Hai cercato:  immessi ultimi 30 giorni --- Titoli trovati: : 751
 
Pag.: oggetti:
 
ordina per
aiuto su ricerche
Pag.: oggetti:
Bowie david lost sessions vol. 2 (1970-1972)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1970  parachute 
rock 60-70
Doppio album, copertina apribile; pubblicato nell' ottobre del 2020, questo album e' il secondo di due volumi e contiene tredici brani registrati dal grande e compianto artista inglese tra il 1970 ed il 1972, in studio, dal vivo o durante varie sessions radiofoniche, perlopiu' inedite su album a livello ufficiale. Questa la lista dei brani contenuti in questo secondo volume: Tired Of My Life (Trident Studios 1970) / All The Madmen (Trident Studios 1970) / Queen Bitch (The Sunday Concert 03.06.71) / The Superman (The Sunday Concert 03.06.71) / Song For Bob Dylan (The Sunday Concert 03.06.71) / Andy Warhol (The Sunday Concert 03.06.71) / Kooks (Sounds Of Seventies 21.09.71) / Fill Your Heart (Sounds Of Seventies 21.09.71) / Amsterdam (Sounds Of Seventies 21.09.71) / Andy Warhol (Sounds Of Seventies 21.09.71) / Lady Stardust (Sounds Of Seventies 21.09.71) / White Light White Heat (Sounds Of Seventies 21.09.71) / Starman (Lift Off With Ayshea 21.06.72).
Euro
27,00
codice 2130249
scheda
Bowie david rock 'n' roll star!
lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1972  parlophone 
rock 60-70
copertina lucida con effetto metallizzato; pubblicato nel giugno 2024, questo album contiene quattordici brani e, secondo le note dell' etichetta, "esplora il viaggio di David Bowie dal febbraio 1971 attraverso la creazione del personaggio di Ziggy Stardust e la registrazione dell'iconico album THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST AND THE SPIDERS FROM MARS". Si tratta perlopiu' di preziose outtakes dalle sessions dell' album, con versioni inedite di brani dell' album o usciti su singolo, e molti altri rimasti inediti, con qualche traccia nota presente pero' in nuovi mixaggi e una traccia registrata durante la partecipazione alla trasmissione televisiva della BBC inglese Top of the Pops. Questo nel dettaglio il contenuto: "Hang On To Yourself" (versione precedente quella poi scelta per l' album), "Star" (Take 5, versione alternativa), "Lady Stardust" (Take 1, versione alternativa), "Shadow Man" (registrata nelle stesse sessions dell' album, ma rimasta inedita, addirittura registrata nel 2000 per l' album "Toy", in cui pero' non fu inclusa, apparendo in successive pubblicazioni), "The Supermen" (nuova versione semi-acustica di un brano gia' nell' album "The Man Who Sold the World" del 1970), "Holy Holy" (versione con mixaggio alternativo di questo brano uscito su singolo nel gennaio 1971," "Round and Round" (versione con mixaggio alternativo di questo brano non incluso nell' album, ma pubblicato come b-side del singolo "Drive-In Saturday" nel 1973), "Velvet Goldmine" (una delle piu' note outtakes dalle sessions dell' album, in un mixaggio effettuato nel 2022), "Looking For A Friend" (outtake), "It's Gonna Rain Again" (outtake), "Sweet Head" (outtake, brano non incluso nell' album per il suo testo controverso, qui in un nuovo mixaggio del 2022), "Starman" (registrata per la trasmissione televisiva della BBC inglese Top Of The Pops, e remixata nel 2022), "John, I'm Only Dancing" (versione alternativa del brano pubblicato su singolo nel settembre 1972, ma su cui Bowie tornera' piu' volte negli anni a venire, registrandone altre versioni), "I Can't Explain" (cover dagli Who, molto piu' veloce di quella poi registrata per l' album "Pin-Ups" del 1973).
Euro
32,00
codice 3034942
scheda
Bowie david rock 'n' roll star!
lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1972  parlophone 
rock 60-70
copertina lucida con effetto metallizzato; pubblicato nel giugno 2024, questo album contiene quattordici brani e, secondo le note dell' etichetta, "esplora il viaggio di David Bowie dal febbraio 1971 attraverso la creazione del personaggio di Ziggy Stardust e la registrazione dell'iconico album THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST AND THE SPIDERS FROM MARS". Si tratta perlopiu' di preziose outtakes dalle sessions dell' album, con versioni inedite di brani dell' album o usciti su singolo, e molti altri rimasti inediti, con qualche traccia nota presente pero' in nuovi mixaggi e una traccia registrata durante la partecipazione alla trasmissione televisiva della BBC inglese Top of the Pops. Questo nel dettaglio il contenuto: "Hang On To Yourself" (versione precedente quella poi scelta per l' album), "Star" (Take 5, versione alternativa), "Lady Stardust" (Take 1, versione alternativa), "Shadow Man" (registrata nelle stesse sessions dell' album, ma rimasta inedita, addirittura registrata nel 2000 per l' album "Toy", in cui pero' non fu inclusa, apparendo in successive pubblicazioni), "The Supermen" (nuova versione semi-acustica di un brano gia' nell' album "The Man Who Sold the World" del 1970), "Holy Holy" (versione con mixaggio alternativo di questo brano uscito su singolo nel gennaio 1971," "Round and Round" (versione con mixaggio alternativo di questo brano non incluso nell' album, ma pubblicato come b-side del singolo "Drive-In Saturday" nel 1973), "Velvet Goldmine" (una delle piu' note outtakes dalle sessions dell' album, in un mixaggio effettuato nel 2022), "Looking For A Friend" (outtake), "It's Gonna Rain Again" (outtake), "Sweet Head" (outtake, brano non incluso nell' album per il suo testo controverso, qui in un nuovo mixaggio del 2022), "Starman" (registrata per la trasmissione televisiva della BBC inglese Top Of The Pops, e remixata nel 2022), "John, I'm Only Dancing" (versione alternativa del brano pubblicato su singolo nel settembre 1972, ma su cui Bowie tornera' piu' volte negli anni a venire, registrandone altre versioni), "I Can't Explain" (cover dagli Who, molto piu' veloce di quella poi registrata per l' album "Pin-Ups" del 1973).
