream guillotine”, usciranno in un 7” nell’agosto 2019. Fedele testimonianza delle loro adrenaliniche performance live e del feeling che i cinque sanno instaurare con il loro pubblico, il doppio album “A beatiful thing: IDLES live at le Bataclan” esce sul finire del 2019 e per i vecchi e i sempre più numerosi fan sarà l’unico modo per ascoltare un concerto degli IDLES per molto tempo, visto che di lì a poco il Covid fermerà la musica dal vivo in tutto il mondo.
Nel settembre 2020 esce l’attesissimo “Ultramono” e, se di base la ricetta vincente resta invariata, la musica degli IDLES appare capace di aprirsi a nuove sonorità –basti ascoltare la sorprendente “A hymn”- grazie anche al lavoro di due produttori come Adam Greenspan e Nick Launay e al prezioso apporto, tra gli altri, di David Yow (Jesus Lizard) e Warren Ellis che offre il suo contributo nella sincopata “Grounds”. Due i singoli estratti dall’album che escono su 7”: “Mr. Motivator” e “Model village”, per il quale il talentuoso regista francese Michel Gondry dirige un videoclip animato. “Ultramono” è la definitiva consacrazione della band, riuscendo nella impensabile – almeno fino a pochissimi anni prima- impresa di arrivare al primo posto di vendita nelle classifiche inglesi. (biografia a cura di Luca Bussagli)
Incredible string band
Incredible string band (uk sleeve)
Lp [edizione] ristampa stereo eu 1966 music on vinyl / elektra
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
ristampa del 2016, in vinile 180 grammi per audiofili, copertina lucida pressoche' identica a quella della prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Elektra, etichetta bianca con logo Elektra verde, catalogo MOVLP1563. Pubblicato nel giugno del 1966 prima di ''The 5000 Spirits of the Layers of the Onion'' , non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il primo album. Il debutto della Incredible String Band vede una formazione a trio composta da Robin Williamson, Mike Heron e Clive Palmer (Palmer, gia' con la Famous Jug Band, lascera' l' Incredible String Band dopo questo album e dopo una serie di viaggi in oriente compiuti perlopiu' a piedi, formera' i leggendari C.O.B. ( Clive's Own Band ) che produrranno due dei piu' epici capolavori assoluti del folk acido Inglese ) forse il primo album Inglese a presagire il folk acido, e' opera dalle atmosfere minimali ed incantate, composto perlopiu' da materiale originale, ed ancora privo del barocchismo freak e delle miriadi di invenzioni strumentali dei lavori successivi, vede un clima rigoroso ed una padronanza delle armonie vocali che rimarra' insuperata, l' Incredible String Band riunisce qui fonti ispirative tra le piu' disparate, sia Europee che Celtiche ed addirittura transoceaniche, la riscoperta del materiale folklorico e della mitologia Anglosassone e' gia' presente, e il suono dell'album e' originalissimo e totalmente unico, tre sono le reinterpretazioni tratte da traditionals, "Schaeffer's Jig," "Whistle Tune," e lo strumentale di Clive Palmer "Niggertown." i brani originali vanno dalle ballate sognanti e aeree come la composizione di Williamson "Womankind" o "Dandelion Blues" al suono piu' stridente ed anticonvenzionale degli episodi quali "How Happy I Am." vi e' gia' tuttavia la percezione del lato oscuro e misterico che prendera' sempre piu' campo nei lavori del futuro, particolarmente evidente nelle bellissime "Empty Pocket Blues" e "Good As Gone." Uno degli album principe dell'intero movimento folk Britannico, certamente uno dei piu' storicamente rilevanti, unico e senza possibilita' di paragone, come d'altronde lo sono tutti gli albums della prima fase del gruppo, che cambiava attitudine e sensibilita' ad ogni nuovo capitolo. Gli scozzesi Incredible String Band sono stati uno dei gruppi più talentuosi e creativi di tutto lo acid folk di lingua anglosassone, in particolare nei loro primi anni di attivita', fra il 1966 ed il 1970, sfornando eccezionali album ammantati di atmosfere fiabesche e ricchi di spunti visionari, suonati con una miriade di strumenti occidentali ma anche orientali, in gran parte acustici.
Iron and wine
Beast epic
Lp [edizione] nuovo stereo usa 2017 sub pop
indie 2000
indie 2000
libretto. Iron & Wine è lo pseudonimo sotto il quale si cela il cantautore della Florida Samuel Beam, uno dei più promettenti interpreti della corrente low fi folk americana che si sviluppa negli USA. La Sub Pop pubblica il primo album "The creek drank the cradle" nel 2002, dopo aver chiesto dei demo al giovane Beam (che invia all'etichetta due cd di proprio materiale); il disco si impone all'attenzione della critica ed è considerato da alcuni una delle migliori uscite del 2002, con il suo scarno low fi acustico, melodico ed influenzato dal folk americano. A seguire usciranno diversi album a nome Iron & Wine, tra i migliori il già citato disco di debutto, “Our Endless Numbered Days” (2004) e “The Shepherd's Dog”(2007).
