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99th Floor (sick rose) electric ragoo
lp [edizione] originale  stereo  ita  1997  misty lane 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa italiana, copertina lucida senza barcode, etichetta in bianco e nero, catalogo ML040. Il secondo album, uscito nel 1997 dopo il primo "Teen Trash Vol.9" del 1993. In un momento di pausa rispetto all' attivita' con i Sick Rose, il cantante Luca Re si mette ancora una volta alla guida dei 99th Floor di Torino (dal titolo di un leggendario brano dei Moving Sidewalks) per tirare fuori il suo lato piu' genuinamente e selvaggiamente 60's garage, e questo eccellete disco suona davvero come l' ideale prosecuzione delle prime registrazioni degli stessi Sick Rose, puro travolgente 60's sound tra garage, beat, screziature psichedeliche, pop, ed una onnipresente tastierina Farfisa a far da perfetto contraltare alle graffianti chitarre. Molti eccellenti brani originali, una manciata di covers, tra cui "Flyte" dei Flowerz, "You" dei Basement Wall, "Albert Common is Dead" dei Blues Magoos.
Euro
26,00
codice 249435
scheda
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2008  wax poetics 
indie 2000
Edizione limitata a 1500 copie numerate sul retro copertina in basso, vinile doppio pesante e trasparente, copertina apribile, label blu con scritte bianche e nere, catalogo WPR006, busta di plastica trasparente con chiusura adesiva ed adesivo rettangolare nero di presentazione. Edizione vinilica realizzata nel 2009 dalla Wax Poetics, dell'album originariamente pubblicato su cd dalla giapponese Catune nell'aprile del 2008. Il primo album dei Nine Days Wonder (o 9DW che dir si voglia), successivo al primo ep del 2007. Il gruppo giapponese propone qui un morbido funk rock strumentale, dai forti echi anni '70 ma anche qualche rimando ai primi anni '80, caratterizzato da raffinati per quanto agevoli all'ascolto intrecci strumentali con preminenza di tastiere, sostenuti da un agile groove funk; in certi episodi si notano affinita' con il sound dei Jamiroquai. Questo gruppo giapponese si forma a Tokyo nel 1997, inizialmente con uno stile denominato dal sito del gruppo stesso come ''hardcore fused math-pop''; intorno al 2006 si verificano sostanziali cambiamenti nella formazione, che viene rinnovata attorno al fondatore Kensuke Saito. La nuova incarnazione del gruppo si orienta verso sonorita' funk e di moderno soul, raffinato e ballabile, che si manifesta nel primo eponimo album del 2008, un disco strumentale.
Euro
25,00
codice 2038516
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2019  hallow ground 
indie 2000
Vinile bianco, allegato codice per il download digitale dell'album, copertina senza codice a barre, catalogo HG1902. Pubblicato nel giugno del 2019 dalla Hallow Ground, "Harmistice" è il primo album in collaborazione fra Siavash Amini ed il duo 9T Antiope, entrambi artisti di origine iraniana. Amini, nato nel 1987 a Teheran, è autore di musica elettronica che spazia dall'ambient alla IDM, che adotta elementi di musica classica, dissonanze elettroniche e melodie chitarristiche dilatate ed atmosferiche; ha collaborato fra gli altri con l'artista "spoken word" Matt Finney in tre album. I 9T Antiope sono un duo, anch'esso iraniano ma attualmente basato a Parigi, composto da Sara Bigdeli Shamloo e Nima Aghiani, formato nel 2014; sono autori di musica elettronica sperimentale in cui si incontrano testi poetici e dissonanze elettroniche, interazioni fra queste e strumenti acustici. Inciso fra Parigi e Teheran, "Harmistice" è composto da soli quattro brani nei quali i testi, ispirati da un incubo di guerra, e la voce di Sara, il cui canto confina con la declamazione poetica e con la narrazione, sono sostenuti dalle stordenti sonorità elaborate da Aghiani ed Amini, nelle quale rabbrividenti dissonanze elettroniche convivono con spettrali droni di archi. Un'opera dai toni dolenti ed angosciosi, espressi con sonorità confinanti con l'astrattismo ed immersi in atmosfere oniriche.