Euro
32,00
codice 2129805
scheda
Bowie David Space Oddity (ltd. picture disc with poster)
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1969  Parlophone 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
copia ancora incellophanata, e con adesivo "David Bowie Poster Enclosed" sul cellophane, ristampa limitata del 2020, ormai fuori catalogo, rimasterizzata, IN VINILE PICTURE DISC, E CORREDATA DI POSTER A COLORI APRIBILE IN QUATRO PARTI, copertina lucida con grande apertura frontale die-cut, inserto con testi, catalogo 0190295468743 (DBSOPD 1972). Vista la sovrana confusione che impera su questo titolo cerchiamo di fare un po' di chiarezza. Questo disco e' la versione definitiva realizzata dalla RCA Victor nel 72 del secondo album, uscito originariamente in Inghilterra su Philips nel 69 con titolo ''David Bowie - Man of Words Man of Music '', quindi nel '70 in America su Mercury con copertina diversa ed infine uscito nel '72 in questa nuova veste, con titolo e copertina cambiati. Pubblicato originariamente in Inghilterra su Philips con titolo ''David Bowie - Man of words man of music'' nel novembre del 1969 dopo ''David Bowie '' e prima di "The man who sold the world'', non entrato (originariamente) in classifica in Uk ne' in Usa, il secondo album. Quando "Man of Words/Man of Music" usci' , il brano ''Space Oddity'' era gia' posizionato al quinto posto delle classifiche inglesi, tuttavia l' album non aveva altri '' hits '' da offrire, l'atmosfera e' lontana dal gusto del grande pubblico, il mood e' ancora a cavallo tra il folk e l'ultima psychedelia. il cuore dell'opera e' da ricercarsi in "Cygnet Committee," un brano che commemora la morte del sogno dei ''60, il nichilismo delle parole ha visto, diversi anni dopo, sia i Sex Pistols ("the guns of love") che i Damned fare riferimento a questo brano. il resto dell'album, a parte forse "Unwashed and Slightly Dazed" e' assai diverso, "Janine" ed "An Occasional Dream" sono ballate in puro stile '60 , mentre almeno due sono le tracce in cui si puo' ascoltare il suono che Bowie riproporra' negli anni successivi, "Wild Eyed Boy from Freecloud" (una versione diversa del lato b di space oddity) che rimarra' nella sua scaletta live fino al 1973, e "Memory of a Free Festival" che pubblicato come singolo in una nuova versione, un anno dopo, nel gennaio del 1970, diverra' la prima collaborazione con il chitarrista Mick Ronson. Man of Words/Man of Music rappresenta un altro scalino nella prima fase della carriera di Bowie, un periodo confuso, in cui l'artista lentamente mette a fuoco e sperimenta quell' insieme di stili e pulsioni che si saldera' in un suono unico ed originalissimo di li a poco.
Euro
45,00
codice 261561
scheda
Bowie David Ziggy Stardust (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1972  parlophone 
rock 60-70
ristampa ufficiale, rimasterizzata ed in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Rca, e corredata di inner sleeve. Pubblicato in Inghilterra nel giugno del 1972 dopo ''The man who sold the world'' e prima di ''Hunky dory'', giunto al numero 5 delle classifiche Uk ed al numero 75 di quelle Usa. Il quinto album. Una delle opere entrate di diritto nella storia della musica rock, per molti il suo capolavoro, registrato con gli Spiders guidati da Mick Ronson, e prodotto da Ken Scott, e' la saga del marziano dai capelli colorati, in tour sulla terra con gli Spiders, accostato frettolosamente da molta critica al suono che da un paio di anni aveva reso celebre Marc Bolan (1970-1972), e alle atmosfere di ''Arancia meccanica'' (1971), si tratta invece di un lavoro multifaccia; i testi sono ermetici, oscuri e paranoici come non mai, il futuro che evocano e' inquieto, post atomico, gli alieni sono incomprensibili e la musica si fa sempre piu' melodrammatica e narrativa. Qui il glam, inteso come fenomeno artistico ma anche come provocazione postmoderna, raggiunge il suo culmine, le chitarre sono lancinanti e distorte, i costumi esagerati e pieni di lustrini cosi' come le acconciature ed il trucco, l' identita' sessuale, per la prima volta cosi' esplicitamente, almeno nel rock, si perde e frantuma, e tutto diviene teatro, quasi una celebrazione della fine del decennio dell'estate dell' amore e al contempo della nascita di una nuova modernita'. Questo clima di decadenza e rinascita ("the rise and fall...", come recita il titolo) produce anche un enorme numero di brani che diverrano straordinari classici, come ''Ziggy Stardust'', ''Five years'', ''Rock and roll suicide'', ''Suffragette city'', ''Moonage daydream'', ''Hang onto yourself'', ''Lady stardust''... Sicuramente un lavoro contraddittorio e non certo ''universale'', ma che come pochi altri rimane scolpito nell' olimpo dei grandi classici della musica moderna.
Euro
29,00
codice 2130193
scheda
Boys alternative chartbusters
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1978  call of the void 
punk new wave
ristampa del 2024, limitata in 1000 copie, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Nems, corredata di codice per il download digitale (che include rispetto al disco diverso materiale bonus). Il secondo album della band londinese formata nel 1976 da John Plain, Kid Reid, Jack Black, Matt Dangerfield (ex London SS) e Casino Steel (ex- London SS ex-Holluwood Brats). Pubblicato nel marzo del 1978, dopo il primo sferragliante ed omonimo album "The Boys", l'album vede accentuate ulteriormente le influenze 60's e r'n'r della sua musica producendo un piccolo capolavoro tra punk rock e "power pop", legato in modo evidente al proto punk newyorchese di meta' anni '70, trascurato all' epoca ma divenuto col tempo oggetto di culto, in cui e' davvero arduo scegliere gli episodi migliori: almeno da citare "Brieckfield Nights" (pubblicata anche su singolo), l' irresistibile "Taking on the World", la melodia contagiosa di "Classified Susie", "T.C.P.", l'anfetaminica "Talking", il riff micidiale di "Cast of Thousands"; tra i brani, anche la cover di "Stop Stop Stop" degli Hollies. I Boys sono stati tra i protagonisti ed autori di uno dei migliori album dell'anno di grazia 1977, magnifico esempio di sferragliante punk rock, sorta di versione anfetaminizzata del proto punk newyorchese dei New York Dolls e degli Hearbreakers (questi ultimi erano di base in Inghilterra all' epoca, e non mancarono di influenzarne la scena, troppo spesso fossilizzata sull'emulazione di Clash e Sex Pistols...). Influenze garage, r'n'r, power-pop, proto-punk, una adrenalinica alchimia compositivamente gia' di molte spanne al di sopra dei livelli consueti ai gruppi punk piu' o meno simili che nel periodo trovarono proprio nei Boys fonte di ispirazione.