“Beast Epic”(2017) è il sesto album in studio a nome Iron & Wine, pubblicato a quattro anni di distanza da “Ghost on Ghost”(2013). Il disco, registrato a Chicago con Tom Schick e suonato insieme Rob Burger (tastiere), Joe Adamik (batteria), Jim Becker (chitarra, banjo, violino, mandolino), il bassista Sebastian Steinberg (Soul Coughing, Fiona Apple) e Chicagoan Teddy Rankin Parker (violoncello), rappresenta in tutto e per tutto la cifra stilistica portata avanti da Samuel Beam (ossia Iron & Wine) nel corso della sua carriera: viaggi acustici leggiardi tra folk e americana.
Iron and wine
Our endless numbered days
Lp [edizione] nuovo stereo eu 2004 sub pop
indie 2000
indie 2000
Ristampa. Il secondo album (ma il primo registrato in uno studio professionale), uscito nel marzo 2004 dopo "The Creek Drank the Cradle" (2002) e prima di "The Sheper's Dog" (2007); acclamato dalla critica, ed ormai considerato tra i classici del nuovo cantautorato americano del nuovo millennio. Iron & Wine e' uno pseudonimo sotto il quale si cela il cantautore della Florida Samuel Beam, uno dei piu' promettenti interpreti della corrente low fi folk americana che si sviluppa negli USA a cavallo fra i due secoli. La Sub Pop pubblica il primo album "The creek drank the cradle" nel 2002, dopo aver chiesto dei demo al giovane Beam (che invia all'etichetta due cd di proprio materiale); il disco si impone all'attenzione della critica ed e' considerato da alcuni una delle migliori uscite del 2002, con il suo scarno low fi acustico, melodico ed influenzato dal folk americano. Due anni dopo esce il secondo ed altrettanto apprezzato album "Our endless numbered days", cui seguono "The shepherd's dog" nel 2007 e "Kiss each other clean" nel 2011.
Iron and wine
The creek drank the cradle
Lp [edizione] nuovo stereo usa 2002 sub pop
indie 2000
indie 2000
ristampa con copertina pressochè identica all'originale. Pubblicato nel settembre del 2002 dalla Sub Pop, "The creek drank the cradle" e' il primo album di Iron & Wine. Uscito prima di "Our endless numbered days" (2004), questo apprezzato album d'esordio del progetto di Samuel Beam propone un suggestivo low fi in gran parte acustico, fortemente ispirato dal folk americano. Vicino per certi versi a Will Oldham e Devendra Banhart per le atmosfere sommesse e malinconiche, l'approccio di Iron & Wine e' tuttavia piu' solare e melodico; la strumentazione ridotta, a base banjo, chitarra acustica e slide, mette in evidenza il canto esile e rilassato di Beam. Iron & Wine e' uno pseudonimo sotto il quale si cela il cantautore della Florida Samuel Beam, uno dei piu' promettenti interpreti della corrente low fi folk americana che si sviluppa negli USA a cavallo fra i due secoli. La Sub Pop pubblica il primo album "The creek drank the cradle" nel 2002, dopo aver chiesto dei demo al giovane Beam (che invia all'etichetta due cd di proprio materiale); il disco si impone all'attenzione della critica ed e' considerato da alcuni una delle migliori uscite del 2002, con il suo scarno low fi acustico, melodico ed influenzato dal folk americano. Due anni dopo esce il secondo ed altrettanto apprezzato album "Our endless numbered days".
J. geils band
freeze-frame
Lp [edizione] seconda stampa stereo hol 1981 emi america
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Seconda stampa europea, con copertina lucida senza barcode pressata in Olanda, completa di inner sleeve con testi, crediti ed artwork, etichetta gialla con logo e scritte nere, nella versione con doppio numero di catalogo a sinistra (1A 064-400064 SOO-17062) e scritta lungo la circonferenza che inizia con "All Rights of the Producer..." e finisce con "...Made in EEC". Pubblicato nell' ottobre del 1981 dopo ''Love stiks'' (1980) e prima di ''Showtime!'' (1982), giunto al numero 1 delle classifiche Usa ed al numero 12 di quelle Uk dove usci' nel gennaio del 1982, il decimo alum in studio per la band americana di Worchester, Massachussets. Lavoro dall' enorme successo, vede la band temperare il suo classico rock chitarristico con forti influssi tra pop e new wave, soprattutto a livello di produzione. L' opera che ne risulta e' in qualche modo una delle piu' significative del rock americano dei primi anni '80, riesce di fatto a reinterpretare l' hard-rock della fine degli anni '70 rendendone la carica adrenalinica in chiave pop, simbolo ne e' la celeberrima ''Freeze-Frame'', secondo singolo tratto dall' album, uno dei brani piu' passati di sempre nella storia dell' FM Usa, ma vi sono anche "Centerfold" (il singolo che anticipo' l' album), "Flamethrower" e "Piss on the Wall", che con il loro potente hard-boogie hanno tempestato le onde sonore per piu' di una stagione; da non sottovalutare poi il riff di "Angel in Blue" (terzo ed ultimo singolo), definito dalla critica ''neo-doo wop''.