Euro
28,00
codice 3512272
scheda
A certain ratio graveyard and the ballroom
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1979  mute 
punk new wave
bella ristampa (la seconda in vinile, dopo quella del 2004 su Universal Sound) del raro album su cassetta pubblicato dalla Factory nel 1980, a cui la veste grafica in qualche modo di ricollega, con una sovraccopertina plastificata esterna verde che si chiude sul retro con un bottone a clip, adesivo sulla stessa sovraccopertina, inner sleeve con foto, e con adesivo su di essa con codice per il download digitale. La facciata A contiene sette tracce, studio demos registrati tra il 15 ed il 16 settembre del 1979, la seconda side contiene altri sette brani registrati dal vivo all' Electric Ballroom di Londra il 26 ottobre 1979, occasione nella quale la post punk band di Manchester apri' per i concittadini e compagni di etichetta Joy Division. Sono gli A Certain ratio piu' oscuri, spigolosi ed intensi; guadagneranno con gli anni in originalita', forse, perdendo in intensita' espressiva e, coraggiosamente, allontanandosi dalle loro radici post punk. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, sempre piu' con gli anni caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
30,00
codice 2074616
scheda
A certain ratio i'd like to ee you again
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1982  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good punk new wave
Prima rara stampa inglese, copia con diversi segni di invecchiamento sulla copertina e lievi sul vinile, copertins lucida senza barcode, con retro con durata del quarto brano erroneamente indicata in 5.71 minuti, inner sleeve semirigida, etichetta custom argento e nera con "ACR" in rosa, catalogo FACT65, "DON'T YOU DANCE" e "YOU MISSED YOUR CHANCE" incisi sul trail off dei rispettivi lati. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
16,00
codice 249719
scheda
A certain ratio I'd like to see you again
Lp [edizione] originale  stereo  hol  1982  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale rara stampa olandese, copertina semilucida senza barcode, con "Printed in Holland" sul retro, inner sleeve, etichetta grigia e nera con "ACR" in rosa, catalogo VR 22426 FACT65. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
28,00
codice 246307
scheda
A certain ratio I'd like to see you again
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  mute 
punk new wave
Ristampa limitata del 2018, rimasterizzata ed in vinile giallo trasparente, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Factory, e corredata di inner sleeve. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
29,00
codice 2076466
scheda
A certain ratio Shack up / and then again (live)
7" [edizione] originale  stereo  bel  1980  factory benelux 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Singolo in formato 7", la rara stampa originale, pressata in esclusiva dalla filiale belga della etichetta inglese Factory, copertina con apertura in alto, nella prima versione con le foglie in tinta tendente al marrone e non al rosso, catalogo FAC BN 1-004, foro al centro del disco largo, etichetta "custom" in bianco e nero. Uscito nel luglio del 1980, e' la seconda uscita vinilica, dopo il primo 7" "All Night Party" del maggio del 1979, dello storico gruppo inglese di Manchester. Sul lato A l' afficacissima "Shack Up", tra post punk inglese e la no wave newyorkese di orientamento piu' funk, che comparira' nel 1981 nel 12" "Do The Do (Casse)", uscito solo in America; sul lato b una versione dal vivo della piu' oscura "And Then Again", la cui versione in studio comparira' presto nel successivo 12" "Flight". Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
20,00
codice 246751
scheda
A flock of seagulls Dream come true
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1986  jive 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima stampa inglese, copertina lucida fronte retro con barcode, label azzurra con scritte bianche lungo il bordo e nere altrove, logo Jive bianco e blu in alto, logo MCPS/BIEM a sinistra, catalogo HIP32, scritta "damont" incisa sul trail off di entrambi i lati ed "arun" su quello del lato A. Pubblicato nel marzo del 1986 dalla Jive nel Regno Unito e negli USA, non entrato in classifica in nessuno dei due paesi, il quarto album, successivo a "The story of a young heart" (1984) e precedente "The light at the end of the world" (1995). Inciso con la formazione ridotta a trio dopo l'abbandono del chitarrista Paul Reynolds, e prodotto dal cantante e tastierista Mike Score insieme all'esperto Wayne Braithwaite, "Dream come true" fu inciso con il contributo di cinque chitarristi diversi, ospiti, il più assiduo dei quali fu Mike Irving, presente in quattro brani. Il gruppo opta per un set di brani di pop wave dai richiami romantici, ammantati in sonorità sbarazzine di tastiere condite da chitarre rockeggianti ma in modo rassicurante e melodico, di cui ottimo esempio è "Heartbeat like a drum", uno dei singoli dell'album (purtroppo non baciato dal successo). Nonostante un sound accessibilissimo e ballabile, l'album fu un flop commerciale, e ci sarebbe voluto quasi un decennio per ascoltare un nuovo album degli A Flock Of Seagulls. Gli A Flock Of Seagulls rappresentano uno dei migliori esempi della scena definita Romantic-Wave, in bilico tra wave e sognante dance-pop. Il gruppo di Liverpool, attivo sin dai primi anni ottanta, realizzo' un primo ep per la Cocteau Records, grazie al quale firmarono successivamente per la major Jive. La loro vicenda fu un'inaspettata e vera meteora nel costellato panorama wave. Il gruppo dopo i primi acclamati successi non riusci' ad eguagliarsi scomparendo dalle scene musicali, salvo riemergere durante gli anni con nuove formazioni senza pero' riuscire ad eguagliare i primi meritevoli successi.