Euro
29,00
codice 2130055
scheda
Boys the boys
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1977  call of the void 
punk new wave
ristampa del 2024, limitata in 1000 copie, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Nems, corredata di codice per il download digitale (che include rispetto al disco diverso materiale bonus). Il primo album della punk band londinese formata nel 1976 da John Plain, Kid Reid, Jack Black, Matt Dangerfield (ex London SS) e Casino Steel (ex- London SS ex-Holluwood Brats), originariamente su etichetta Nems. Realizzato dopo due singoli le cui facciate A sono qui inserite ("I Don't Care" e "First Time"), uscito nell' agosto del 1977, e' uno dei primi e migliori albums della scena punk inglese, magnifico esempio di sferragliante punk rock, sorta di versione anfetaminizzata del proto punk newyorkese dei New York Dolls e degli Hearbreakers (questi ultimi erano di base in Inghilterra all' epoca, e non mancarono di influenzarne la scena, troppo spesso fosilizzata sull' emulazione di Clash e Sex Pistols...), caratterizzato da influenze garage e r'n'r, ancora lontano dalla svolta "power pop" che presto la band ebbe ma certo compositivamente gia' di molte spanne al di sopra dei livelli consueti ai gruppi punk piu' o meno similari, come dimostra inequivocabilmente la bellezza di episodi a dir poco imperdibili come gli inni "Sick of You" e la gia' citata "I Don't Care", tra i migliori brani di punk rock inglese di sempre. Un grande disco, ancora purtroppo da troppi sottovalutato, a cui comunque sarebbe opportuno aggiungere il successivo "Alternative Chartbusters", mentre piacevolmente "accessori" sono i dischi successivi, tra cui uno a nome Yobs.
Euro
28,00
codice 3035002
scheda
Boys the boys (+2 tracks)
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1977  get back 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
ristampa del 1998, copertina lucida senza barcode (a differenza della successiva ristampa su Get Back), con adesivo Siae bianco e rosa sul retro, catalogo GET 35; contiene due bonus tracks (originariamente nel secondo 7"ep del gruppo, "Whatcha Gonna Do", ruvidamente rock'n'rollistica, e "Turning Grey", dagli accenti deliziosamente 60's). Il primo album della punk band londinese formata nel 1976 da John Plain, Kid Reid, Jack Black, Matt Dangerfield (ex London SS) e Casino Steel (ex- London SS ex-Holluwood Brats), originariamente su etichetta Nems. Realizzato dopo due singoli le cui facciate A sono qui inserite ("I Don't Care" e "First Time"), uscito nell' agosto del 1977, e' uno dei primi e migliori albums della scena punk inglese, magnifico esempio di sferragliante punk rock, sorta di versione anfetaminizzata del proto punk newyorkese dei New York Dolls e degli Hearbreakers (questi ultimi erano di base in Inghilterra all' epoca, e non mancarono di influenzarne la scena, troppo spesso fosilizzata sull' emulazione di Clash e Sex Pistols...), caratterizzato da influenze garage e r'n'r, ancora lontano dalla svolta "power pop" che presto la band ebbe ma certo compositivamente gia' di molte spanne al di sopra dei livelli consueti ai gruppi punk piu' o meno similari, come dimostra inequivocabilmente la bellezza di episodi a dir poco imperdibili come gli inni "Sick of You" e la gia' citata "I Don't Care", tra i migliori brani di punk rock inglese di sempre. Un grande disco, ancora purtroppo da troppi sottovalutato, a cui comunque sarebbe opportuno aggiungere il successivo "Alternative Chartbusters", mentre piacevolmente "accessori" sono i dischi successivi, tra cui uno a nome Yobs.
Euro
24,00
codice 261543
scheda
Brannten schnure Aprilnacht
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2014  aguirre 
indie 2000
note a cura della label: Pubblicato originariamente in digitale e su cassetta nel 2014, questa raffinata porzione di dark folk del progetto tedesco guidato da Christian Schoppik vede la sua attesa ristampa in vinile! "Aprilnacht" mette in mostra un approccio organico al collage folk, ambient e sonoro, dove pezzi eterei ma accuratamente strutturati si fondono in rituali musicali coinvolgenti, delicati e intimi.
Euro
30,00
codice 2129826
scheda
Brazoes ( os ) Os Brazoes (ltd. orange splatter, rsd 2021)
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1969  mr. bongo / rge 
rock 60-70
EDIZIONE LIMITATA, IN VINILE ARANCIONE CON VENATURE SCURE, REALIZZATA IN OCCASIONE DEL BLACK FRIDAY RECORD STORE DAY DEL NOVEMBRE 2021, ristampa con copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rarissima tiratura su Rge. Pubblicato in Brasile su RGE nell' agosto del 1969, l' unico storico e bellissimo album del gruppo brasiliano. Gli Os Brazoes furono il gruppo di accompagnamento della prima Gal Costa, che suonava e componeva insieme a loro nei suoi giorni psichedelici, durante la nascita del Tropicalismo, e suonarono anche nel primo album del genio Tom Ze', "Grande Liquidacao". Considerato giustamente come uno dei massimi albums psichedelici brasiliani, gode di uno status a dire poco mitico ed e' uno dei pochissimi lavori di quella scena ad aver raggiunto lo status di opera di culto gia' nell' era pre-internet, anche in Europa. La musica proposta e' originalissima e ricorda nella atitudine e nello stile i primi Os Mutantes, la loro musica pero' e' assai piu' avventurosa, piena di fuzz guitar, effetti e percussioni esotiche, naturalmente senza ripudiare la tradizione musicale brasiliana, come attesta la bella versione di "Carolina Carol Bela" di Jorge Ben. Il gruppo mischiava ritmi esotici con il jazz e la psichedelia dentro lunghi viaggi nel cosmo profondo, dando vita ad un' opera di interesse estremo e davvero diversa da tutto quello prodotto in Sudamerica negli anni '60.
Euro
33,00
codice 3034989
scheda
Bridgers phoebe Punisher
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2020  dead oceans 
indie 2000
include un libretto di 24 pagine, copertina apribile, adesivo su cellophane. Il secondo album della cantautrice americana, già metà del progetto "Better Oblivion Community Center" con Conor Oberst e nel gruppo Boygenius. Album universalmente dalla critica musicale in questo anno pandemico, prodotto da Tony Berg e Ethan Gruska, propone un folk indie rock intimista ma con carattere intenso, lucido e deciso da parte della Bridges con episodi elettrici che si alternano a brani più acustici con sensibilità noir ed ottimi arrangiamenti . Note a seguire.