J. geils band
love stinks
Lp [edizione] originale stereo usa 1980 emi America
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
COPIA ANCORA INCELLOPHANATA, prima stampa americana, copertina senza barcode, completa di inner sleeve semirigida con artwork, etichetta rosa con logo e lettere nere, catalogo SOO 17016. Pubblicato in Usa nel gennaio del 1980 dopo ''Sancuary'' (1978) e prima di '' Freeze-Frame'' (1981), giunto al numero 18 delle clasifiche Usa e non entrato in quelle Uk, il nono album in studio per la band americana di Worchester, Massachussets. Uscito due anni dopo il debutto su EMI ("Sanctuary"), l' album vede la band procedere verso sonorita' piu moderne e prodotte, merito del tastierista Seth Justman alla consolle, pur senza rinunciare al sanguigno rock chitarristico, marchio di fabbrica della band; ne venero tratti i singoli "Come Back" (con le sue influenze quasi pop-disco), "Love Stinks" (brano che dal vivo sara' preceduto da una sorta di rap di Peter Wolf che recita "Adam and Eve in the Garden of Eden smoking weed together" che non ha bisogno di traduzione) e "Just Can't Wait" (il brano dai sapori piu' vintage del disco), oltre all' omaggio agli anni '60 rappresentato dalla riuscita e trascinante cover di "Night time", e a numerosi altri capitoli degni di nota, come la strana "No Anchovies Please" o "Till the Walls Come Tumblin' Down". L' esito commerciale dell' album fu molto buono, riportando il gruppo nelle zone alte delle classifiche, prima del successo clamoroso del successivo "Freeze-Frame" dell' anno successivo.
J. geils band
The Morning After
lp [edizione] seconda stampa stereo usa 1971 atlantic
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
Seconda stampa americana di meta' anni '70, copertina (con qualche segno di invecchiamento) cartonata, etichetta verde e rossa con indirizzo in basso "75 Rockefeller Plaza..." e piccolo logo "W", catalogo SD 8297. Pubblicato in Usa nell' ottobre del 1971 dopo ''J.Geils Band'' e prima di '' Live Full House'', giunto al numero 64 delle classifiche americane e non entrato in quelle Uk dove usci' nel gennaio del 1972. Il secondo album. "The Morning After" e' il seguito perfetto del precedente "J. Geils Band", opera che vede una prominenza di rock e blues, connesso con il soul, e dall'energia prorompente , contiene brani dallo staus leggendario, "Looking for a Love," "Whammer Jammer", una selezione di covers di gemme soul "So Sharp," "The Usual Place," e diversi notevolissimi originali "I Don't Need You No More," "Gotta Have Your Love," "Cry One More Time," resa celebre dalla versione di Gram Parsons su G.P.. Certamente uno dei capolavori del rock and roll Americano del decennio.
Jacula
Tardo pedem in magiam versus (180gr.)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1972 black widow
rock 60-70
rock 60-70
Ristampa del 2023, in vinile 180 grammi, copertina lucida senza codice a barre, pressoche' identica alla prima enormemente rara tiratura del 1972. Pubblicato dalla Rogers in Italia nel 1972, questo e' il secondo raro album dei Jacula, uscito dopo ''In cauda semper stat venenum'' (1969). Il gruppo guidato da Antonio Bartoccetti si cimenta in questo leggendario album in lunghe composizioni in larga parte strumentali, dominate dall'organo, dai toni vagamente esoterici e dalle atmosfere cupe. L'assenza di sezione ritmica rende i brani rarefatti mentre il canto torturato di Fiamma Dallo Spirito crea un'ambientazione sonora da film dell'orrore, che ben si adatterebbe al mitico fumetto horror erotico ''Jacula'', in particolare l'oscura e conturbante ''Jacula Valzer''. I Jacula erano uno dei primi progetti musicali del chitarrista e cantante Antonio Bartoccetti, a cui si unirono la cantante e poli strumentista Fiamma Dallo Spirito (vero nome Doris Norton) ed il tastierista Charles Tiring. Il gruppo incise il primo rarissimo album ''In cauda semper stat venenum'' (1969) a Londra, seguito tre anni dopo da ''Tardo pede in magiam versus'' (1972). Il gruppo suonava lunghi brani dominati dalle tastiere, dalle atmosfere oscure, privi di sezione ritmica e decisamente distanti dal classico rock progressivo italiano. Successivamente Bartoccetti si dedichera' ad altri progetti, fra cui gli Antonius Rex.