Euro
16,00
codice 332802
scheda
A flock of seagulls never again (1st version)
12" [edizione] originale  stereo  uk  1984  jive 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good punk new wave
ep in formato 12", l' originale stampa inglese, copertina (con diversi segni di invecchiamento) lucida e senza costola, flipback su due lati sul retro, senza barcode, etichetta azzurra, catalogo JIVE T78, nella prima versione con "A1" e non "A2" sul trail off della prima facciata, e queindi la versione originaria del "Dance Mix" della title track, lunga quanto indicato sull' etichetta, ovvero 5' 12"; pubblicato nel settembre del 1984, il secondo singolo tratto dal terzo album "The Story Of A Young Heart" (agosto 1984), con due versioni di un brano di quel disco, "Never Again" (una "Dance Mix" ed una "7 version") e l' altrimenti inedita incalzante "Living In Heaven". Gli A Flock Of Seagulls rappresentano uno dei migliori esempi della scena definita Romantic-Wave, in bilico tra wave e sognante dance-pop. Il gruppo di Liverpool, attivo sin dai primi anni ottanta, realizzo' un primo ep per la Cocteau Records, grazie al quale firmarono successivamente per la major Jive. La loro vicenda fu un'inaspettata e vera meteora nel costellato panorama wave. Il gruppo dopo i primi acclamati successi non riusci' ad eguagliarsi scomparendo dalle scene musicali, salvo riemergere durante gli anni con nuove formazioni senza pero' riuscire ad eguagliare i primi meritevoli successi.
Euro
6,00
codice 18084
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  cl  2012  bym 
indie 2000
Edizione limitata a 500 copie, copertina senza codice a barre, catalogo BYM066. Pubblicata nel 2020 dalla cilena Bym, questa antologia è anche il primo lp in formato vinilico per la band sudamericana, finora autrice solo di cassette, cd ed alcuni 7"; "A.F.C.S." compila otto brani incisi dal gruppo fra il 2012 ed 2019, alcuni tratti dalle loro pubblicazioni, altri inediti. Questo collettivo musicale cileno fu fondato nel 2007 in Brasile da Alvaro Daguer, ed ha poi stabilizzato la sua formazione in anni successivi. Autori nel loro primo decennio di attività di una serie di cassette e cd e di alcuni 7", A Full Cosmic Sound sono autori di una musica dalle forme fluide, che spazia da ipno-rock minimale a maestose partiture cosmiche che richiamano sia i Popol Vuh che certi Flying Saucer Attack o anche gli Spacemen 3 più rarefatti e dilatati, come anche le sperimentazioni dissonanti ed ottundenti di Sonic Youth e Throbbing Gristle. Questa la scaletta: A1 – FUMIGACIÓN (DALLA CASSETTA CHEMTRAILS, FABRICA RECORDS, 2012) A2 – ORGONITA (DALLA CASSETTA CHEMTRAILS, FABRICA RECORDS, 2012) A3 – MILTON FRIEDMAN (DAL 7" SPLIT CON I MUGRIS, BYM RECORDS, 2012) A4 – AMATISTA (DALLA CASSETTA SPLIT CON GLI OMASIN, BYM RECORDS, 2016) B1 – EL TIO PANTERA (DALLA CASSETTA MULTIPLA LA AUTOMATIC FLIGHT CONTROL SYSTEM, 2017) B2 – LA CURVA DEL FEELING (2019, INEDITO) B3 – EL RITUAL DEL HUMO (2019, INEDITO) B4 – EL SOLO DE OVNI (2019, INEDITO).
Euro
31,00
codice 3513074
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2016  merge 
indie 2000
inner sleeve, coupon per download, etichette custom. “Pile” (2016) è il terzo disco a firma A giant dog, ma è il primo ad essere pubblicato dalla Merge Records. L’album, come il precedente è prodotto da Mike McCarthy (già al lavoro con gli Spoon). In quindici brani, della durata di 2/3 minuti, la band spazia tra glam, garage e power pop. E lo fa con spensieratezza e con un tono divertito. A Giant Dog: gruppo nato nel 2008 ad Austin (Texas). Sabrina Ellis (voce), Andrew Cashen (voce, chitarra) e Orville Neeley (batteria), tre vecchi amici di liceo, insieme ad Andy Bauer (chitarra) e Graham Low (basso) formano la band, suonano un mix di glam, garage, punk. E nel 2010 pubblicano il primo EP, “House” e nel 2012 arriva il disco d’esordio, “Fight”, seguito nel 2013 da “Bone” e nel 2016 da “Pile”.