Euro
29,00
codice 2129704
scheda
Brotzmann peter octet Machine gun
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  cien fuegos 
jazz
Vinile da 180 grammi, copertina con artwork serigrafato sul fronte e senza codice a barre. Ristampa del 2018 ad opera della Cien Fuegos, pressoche' identica alla rarissima e ricercata prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1968 dalla BRO in Germania, il secondo storico album da leader di Peter Brotzmann. Inciso a Brema nel maggio del 1968 da Brotzmann (sax tenore, sax baritono), Sven Johansson (batteria), Peter Kowald (contrabbasso), Willem Breuker (sax tenore), Fred Van Hove (pianoforte), Evan Parker (sax tenore), Buschi Niebergall (contrabbasso) e Han Bennink (batteria), ''Machine gun'' e' considerato uno dei capolavori del free jazz europeo. Composta da tre lunghi brani, ''Machine gun'' e' un'opera dirompente, incompromissoria e potentissima che si esprime con il free piu' radicale ed esplosivo. La title track ne e' lampante esempio, con il suo percussivismo violentissimo e martellante che richiama il frastuono di una mitragliatrice, e sul quale si dilaniano le melodie dei sassofoni, come grida di feriti lacerati dalle pallottole in uno spaventoso affresco sonoro. I due episodi sulla seconda facciata, ''Responsible'' e ''Music for han bennink'', riprendono questo approccio abrasivo e torrenziale, ma aprendosi anche ad accenni di jazz melodico, seppure in un contesto free. Un'opera difficile, certo non per tutti, ma di straordinaria potenza. Nato nel 1941 a Reimscheid, il sassofonista tedesco Peter Brotzmann e' stato accostato al pioniere del free jazz Albert Ayler, per la capacita' di unire violente, dissonanti e viscerali improvvisazioni con una emotivita' calorosa ed senso della melodia molto raffinato e coltivato, ed una costante attenzione alla direzione da prendere nelle improvvisazioni soliste e collettive. Considerato uno dei massimi sassofonisti free europei, Brotzmann era un musicista autodidatta, prima attivo nelle orchestre dixieland, e poi accostatosi all'avanguardia del fluxus, quindi nel corso degli anni '60 e '70 collaboratore di jazzisti d'avanguardia come Michael Mantler, Carla Bley, Alexander Schlippenbach, Han Bennink e Don Cherry, fra gli altri. Nel corso dei decenni ha suonato con praticamente tutti i jazzisti free piu' importanti, oltre a realizzare una copiosa produzione in qualita' di band leader; i sui esordi discografici da solista datano 1967/68, con lavori molto radicali.
Euro
29,00
codice 2129942
scheda
Brubeck dave quartet Time out (1 track bonus)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1959  jazz wax 
jazz
ristampa in vinile 180 grammi, rimasterizzata con sistema DDM (Direct Metal Mastering), copertina pressoche' identica sul fronte alla prima rara tiratura, retro con note e foto supplemantari, ed una traccia bonus aggiunta per l' occasione: "Audrey", registrata il 12 ottobre del 1954 con Paul Desmond, Bob Bates e Joe Dodge. Il celeberrimo album pubblicato nel 1959 dalla Columbia, inciso a New York in tre sessioni, il 25 giugno, il primo luglio ed il 18 agosto del 1959 con formazione a quattro composta da Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax alto), Gene Wright (contrabbasso) e Joe Morello (batteria). Prodotto da Teo Macero, questo album e' probabilmente il piu' famoso fra quelli pubblicati dal quartetto di Brubeck; considerato da molti uno dei massimi capolavori del grande pianista, "Time out" fu un grande successo commerciale, nonostante l'utilizzo di soluzioni sperimentali per il jazz, in particolare i tempi irregolari, esemplificati nel 5/4 della famosissima "Take five", qui inclusa, uno dei brani piu' famosi della storia del jazz; ma vale la pena citare anche "Blue Rondo a la Turk", anch'essa famosissima, che apre il disco avvolgendo immediatamente l' ascoltatore in quelle atmosfere rilassate e leggere, ma mai banali, fascinosissime e talora vagamente esotiche, che caratterizzano questo capolavoro, raggiungendo un raro equilibrio fra fruibilita' e sperimentazione. Il pianista californiano Dave Brubeck e' considerato uno dei massimi pianisti del jazz. La sua opera e' apprezzata, oltre che per la qualita' delle musiche, per le innovazioni che ha introdotto nel jazz, in particolare quelle riguardante i tempi; L'utilizzo di tempi irregolari come il 5/4, allora inconsueti per il jazz, non impedi' peraltro a Brubeck di creare lavori ampiamente apprezzati dal pubblico. Particolarmente rilevante nella sua carriera e' l'attivita' con il Dave Brubeck Quartet, iniziata nel 1951 in compagnia del sassofonista Paul Desmond e durata fino al 1967; in seguito ha inciso anche con Gerry Mulligan.