Jefferson airplane
Surrealistic pillow (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1967 rca / legacy / sony
rock 60-70
rock 60-70
Ristampa del 2017, in vinile 180 grammi per audiofili, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita per la RCA, codice per il download digitale. Pubblicato in Usa nel febbraio del 1967 dopo ''Takes off'' e prima di ''After bathing at baxters'', giunto al numero 3 delle classifiche americane e non entrato in quelle inglese dove usci' nel settembre dello stesso anno. Il secondo album. Jerry Garcia e' citato sul retrocopertina come "musical and spiritual director" e suono' parti di chitarra in "Today", "Plastic Fantastic Lover", "My Best Friend" e "Comin' Back To Me". Contribui' inoltre a riarrangiare "Somebody To Love" che insieme a ''White Rabbitt'' era giunto in dote dai Great Society. uno dei principali albums della musica rock ed una delle maggiori opere d'arte del secolo trascorso, alla sua uscita desto' enorme scalpore in tuto il mondo occidentale, pubblicato in un periodo in cui i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service, e specialmente i Charlatans, erano tutti piu' noti dei Jefferson, anche a San Francisco, Surrealistic Pillow rimase nelle classifiche usa per quasi tutto il 1967, giungendo nella top 5 (unico caso di gruppo americano dal 1964, insieme ai Byrds, a giungere cosi' in alto, dove solo i Beatles, i Rolling Stones, e qualche altro gruppo inglese erano stati capaci di far arrivare la musica rock ) . questo lp, decenni dopo la sua pubblicazione, rimane potente, originale e rivoluzionario come lo fu alla sua uscita. dai singoli "White Rabbit" e "Somebody to Love" alla miracolosa "Embryonic Journey," non ci sono cedimenti in questo lp, la musica e' prima di tutto originalissima, poi sognante, riflessiva, potente ed energetica, la creativita' del gruppo e' a livelli eccezionali, la produzione di Rick Jarrard e' perfetta, le composizioni miracolose, suonato e cantato in maniera inarrivabile, Grace Slick e' qui ricordiamo al suo debutto nei Jefferson, i brani furono accorciati sensibilmente rispetto alle versioni che venivano eseguite live dal gruppo, ( come avvenne peraltro sempre nello stesso anno al primo album dei pink floyd ) ma questo ha condensato ancora di piu' l'energia e le invenzioni delle canzoni che hanno dato vita ad uno dei 10 albums di tutta la musica rock. il disco fu composto da Marty Balin, Grace Slick, Paul Kantner e Jorma Kaukonen in una fase in cui tutti gli ingredienti della miscela psychedelica, e la stessa attitudine sperimentale ( musicale e chimica ) era in perfetto equilibrio, coglie in pieno lo spirito e le tensioni del'estate del 1967 a San Francisco e catapultera' la band dall'oscurita' al vertice del rock americano . il gruppo non riuscira' mai , pur producendo diversi lavori eccezionali, a superare la genialita' di questo album, che rimane indiscutibilmente come uno dei punti piu' alti mai raggiunti dalla musica moderna di ogni tempo e latitudiine. Immancabile per chiunque.
Jethro tull
aqualung (200 gr. audiophile)
Lp [edizione] ristampa stereo usa 1971 Classic records / chrysalis
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Ormai molto rara ristampa del 2007 per audiofili a cura della Classic Records, in vinile 200 grammi (Super Vinyl Profile), con copertina apribile "textured" in rilievo (anche all' interno), senza codice a barre, pressoche' identica anche nella texture alla prima molto rara tiratura, completa di inserto con testi, etichetta verde Chrysalis con l' originario catalogo ILPS 9145, copia ancora fornita della originaria busta interna della Classic Records che evidenzia il peso di 200 grammi. Pubblicato in Inghilterra nel marzo del 1971 dopo ''Benefit'' e prima di ''Thick as a brick'', giunse al quarto posto delle classifiche Uk ed al settimo di quelle Usa. Il quarto album. Concept con temi incentrati sul divino ma contro la chiesa, fu pubblicato in piena ''Jesus Christ Superstar'' sindrome, contiene alcuni tra i brani piu' epici del decennio, basti citare '' my god'', ''hymn 43'', ''locomotive breath'', ''cross-eyed mary'', ''aqualung'', ''wind up'', fu il disco che li lancio' nel rock da arene con decine di migliaia di spettatori e le posizioni a cui giunsero in classifica non furono abbandoonate per quasi un decennio, la musica e' uno straordinario ed originalissimo mix tra progressive, folk rock, hard, jazz e pop, i testi estremamente celebrali e complessi, furono una vera rivelazione per milione di teen agers che all'epoca non avevano mai pensato a problemi filosofico religiosi di questa complessita', sicuramente un opera epocale destinata a rimanere per sempre nella storia della musica rock e che mantiene inalterata la sua carica energetica ed artistica ad oltre 30 anni dalla sua realizzazione, un vero capolavoro.
Jones norah
'til we meet again (live)
LP2 [edizione] originale stereo eu 2021 blue note
[vinile] Excellent [copertina] Excellent indie 2000
[vinile] Excellent [copertina] Excellent indie 2000
Copia ancora incellophanata, copertina apribile, etichetta custom, catalogo 00602435689852. Pubblicato nell' aprile del 2021, tra gli albums in studio "Pick Me Up Off the Floor" (2020) e "Visions" (2024), il primo album dal vivo dell' artista americana, figlia del grande Ravi Shankar. Registrato (splendidamente) dal vivo in otto differenti occasioni, tra il 2017 ed il 2019, con una traccia registrata anche al Teatro degli Arcimboldi di Milano l' 8 aprile del 2018, diviso tra brani originali e covers, tra cui "Cold, Cold Heart" di Hank Williams ed una "Black Hole Sun" dei Soundgarden ovviamente trasfigurata in chiave jazz, offre una delle migliori testimonianze possibili del moderno blend fra pop e jazz da parte di un'artista che ha trascorso alcuni anni a sperimentare e che in questi anni e' ritornata senza nostalgia ad un sound piu' classico. Figlia del grande Ravi Shankar, Norah Jones cresce negli Stati Uniti avvolta nella musica e nell'ammirazione per Bill Evans e Billie Holiday. Negli anni '90 si dedica allo studio del jazz ed ottiene i primi riconoscimenti per il suo canto fino a che, nel 2001, ottiene un contratto con la Blue Note che ne pubblica il primo album "Come away with me" (2002) che ottiene un grande successo con il suo folk blues venato di pop e jazz. I lavori successivi riscuotono ancora notevoli successi, e la Jones inserisce marcate influenze country oltre che piu' brani da lei composti.