Euro
26,00
codice 2061449
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  2006  leaf 
indie 2000
ristampa per il ventennale della label, include il cd del disco, copertina con parti lucide. Il terzo album, uscito dopo "Darkness at Noon" e prima di "Delivrance". Affascinante progetto creato dal musicista americano Jeremy Barnes (batterista dei Neutral Milk Hotel, con la partecipazione in questo disco di Zach Condon dei Beirut. Barnes ha viaggiato, e vi soggiorna tutt'ora, per l'Europa, in special modo in quella orientale, da solo come one man band, suonando con musicisti di strada o locali bande paesane, usando una serie di strumenti acustici piu' o meno insoliti, tra cui fisarmonica, arpa, piano, percussioni, violino, tromba, tuba. Questo lavoro davvero bello e struggente, in cui viene fatto un maggiore uso della voce rispetto ai primi due dischi, presenta un suggestivo e magico sapore multietnico, con atmosfere e stili che si rifanno in maniera predominante alla musica balcanica, comprendendo influssi klezmer e mediorientali. Affascinante progetto creato dal musicista americano Jeremy Barnes (batterista dei Neutral Milk Hotel, Gerbils e Bablicon, oltre che collaboratore di Broadcast e Bright Eyes), insieme alla moglie, la violinista Heather Trost; i due, attraverso ripetuti viaggi e soggiorni piu' o meno lunghi, in Europa, realizzano una musica da una forte e suggestiva valenza multietnica (balcanica, mediorientale e klemzer), suonando anche con musicisti di strada, usando una serie di strumenti acustici piu' o meno insoliti, tra cui fisarmonica, arpa, piano, percussioni, violino, tromba e tuba. Dopo il debutto eponimo del 2002, realizzano "Darkness at noon" nel 2005, "The way the wind blows" (06), "Deliverance" (09), "Cerventine" (09) e "You have already gone to the other world" (13).
Euro
23,00
codice 2086246
scheda
A hawk and a hacksaw (neutral milk hotel) You have already gone to the other world
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2013  lm duplication 
indie 2000
Copertina apribile senza codice a barre, corredata da coupon per il download digitale, etichette nere con scritte bianche, doppio Lp pubblicato dalla Lm Duplication nel 2013, dopo "Cervantine" (11), il sesto album per l’ex batterista dei Neutral Milk Hotel Jeremy Barnes e la violinista Heather Trost; lavoro che raccoglie composizioni assemblate durante il loro ultimo tour, in cui si esibivano musicando "Shadows of forgotten ancestors", film di Sergei Parajanov del 1964. Sotto la produzione di John Dieterich dei Deerhoof, "You have already gone to the other world" si basa sulla musica tradizionale dell'europa dell'est, Ucraina, Ungheria e Romania, intervallata ed arricchita da frammenti del suddetto lungometraggio. Affascinante progetto creato dal musicista americano Jeremy Barnes (batterista dei Neutral Milk Hotel, Gerbils e Bablicon, oltre che collaboratore di Broadcast e Bright Eyes), insieme alla moglie, la violinista Heather Trost; i due, attraverso ripetuti viaggi e soggiorni piu' o meno lunghi, in Europa, realizzano una musica da una forte e suggestiva valenza multietnica (balcanica, mediorientale e klemzer), suonando anche con musicisti di strada, usando una serie di strumenti acustici piu' o meno insoliti, tra cui fisarmonica, arpa, piano, percussioni, violino, tromba e tuba. Dopo il debutto eponimo del 2002, realizzano "Darkness at noon" nel 2005, "The way the wind blows" (06), "Deliverance" (09), "Cerventine" (09) e "You have already gone to the other world" (13).
Euro
27,00
codice 2051329
scheda
A la lu la Amolvacy
Lp [edizione] nuovo  stereo  ita  2000  ultramarine 
indie 2000
Vinile chiaro, copertina senza codice a barre, sagomata a forma trapezioidale che copre parzialmente il disco e stampata all'interno, etichetta completamente verde da un lato e completamente rosa sull'altro, Lp pubblicato dalla Ultramarine nel 2009, dopo "Ho-ho-kus" (07) su Black velvet fuckere recordings, il secondo album della band composta da Aaron Moore (Volcano the bear), Dave Nuss (No-neck blues band) e Sheila Donavan (Laboratory Theater company). Opera interessante che, prendendo spunto dalle parole riportate sul retro-copertina, ad opera di due autori portoghesi, che nel 1855 scrissero, pur non conoscendone una parola, un libro di prose in inglese, "English as she is spoke", sviluppa sonorita' che miscelano, basandosi sull'improvvisazione, sperimentazione e post rock, con elementi folk, country e no-music con un'attitudine astratta e dadaista: percussioni elementari, voci radicali, teatrali, isteriche, perfino da cartoons e strumenti classici acustici, come viola, violino e violoncello. Con questa estetica sviluppano atmosfere caotiche e primordiali, fortemente emotive alle quali contribuisce l'apporto della cantante, le cui partiture vocali ricordano Lydia Lunch.
Euro
13,00
codice 6000386
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ger  2014  hausmusik 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Prima stampa, realizzata in Germania, copertina in cartoncino grezzo e senza barcode, inserto/booklet di sei pagine con testi, label nera con scritte bianche e logo Hausmusik bianco e nero in basso su di una facciata, a colori invertiti sull'altra, catalogo HM79. Pubblicato nel giugno del 2014 dalla tedesca Hausmusik, questo album è il frutto della collaborazione fra A Million Mercies (autori di tre albums tra il 1996 ed il 2017), progetto di Wolfgang Petters, membro della cult band sperimentale teutonica Village Of Savoonga, e Broken Radio (autore di due albums tra il 2013 ed il 2017), progetto del cantautore e produttore tedesco Klaus Patzak, attivo dai primi anni '90, e dedito a sonorità indie folk con ornamenti elettronici, le cui prime pubblicazioni sotto questa sigla risalgono al primo decennio del XXI secolo, sulla scia della Americana di frontiera del Sud degli Stati Uniti (Calexico, Giant Sand possono venire in mente come riferimenti). "Sample and hold" segue appunto la musa roots rock, offrendo un set di episodi in cui vengono sintetizzati in modo moderno, composto ed intimista, influssi blues, country e rockabilly, con belle sonorità elettroacustiche in cui si distingue un bel sound chitarristico vibrato e dilatato che ben si presta alle atmosfere rilassate, sottilmente malinconiche e molto "desertiche" di gran parte del disco, solo in un paio di episodi indurito da arrangiamenti più sanguigni ed ombrosi.
Euro
16,00
codice 331941
scheda
A minor forest independence
Lp2 [edizione] originale  stereo  usa  1998  thrill jockey 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Doppio album, prima stampa americana, copertina in cartoncino pesante con parti lucide sul fronte e sul retro, senza codice a barre, etichette bianche con linee grigie, catalogo THRILL056, scritte sul trail off del primo e del quarto lato rispettivamente "THERE'S 2 PRISON IN INDEPENDENCE" e "TEEK OORLOG - TERR IBI LIS EST LOCUS ISTE". Pubblicato negli States nell'agosto 1998, prima della compilation "So they where in some sort of fight?" (99) e dopo "Flemish altruism (Consistent parts 1993-1996)", il secondo album della band californiana, con sonorita' fra post rock, sperimentazione minimalista e slow-core: le tracce sono sia lunghe improvvisazioni strumentali sia classiche canzoni compatte, carenti di melodie ma intense e spigolose con variazioni di ritmo e intensita', che ricordano i primi Sonic youth. Il trio degli A Minor Forest si forma a San Francisco nel 1992, i membri sono Erik Hoversten, John Trevor Benson e Andee Connors. La loro musica Š un noise malinconico ed a volte furioso, che ricorda in parte il post-rock ed in parte minore il punk della Bay Area, dopo aver ottenuto un contratto con la prestigiosa etichetta di Chicago Thrill Jockey, il gruppo, prodotto da Steve Albini, registra il primo album, Flemish Altruism (Constituent Parts 1993-1996) che ottiene splendide recensioni, a cui succede nel 98 "Independence", ma purtroppo il trio decide di sciogliersi dopo il concerto del 1 Novembre 1998 alla Great American Music Hall nelle loro citta' natale. la compilation "So They Were in Some Sort of Fight?" chiude la loro carriera discografica l'anno successivo. Hoversten continua con i Threnody Ensemble, mentre Benson e Connors si ritrovano nei Ticwar.
Euro
35,00
codice 248250
scheda
A noise agency mom's in the kitchen
lp [edizione] originale  stereo  usa  1985  gnatbreath 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa americana, copertina semilucida senza barcode, etichetta nera con scritte argento sul primo lato e nera e argento custom sul secondo lato, catalogo 001 / MCF 5014, groove messages "its in uouir attitude gnatbreaf" sul primo lato e "swamp says don't let yuor mommy rule your life"sul secondo lato. Autoprodotto nel 1085, l' unico album autoprodotto del trio californiano di Lomita, capitanato dal cantante e chitarrista John Wyman, autori anche di un 7"ep nel 1987. Un disco misconosciuto, veramente oscuro, nelle pieghe dell' underground americano in un momento in cui le energie creative liberate dal punk negli anni precedenti andavano producendo forme musicali talora difficilmente decifrabili che pero' furono tra le basi dell' alternative rock a venire. La musica di questo "Mom's in the Kitchen" non e' semplice da descrivere, l' attitudine fieramente underground del gruppo vi produce un ibrido spesso vicino al punk ricco di laceranti slanci lirici degli Husker Du o di certi Mission of Burma, con elementi roots che li accomunano ai Firehose che presto sarebbero nati dalle ceneri dei grandi Minutemen o ai Replacements piu' ruvidi, un suono graffiante e insieme ruspante, talora spigoloso e brani mai prevedibili, che rivelano da parte di Wyman un talento acerbo ed incontaminato, che certo avrebbe meritato altri sbocchi, mentre purtroppo questo disco rimane l' unica realizzazione del gruppo che non lascera' alcuna ulteriore traccia del suo cammino, se non un ep sempre autoprodotto, due anni dopo. Un gruppo meritevole di (ri)scoperta.
Euro
23,00
codice 500696
scheda
A passing fancy a passing fancy
Lp [edizione] originale  stereo  can  1968  boo 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
ultrarara prima stampa canadese, copertina cartonata, etichetta (con "deep groove") argento con scritte e logo neri, catalogo BST6801. Pubblicato nel novembre del 1968, l' unico album della band canadese di Toronto, Ontario, piccola gemma della scena psichedelica nordamericana, vero cult record che mette insieme baroque pop, psichedelia e garage con un gusto sopraffino per gli arrangiamenti ed una felicissima vena compositiva, arricchito peraltro dalla bellezza della copertina. La band, nata dalle ceneri dei Dimensions, attivi nella meta' degli anni '60, aveva pubblicato ben quattro singoli, con discreto successo, per la Columbia, a partire da "I'm Losing Tonight"/"A Passing Fancy", uscito nel febbraio del 1967 (con il trascinante garage beat della memorabile A-side e la piu' delicata B-side, tra folk rock e venature psichedeliche), e poi, dopo il cambiamento del batterista, un ulteriore singolo per la piccola Boo Records nel 1968, prima di giungere al traguardo dell' album, in realta' pubblicato quando gli A Passing fancy non esistevano sostanzialmente piu'; il disco contiene tutti i brani dei cinque singoli sopracitati (tra cui la bella versione di "People in Me" dei Music Machine), alcuni dei quali in nuove versioni, oltre a due nuovi episodi, e per fortuna si mantiene sui medesimi elevatissimi livelli, fungendo da ideale testamento per una band che avrebbe meritato molto di piu'. Parte del gruppo fu coinvolto nel 1969 nelle registrazioni dell' unico album dei Goody Two Shoes e nell' unico album a nome Suzanne. Il chitarrista Jay Telfer pubblico' anche un bel singolo garage punk nel 1967 a proprio nome, proseguendo la carriera solista dopo lo scioglimento della band; il tastierista Fergus Hambleton, presente nelle ultimissime line ups della band, avrebbe pubblicato a nome Fergus (diversi singoli ed un album per la Capitol nel 1971).
Euro
380,00
codice 236676
scheda
A perfect circle Eat the elephant (ltd blue & red)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2018  bmg 
indie 2000
edizione limitata in doppio vinile blu e rosso, inserto, copertina apribile, adesivo su cellophane. "Eat the Elephant" (2018) è l'atteso ritorno discografico degli A Perfect Circle, a quattordici anni di distanza da "eMOTIVe" (2004). Billy Howerdel, membro della band, racconta, "abbbiamo preso le idee di moltissime demo e le abbiamo lasciate progredire. Queste sono le dinamiche che si celano dietro a un grande album, e penso proprio che Eat the Elephant sia un grande album". Il lavoro, che raccoglie dodici brani, incarna un gruppo in piena forma, in grado di stare al passo con i tempi, che sono radicalmente cambiati : gli A Perfect Circle - forti del proprio songwriting - continuano a proporre la visione di rock, intelligente e profonda. Gli A Perfect Circle nascono a Los Angeles nel 1996, su iniziativa di Billy Howerdel (collaboratore dei Tool, Nine Inch Nails, David Bowie, Smashing Pumpkins) dopo l'incontro con Maynard James Keenan (già frontman dei Tool). Quest'ultimo scopre alcune composizioni inedite dello stesso Howerdel e gli propone di realizzarle e inciderle. Da qui nasce il progetto A Perfect Circle, simile per intensità e malinconia ai Tool, ma con una componente melodica in più. Ai due si uniscono il batterista Josh Freese (Vandals, Devo, Guns N' Roses), la bassista Paz Lenchantin e il chitarrista Troy van Leeuwen. La band prova insieme per parte del 1999, ma non annuncia la formazione della nuova band sino alla loro prima esibizione dal vivo, il 15 agosto del 1999, in occasione di un concerto benefico tenutosi al Viper Room di Los Angeles. Grazie anche al periodo di pausa forzata dai Tool del cantante Keenan, dovuto a problemi con la ex casa discografica, la band riesce a registrare i pezzi l' album di debutto. Mer de Noms. Pubblicato nel 2000 per la Virgin Records verrà premiato con il disco di platino per gli ottimi risultati di vendita, specialmente negli Usa. Il primo singolo estratto dall'album, Judith, presenta molte similitudini con i Tool, ma il resto dell'album si discosta nettamente da questa prima impressione. Dopo la pubblicazione del primo lavoro Paz Lenchantin e Troy van Leeuwen lasciano la band per andare a suonare rispettivamente negli Zwan la nuova band di Billy Corgan ex-Smashing Pumpkins e nei Queens of the Stone Age e saranno sostituiti da Jeordie White (noto anche come Twiggy Ramirez ex Marilyn Manson) e James Iha, già chitarrista degli Smashing Pumpkins. Tra le cuoriosità segnaliamo che per distinguere le sue apparizioni con i Tool da quelle con gli A Perfect Circle, Maynard James Keenan usa con questi ultimi una lunga parrucca per tutte le apparizioni dal vivo, per i video musicali, set fotografici e tutte le occasioni ufficiali in cui si presenta come cantante degli A Perfect Circle. Con i Tool esibisce invece la sua veste normale, cioè con i capelli rasati.
Euro
39,00
codice 2099219
scheda
A place to bury strangers Kicking out jams
7" [edizione] nuovo  stereo  usa  2016  famous class 
indie 2000
copertina con apertura in alto, eetichette custom. 7" che segue l'album "Transfixiation" del 2015, 5 brani inediti registrati durante il tour. trio di Brooklyn; sempre sull'asse post-punk, noise, shoegaze, con distorsioni, fuzz e riverberi (effetti fabbricati dalla band stessa) che aleggiano fra atmosfere claustrofobiche, spigolose, spesso abrasive, ma anche magnetiche, con partiture vocali piu' in primo piano rispetto al passato; i riferimenti e rimandi si dividono a turno fra Jesus and Mary Chain, Medicine e Joy Division, anche Sister of Mercy e Suicide.
Euro
13,00
codice 2083670
scheda
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2018  dead oceans 
indie 2000
copertina metallizzata, obi laterale, coupon per download, inserto. "Pinned" è il quinto disco degli A Place to Bury Strangers, a tre anni di distanza da "Transfixiation" (2015). Come in passato, la formazione continua a innalzare un muro fragoroso e rumoroso, tra effetti, distorsioni e amplificatori. Fedele alla linea, quella di un wall of sound sempre forte e possente. A Place to Bury Strangers : terzetto formatosi a New York ad opera di Oliver Ackermann (ex Skywave), costruttore di congegni di distorsione per chitarre e musicista. Attualmente la line up è attualmente composta da Oliver Ackermann (voce, chitarra e basso), dal neozelandese Dion Lunadon (basso, chitarra) e Lia Simone Braswell (batteria). Anche se in passato hanno fatto parte della band Jono Mofo (basso), Tim Gregorio (basso), Robi Gonzalez (batteria) e Jay Space (batteria). Il suono del gruppo si caratterizza soprattutto (ma non solo) per il rumoroso muro di chitarre, in perfetto stile shoegaze.
Euro
24,00
codice 2085336
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2012  dead oceans 
indie 2000
Copertina apribile, completa di coupon per il download digitale, adesivo sul cellophane, etichetta nera con scritte bianche, lp pubblicto dalla Dead Oceans nel giugno 2012, dopo "Exploited head" (09), il terzo album del trio di Brooklyn; sempre sull'asse post-punk, noise, shoegaze, con distorsioni, fuzz e riverberi (effetti fabbricati dalla band stessa) che aleggiano fra atmosfere claustrofobiche, spigolose, spesso abrasive, ma anche magnetiche, con partiture vocali piu' in primo piano rispetto al passato; i riferimenti e rimandi si dividono a turno fra Jesus and Mary Chain, Medicine e Joy Division, anche Sister of Mercy e Suicide. Terzetto formatosi a New York ad opera di Oliver Ackermann (ex Skywave), costruttore di congegni di distorsione per chitarre oltreche' musicista, gli A Place To Bury Strangers sono artefici di una rivisitazione di sonorita' anni '80, in cui si incrociano indie pop, shoegazer, post punk, noise e psichedelia, con echi di Cure, Joy Division, Jesus And Mary Chain, Loop e Ride. Il loro primo album eponimo esce nel 2007, seguito da " Exploding head" del 2009.
Euro
23,00
codice 2083351
scheda
A primary industry at gunpoint / perversion
7" [edizione] originale  stereo  uk  1984  les temps modernes 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima rara stampa inglese, copertina ruvida fronte retro senza barcode, flipback sul retro, foro al centro del disco piccolo, etichetta "custom" in bianco e nero, catalogo CSBT V.V. Uscito nell' aprile del 1984, questo e' la primissima uscita in proprio degli A Primary Industry, uscito oltre un anno prima rispetto al primo 12" "7 Hertz", e ben prima dell'album d'esordio ''Ultramarine'' (1986). Contiene due brani strumentali, altrimenti inediti, spigolosamente funk-jazz, vicini a certi Clock Dva, e caratterizzati da atmosfere marcatamente noir nonostante la vivacita' della parte ritmica. Davvero interessanti, come i successivi lavori di questo sottovalutato progetto. Formatisi nel 1984 a Chelmsford in Inghilterra, gli A Primary Industry erano artefici di un oscuro ed atmosferico incrocio fra post punk, sperimentazione e industrial. Pubblicarono una manciata di singoli ed ep, oltre ad un album, ''Ultramarine'' (1986), ed a un mini lp, ''Wyndham lewis'' (1988), prima cambiare nome in Ultramarine intorno al 1989, mantenendo inizialmente buona parte della formazione, con l'aggiunta di qualche nuovo componente.
Euro
14,00
codice 212492
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1988  all night flight 
punk new wave
Ristampa del 2019, copertina ruvida senza barcode, con artwork (realizzato da Bruce Licher dei Savage Republic) parzialmente modificato rispetto alla originaria molto rara tiratura, e corredata di inserto con note ed artowork. Pubblicato originariamente nel 1988 dalla Trance Port negli USA, prima di "Reflect Like A Mirror, Respond Like An Echo" (1992), il primo bellissimo album solista dell' ex Afterimage, tra i protagonisti della scena "trance" di Los Angeles (quella di Savage Republic, Red Temple Spirits...). Un lavoro in gran parte strumentale, meno dark degli Afterimage e piu' meditativo e rarefatto, molto ipnotico ed influenzato dall'estetica minimalista che si unisce a sonorita' new wave avvolgenti ed eleganti e, in un paio di episodi, a spunti ambient. Un'opera decisamente affascinante, nella quale A Produce ed i suoi collaboratori impiegano un vasto arsenale di strumenti elettrici, elettronici ed acustici (c'e' persino un'arpa celtica in ''Ashes of love'', suonata da Dinah Le Hoven). Gli Afterimage nascono agli albori degli anni ottanta su iniziativa del carismatico A Produce, chitarrista e produttore del progetto che si avvarra' della collaborazione di Rich Evac al basso, Holland deNuzio alla batteria e del misterioso cantante sassofonista Alec Tension. A Produce inizio' la sua carriera artistica nel 1977 nei Blank Esemble e fu in quel periodo che utilizzo' per la prima volta il suo alter-ego A Produce, che da li' in poi lo avrebbe accompagnato per il resto della sua fervida ed oscura carriera. Dopo l'esperienza con i Blank Esemble, A Produce diede vita agli Afterimage, splendido progetto post punk che dal 1981 al 1982 frutto' solo un sette pollici, un album ed un demotape. In questo periodo A Produce maturo' il suo interesse per la scena ''trance'' di Los Angeles e nel 1982 diede vita all'etichetta Trance Port Tapes che, insieme alla Indipendent Project di Bruce Liecher, sarebbe diventato un punto di riferimento per la scena musicale trance losangelina. A Produce porto' avanti anche una carriera solista fra i tardi anni '80 ed il 2011, anno della sua scomparsa.
Euro
31,00
codice 3025224
scheda

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