Euro
18,00
codice 2130152
scheda
Brubeck dave quartet Time out / time further out
lp2 [edizione] ristampa  stereo  uk  1959  cbs 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
doppio album, ristampa inglese della fine degli anni '70 del doppio lp uscito per la prima volta nel 1976, a raccogliere in una unica confezione gli albums "Time Out" (1959) e "Time Further Out" (1961), copertina apribile, etichetta arancio e gialla a sfumare, con frecce a sinsistra, "Made in England" in basso, label code "LC0149 a destra, catalogo CBS22120. Di seguito le rispettive note: "TIME OUT": Il celeberrimo album pubblicato nel 1959 dalla Columbia, inciso a New York in tre sessioni, il 25 giugno, il primo luglio ed il 18 agosto del 1959 con formazione a quattro composta da Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax alto), Gene Wright (contrabbasso) e Joe Morello (batteria). Prodotto da Teo Macero, questo album e' probabilmente il piu' famoso fra quelli pubblicati dal quartetto di Brubeck; considerato da molti uno dei massimi capolavori del grande pianista, "Time out" fu un grande successo commerciale, nonostante l'utilizzo di soluzioni sperimentali per il jazz, in particolare i tempi irregolari, esemplificati nel 5/4 della famosissima "Take five", qui inclusa, uno dei brani piu' famosi della storia del jazz; ma vale la pena citare anche "Blue Rondo a la Turk", anch'essa famosissima, che apre il disco avvolgendo immediatamente l' ascoltatore in quelle atmosfere rilassate e leggere, ma mai banali, fascinosissime e talora vagamente esotiche, che caratterizzano questo capolavoro, raggiungendo un raro equilibrio fra fruibilita' e sperimentazione. "TIME FURTHER OUT": Originariamente pubblicato nel 1961 dalla Columbia, inciso a New York in cinque sessioni, il 3, il 15 ed il 25 maggio, ed il 2 e l'8 giugno del 1961, con formazione composta da Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax alto), Gene Wright (contrabbasso) e Joe Morello (batteria). L'apprezzato seguito del suo capolavoro ''Time out'' (1959), e' un disco che sviluppa le innovative concezioni di quell'album, attraverso notevoli intrepretazioni e ritmiche che vanno da 5/4 ai 9/8, ma la particolarita' delle soluzioni ritmiche convive con un approccio melodico lirico ed accessibile, grazie al languido e soave sax di Desmond ed all'elegante piano del leader. Questa la scaletta: ''It's a raggy waltz'', ''Bluette'', ''Charles matthew hallelujah'', ''Far more blue'', ''Far more drums'', ''Maori blues'', ''Unsquare dance'', ''Bru's boogie woogie'', ''Blue shadows in the street''. Il californiano Dave Brubeck e' considerato uno dei massimi pianisti del jazz. La sua opera e' apprezzata, oltre che per la qualita' delle musiche, per le innovazioni che ha introdotto nel jazz, in particolare quelle riguardante i tempi; L'utilizzo di tempi irregolari come il 5/4, allora inconsueti per il jazz, non impedi' peraltro a Brubeck di creare lavori ampiamente apprezzati dal pubblico. Reso popolare dalla hit "Take Five" e dalla sua eclatante versione di "Cielito Lindo", Dave Brubeck ha impersonificato le pulsioni piu' colte del jazz bianco degli anni '50. Di lui si distinguono fondamentalmente tre fasi della carriera: la prima, molto breve, e' quella che, dopo gli studi sotto la guida di Darius Milhaud e di Arnold Schonberg, lo porta a quel risultato decisamente originale che e' la musica registrata con il suo ottetto a San Francisco nel '46, vera e propria anticipazione di tutto lo stile West Coast. Questo spirito di ricerca non ha pero' seguito nella sua vita artistica e, dopo una breve seconda fase, caratterizzata da alcune incisioni con un trio pianistico, la parte piu' consistente della sua produzione, iniziata nel 1951 e durata fino al 1967, appartiene al fortunato quartetto con il sassofonista Paul Desmond, il cui stile "cool" (fresco, composto, disimpegnato) diviene rapidamente la formula stabile e vincente della loro unione artistica; in seguito ha inciso anche con Gerry Mulligan.
Euro
24,00
codice 261642
scheda
Buchanan roy roy buchanan (1972 polydor)
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1972  polydor / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Copia ancora incellophanata, ristampa del 2023, rimasterizzata ed in vinile 180 grammi, distribuita nel circuito delle edicole spagnole nell' ambito della serie di pubblicazioni "Blues en Vinilo", copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura. Pubblicato in Usa nell' agosto del 1972 dopo "Roy Buchanan & the snakestretchers" e prima di "Second Album", non entrato nelle classifiche Usa e non pubblicato all' epoca in Uk, il secondo album, esordio "uffciale" dopo l' autoprodotto primo rarissimo album, che era stato realizzato per la fantomatica etichetta Byoia e completamente autoprodotto, pubblicato quando gia' Buchanan era sotto contratto per la Polydor, stampato dal chitarrista dopo che la Polydor lo aveva rifiutato in quella originaria forma, il che spinse il chitarrista a farlo uscire privatamente sulla sua etichetta chiamata per l'occasione BIOYA, le cui iniziali sono un messaggio per la stessa Polydor - B(low) I(t) O(ut) Y(our) A(ss). Per ragioni contrattuali, quindi, il nome di Buchanan non figura sulla prima edizione di quell' esordio, che fu distribuito esclusivamente nei negozi "underground" ed ai concerti. Registrato con gli stessi musicisti dell' esordio (tra cui il chitarrista ritmico Teddy Irwin, gia' con Jake Holmes e Richie Havens, piu' tardi con Neil Young ed Elliott Murphy, tra gli altri), questo lp vede Buchannan eseguire anche in questo caso un mix di brani originali e covers, tra cui tra nuove incisioni di alcuni brani gia' nel primo album: "Sweet Dreams"di Don Gibson, "I Am A Lonsesome Fugitive" di Casey e Liz Anderson e l' originale "The Messiah Will Come Again", oltre a nuovi brani tra cui la cover di "Hey, Good Lookin'" di Hank Williams. Registrato e prodotto in maniera essenziale, questo debutto di Roy Buchanan per la Polydor e' un lavoro molto dalle atmosfere cupe e nebbiose, lascia largo spazio alle magistrali improvvisazioni alla chitarra solista di Buchanan, in una musica che mischia magistralmente country, blues e rock & roll, in uno stile chitarristico originalissimo crudo e senza alcuna concessione, pieno di idee e straordinario nelle esecuzioni, come nella strumentale "Sweet Dreams" o in "The Messiah Will Come Again", che rendono tra l' altro evidenti le influenze che Buchanan avra' sugli strumentisti della sua generazione, Jeff Beck in testa, che gli dedichera' "Cause We've Ended As Lovers" in "Blow By Blow". Lo stile di Buchan deve comunque a sua volta qualcosa a Michael Bloomfield, come in "John's Blues" o negli gli arrangiamenti orientalieggianti di "Pete's Blue", nello stile che lo stesso Bloomfield aveva a sua volta, mutuato dai leggendari Spike Drivers. Piu' vicine al country "I am a Lonesome Fugitive" e la rilettura da Hank Williams di "Hey, Good Lookin' ", con la magnifica voce di Chuck Tilley, ma il disco contiene altri episodi magnificenti, a cominciare da "The Messiah Will Come Again." lungo e tormentato capitolo in cui la Telecaster del chitarrista raggiunge uno dei suoi vertici strumentali assoluti, certamente uno dei capolavori assoluti della chitarra elettrica Americana dei primi anni '70. Grande ed eclettico chitarrista, nato in Arkansas ma sempre girovago, fu richiestissimo come sessionman sin dalla meta' degli anni '50 (fu con Dale Hawkins, Ronnie Hawkins, Ace Cannon) per l' abilita' con cui variava e mescolava generi diversi, come blues, country, folk e gospel; pare anche che i Rolling Stones abbiano cercato di averlo con loro. Abbandonate le scene nella prima meta' degli anni '80, dopo molte insistenze la label specializzata in Blues Alligator lo convinse a tornare alle incisioni, pubblicandone tre lavori acclamati dalla critica. Tutto sembrava tornato alla normalita' quando il 14 Agosto del 1988, alla vigilia di una lunga tournee europea, Buchanan venne arrestato dalla polizia locale a Fairfax, Virginia, per ubriachezza; poche ore dopo essere stato tradotto in cella, si impicco' con un filo elettrico nella prigione stessa.