Kaleidoscope (south america)
kaleidoscope (remastered + insert)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1969 guerssen
rock 60-70
rock 60-70
Ristampa del 2024, rimasterizzata, copertina in cartoncino pesante, senza barcode, pressoche' identica alla prima rarissima tiratura e corredata di inserto con note e foto. Originariamente pubblicato in una enormemente rara tiratura uscita in Messico nel 1969 su Orfeon, di grande valore collezionistico. Certamente tra i cinque piu' rari e ricercati di tutti gli albums Sudamericani, l' unico lavoro dei Kaleidoscope e' uno dei capolavori assoluti del garage psichedelico; stampato originariamente in 200 copie a scopo promozionale dalla Orfeon in Messico, non fu gradito all' epoca e per questo mai ristampato fino agli anni '90, con la storia della band talmente avvolta dal mistero che si e' sempre ritenuto, fino a poco tempo fa, che fossero messicani, ma, sebbene la band abbia suonato parecchio in messico, e li' abbia pubblicato il suo unico album, nessuno dei membri del gruppo era messicano: Frank Tirado, di Puerto Rico, era impegnato alla voce ed al basso, Orly Vazquez, anche lui di Puerto Rico, e lo spagnolo Pedrín García suonavano le chitarre, Rafael Cruz e Julio Arturo Fernandez della Repubblica Dominicana suonavano rispettivamente batteria ed organo. L' album fu registrato durante il 1967 ai Fabiola Studios, nella Repubblica Dominicana, e solo due anni piu' tardi pubblicato dalla messicana Orfeon. Tutti i testi dell' opera sono in inglese, i brani presentano un riuscitissimo, fantasioso ed originale mix tra potentissimo garage punk e psichedelia, con chitarre distorte, una quasi onnipresente tastiera, con un distintivo aroma Latino Americano che aleggia, soprattutto nell' approccio grezzo e per certi aspetti "freak", come tipico dei piu' estremi gruppi del Sud America di quegli anni. Un lavoro che davvero non tradisce le aspettative, come spesso succede purtroppo con gli albums rarissimi; vede tra i brani le leggendarie ed inserite in innumerevoli compilations, 'Hang out', 'P.S.Come Back', 'Let Me Try', 'Colors' e 'Once upon A Time There Was A World'.
Kershaw nik
Wouldn't it be good (12" version)
12" [edizione] seconda stampa stereo ita 1984 mca
[vinile] Excellent [copertina] Excellent punk new wave
[vinile] Excellent [copertina] Excellent punk new wave
Singolo in formato 12", seconda stampa italiana, copertina senza barcode con apertura per il disco in alto, label con cielo azzurro ed arcobaleno sullo sfondo, catalogo 25 9605-0. Pubblicato nel gennaio del 1984 dalla MCA, giunto al quarto posto in classifica nel Regno Unito ed alla 46esima posizione negli USA, il secondo dei singoli tratti dal primo album di Nick Kershaw, ''Human racing'' (1984). Questa versione a 12" contiene la celebre "Wouldn't it be good" in una versione "extended", della durata di quasi sette minuti, molto più lunga di quella sul 7" e sull'album, e sulla B-side l'inedita su lp "Monkey business". La title track è uno dei suoi brani di maggior successo ed uno dei più simbolici del pop melodico ed elettronico anglosassone degli anni '80, guidato da tastiere e da melodie avvolgenti ed accattivanti per il grande pubblico. Cantante e paroliere inglese, Nick Kershaw suona giovanissimo negli anni '70 in gruppi hard rock e jazz funk, in particolare i Fusion, autori di un album; dopo lo scioglimento di questi ultimi intraprende la carriera solista, con un pop tipicamente anni '80 che riscuote notevole successo nella prima metà del decennio. Successivamente si costruisce una buona fama come compositore per altri musicisti, grazie al successo di brani come il singolo ''The one and only'' di Chesney Hawke.
King Crimson
Larks' tongues in aspic (original stereo mix)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1973 Panegyric / discipline global mobile
rock 60-70
rock 60-70
ristampa in vinile pesante 200 grammi, con masterizzazione approvata da Robert Fripp che ricalca l'originale mix stereo del 1973, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Island, senza barcode e corredata di inserto. Pubblicato nel 2020, questo album, caratterizzato da una copertina che riprende quella dell' edizione americana su Atlantic dell' album "Larks' Tongues in Aspic" (con bordo bianco), ne rappresenta una interessante versione "alternativa", con gli stessi brani di quell' opera (e nello stesso ordine) ma in versioni diverse: due brani ("Book Of Saturday" e "Easy Money") sono presenti in altrettante versioni alternative, registrate nelle stesse sessions dell' album, mentre gli altri quattro brani ("Larks' Tongues In Aspic, Part One", "Exiles", "The Talking Drum" e "Larks' Tongues In Aspic, Part Two") sono presenti in versioni con mix diverso da quello noto. Pubblicato in Inghilterra nel marzo del 1973 dopo ''Earthbound'' e prima di ''Starless and bible black'', giunto al numero 20 delle classifiche Uk ed al numero 61 di quelle Usa. Il quinto album. Uno dei classici punti centrali della carriera del gruppo, celeberrimo per la inclusione della title track ''Larks' tongues in aspic'' che diverra' uno dei brani piu' celebri della band. Qui Robert Fripp aggiunge al consueto e sofisticato equilibrio tra progressive e sperimentazione, arrangiamenti molto rock con uso costante di fuzz e potenti assoli di chitarra. E' l'opera della rifondazione, che vede una line up con all' opera Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford, Jamie Muir ed il violino di David Cross; la musica e' la piu' sperimentale sino ad allora, John Wetton e' il miglior cantante dai tempi di Greg Lake, molto meno jazz del suo predecessore, ed il disco e' un lavoro assai caleidscopico ma potente allo stesso tempo e giustamente incluso nelle opere fondamentali della storia del gruppo.
King Crimson
Larks' tongues in aspic (original stereo mix)
Lp [edizione] ristampa stereo eu 1973 Panegyric / discipline global mobile
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Copia ancora incellophanata, e con adesivo di presentazione sul cellophane, ristampa del 2013 in vinile pesante 200 grammi, con masterizzazione approvata da Robert Fripp che ricalca l'originale mix stereo del 1973, copertina lucida pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Island, senza barcode e corredata di inserto con testi, etichetta rosa, catalogo KCLP5; si tratta di una copia pressata poco dopo la primissima tiratura di questa ristampa, caratterizzata dall' assenza dell' inserto con codice per il download, che infatti non viene piu' segnalato nell' adesivo sul cellophane, e dall' assenza del codice del disco sul retrocopertina in alto a destra. Pubblicato nel 2020, questo album, caratterizzato da una copertina che riprende quella dell' edizione americana su Atlantic dell' album "Larks' Tongues in Aspic" (con bordo bianco), ne rappresenta una interessante versione "alternativa", con gli stessi brani di quell' opera (e nello stesso ordine) ma in versioni diverse: due brani ("Book Of Saturday" e "Easy Money") sono presenti in altrettante versioni alternative, registrate nelle stesse sessions dell' album, mentre gli altri quattro brani ("Larks' Tongues In Aspic, Part One", "Exiles", "The Talking Drum" e "Larks' Tongues In Aspic, Part Two") sono presenti in versioni con mix diverso da quello noto. Pubblicato in Inghilterra nel marzo del 1973 dopo ''Earthbound'' e prima di ''Starless and bible black'', giunto al numero 20 delle classifiche Uk ed al numero 61 di quelle Usa. Il quinto album. Uno dei classici punti centrali della carriera del gruppo, celeberrimo per la inclusione della title track ''Larks' tongues in aspic'' che diverra' uno dei brani piu' celebri della band. Qui Robert Fripp aggiunge al consueto e sofisticato equilibrio tra progressive e sperimentazione, arrangiamenti molto rock con uso costante di fuzz e potenti assoli di chitarra. E' l'opera della rifondazione, che vede una line up con all' opera Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford, Jamie Muir ed il violino di David Cross; la musica e' la piu' sperimentale sino ad allora, John Wetton e' il miglior cantante dai tempi di Greg Lake, molto meno jazz del suo predecessore, ed il disco e' un lavoro assai caleidscopico ma potente allo stesso tempo e giustamente incluso nelle opere fondamentali della storia del gruppo.
King Crimson
Red (original mix 200 gr)
Lp [edizione] nuovo stereo uk 1974 panegyric
rock 60-70
rock 60-70
ristampa in vinile 200 grammi, con masterizzazione approvata da Robert Fripp, come da adesivo sul cellophane, che riporta il barcode 0633367910714, copertina lucida senza barcode pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Island, catalogo KCLP7. Pubblicato nel 1991 dalla britannica Essential!, sottoetichetta della Castle Communications, questo album, uscito poco prima della morte del grande musicista afroamericano, rimane il suo ultimo in studio, successivo ad "I'm in a phone booth, baby" (1984). Fu inciso in parte ai Kiva Recording Studios di Memphis, Tennessee, ed in parte ai Sunset Sound Studios di Los Angeles, in date non specificate, con un gruppo di supporto variabile, ma con la quasi costante presenza della sezione ritmica composta da Bruce Gary (batteria) e James Jamerson Jr. (basso). L'album si apre e si chiude con due brani associati a Jimi Hendrix, musicista con cui King aveva un legame fin dagli anni '60: l'album si apre infatti con "Stop" (con Joe Walsh degli Eagles alla chitarra ritmica), classico di Ragovoy / Shuman che Hendrix suonava dal vivo con la Band Of Gypsys, e si chiude con "Red house", uno dei pezzi più rappresentativi del repertorio del chitarrista di Seattle, che peraltro avrebbe fra le sue ispirazioni la più vecchia "Travelin' to California", pubblicata nel 1961 dallo stesso Albert King. Nel mezzo un set di solido blues elettrico con sfumature rock ed un sound aggiornato ai tardi anni '80 / primi '90, ma ancora genuino nello spirito. Uno dei piu' influenti chitarristi del blues elettrico insieme a B.B. King, in possesso di uno stile originale, Albert King (1923-1992) ha influenzato musicisti come Robert Cray, Eric Clapton, Otis Rush e Steve Ray Vaughan. Chitarrista mancino, King suonava senza aver invertire le corde sul suo strumento; molti dei suoi classici degli anni '60, fra cui la hit ''Born under a bad sign'' (1967), furono incisi insieme a Booker T & The MGs e caratteri del suo stile furono appropriati anche da Hendrix e dai Cream.