Euro
19,00
codice 261715
scheda
Buckinghams kind of a drag (ltd. yellow and gold smoke vinyl)
lp [edizione] nuovo  mono  usa  1966  culture factory 
rock 60-70
Ristampa del 2022, in mono, edizione limitata in vinile giallo e oro, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura, nella sua versione definitiva, con il brano "Summertime" e non piu' "I'm a Man", fascetta di presentazione ripiegata attorno alla costola. Pubblicato nel 1966 in una prima versione (soltanto in mono) che conteneva il brano "I'm A Man", quindi nel febbraio del 1967 in questa versione definitiva (uscita sia in mono che, per la prima volta, in stereo), che vede "Summertime" come quarto brano del lato B, il primo album, uscito prima di "Time and Charges". Prima di ammorbidire il loro sound successivamente al contratto con la Columbia, il gruppo di Chigago, Illinois, fece in tempo a realizzare questo album d'esordio capace di testimoniarne l' approccio piu' ruspante e garagey degli esordi, attraverso una serie di covers, tra cui la travolgente e distorta "Don't Want To Cry", il trascinante strumentale "Virginia Wolf", la fresca "I've Been Wrong", in puro stile "british invasion", "I'll Go Crazy" di James Brown ed "I Call Your Name" dei Beatles, ed una manciata di brani originali, ovvero le intriganti "Makin' Up & Breakin' Up" e "Love Ain't Enough", e soprattutto quella "Kind of A Drag" che, pubblicata su singolo, aveva avuto un enorme successo. Successivamente al contratto con la Columbia ammorbidirono progressivamente la loro musica, aprendosi anche a qualche influenza psichedelica. I due chitarristi Tufano e Giamarese pubblicarono come duo tre albums di piacevole rock tra il '73 ed il '77, raggiunti dal tastierista Marty Grebb che, scioltisi i Buckingams, aveva pure suonato nel primo album dei Lovercraft e nell' unico dei Fabulous Rhinestones.
Euro
27,00
codice 2130121
scheda
Buckley jeff Grace
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1994  legacy/columbia 
indie 90
ristampa pressochè identica all'originale. Pubblicato nell' agosto del 1994 dalla Columbia in Gran Bretagna, dove giunse al 50esimo posto in classifica, e negli USA, dove non entro' in classifica, ''Grace'' e' l' unico album non postumo di Jeff Buckley. Il cantautore californiano si cimenta con un rock d'autore dal sapore anni '70, accostato ai Led Zeppelin piu' quieti ed a Van Morrison, ma che a tratti riporta alla mente anche i Genesis di Peter Gabriel (in particolare quelli di ''The lamb''), forse una fonte di ispirazione meno evidente nella musica di Buckley. La sua voce ricorda peraltro a tratti piu' Robert Plant che il padre Tim, sebbene comunque assai personale. Musicalmente il disco consiste in un rock chitarristico dalle atmosfere cangianti, malinconiche, a tratti claustrofobiche, in brani dilatati, ora delicati ora potenti, che permettono a Jeff di esprimersi in tutta la sua straordinaria gamma espressiva, spesso sopra le righe ma sempre con una rara intensita'. Tra i brani riletture personalissime di "Lilac Wine" (vecchio classico interpretato da Eartha Kitt e "Hallelujah" di Leonard Cohen. Jeff Buckley e' stato un grande e sfortunato cantautore americano, scomparso nel 1997 a soli trent'anni, figlio del famoso ed altrettanto sfortunato Tim Buckley. Accostato da alcuni a Van Morrison ed a Robert Plant, dotato di una voce possente e di un canto evocativo ma stilisticamente distante da quello del padre Tim, una delle figure di culto dell'underground californiano degli anni '60, Jeff Buckley non ha potuto raccogliere appieno i frutti del suo talento a causa della precoce scomparsa per annegamento nel Mississipi, nei pressi di Memphis.
Euro
25,00
codice 2129794
scheda
Buckley jeff Grace (gold vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1994  legacy/columbia 
indie 90
edizione limitata in vinile oro per celebrare il venticinquennale dell'uscita. Pubblicato nell' agosto del 1994 dalla Columbia in Gran Bretagna, dove giunse al 50esimo posto in classifica, e negli USA, dove non entro' in classifica, ''Grace'' e' l' unico album non postumo di Jeff Buckley. Il cantautore californiano si cimenta con un rock d'autore dal sapore anni '70, accostato ai Led Zeppelin piu' quieti ed a Van Morrison, ma che a tratti riporta alla mente anche i Genesis di Peter Gabriel (in particolare quelli di ''The lamb''), forse una fonte di ispirazione meno evidente nella musica di Buckley. La sua voce ricorda peraltro a tratti piu' Robert Plant che il padre Tim, sebbene comunque assai personale. Musicalmente il disco consiste in un rock chitarristico dalle atmosfere cangianti, malinconiche, a tratti claustrofobiche, in brani dilatati, ora delicati ora potenti, che permettono a Jeff di esprimersi in tutta la sua straordinaria gamma espressiva, spesso sopra le righe ma sempre con una rara intensita'. Tra i brani riletture personalissime di "Lilac Wine" (vecchio classico interpretato da Eartha Kitt e "Hallelujah" di Leonard Cohen. Jeff Buckley e' stato un grande e sfortunato cantautore americano, scomparso nel 1997 a soli trent'anni, figlio del famoso ed altrettanto sfortunato Tim Buckley. Accostato da alcuni a Van Morrison ed a Robert Plant, dotato di una voce possente e di un canto evocativo ma stilisticamente distante da quello del padre Tim, una delle figure di culto dell'underground californiano degli anni '60, Jeff Buckley non ha potuto raccogliere appieno i frutti del suo talento a causa della precoce scomparsa per annegamento nel Mississipi, nei pressi di Memphis.
Euro
25,00
codice 2129799
scheda
Buckley tim starsailor
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1970  Warner Bros 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Ristampa del 2019, rimasterizzata, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, etichetta Warner Bros verde, catalogo R1881. Pubblicato nel dicembre dalla Straight del 1970 dopo ''Lorca'', due anni prima di ''Greetings from l.a.'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il sesto album. Lavoro estremo alla stregua di ''Astral Weeks'' di Van Morrison ma di questo ancora piu' sofferto, senza compromessi surreale ed umorale, costituisce per molti il suo capolavoro, e rappresenta il culmine della sua fase "free form", da piu' parte additato come uno degli albums piu' sorprendenti e riusciti di tutti i tempi. La musica e' qui solo pretesto per viaggi negli spazi profondi dell' animo, e l' opera contiene brani piu' che leggendari, quali ''Starsailor'', ''Song to the siren'', ''Monterey'', capace pero' anche di un incantevole tocco di leggerezza con "Moulin Rouge". E' l' ultimo e piu' estremo dei lavori del periodo avanguardistico, di difficile ascolto e distante anni luce dagli inizi folk o dagli anni influenzati dalla psichedelia; come comprensibile, non fu bene accolto dal pubblico, e quando la Straight passo' alla Warner bros, nello stesso anno dell' uscita del disco, le pressioni su Buckley si fecero cosi' estreme da costringerlo ad abbandonare per sempre le ricerche vocali caratteristiche di questo periodo.
Euro
26,00
codice 261518
scheda
Buena vista social club buena vista social club
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1997  world circuit 
world
doppio album in vinile 180 grammi; ristampa con copertina apribile pressoche' identica alla prima ormai molto rara tiratura, e corredata di booklet di 20 pagine. Album che prende il nome da un esclusivo club aperto all' Havana nella fase pre-Castro, un periodo di incredibile esplosione musicale a Cuba, che venne presto interrotto dalla rivoluzione e dal conseguente abbandono dei luoghi di ritrovo per ricchi Americani che consentirono la nascita della scena, i musicisti si ritrovarono allora senza lavoro e continuarono a suonare solo per il proprio divertimento facendo altri lavori per sopravvivere. Quando Ry Cooder giunse a Cuba per registrare un documentario su questi leggendari musicisti, molti di loro suonavano da oltre 50 anni localmente e Cooder si trovo' di fronte ad un vero tesoro in forma di canzoni e stili, che abbracciano l'intera storia della musica Cubana, tra i brani "Chan Chan", una composizione dell' 89enne Compay Segundo, "De Camino a la Verada", cantato dal 72enne Ibrahim Ferrer, o il piano di "Pablo Nuevo" del 77enne Rub‚n Gonz lez, tutti i brani sono registrati live, alcuni nei piccoli appartamenti dei musicisti stessi, ma il suono e' incredibilmente ricco e profondo, lontanissimo dall'appiattimento delle registrazioni digitali. Cooder usando una enorme reverenza nella produzione ha creato il documento definitivo sulla scena Cubana, un' opera magnifica ed un vero patrimonio dell'umanita'.
Euro
28,00
codice 2129988
scheda
Burdon eric and war (animals) Black Man's Burdon
Lp2 [edizione] originale  stereo  fra  1970  liberty 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Doppio album, l' originale stampa francese, nella versione con copertina stampata in Francia, copertina apribile, laminata all' esterno (con giusto assai lievi segni di invecchiamento), etichetta rossa con logo e scritte neri, catalogo LDS 84.003/4 sulla copertina e LDS 84.003 ed LDS 84.004 sulle etichette dei rispettivi vinili. Pubblicato in Inghilterra nel febbraio del 1971 dopo ''Declares war'' e prima di ''Guilty'', non entrato nelle classifiche Uk e giunto al numero 82 di quelle USA dove era uscito gia' nel dicembre del 1970. Il secondo album. Seconda uscita del progetto con i War dopo il deciso passaggio dalla psichedelia degli anni'60 ad un solido funky r'n'b' politicizzato e rivoluzionario in compagnia dei Nightshift, band nera ribattezzata appunto War. Eric Burdon pubblica un doppio album composto perlopiu' da brani di ruvido funky soul dove pero' permane la tendenza alle lunghe jams psichedeliche che era stata degli ultimi lavori con gli Animals, contaminando il tutto con elementi jazz e latini. Tra i brani "Pretty Colors" e "They Can't Take Away Our Music"; la versione di 13 minuti di "Paint It Black" e quella di "Nights in White Satin". Un nuovo eccitante capitolo della storia artistica di questo grande personaggio, con un aband che dimostrera' presto, anche senza piu' la sua guida, tutto il suo valore.
Euro
34,00
codice 261641
scheda
Butterfield blues band The paul butterfield blues band
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1965  elektra / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Copia ancora incellophanata, ma con piegatura nell' angolo in basso a destra, ristampa del 2021, rimasterizzata ed in vinile 180 grammi, distribuita nel circuito delle edicole spagnole nell' ambito della serie di pubblicazioni "Blues en Vinilo", copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, con adesivo Siae metallizzato sul retro. Pubblicato dalla Elektra in USA nell' ottobre del 1965 prima di "East - West '' non entrato nelle classifiche USA ne' in quelle Uk dove venne pubblicato nel maggio del 1966. Il primo album. E' questo il lavoro in cui per la prima volta, un chitarrista bianco riesce ad assorbire ed elaborare pienamente la musica di Bluesman quali Howlin' Wolf e Muddy Waters, registrato da Mike Bloomfield con Elvin Bishop, Jerome Arnold , Sam Lay e Mark Naftalin, l'opera e' il simbolo del White Chicago blues e ne raccoglie tutte le anime, i brani eseguiti sono del calibro di "Born in Chicago", "Mellow Down Easy", "Our Love Is Drifting", "Shake Your Money Maker", "Blues With a Feeling" e "I Got My Mojo Working", il tutto pressoche' in contemporanea con gli esperimenti che sul blues si compivano in Inghilterra e che come in questo album stavano creando un suono potente e diverso, un suono nuovo, che filtra attraverso i '60 la musica del diavolo. Un anno dopo il gruppo pubblichera' il capolavoro, ''East West'', che conterra' lo stesso grande blues, ma con una intesita' ed una angolazione completamente diverse.