Kingmaker
The celebrated working man + 3
12" [edizione] originale stereo uk 1991 sacred heart
[vinile] Excellent [copertina] Good indie 90
[vinile] Excellent [copertina] Good indie 90
Ep i formato 12", l' originale stampa inglese, copertina con diversi (sebbene non gravi) segni di invecchiamento, etichetta nera scritte dorate, catalogo NONE1. Pubblicato dalla Sacred Hearts nel gennaio del 1991 in Gran Bretagna, "The celebrated working man" e' la prima uscita discografica dei Kingmaker. Uscito prima del 7" "When Lucy's down" (1991), questo ep contiene quattro brani, "The celebrated working man", "Little miss kingmaker", "Freewheelin" e "Pockets of St. Malachi", tutte rimaste inedite su lp (sebbee la terza inserita nella versione in cd del primo lp "Eat Yourself Whole". Brani di vivace indie pop prossimo talora a Stone Roses e Charlatans ma senza il piglio psichedelico e le influenze house di questi gruppi; non mancano occasionali influenze sixties, come nel gioiellino guitar pop "Freewheeling". Formatisi alla fine del 1990 ad Hull in Inghilterra, i Kingmaker proponevano un frizzante e melodico indie pop per certi versi vicino ai contemporanei gruppi di "Madchester" come i Charlatans ma senza le influenze psichedeliche. Poco amati dalla critica, ottennero comunque un buon successo di classifica in Gran Bretagna nella prima meta' degli anni '90 con tre album e svariati singoli; con l'avvento del fenomeno brit pop la popolarita' del gruppo calo' velocemente ed i Kingmaker si sciolsero alla fine del 1995.
Kings of convenience
quiet is the new loud
Lp [edizione] nuovo stereo eu 2001 source
indie 2000
indie 2000
Ristampa con copertina apribile. Il primo album uscito prima di "Riot on an empty street", del duo norvegese di Bergen, composto dal cantante e chitarrista Erik Glambek Boe e dal chitarrista Erlend Oye. Le composizioni del duo sono basate sulle armonie vocali e sulle chitarre acustiche, pervase da un clima autunnale, che in piu' di un passaggio rievocano le delicate e struggenti ballate di Simon & Garfunkel, o le piu' sensuali interpretazioni di John Martyn, prodotte in modo piuttosto sobrio e raffinato, con l'aggiunta in alcuni episodi di arrangiamenti di piano, archi e chitarra elettrica. Influente manifestazione di cantautorato pop acustico del nuovo millennio, dalla scandinavia, che ha dato il via alla cosiddetta new acoustic music (NAM).
Koray erkin
erkin koray
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1973 survival research
rock 60-70
rock 60-70
Ristampa del 2025, copertina senza barcode pressoche' identica a quella della prima enormemente rara tiratura su Istanbul Plak del 1973. Il primo album del leggendario Erkin Koray, uscito prima di ''Elektronik Turkuler'', sostanzialmente una raccolta di singoli pubblicati tra il 1967 ed il 1973. La psichedelia vista dall' oriente, un mix di musica orientale elettroacustica con lunghi assoli di chitarra elettrica distorti ed orientaleggianti che possono ricordare nello stile i Kaleidoscope americani, che proprio alla musica turca si ispiravano, con brani suonati, oltre che con la chitarra elettrica, con tastiera analogica e oud elettrico, per ascoltatori avventurosi e per coloro desiderosi di spingersi oltre i confini conosciuti e al di fuori delle acque in cui tutti navigano. Uno dei massimi esponenti della musica rock turca, Erkin Koray si cimenta giovanissimo con le nuove sonorita' del rock'n'roll provenienti dall'occidente, alla fine degli anni '50. Sperimentatore aperto agli sviluppi della musica rock degli anni '60 e '70, Koray e' sempre comunque attento alla tradizione musicale del proprio paese e riesce ad armonizzare occidente e (per noi) oriente in apprezzati album quali ''Elektronik turkuler'' (1974) e ''tutkusu'' (1977). Il suo primo album, uscito nel 1973, era una raccolta di singoli usciti negli anni precedenti, dato che la sua attivita' in studio era cominciata assai prima, nel corso degli anni '60, quando i suoi lunghi capelli gli attirarono piu' volte l'ostilita' dei concittadini piu' ''tradizionalisti''. Koray e' considerato un punto di riferimento essenziale per i musicisti rock del proprio paese all'alba del nuovo secolo, che lo vede ancora in attivita', ed e' stato definito il ''padre del rock turco''.
Lambrini girls
You're welcome
LPM [edizione] nuovo stereo eu 2023 Big Scary Monsters
indie 2000
indie 2000
ristampa in vinile eco-mix del primo mini ep di debutto, 6 brani (più due registrazioni live) che suonano un punk sporco e diretto: noise-punk, garage-punk, post-punk, con venature riot-grrrl e attitudine raw.
Lambrini Girls nascono a Brighton nel 2019: inizialmente un trio, poi stabilizzatesi come duo con Phoebe Lunny (voce e chitarra) e Selin Macieira-Bosgelmez (basso e cori). Il loro suono è pura dinamite punk: chitarre grezze, basso pesante, batteria tribale, voce urlata, testi diretti, irritanti, necessari. Registrano con spirito DIY, in ambienti spartani, senza cercare perfezione: la crudezza è cifra espressiva. Fin dal primo singolo (“Homewrecker” 2020), passando per You’re Welcome (2023), la band si evolve in comunità vivente: concerti intensi, piazze, festival, protesta. Non cercano compromessi: punk come militanza, musica come lotta. Nel 2025 pubblicano il primo album in studio Who Let the Dogs Out.
Lanegan mark
Gargoyle
Lp [edizione] nuovo stereo eu 2017 heavenly
indie 90
indie 90
copertina apribile, coupon per download, etichette custom nere scritte rosse. Mark Lanegan è senza dubbio una delle figure di culto dell'underground americano degli anni '90. Già cantante degli Screaming Trees, fra gli alfieri del movimento grunge, Lanegan costruisce nel contempo una notevole carriera solista in cui fonde il rock indipendente con il folk ed il blues, cantando spettrali e disperate ballate con la sua inconfodibile voce, roca e malinconica, magnificamente deturpata da alcol e tabacco. “Gargoyle” (2017) è il nuovo, ultimo album a nome Mark Lanegan Band: la componente elettronica diventa sempre più centrale, in più, nei brani a firma Mark Lanegan, Robert Marshall (ex chitarrista nella band shoegaze Exit Calm), le sfumature wave e dark prendono sempre più piede. Viene quindi meno la vena “rock-centrica”.
Lanegan mark
Scraps at midnight
Lp [edizione] nuovo stereo usa 1998 sub pop
indie 90
indie 90
Ristampa in vinile pesante, con copertina apribile, etichetta nera con strisce oro e stelle lungo il perimetro, logo bianco e nero a sinistra, scritte argento. Pubblicato in Usa nel Luglio del 1998 dopo '' Whiskey For The Holy Ghost'' e prima di '' I'll Take Care Of You '', non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il terzo album. Registrato con Mike Johnson, Paul solger dana, Keni Richards, Dave catching e Fred Drake, con la collaborazione di John Mascis, Tad Doyle, Phil Sparks, Mike Stinette, Liz Burns, Terry Yohn, contiene 10 brani che seguono il filone intrapreso da Lanegan nelle uscite soliste fatto di torbido rock intriso di blues e ballate folk delle radici americane; a differenza di quanto pubblicato con gli Screaming Trees, Mark Lanegan si rivolge ora verso una visione piu' interiore e sofferta, con un utilizzo della voce particolarmente coinvolgente e dai toni che ricordano l'ultimo Jim Morrison, sia nell' intensita' che nel tono.
Laszlo de simone andrea
Immensità
LPM [edizione] nuovo stereo eu 2019 42 records
indie 2000
indie 2000
fascetta di cartoncino che avvolge il disco. ristampa del 2025. Il terzo lavoro, un mini di 13 minuti, successore di "uomo donna" del 2017, una suite suddivisa in quattro capitoli, presentato dall'etichetta come un disco "che può essere fruita nella sua completezza solo ascoltando il vinile, oppure in digitale nell’innovativo formato in traccia unica, senza pause". Per il disco l'artista è accompagnato oltre che dalla sua band storica anche da Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba e al flicorno. Composto da quattro brani che sono vere e proprie suite orchestrali. Il suono è sontuoso, con l'uso massiccio di archi, ottoni e cori che ricordano la musica da film italiana degli anni '60 e '70 (Ennio Morricone, Piero Piccioni), mescolata a una sensibilità pop-psichedelica.
Andrea Laszlo De Simone, nato a Torino nel 1986, cresce tra strumenti domestici, registratori analogici e l’immaginario visivo del padre fotografo. Questa dimensione visiva si innesta in tutto il suo lavoro: ogni brano è un’inquadratura, ogni atmosfera un colore di luce. Dalla batteria nei Nadàr Solo al progetto Anthony Laszlo, fino al debutto solista Ecce homo (2012), Laszlo sviluppa una scrittura che fonde chanson francese, cantautorato italiano, orchestrazione sinfonica, rock psichedelico e progressive, montaggio cinematografico.
Discografia: Ecce homo (2012), Uomo donna (2017), Immensità (ep 2019), Una lunghissima ombra (2025)
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