Euro
14,00
codice 261714
scheda
Butthole surfers Live pcppep (remastered)
lpm [edizione] nuovo  stereo  usa  1984  matador 
punk new wave
ristampa del 2024, rimasterizzata sotto la supervisione di Paul Leary, copertina pressoche' identica alla originaria stampa su Alternative Tentacles, del secondo mini album. Dopo il primo "Butthole Surfers" (1983) la leggendaria band texana di San Antonio, guidata come sempre dai terroristi sonori Paul Leary e Gibby Haynes. Registrato dal vivo (magnificamente), il 25 marzo del 1984 a San Antonio, ed uscito nel settembre del 1984, contiene sette brani, cinque dei quali versioni "aggiornate" di quelle del primo mini, una presto registrata in studio per il primo vero album "Psychic... Powerless... Another Man's Sac" ("Cowboy Bob"), e l' altrimenti inedita "Dance of the Cobras". "Live Pcppep", che vede l' ingresso in formazione accanto a Leary, Haynes, il bassista Bill Jolly ed il batterista King Coffey, di Teresa Nervosa, che rimarra' nel gruppo (a parte qualche piccola parentesi) fino alla fine del decennio, rende appieno giustizia alla potenza devastante della band, capace di una incredibile, ed assolutamente inedita all' epoca, musica tra punk, hardcore talvolta, noise, psichedelia, jazz e quant' altro, segnando una tappa significativa di un percorso che avrebbe portato il gruppo ad essere uno dei piu' influenti del decennio: disco dopo disco i Butthole Surfers riusciranno a conquistare un seguito sempre maggiore ed una sempre piu' ampia considerazione da parte della critica, a cominciare dall' album "Psychic... Powerless... Another Man's Sac".
Euro
27,00
codice 2129705
scheda
Byrd donald Ethiopian knights
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1971  blue note / universal 
jazz
ristampa del 2019, in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura, dell'album originariamente pubblicato dalla Blue Note. Inciso agli A&M Studios di Los Angeles il 25 ed il 26 agosto del 1971, con formazione composta da Donal Byrd (tromba), Thurman Green (trombone), Harold Land (sax tenore), Bobby Hutcherson (vibrafono), Joe Sample (organo), Bill Henderson III (organo), Don Peake, Greg Poree (chitarre, Poree sostituito da David T. Walker il 26 agosto), Wilton Felder (basso elettrico), Ed Greene (batteria), Bobby Porter Hall (percussioni). Il disco che precede l'acclamato ''Black bird'', questo lavoro vede il trombettista calarsi con decisione nel funk alla james Brown/Sly Stone, attraverso tre brani, due dei quali superano il quarto d'ora di durata, basati su di un solido ed ipnotico groove funk sul quale si innestano gli assoli dei vari strumentisti, tesi piu' ad integrare l'atmosfera calda ed ipnotica dell'album piuttosto che a creare complessita' armonica; il risultato e' un jazz funk incalzante, fisico e cerebrale al tempo stesso. Questa la scaletta: ''The emperor'', ''Jamie'', ''The little rasti''. Considerato uno dei maggiori trombettisti della corrente hard bop, Donald Byrd suona giovanissimo con Lionel Hampton e entra a far parte dei Jazz Messengers di Art Blakey nel dicembre del 1955, occupando una posizione precedentemente tenuta dal suo idolo Clifford Brown. Nel 1956 lascia i Jazz Messengers e collabora con vari jazzisti di primo piano, fra cui Max Roach, John Coltrane e Red Garland; alla fine degli anni '60 rimane colpito dalla svolta elettrica di Miles Davis e decide di percorrere questa strada a sua volta, arrivando ad essere uno dei piu' stimati interpreti della corrente fusion.
Euro
23,00
codice 2130003
scheda
Byrd donald Live: cookin' with blue note at montreux
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1973  blue note 
jazz
Etichetta blu con scritte bianche lungo il bordo e nere al centro, logo Blue Note nero e blu in alto a destra, catalogo B003605701. Pubblicato nel dicembre del 2022 dalla Blue Note, questo album rende finalmente disponibili le registrazioni, di ottima qualità, del concerto dato da Donald Byrd al festival jazz di Montreux, Svizzera, il 5 luglio del 1973, rimaste inedite per quasi cinquant'anni. La formazione era composta da Byrd (tromba, flicorno, voce), Fonce Mizell (tromba, voce), Ray Armando (congas, percussioni), Keith Killgo (batteria, voce), Henry Franklin (basso elettrico), Barney Perry (chitarra elettrica), Kevin Toney (piano elettrico), Larry Mizell (sintetizzatore), Allan Barnes (sax tenore, flauto) e Nathan Davis (sax tenore, sax soprano). La performance fu registrata dalla Blue Note con l'intento di pubblicarla all'interno della sua collana "Live: Cookin' With Blue Note At Montreux", frutto delle performances presso il festival di Montreux di quel 1973 da parte di importanti musicisti della sua scuderia, quali Bobby Hutcherson, Ronnie Foster, Marlena Shaw e Bobbi Humphrey, tuttavia il volume dedicato al concerto di Byrd non fu alla fine pubblicato, nonostante l'alta qualità dell'esibizione. Solo in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Byrd, nel 2022, la Blue Note pubblicherà queste registrazioni, che ci offrono cinque brani, per la maggior parte di lunga durata: la scaletta si apre con la brillante "Black byrd", title track dell'album di grande successo uscito nel 1972, e detta lo stile dello show, caratterizzato da una splendida fusion jazz funk melodica e raffinata, spinta avanti da un groove ipnotico e solidissimo grazie alle percussioni di Arfmando e Killgo ed al basso di Franklin, decisamente funk. Le trombe assumono toni quasi davisiani, riecheggiando quelli enigmatici del Miles elettrico da "Bitches brew" in poi, le tastiere e la chitarra elaborano efficaci trame jazz funk dilatate ed avvolgenti. Questa la scaletta: "Black Byrd", "You've Got It Bad Girl", "The East", "Introductions", "Kwame", "Poco-Mania". Considerato uno dei maggiori trombettisti della corrente hard bop, Donald Byrd (1932-2013) suona giovanissimo con Lionel Hampton e entra a far parte dei Jazz Messengers di Art Blakey nel dicembre del 1955, occupando una posizione precedentemente tenuta dal suo idolo Clifford Brown. Nel 1956 lascia i Jazz Messengers e collabora con vari jazzisti di primo piano, fra cui Max Roach, John Coltrane e Red Garland; alla fine degli anni '60 rimane colpito dalla svolta elettrica di Miles Davis e decide di percorrere questa strada a sua volta, arrivando ad essere uno dei più stimati interpreti della corrente fusion.
Euro
27,00
codice 2130219
scheda

Page: 4 of 31


Pag.: oggetti: