Hai cercato:  dall'anno 50 all'anno 59 --- Titoli trovati: : 546
 
Pag.: oggetti:
 
ordina per
aiuto su ricerche
Pag.: oggetti:
Aa.vv. (jazz) Atlantic jazz: kansas city
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1956  atlantic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina lucida fronte retro con barcode, label argento e nera con scritte nere e logo Atlantic argentato in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra del foro centrale, catalogo 781701-1. Pubblicato nel 1986 dalla Atlantic negli USA ed in Europa, edito anche all'interno del cofanetto ''Atlantic jazz'' dello stesso anno, questo album è un manifesto della musica jazz di Kansas City prodotta dalla label dei fratelli Ertegun fra gli anni '50 ed i '70, compilando undici brani editi, tratti da album pubblicati dall'etichetta, di autori quali Joe Turner, Jay McShann, Buster Smith e Vic Dickenson; ascoltiamo quindi non solo musica strettamente jazz, ma anche aperture al blues. La Atlantic, nei suoi anni migliori, è stata una casa discografica attenta non solo alle migliori novità del rock e del soul, ma anche della musica jazz: questa propensione è celebrata negli anni '80 con le antologie della serie ''Atlantic jazz'', ciascuna delle quali compila brani editi afferenti ad un determinato filone della musica improvvisata di origine afroamericana. Questo volume è dedicato alla scena jazz di Kansas City dei decenni post bellici; essa era stata negli anni '20 e '30 una delle culle del jazz moderno, e dalla sua vivacissima scena musicale erano emersi alcuni protagonisti assoluti del jazz per big band di epoca swing, in primis Count Basie; questi solchi sono dedicati ad un periodo successivo, quello fra gli anni '50 e '70, ma i musicisti rappresentati sono ancora fortemente legati alla tradizione del jazz della città del Missouri. Questa la scaletta: Joe Turner, ''You're driving me crazy'' (da ''The boss of the blues sings kansas city jazz'', 1956); Vic Dickenson, ''The lamp is low" (da ''Mainstream'', 1958); Jay McShann, ''Hootie blues" (da ''The last of the blue devils'', 1978); Buster Smith, ''E-flat boogie'' (da ''The legendary buster smith'', 1960); Jay McShann, ''Confessin' the blues'' (da ''The last of the blue devils'', 1978); Jay McShann, ''Jumpin' at the woodside'' (da ''The last of the blue devils'', 1978); Joe Turner, ''Until the real thing comes along'' (da ''Big joe rides again'', 1960); Vic Dickenson, ''Undecided'' (da ''Mainstream'', 1958); T-Bone Walker, ''Evenin''' (da ''T-bone blues'', 1959); Buster Smith, ''Buster's tune'' (da ''The legendary buster smith'', 1960); Joe Turner, ''Piney brown blues'' (da ''The boss of the blues sings kansas city jazz'', 1956).
Euro
14,00
codice 330902
scheda
Aa.vv. (jazz) Atlantic jazz: mainstream
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1955  atlantic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina lucida fronte retro con barcode, label argento e nera con scritte nere e logo Atlantic argentato in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra del foro centrale, catalogo 781704-1. Pubblicato nel 1986 dalla Atlantic negli USA ed in Europa, edito anche all'interno del cofanetto ''Atlantic jazz'' dello stesso anno, questo album è un manifesto della musica jazz mainstream prodotta dalla label dei fratelli Ertegun negli anni '50 e '60, compilando dieci brani editi, tratti da album pubblicati dall'etichetta, di musicisti importanti come David ''Fathead'' Newman, Coleman Hawkins con Milt Jackson, il Modern Jazz Quartet, Stephane Grappelli, Duke Ellington e Woody Herman, fra gli altri. La Atlantic, nei suoi anni migliori, è stata una casa discografica attenta non solo alle migliori novità del rock e del soul, ma anche della musica jazz: questa propensione è celebrata negli anni '80 con le antologie della serie ''Atlantic jazz'', ciascuna delle quali compila brani editi afferenti ad un determinato filone della musica improvvisata di origine afroamericana. Questo volume è dedicato al jazz ''mainstream'' degli anni '50 e '60, un vasto cosmo di musicisti che, nonostante l'affermarsi del be bop prima, del post bop e del free jazz dopo, continuarono ad esprimersi con un linguaggio fortemente legato alla scuola pre-be bop, oppure a forme più melodiche ed accessibili rispetto alle avanguardie del jazz dell'epoca. Questa la scaletta: Tony Fruscella, ''I'll be seeing you'' (da ''Tony fruscella'', 1955); David ''Fathead'' Newman, ''Ain't misbehavin''' (da ''The genius afterhours'', 1961, album di Ray Charles); Coleman Hawkins (con Milt Jackson), ''Stuffy'' (da ''Bean bags'', 1959); The Modern Jazz Quartet, ''Django'' (da ''Pyramid'', 1960); Stephane Grappelli, ''Daphne'' (da ''Feeling + finesse = jazz'', 1962); Duke Ellington, ''Perdido'' (da ''The great paris concert'', 1973); Art Farmer (con Jim Hall), ''Embraceable you'' (da ''Interaction'', 1963); Woody Herman, ''Four brothers'' (da ''At the Monterey jazz festival'', 1960); Ira Sullivan, ''Everything happens to me'' (da ''Horizons'', 1967); The Clarke-Boland Big Band, ''Speedy reeds'' (da ''Handle with care'', 1963).
Euro
15,00
codice 330842
scheda
Aa.vv. (jazz) Atlantic jazz: piano
LP2 [edizione] originale  stereo  ger  1950  atlantic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina lucida apribile con barcode, label argento e nera con scritte nere e logo Atlantic argentato in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra del foro centrale, catalogo 781707-1. Pubblicato nel 1986 dalla Atlantic negli USA ed in Europa, edito anche all'interno del cofanetto ''Atlantic jazz'' dello stesso anno, questo doppio album è un manifesto della musica jazz a guida pianistica prodotta dalla label dei fratelli Ertegun fra gli anni '50 e gli '80, compilando ventitre brani editi, tratti da album pubblicati dall'etichetta, di autori quali Erroll Garner, Thelonious Monk, Lennie Tristano, Ray Charles, John Lewis e Bill Evans, solo per citare una parte dei grandissimi strumentisti qui rappresentati. La Atlantic, nei suoi anni migliori, è stata una casa discografica attenta non solo alle migliori novità del rock e del soul, ma anche della musica jazz: questa propensione è celebrata negli anni '80 con le antologie della serie ''Atlantic jazz'', ciascuna delle quali compila brani editi afferenti ad un determinato filone della musica improvvisata di origine afroamericana. Questo volume è dedicato alle produzioni della Atlantic incentrate sul jazz pianistico, attraverso sessioni sia per solo pianoforte che per piccoli ensemble (molti dei quali in configurazioni a trio), ideali per esaltare lo strumento a tastiera più importante della musica jazz. Le incisioni qui compilate coprono un arco di tempo di oltre trent'anni, anche se la maggior parte è concentrata sugli anni '50 e '60, e questo, accanto alle tante grandissime personalità che affollano la scaletta, offre una panoramica molto vasta sul panorama del jazz pianistico, un microcosmo davvero ricco di sfumature, di creatività e di diversità. Questa la scaletta: Erroll Garner, ''The way you loolk tonight'' (da ''The greatest garner'', 1956); Mary Lou Williams, ''In the purple grotto" (da ''Ladies of jazz'', 1957); Lennie Tristano, ''Line up" (da ''Lennie Tristano'', 1955); Phineas Newborn, ''Celia'' (da ''Here is phineas'', 1956); Ray Charles, ''Sweet sixteen bars'' (da ''The great ray charles'', 1957); Thelonious Monk with the Jazz Messengers, ''In walked bud'' (da ''Art Blakey's jazz messengers with Thelonious Monk'', 1958); John Lewis, ''Delaunay's dilemma'' (da ''Improvised meditations and excursions'', 1959); Billy Taylor, ''One for fun'' (da ''One for fun'', 1959); Roland Hanna, ''A night in tunisia'' (da ''Easy to love'', 1960); McCoy Tyner, ''Lazy bird'' (da ''Chick Corea, Herbie Hancock, Keith Jarrett, McCoy Tyner'', 1976); Bill Evans, ''Nirvana'' (da ''Nirvana'', 1964); Randy Weston, ''Blues for five reasons'' (da ''Randy! (Bap!! Beep Boo-Bee Bap Beep-M-Boo Bee Bap!)'', 1966); Dwike Mitchell, ''Young soul'' (da ''After this message'', 1966); Joe Zawinul, ''My one and only love'' (da ''Money in my pocket'', 1966); Junior Mance, ''Sweet georgia brown'' (da ''I believe to my soul'', 1968); Herbie Hancock, ''Einbahnstrasse'' (da ''Uptown conversation'', 1970, album accreditato a Ron Carter); Ray Bryant, ''Blues 2'' (da ''Alone at montreux'', 1972); Keith Jarrett, ''Pardon my rags'' (da ''El juicio'', 1975); Dave Brubeck, ''Koto song'' (da ''We're all together again for the first time'', 1973); Don Pullen, ''Last year's lies and tomorrow's promises'' (da ''Tomorrow's promises'', 1977); Ahmad Jamal, ''Acorn'' (da ''Rossiter road'', 1986).
Euro
16,00
codice 330903
scheda
Aa.vv. (jazz) Atlantic jazz: post bop
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1955  atlantic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina lucida fronte retro con barcode, label argento e nera con scritte nere e logo Atlantic argentato in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra del foro centrale, catalogo 781705-1. Pubblicato nel 1986 dalla Atlantic negli USA ed in Europa, edito anche all'interno del cofanetto ''Atlantic jazz'' dello stesso anno, questo album è un manifesto dell'innovativa musica jazz storicamente raccolta sotto l'ombrello del ''post bop''; anche la label dei fratelli Ertegun fra gli anni '50 ed i '70 produsse opere di jazz innovativo, e questa antologia compila nove brani editi, tratti da album pubblicati dall'etichetta, di autori di altissimo livello come Lee Konitz, Sonny Rollins, John Coltrane e Freddie Hubbard. La Atlantic, nei suoi anni migliori, è stata una casa discografica attenta non solo alle migliori novità del rock e del soul, ma anche della musica jazz: questa propensione è celebrata negli anni '80 con le antologie della serie ''Atlantic jazz'', ciascuna delle quali compila brani editi afferenti ad un determinato filone della musica improvvisata di origine afroamericana. Questo volume è dedicato al jazz di matrice ''post bop'', una definizione che accomuna esperienze artistiche diversificate che vanno dal jazz melodico a quello rasente l'astrattismo, il cui minimo comun denominatore fu il superamento dei canoni del jazz mainstream e dello stesso hard bop, a partire dai tardi anni '50, con l'adozione della musica modale e di altre innovazioni o caratteri provenienti dall'esterno del mondo della musica jazz canonica. Questa la scaletta: The Teddy Charles Tentet, ''Lydian M-1'' (da ''The teddy charles tentet'', 1956); Lee Konitz, ''I can't get started'' (da ''Lee Konitz with Wayne Marsh'', 1955); Sonny Rollins / The Modern Jazz Quartet, ''Bags' groove'' (da ''The modern jazz quartet at music inn – volume 2'', 1958); The Jazz Modes, ''This 'n' that'' (da ''The jazz modes'', 1959); John Coltrane, ''Giant steps'' (da ''Giant steps'', 1960); The Slide Hampton Octet, ''Sister salvation'' (da ''Sister salvation'', 1960); Von Freeman, ''White sand'' (da ''Doin't it right now'', 1972); Freddie Hubbard, ''Misty'' (da ''Sweet return'', 1983); Gil Evans, ''Thoroughbred'' (da ''Svengali'', 1973).
Euro
14,00
codice 331002
scheda
Aa.vv. (jazz) Atlantic jazz: the avant-garde
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1959  atlantic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina lucida fronte retro con barcode, label argento e nera con scritte nere e logo Atlantic argentato in alto, logo GEMA/BIEM in riquadro a sinistra del foro centrale, catalogo 781709-1. Pubblicato nel 1986 dalla Atlantic negli USA ed in Europa, edito anche all'interno del cofanetto ''Atlantic jazz'' dello stesso anno, questo album è un manifesto della musica jazz più sperimentale prodotta dalla label dei fratelli Ertegun fra gli anni '50 ed i '70 compilando otto brani editi, tratti da album pubblicati dall'etichetta, di autori di altissimo livello come Roland Kirk, Chrales Mingus, Ornette Coleman e John Coltrane. La Atlantic, nei suoi anni migliori, è stata una casa discografica attenta non solo alle migliori novità del rock e del soul, ma anche della musica jazz: questa propensione è celebrata negli anni '80 con le antologie della serie ''Atlantic jazz'', ciascuna delle quali compila brani editi afferenti ad un determinato filone della musica improvvisata di origine afroamericana. Questo volume è dedicato al jazz d'avanguardia emerso fra la fine degli anni '50 ed i primi '70: si ascoltano brani che vanno dai primi vagiti di quella che sarebbe passata alla storia come ''new thing'' o free jazz, con artisti come Don Cherry (qui insieme a Coltrane) ed Ornette Coleman, ed episodi del ''post bop'' più radicale e anticonformista interpretati da Roland Kirk, John Coltrane o Charles Mingus. Questa la scaletta: Roland Kirk, ''Black mystery has been revealed'' (da ''Left & right'', 1969); Charles Mingus, ''Wednesday night prayer meeting'' (da ''Mingus at Antibes'', 1976, registrato nel 1960); Ornette Coleman, ''Eventually'' (da ''The shape of jazz to come'', 1959); Ornette Coleman, ''Lonely woman'' (da ''The shape of jazz to come'', 1959); John Coltrane / Don Cherry, ''Cherryco'' (da ''The avant-garde'', 1966); John Coltrane, ''Countdown'' (da ''The alternate takes'', 1974); Roland Kirk, ''The inflated tear'' (da ''The inflated tear'', 1968); The Art Ensemble Of Chicago, ''Nonaah'' (da ''Fanfare for the warriors'', 1974).
Euro
14,00
codice 331005
scheda
Aa.vv. (jazz) Blue note's three decades of jazz – 1959 to 1969 – vol. 1
lp2 [edizione] ristampa  stereo  ger  1951  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good jazz
Bella copia con alcuni piccoli segni a penna biro sulla scaletta dei brani all'interno della copertina, ristampa tedesca degli anni '70, vinile doppio, copertina apribile, label blu con scritte nere lungo il bordo, argentate e nere al centro, logo Blue Note nero in alto a destra, logo GEMA senza riquadro in alto a sinistra, catalogo BST89904/1-2 X. Pubblicato nel 1969 dalla Blue Note, questo e' uno della serie di volumi commemorativi realizzati in occasione del trentennale della celebrata etichetta jazz fondata a New York nel 1939. Questo volume compila brani editi tratti da dischi della Blue Note incisi nel suo terzo decennio di attivita', fra il 1959 ed il 1969, epoca in cui il jazz si apriva a sperimentazioni free e post bop, anche se la Blue Note continuo' a produrre principalmente sessioni di jazz meno avanguardista e brillanti ritorni in scena di jazzisti di generazioni meno giovani, pur senza trascurare del tutto le potenti spinte innovative espresse dalle frange piu' moderniste del movimento jazz, come testimonia la presenza in questa raccolta di artisti quali Eric Dolphy ed Ornette Coleman. Questa la scaletta (con date di incisione): Jimmy Smith, ''Back at the chicken shack'' (25/4/60); Ike Quebec, ''Blue & sentimental'' (16/12/61); Kenny Burrell, ''Chittlins con carne'' (7/1/63); Donald Byrd, ''Cristo redentor'' (12/1/63); Lee Morgan, ''The sidewinder'' (21/12/63); Eric Dolphy, ''Out to lunch'' (25/2/64); The Horace Silver Quintet, ''Song for my father'' (26/10/64); Stanley Turrentine, ''River's invitation'' (14/4/65); The Ornette Coleman Trio, ''European echoes'' (11/65); Lou Donaldson, ''Peepin''' (27/10/67).
Euro
14,00
codice 328301
scheda
Aa.vv. (jazz) Sources for madlib's shades of blue: untinted
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1959  music on vinyl 
jazz
Vinile doppio da 180 grammi. Ristampa del 2018 ad opera della Music On Vinyl, pressoche' identica alla prima stampa. Originariamente pubblicato nel 2003, questo album compila una serie di incisioni tratte da dischi del catalogo della Blue Note (tranne una inedita), ed utilizzate da Madlib per la realizzazione del suo album ''Shades of blue''; pubblicato nel giugno del 2003 dalla stessa Blue Note, e' uno dei lavori piu' apprezzati del dj e produttore. La prestigiosa etichetta jazz Blue Note dette a Madlib la possibilita' di esplorare i suoi storici archivi, portando come risultato un album di reinterpretazioni e remix di classici brani jazz di musicisti come Wayne Shorter, Horace Silver e Bobby Hutcherson, trasfigurati da un caldo e fluido hip hop. Questo ''Sources...'' e' una pubblicazione in qualche modo complementare a ''Shades of blue'', in quanto compila le versioni originali, tratte da storici album della Blue Note, dei brani impiegati da Madlib per il suo disco. Questa la scaletta: Gene Harris & the Three Sounds, ''The look of slim'' (dall'album ''Elegant soul'', inciso nel 1968); Donald Byrd, ''Distant land'' (inedito tratto dalle sessioni dell'album ''Black byrd'', 1972); Ronnie Foster, ''Mystic brew'' (dall'album ''Two headed freap'', inciso nel 1972); Reuben Wilson, ''Stormy'' (dall'album ''Love bug'', inciso nel 1969); Bobbi Humphrey, ''Please set me at ease'' (dall'album ''Fancy dancer'', inciso nel 1975); Donald Byrd, ''Stepping into tomorrow'' (dall'album ''Stepping into tomorrow'', inciso nel 1974); Andrew Hill, ''Illusion'' (dall'album ''One for one'', incisione risalente al 1969); Bobby Hutcherson, ''Montara'' (dall'album ''Montara'', inciso nel 1975); Horace Silver, ''Sonf for my father'' (dall'album ''Song for my father'', inciso nel 1964); Wayne Shorter, ''Footprints'' (dall'album ''Adam's apple'', inciso nel 1966); Horace Silver, ''Peace'' (dall'album ''Blowin' the blues away'', inciso nel 1959); Herbie Hancock, ''Dolphin dance'' (dall'album ''Maiden voyage'', inciso nel 1965). Apprezzato produttore e dj in ambito hip hop, Madlib, vero nome Otis Jackson Jr., proviene dalla citta' californiana di Oxnard. Attivo dagli anni '90 inizialmente con i Lootpak, per poi avviare una importante collaborazione con l'etichetta Stones Throw come produttore; ha inciso anche sotto lo pseudonimo di Quasimoto. Il suo stile e' molto eclettico e ricettivo verso le sonorita' piu' disparate, in particolare il jazz ed il soul; fra le sue produzioni annovera anche l'esotica serie ''Beat Konducta''.
Euro
32,00
codice 3511239
scheda
Aa.vv. (jazz) This is latin jazz volume 1
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1950  bgp 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa tedesca, copertina lucida fronte retro con barcode, label grigia con logo BGP in grigio piu' scuro a destra, scritte in grigio scuro, catalogo BGP1023, scritta ''made in west germany'' sia sul retro copertina che sulla label. Pubblicata nel 1989 dalla BGP, etichetta gestita dai DJ Gilles Peterson e Baz Fe Jazz, la prima di una serie di compilation dedicate al latin jazz, filone fiorito negli Stati Uniti fra gli anni '50 e gli anni '70, quando l'incontro fra musicisti stranieri e jazzisti statunitensi di varia provenienza etnica genero' una musica in il jazz si fondeva con stili latinoamericani, trovando anche illustri interpreti, come mostra la scaletta del disco: Kenny Burrell, ''Nica's dream''; Cannonball Adderley, ''Sambop''; Johnny Lytle, ''Gunky''; Sonny Stitt, ''Baion baby''; Billy Taylor Trio, ''Mambo inn''; Jimmy Forrest, ''Tin tin deo''; Pucho & The Latin Soul Brothers, ''Caravan''; Mongo Santamaria with La Lupe, ''Montuneando''.
Euro
18,00
codice 317369
scheda
Aa.vv. (rock 60-70) Baby, shake mit mir!!!
Lp [edizione] nuovo  mono  ger  1958  eremite 
rock 60-70
Edizione limitata a 500 copie, copertina a busta senza codice a barre, label grigia fotografica con scritte bianche, catalogo WHALE12001. Pubblicata nel 2013 dalla Eremite, questa raccolta mette insieme sedici brani (undici dei quali mai ristampati prima) di beat, garage e pop euro-americano degli anni '60, con una marcata enfasi sui musicisti e cantanti tedeschi (autori di circa la meta' dei brani qui presenti), a cui fanno compagnia americani, inglesi, francesi, brasiliani ed austriaci. Il filo conduttore della compilation e' principalmente l'approccio carico di entusiasmo e di divertimento, tipico di molto pop di quel decennio ''felice''. Questa la scaletta: Side A: 1. Don Adams: Dirty Angels (Germany, 1967) 2. The Modern Sounds: Baby Shake Mit Mir (Germany, 1964) 3. Salena Jones: I've Got The Blues (USA, 1967) 4. Sanford Clark: Hard Feelings (USA, 1965) 5. Uwe Spier: Sloop Sloop Loobey (Germany, 1965) 6. The Sound Alliance: The Eremite (Germany, 1967) 7. Johnny Thunder: I'm Alive (USA, 1969) 8. Miss Venus: Der Apoll Vom Bikini Atoll (Germany, 1963) Side B: 1. Vera Palm: Weil Mein Daddy Dich Gut Leiden Kann (Germany, 1968) 2. Sandy Sarjeant: Can't Stop The Want (Germany, 1967) 3. The Wild Voices Of The Marty Cooper Clan: Raunchy (USA, 1963) 4. Big Bee Kornegay: Fiesta Rock'N'Roll (USA, 1958) 5. Jack Hammer: Down In The Subway (UK, 1966) 6. Eddy Mitchell: Tu Ne Peux Pas (France, 1965) 7. Roberto Carlos: Negro Gato (Brazil, 1966) 8. Die 3 Spitzbuben: Rauschgift-Time (Austria, 1968).
Euro
19,00
codice 3505969
scheda
Aa.vv. (rock 60-70) Electric muse (4lp+book)
LPBOX [edizione] originale  stereo  uk  1956  island 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
copia con qualche pressoche' inevitabile segno di invecchiamento sulla copertina, titolo completo ''Electric muse – the story of folk into rock'', prima rara stampa inglese, cofanetto con superficie testurizzata sulla quale e' incollato foglio di carta fronte e retro con artwork, con vinili estraibili di lato e sagomatura sul lato di apertura, quattro lp all'interno, ciascuno con propria copertina che ha la scaletta dei brani sul retro, libretto di venti pagine formato 12'' con ricche note, label marrone scura con disegno di libro aperto e con scritte marroni al centro e con piccoli loghi Island e Transatlantic in basso, catalogo FOLK1001. Pubblicata nel 1975 dalla Island in Gran Bretagna, la splendida raccolta compilata da Karl Dallas, Robin Denselow, Dave Laing e Robert Shelton, i quali riuscirono nel monumentale compito di fornire un chiaro e nei limiti del possibile esaustivo quadro della storia del folk rock e del nuovo folk delle isole britanniche fra gli anni '60 ed i '70: i cinquantasei brani (di cui quattro all'epoca inediti) qui presenti sono infatti raggruppati tematicamente in otto parti, una per facciata, partendo dalle radici acustiche non solo britanniche ma anche americane (Leadbelly, Alan Lomax) della rinascita del folk di Albione, passando per i vari filoni del genere, dagli intrecci fra folk e blues di chitarristi quali Davey Graham, Bert Jansch e John Renbourn, alle declinazioni cantautorali di Roy Harper e Jackson C. Frank, dalla elettrificazione del folk che porto' alla nascita del folk rock di gruppi come Fairport Convention e Steeleye Span alle vette folk acustiche di artisti quali Shirley Collins e Martin Carthy, senza trascurare uno dei piu' grandi musicisti emersi da questo fertile terreno, vale a dire Richard Thompson. Una eccellente occasione per chi volesse addentrarsi seriamente nella riscoperta di questo splendido movimento musicale che seppe combinare la tradizione folk ma anche blues con il nascente rock fra gli anni '60 ed i '70, portando a risultati artisticamente eccezionali. Questa la scaletta: Steeleye Span/Ian Campbell Folk Group/Fairport Convention, ''Introductory medley: Robbery with violins (1973)/ Tall toddle extract (1963)/Sir B. McKenzie extract (1970)''; Leadbelly, ''The gallows pole''; Jack Elliot, ''Pretty boy floyd'' (1963); Margaret Barry, ''She moves through the fair''; Alan Lomax and the Ramblers, ''Hard case'' (1956); The Coppers, ''The banks of sweet primroses''; Ray & Archie Fisher, ''The twa corbies''; A.L. Lloyd, ''The shoals of herring extract''; Ian Campbell Folk Group, ''Rocky road to dublin/Drops of brandy'' (1963); The Dubliners, ''The mason's apron'' (1967); The Chieftains, ''Carolan's concerto'' (1971); Gryphon, ''Kemp's jig'' (1973); Fairport Convention, ''Medley'' (1969); Morris On Band, ''Greensleeves'' (1972); Hedgehog Pie, ''Drops of brandy'' (1974); John Martyn, ''Eibhli ghail chiuin ni chearbhaill'' (1973); Davey Graham, ''Angi'' (1967); Davey Graham, ''She moves through the fair'' (1963); Davey Graham, ''Better git in your soul'' (1965); Bert Jansch, ''Veronica'' (1965); John Renbourn, ''Waltz'' (1966); Ralph McTell, ''Willoughby's farm'' (1968); Marc Brierley, ''Dragonfly'' (1969); Jackson C. Frank, ''Blues run the game'' (1965); Roy Harper, ''Forever'' (1969); Pentangle, ''Waltz'' (1968); Martin Carthy, ''Scarborough fair'' (1965); Al Stewart, ''Soho, needless to say'' (1973); John and Beverley Martyn, ''John the baptist'' (1969); New Humblebums, ''Please sing a song for us'' (1970); Fairport Convention, ''Chelsea morning'' (1968); Shirley Collins/Davey Graham, ''Pretty saro'' (1965); Bert Jansch, ''Blackwaterside'' (1966); Young Tradition, ''Lyke-wake dirge'' (1966); John Renbourn, ''Bransle gay'' (1970); Martin Carthy/Dave Swarbrick, ''Our captain cried all hands'' (1967); Pentangle, ''Let not man steel your thyme'' (1968); Shirley Collins, ''The wedding song'' (1969); Fairport Convention, ''Nottamun town'' (1969); Fairport Convention, ''Tam lin'' (1969); Traffic, ''John bareycorn'' (1970); Fairport Convention, ''Lord Marlborough'' (1971); Steeleye Span, ''The weaver and the factory maid'' (1973); Bob and Carole Pegg, ''Rise up jock'' (1971); Mr. Fox, ''The gay goshawk''' (1970); Fairport Convention, ''Poor will and the jolly hangman'' (1970); Lindisfarne, ''Turn a deaf ear'' (1970); Jack The Lad, ''The third millenium'' (1974); Richard Thompson, ''Nobody's wedding'' (1972); Albion Country Band, ''Albion sunrise'' (1973); Albion Morris, ''Upton stick dance'' (1973); Fairport Convention, ''Furs and feathers'' (1973); Steve Ashley, ''The spirit of christmas'' (1975); Mike and Lal Waterson, ''The magical man'' (1972); Fairport Convention, ''Stranger to himself'' (1975); Albion Country Band, ''The new st. george/La rotta'' (1973).
Euro
60,00
codice 235778
scheda
Aa.vv. (rock 60-70) Super oldies of the 60's – volume 13
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1958  trip 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Copia ancora incellophanata, prima stampa USA, copertina senza barcode, label rosa con scritte nere e logo Super Oldies bianco e nero in alto, catalogo TOP60-13. Pubblicato negli anni '80 dalla Trip negli USA, questo è il tredicesimo volume della serie di antologie "Super oldies of the 60's", contenenti brani editi fra i più rappresentativi della musica popolare di lingua anglosassone degli anni '60: sunshine pop, soul / r'n'b, baroque pop e rock melodico sono oggetto di compilazione di questa serie. In questo tredicesimo volume ascoltiamo innanzitutto il più grande successo del cantante pop e country Bobby Goldsboro, la ballata "Honey", la sbarazzina "Tell him", massimo successo del gruppo pop soul afroamericano The Exciters, formazione in gran parte al femminile, il singolo "Bang bang" di Cher, uno dei suoi più grandi hits degli anni '60 (giunto al secondo posto in classifca negli USA), il blues bianco della versione degli inglesi Animals di "Boom boom" (qui in una rauca versione live), la canzone "What the world needs now is love", interpretata qui da Jackie DeShannon, che la rese popolare (scritta però dalla premiata ditta Bacharach / David), la celebre versione dei Ventures di "Walk don't run", un classico del rock strumentale dei primi anni '60, la perla sixties pop dei Turtles "Happy together", ed altri ancora, tutti brani che hanno, in misura maggiore o minore, lasciato il segno nel pop del decennio. Questa la scaletta completa: Bobby Goldsboro, "Honey" (1968); Exciters, "Tell him" (1962); Cher, "Bang bang" (1966); Dennis Youst & Classic IV, "Stormy" (1968); Animals, "Boom boom"; Bob Lind, "Elusive butterfly" (1965); Jackie DeShannon, "What the world needs now is love" (1965); Johnny Burnette, "You're sixteen" (1960); Buddy Knox, "Lovey dovey" (1961); Rivingtons, "The bird's the word" (1963); Buckinghams, "Kind of a drag" (1966); Bobby Vee, "The night has a thousand eyes" (1962); Little Anthony & the Imperials, "I'm on the outside (looking in)" (1964); Dick & Dee Dee, "The mountain's high" (1961); Jay & the Americans, "Let's lock the door" (1964); Ventures, "Walk don't run" (1960); Cher, "Where do you go" (1966); Jay & the Americans, "Cara mia" (1965); Turtles, "Happy together" (1967); Capris, "There's a moon out tonight" (1958).
Euro
15,00
codice 331626
scheda
Aa.vv. (rockabilly) Vip vop tapes vol. 1: the hollywood strangler meets the crippled masters of kung fu
Lp [edizione] nuovo  stereo  rus  1950  memento mori 
blues rnr coun
Edizione limitata a 250 copie, copertina senza codice a barre, catalogo MMR666. Pubblicato nel 2016 dalla Memento Mori, il primo volume delle raccolte originariamente compilate a meta' anni '70 da Lux Interior, il compianto frontman dei Cramps, quando ancora si faceva chiamare Vip Vop, e suonate alle feste o regalate agli amici. Frutto della passione e della conoscenza enciclopedica del cantante dei Cramps per la musica rockabily, rock'n'roll, surf, r'n'b piu' oscura degli anni '50 e '60, nonche' per le colonne sonore ed i rispettivi film horror e B-movies di vario genere, questi nastri venivano realizzati da Lux Interior attingendo dalla sua enorme collezione; in seguito, queste compilation venivano suonate anche prima dei concerti dei Cramps per scaldare l'atmosfera. Oscuri brani di rock'n'roll, spesso tratti da rari singoli, spezzoni di dialoghi e sonorizzazioni dei peggio B-movies vanno a delineare una perfetta atmosfera crampsiana! Questa la scaletta: SIDE 1: 1. Buddy Starr - Hold It! 2. The Three Tones – Heartbreaker 3. The Citations - Moon Race 4. The Dial Tones – Boss 5. Roland James – Guitarville 6. The Lifeguards - Everybody Outta The Water 7. The Trenton Shivs - Packin' Heat 8. The Chans - Yellow Peril SIDE 2: 1. Johnny "Jump" Wilson - Smokin' Taters 'n' Greens 2. Jaws Dickson - Snake Pit 3. The Flying Aces – Mesopotamia 4. Dalton Slim & The Chiefs - Some O' That 5. The Edsells – People 6. Mick St. John - Bellingham Stroll 7. Reed Tucker – G-Man 8. Strollin' Howard - Rubbin' That Itch 9. The Schmidts - Two Ton Tony.
Euro
21,00
codice 3510103
scheda
Aa.vv. (shirley collins...) Folk song today (shirley collins' debut!)
10'' [edizione] originale  mono  uk  1957  his master's voice 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Prima rara stampa inglese, in mono, vinile 10'', copertina laminata fronte retro e flipback su due lati sul retro (con lievissimi segni di invecchiamento, in bellissime condizioni considerando l' anno di uscita del disco e la fragilita' della stessa), etichetta rosso scuro con cane e grammofono in alto e scritte oro, logo His Master's Voice dorato lungo il bordo in alto, catalogo DLP1143, trail off matrix ''OXEA 1006 – IN'' sul lato A e ''OXEA 1005 – IN'' sul lato B. Pubblicata nel 1957 dalla His Master's Voice in Gran Bretagna, la leggendaria raccolta che compilava dieci brani di altrettanti autori folk inglesi e scozzesi, registrati sul campo da Peter Kennedy in varie parti della Gran Bretagna. Cio' che rende questo disco ancor piu' emozionante e' il fatto che segna l'esordio su vinile di una giovanissima SHIRLEY COLLINS, che qui offre sulla seconda facciata ''Dabblin in the dew'', accompagnandosi con l'autoharp ma, al di la' della presenza della grande cantante di Hastings, ''Folk song today'' e' un eccellente documento sonoro, fra i primi a promuovere la rinascita del folk britannico che fiorira' nel corso dei due decenni successivi, anche grazie alle ispirate prove degli altri artisti coinvolti, la cui diversa origine geografica evidenzia la varieta' e la ricchezza della musica tradizionale dell'isola. Questa la scaletta: Rory and Alex McEwen, ''Bonnie george campbell''; John MacDonald, ''The haughs of cromdale''; Jean Robertson, ''My son david''; Davy Stewart, ''The barnyards o' delgaty''; Frank McPeake and son, ''Will you go, lassie, go?''; Fred Lawson, ''Dance to th' daddie''; Bob Roberts, ''High barbaree''; Shirley Collins, ''Dabbling in the dew''; Harry Cox, ''The foggy dew''; Bob and Ron Copper, ''The twelve days of christmas''.
Euro
65,00
codice 326701
scheda
Aa.vv. (soundtracks) Jean-pierre melville, bandes originales 1956-1963
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1956  jeanne dielman 
soundtracks
Catalogo JD129. Pubblicato nel 2018 dalla Jeanne Dielman, questo album compila brani tratti dalle colonne sonore originali di quattro film diretti da Jean-Pierre Melville, "Bob Le Flambeur" (1956), "Deux Hommes Dans Manhattan" (1959), "Le Doulos" (1962) e "L'Ainé Des Ferchaux" (1963), composte rispettivamente da Jo Boyer, Christian Chevallier, Paul Misraki e Georges Delerue. Melville (1917-1973) è stato un influente regista transalpino, non solo per la nouvelle vague francese, ma anche per il cinema asiatico ed occidentale, ed ha diretto attori come Jean-Paul Belmondo ed Alain Delon (indimenticabile l'interpretazione di quest'ultimo in "Le samourai" del 1967). Particolarmente rinomati i suoi film noir, dai caratteri minimali ed esistenzialisti. Questa la scaletta: Christian Chevalier: "Deux hommes dans Manhattan (générique)", "Déambulation nocturne", "Filature", "Street in Manhattan"; Jo Boyer, "Thème de bob"; Georges Delerue, "Les appalaches", "Fin de route, arrivée nouvelle-orleans", "Maudet et ferchaux", "Lina"; Paul Misraki, "Le doulos (générique)", "Jazz rapide", "Final".
Euro
12,00
codice 3513076
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1950  honest jons 
world
Copertina liscia apribile, etichetta grigia con foto sul disco 1, grigia con scritte nere il lato a e grigia con logo etichetta il lato b. Interessante compilation di calypso a cura dell'etichetta londinese Honest jon's records che raccoglie una serie di brani dall'africa occidentale, Sierra Leone, Ghana e Nigeria, degli anni cinquanta; i brani sono tutti caratterizzati da una forte influenza della musica calypso, che, pare sia nata all'inizio del novecento nell'isola caraibica di Trinidad, dai discendenti degli schiavi africani che cantavano e protestavano contro i ricchi bianchi. Ecco l'elenco dei brani e relativi gruppi: "Poor freetown boy", Famous scrubbs - "Taxi driver (I don't care)", Bobby Benson and his combo - "Ariwo", Chris Ajilo and his cubanos - "Olubunmi", Roy Chigago - "Bere bote", Mayor's dance band - " Nylon dress", Sreven Amechi and his empire rhythm skies - "Fire fire fire", Ebenezer Calender and his maringer band - "Scrubbs na marvellous boys", Famous scrubbs - "Dick Tiger's victory", Godwin Omabuwa and his sound makers - "Igha suo gamwen", Rolling stones and his traditional aces - "The tree and the monkey", E.T Mensah and his tempos band - "Calypso minor one", Bobby Benson and his jam session orchestra - Cost of living nar Freetown", Ebenezer Calender and his maringetr band - "Me nar poor old man nor do me so, Ebenezer Calender and his maringer band - "Gentleman bobby", Bobby Benson and his combo - "Yabomisa Sawale" Victor Olaiya - "Mami", The rhythm aces - "Arraia baby", Ebenezer Calender and his maringer band.
Euro
22,00
codice 4029712
scheda
Abdul malik ahmed east meets west (180 gr.)
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1959  rca victor 
jazz
Ristampa in vinile da 180 grammi, copertina senza codice a barre pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1960 dalla RCA Victor negli USA, inciso alla Webster Hall di New York il 16 ed il 31 marzo del 1959, da Ahmed Abdul-Malik (contrabbasso, oud), Jerome Richardson (flauto), Bilal Abdurrahman (darabeka), Mike Hamway (darabeka), Ahmed Yetman (kanun), Benny Golson (sassofono), Johnny Griffin (sassofono), Curtis Fuller (trombone), Lee Morgan (tromba) e Naim Karacand (violino). "East meets West", il secondo album da band leader per Abdul-Malik dopo "Jazz Sahara" (1958), è un'affascinante sintesi fra jazz e musica mediorientale, uno dei suoi lavori più visionari, nel quale il jazz, espresso soprattutto dagli strumenti solisti a fiato, si intreccia e cammina insieme a melodie ed a ritmiche della musica mediorientale, anatolica ed araba, ipnotizzanti e circolari, suonate con strumenti tradizionali come il darabeka (detto anche tamburo a calice, darabouka) insieme al contrabbasso del leader. La tromba ed il kanun, il sassofono e l'oud, dialogano attraverso melodie nelle quali talora i confini fra jazz e musica orientale si dissolvono, mentre alcuni episodi, come "Takseem (solo)", che contiene anche parti vocali, appaiono più profondamente radicate nella musica folk mediorientale, invece in "Searchin'" le sonorità sono riservate agli strumenti più tipicamente jazz e ricadono in un contesto bop, seppure le melodie possiedano un'aura esotica. Il contrabbassista newyorchese di origini sudanesi Ahmed Abdul-Malik (1927-1993) e' considerato uno dei primi musicisti a portare influenze di musica non occidentale nel jazz; oltre al contrabbasso suonava infatti anche lo oud, strumento a corda mediorientale, che impiego' sia nelle sue collaborazioni come sideman (anche con John Coltrane) che in quelle come leader.
Euro
21,00
codice 3026066
scheda
Acuff roy and his. Night Train To Memphis/Low ..
78 [edizione] originale  mono  usa  1955  okeh 
  [vinile]  Very good blues rnr coun
Autore completo '' Roy Acuff and his smoky mountain boys'', Titolo completo '' Night Train To Memphis/Low And lonely'', Incredibilmente raro 78 giri, prima stampa Usa, 10'' con copertina neutra, etichetta rosso scuro con scritte e logo oro. Pubblicato nel settembre del 1942 e' uno dei classici di sempre della Country Music. Roy Acuff , definito '' King of Country Music'', per piu' di 60 anni il re del genere lo fu veramente, attraverso tutta la sua carriera ha espasdo e definito i limiti del coutry, eredita' alla quale e' subentrato dopo la morte di Jimmie Rodgers, sara' proprio Acuff il faro illuminante di intere generazioni di musicisti, da Hank Williams a George Jones, e questo fino alla sua morte avvenuta nel 1992. Nato a Maynardville, Tennessee, nel 1903, Acuff inizia a cantare nel coro della chiesa, dopo che la famiglia si trasferisce a Knoxville, il giovane Acuff dimostra la sua natura ribelle e finisce ripetutamente in carvcere per risse e danneggiamenti, ammalatosi di esaurimento nervoso viene ricoverato in una clinica psichiatrica e qui inizia i primi passi come musicista,inizia a auonare il violino e diviene allievo di Doc Hauer, un bizzarro personaggio che girava l'america con un medicine show . Durante questi anni si fa' le ossa nei viaggi del Medicine show e dopo qualche tempo si unisce ai Tennessee Crackerjacks, che si esibivano regolarmente alla stazione radio di Knoxville WROL.dopo aver scritto "The Great Speckled Bird," Acuff inizia ad esibirsi da solo in Tennessee e la ARC, una compagnia discografica a livello nazionale, gli assicura un contratto. Acuff allora si trasferisce a Chicago dobve registra venti brani, oltre a "The Great Speckled Bird," "Steamboat Whistle Blues" e "The Wabash Cannonball," nel 1938,la Grand Ole Opry invita Acuff per un concerto, la istituzone ne rimane cosi' colpita da offrire un ingaggio regolare, qui nascono gli Smoky Mountain Boys, il gruppo che lo accompagnera' negli anni piu' creativi, tra i membri Bashful Brother Oswald (Pete Kirby), un maestoso suonatore di dobro, Roy Acuff diviene una superstar negli anni ''40, scrivendo una serie di immortali classici tra i quali "The Wreck on the Highway," "The Precious Jewel," "Beneath That Lonely Mound of Clay," nell' ottobre del 1942 forma insieme a Fred Rose,la Acuff-Rose Publications , che dominera' le scene per oltre 20 anni, fornendo anche a possibilita' di incidere a Hank Williams, the Louvin Brothers, Don Gibson, Roy Orbison, the Everly Brothers, John D. Loudermilk, Boudleaux & Felice Bryant, e Redd Stewart & Pee Wee King's "Tennessee Waltz."Alla fie degli anni ''40s, Acuff e' sempre piu' sulla cresta dell'onda , di questo periodo composizioni quali ''Night Train To Memphis '' "The Prodigal Son," "I'll Forgive You, But I Can't Forget". Da qesto punto in poi Acuff si concentra perlopiu' sui concerti, che seguira' senza sosta fino agli anni ''80, quando la morte della moglie e di alcuni dei componenti della sua band, tra cui il pianista Jimmie Riddle e il violinista Howdy Forrester lo convincono ad un semiritiro dalle scene, morira' nel 1992, lasciando un eredita' artistica enorme ed un influenza che in pochi altri hanno potuto esercitare, come ebe a dire Bob Dylan '' it is hard to imagine the music without him ''.
Euro
100,00
codice 41563
scheda
Adams woodrow This is the blues vol. 4
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1952  be! sharp 
blues rnr coun
Copertina a busta senza codice a barre, label nera con scritte marroni, catalogo BE!6092. Pubblicata nel 2015 dalla BE! Sharp, questa raccolta compila i sei brani dei soli tre singoli pubblicati da Adams, insieme a dieci inediti incisi nelle stesse sessioni del 1952, 1955 e 1961, oltre ad alcuni registrati piu' tardi, nel 1967, con il ricercatore musicale David Evans, ultima sessione conosciuta del bluesman. La musica di Woodrow Wilson Adams e' un interessante esempio di blues elettroacustico del delta che alle radici rurali del Sud abbina influenze del blues elettrico di Chicago che negli anni '50 stava prendendo il sopravvento; le sue scarne e grezze registrazioni sono anche una significativa testimonianza del blues suonato da musicisti non professionali. I primi due dei suoi tre soli singoli, ''Pretty baby blues'' (1952) e ''Wine headed woman'' (1955), sono esaltanti blues stompeggianti e primitivi, ma al tempo stesso elettrici, sospesi fra John Lee Hooker e e campagne del Sud degli States; il primo di essi in particolare, farebbe la gioia di tutti i fans di gruppi come i detroitiani Gories. Il terzo ed ultimo singolo, ''Something on my mind'', aveva un sound piu' vicino a quello urbano del blues del Nord e dello r'n'b, mantenendo comunque un ruvido spirito rurale. Adams (1917-1988) imparo' a suonare l'armonica e la chitarra da bambino, ma fece la sua prima sessione di incisione a trentacinque anni; per guadagnarsi da vivere guidava i trattori nei campi del Mississippi; nessuno dei suoi pochi singoli ebbe alcun successo, cosi' egli continuo' principalmente a lavorare i campi, attivita' che stava svolgendo ancora nel 1967 quando il ricercatore David Evans lo trovo', facendogli fare una ulteriore sessione di incisioni. Questa la scaletta: ''Pretty baby blues'' (24/5/52, uscito su singolo), ''She's done come and gone'' (24/5/52, b-side del precedente brano), ''If you don't want me'' (24/5/52, inedito), ''The last time'' (24/5/52, inedito), ''The train is coming'' (24/5/52, inedito), ''Train time'' (24/5/52, inedito), ''Wine headed woman'' (1955, uscito su singolo), ''Baby you just don't know'' (1955, b-side del precedente brano), ''Something on my mind'' (1961, uscito su singolo), ''Sad and blue'' (1961, b-side del precedente brano), ''Seventh son'' (1961, inedito), ''Everything I do is wrong'' (1961, inedito), ''Don't you know I love you'' (28-29/8/67, inedito), ''I love you o yes I do'' (28-29/8/67, inedito), ''How long'' (28-29/8/67, inedito), ''Pny blues'' (28-29/8/67, inedito).
Euro
17,00
codice 2084495
scheda
Adderley cannonball somethin' else (+1 track)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  waxtime 
jazz
ristampa in vinile 180 grammi, rimasterizzata con sistema "DMM" (Direct Metal Mastering), copertina pressoche' identica sul fronte a quella della originaria rara tiratura, con note supplementari sul retro, versione arricchita della presenza di una traccia aggiunta, "Allison's Uncle", proveniente dalle stesse sessions dell' album. Il celebre album pubblicato dalla Blue Note nel 1958, inciso nel Rudy Van Gelder Studio di Hackensack, New Jersey, il 9 marzo del 1958 con formazione a cinque composta da Cannonball Adderley (sax alto), Miles Davis (tromba), Hank Jones (pianoforte), Sam Jones (contrabbasso) e Art Blakey (batteria). Julian "Cannonbal" Adderley, uno dei massimi interpreti del sassofono alto, si uni' al gruppo di Miles Davis verso la fine del 1957, dando il suo prezioso contributo a dischi storici come "Milestones" (1958) e "Kind of Blue" (1959), e vedendo ricambiato il contributo in questo album, considerato uno dei massimi capolavori di Adderley, realizzato con una formazione a dir poco stellare, in cui l'eleganza della tromba di Davis e del pianoforte di Jones si integrano magistralmente con il soave sax di Cannoball. La scaletta comprende cinque brani, "Autumn leaves", "Love for sale", "Somethin' else", "One for daddy-o" e "Dancing in the dark".
Euro
18,00
codice 3026844
scheda
Adkins hasil out to hunch (remastered)
lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1955  norton / cargo 
blues rnr coun
ristampa del 2019, rimasterizzata e con copertina esclusiva; pubblicata dalla Norton nel 1986, la imperdibile raccolta che ha permesso ad una generazione di scoprire Hasil Adkins. Pensate che il lato piu' selvaggio del rock and roll degli anni '50 sia quello rappresentato dall' immenso Jerry Lee Lewis di "Whole Lotta Shakin' "? Provate ad ascoltare questo magnifico album assemblato con brani tratti da rarissimi singoli editi tra il '55 ed i primi anni '60, e ricco anche di inediti, di questo incredibile personaggio della West Virginia, autore di brani che rappresentano quanto di piu' primitivo e selvaggio sia stato suonato all' epoca: crudissimi brani di r'n'r', rockabilly e blues che parlano di mangiare burro di arachidi sulla luna o mozzare le teste delle ragazze per appenderle come trofeo, assolutamente e genuinamente "weird", travolgenti ed irresistibili anche quando il nostro eroe si accompagna della sola chitarra e del battito dei piedi...Tra i brani l' arcinota "She Said", che tutti conoscono nella versione dei Cramps, peraltro fedele all' originale. Un mito! Musicista di culto che annovera fra i suoi estimatori sia i Cramps che John Zorn, Hasil Adkins (1937-2005) trascorse gran parte della sua vita nella natia Madison, nello West Virginia, relegato all'oscurita' per decenni a causa della sua visione estrema, lunatica e peculiare del rock'n'roll e del rockabilly: Adkins suonava praticamente tutti gli strumenti da solo, con uno stile frenetico e schizzato, registrando una miriade di canzoni su di un semplice registratore a casa propria, e cantava di polli, alieni, decapitazioni, mangiare burro di arachidi sulla luna ed altre amenita' simili, indubbiamente poco familiari al grande pubblico americano. Dopo lunghi anni di attivita', la Norton gli dette finalmente occasione di incidere un album in studio, ''The wild man'' (1987), omaggiandolo negli anni con innumerevoli pubblicazioni di materiale di varia provenienza.
Euro
27,00
codice 2089173
scheda
Albam manny And the jazz greats of our time (vol. 1)
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1957  mca 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good jazz
ristampa americana del 1983 su MCA, con copertina (con moderati segni di invecchiamento) esclusiva che non specifica nel titolo che si tratta del primo volume (furono pubblicati due lp sotto questo titolo, fra il 1957 ed il 1958), copertina cartonata con barcode, label con cielo azzurro, nuvole ed arcobaleno sullo sfondo, catalogo MCA-1376. Originariamente pubblicato nel 1957 dalla Coral negli USA, il primo dei due album dallo stesso titolo (il secondo uscì nel 1958), inciso a New York il 2, 3 e 4 aprile del 1957 da Nick Travis (tromba), Art Farmer (tromba), Bob Brookmeyer (trombone a pistoni), Phil Woods (sax alto), Zoot Sims (sax tenore), Al Cohn (sax tenore, sax baritono), Gerry Mulligan (sax baritono), Hank Jones (pianoforte), Barry Galbraith (chitarra), Milt Hinton (contrabbasso) ed Osie Johnson (batteria). Manny Albam ricopre qui i ruoli di compositore, arrangiatore e band leader, ma non suona alcuno strumento; in questa fase della sua carriera aveva infatti deciso di non suonare per dedicarsi alla conduzione ed agli arrangiamenti. Qui guida un cast di stelle del jazz dell'epoca in un set di jazz melodico, con caratteri cool e bop molto accessibile e di agevole ascolto, dai toni solari e leggeri. Questa la scaletta: "Blues from neither coast", "Latined fracture", "Poor dr. Millmoss", "Minor matters", "My sweetie went away", "All too soon", "See here, miss bromley". Musicista nato in una famiglia russa stabilitasi nella Repubblica Dominicana e poi trasferitasi a New York poco doo la sua venuta al mondo, Manny Albam (1922-2001) ha avuto una lunga e stimata carriera nel jazz in qualità di arrangiatore e compositore, collaborando con giganti del calibro di Stan Getz, Count Basie e Dizzy Gillespie; originariamente un sassofonista, Albam scoprì presto che la sua musa lo portava più verso la composizione e l'arrangiamento, affermandosi in queste discipline durante la sua militanza nel gruppo di Charlie Spivak e, nel 1950, decise di appendere lo strumento al chiodo per concentrarsi su di esse. Divenne così un ricercato compositore ed arrangiatore nell'epoca del bop, lavorando sia con stimati jazzisti che in ambito easy listening, e collaborando con il grande Leonard Bernstein. Compose anche per televisione, cinema e pubblicità, e pubblicò alcuni album a suo nome, concentrandosi poi sull'insegnamento, attraverso il quale avrebbe influenzato nuove generazioni di jazzisti, e fu co-fondatore nel 1988 del BMI Jazz Composers Workshop.
Euro
13,00
codice 332608
scheda
Allen tani and his tennessee pals Complete recordings
Lp [edizione] nuovo  mono  eu  1950  doghouse & bone 
blues rnr coun
Copertina senza codice a barre, catalogo DGR-TA-01, Pubblicata nel 2021 dalla Doghouse & Bone, questa antologia compila tutte le incisioni di Tani Allen con i suoi Tennessee Pals, tratte da vecchi 78 giri e 7" di inizio anni '50. Tani Allen (vero nome Ivan Vestal Allen) era un band leader e suonatore di steel guitar che aveva fondato a Memphis i suoi Tennessee Pals, all'alba degli anni '50, ed unì le forze con il paroliere e cantante Houston "Buck" Turner, originario di Chattanooga, Tennessee: insieme incisero dodici canzoni per la piccola Bullet Records di Nashville, fra l'aprile del 1950 ed il dicembre del 1951, di frizzante country music con la steel guitar in bella evidenza (Allen era influenzato da Herby Wallace ed amava la musica hawaiiana), attorno alla quale affiorano piacevoli ricami di pianoforte. Negli anni '60 Turner collaborò poi con i Dixieland Drifters, provenienti anch'essi da Chattanooga. Questa la scaletta: "Empty hands, empty heart (empty pockets)", "Fatty cake", "I don't want you now", "I'll still love you (after you've gone)", "I'm back in the army", "Just checkin' on you", "Little blue-eyed blond goodbye", "On our shotgun wedding day", "Rockin' chair boogie", "Suspicion boogie", "Tennessee jive", "When hillbilly willie met kitty from the city".
Euro
19,00
codice 3513737
scheda
Ammons gene Funky
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1957  prestige 
jazz
Copertina lucida a busta senza codice a barre, label blu con scritte argento. Ristampa dell'album originariamente pubblicato dalla Prestige nel 1957. Inciso al Rudy Van Gelder Studio di Hackensack, New Jersey, l'11 gennaio del 1957, con formazione composta da Gene Ammons (sax tenore), Art Farmer (tromba), Jackie McLean (sax alto), Mal Waldron (pianoforte), Kenny Burrell (chitarra), Doug Watkins (contrabbasso) e Art Taylor (batteria). Frutto di una sessione di ''all stars'', questo lp vede Ammons cimentarsi con un jazz che spazia fra hard bop e venature soul, con sonorita' fluide e melodiche e dai toni solari e svagati. Questa la scaletta: ''Pint size'', ''King size'', ''Funky'', ''Stella by starlight''. Gene Ammons, nato a Chicago il 14 aprile del 1925 e morto il 23 luglio del 1974 sempre a Chicago, cresce con il boogie-woogie di suo padre Albert nel sangue, ben presto si dedico' allo studio di altri strumenti, diversi dal piano del padre, tra i quali predilesse il sax tenore. Suo maestro fu Walter Dyette, della celebre "DuSable High School" (insegnante, tra gli altri, anche di Nat King Cole e Ahmad Jamal), ma la sua vera fonte ispiratrice furono, senza dubbio, le morbide, liriche e rilassate sonorita' di Lester Young. Esordi' verso la fine della Seconda guerra mondiale, prima nella band di King Kolax, e in seguito nella sezione fiatistica della gloriosa band di Billy Eckstine che e' stata il trampolino di lancio di grandi musicisti come Parker, Gillespie e Davis. Musicista di difficile collocazione quanto di indubbia levatura, nella sua carriera ottenne un grande successo discografico. Definito dal critico J.E. Berendt come il piu' personale e potente, ricco e corposo, tra i sassofonisti provenienti dalla "scuola" di Lester Young. Ira Gitler defini' il suo sound "Grande come una casa, come un grande magazzino di quindici piani, e inoltre molto vocale". Si esprimeva agilmente e senza difficolta' sia nel lancinante e sguaiato stile "honkers"che nelle piu' seducenti e soffici "ballads". Dopo l'esperienza nella band di Eckstine, Ammons passa, in sostituzione di Stan Getz, nell'orchestra di Woody Herman, e negli anni Cinquanta diviene protagonista, con Dexter Gordon, di "battaglie musicali" e "cutting contest", per poi distinguersi alla guida di un brillante settetto in coabitazione con il sassofonista Sonny Stitt ed in importanti collaborazioni con svariati gruppi, partecipazioni ai piu' importanti festival e manifestazioni internazionali, il tutto arricchito da una vasta produzione discografica. La sua vita privata e artistica diviene pero' sempre piu' gravemente segnata dalle sofferenze legate al consumo di stupefacenti. Nel '58 viene arrestato e condannato a due anni di reclusione, e nel '62 tornera' in carcere fino al '69. I suoi lavori discografici pero' ottennero, mentre lui era in carcere, un grande successo e, dopo la definitiva uscita dalla cella di reclusione, Ammons riprese ad esibirsi dal vivo, partecipando anche ad incisioni discografiche di Mingus, Adderley, Coltrane, Farmer e della sua "guida spirituale" Lester Young. Incise anche numerosi dischi come "leader". Dara' poi vita ad una autentica "scuola" di tenoristi quali Johnny Griffin e Clifford Jordan e rivaleggiera' in popolarita' con l'altro irruento tenorista Von Freeman, insieme al quale sara' il piu' autorevole rappresentante dell'avanguardia nello sviluppo della scuola tenorile di Chicago.
Euro
18,00
codice 2098610
scheda
Ammons gene Gene ammons story vol. 1:the 78 era
lp2 [edizione] originale  stereo  ita  1950  prestige 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa italiana, vinile doppio, copertina apribile laminata all'esterno e liscia all'interno, label verde con scritte nere, logo Prestige blu e giallo in alto, catalogo PRI24058, data sul trail off 14/9/76, timbro SIAE del secondo tipo, in uso tra il '75 ed il '78/79, con marchio SIAE che ne occupa ancora l' intero cerchio centrale. Pubblicata nel 1976 dalla Prestige, questa raccolta compila alcuni storici brani di Gene Ammons, incisi quasi tutti fra il 1950 ed il 1951 (quelli sulla quarta facciata sono invece del 1955), ed originariamente pubblicati su 78 giri. Il giovane Ammons aveva gia' allora uno stile abbastanza definito e personale, che lo rendeva capace di fondere efficacemente la raffinatezza del bop jazz con l'energia diretta del r'n'b, suonando con una passione difficilmente eguagliata; in quegli anni il sassofonista guidava un gruppo insieme all'altro tenore Sonny Stitt, che infatti e' presente in molti brani. Questa la scaletta: ''Bye bye'' (5/3/50), ''Chabootie'' (26/4/50), ''Walkin''' (26/4/50), ''Easy glide'' (26/4/50), ''I want to be loved'' (28/6/50), ''I can't give you anything but love'' (28/6/50), ''Back in your own backyard'' (27/7/50), ''Sweet jennie lou'' (27/7/50), ''Seven eleven'' (27/7/50), ''When I dream of you'' (28/10/50), ''A lover is blue'' (28/10/50), '''Round about 1 a.m.'' (16/1/51), ''Jug'' (16/1/51), ''Wow'' (16/1/51), ''Blue and sentimental'' (16/1/51), ''Amons boogie'' (29/6/51), ''Echo chamber blues'' (29/6/51), ''Hot stuff'' (14/8/51), ''Them there eyes'' (14/8/51), ''When the saints go marching in'' (14/8/51), ''Archie'' (14/8/51), ''Undecided'' (14/11/51), ''Until the real thing'' (14/11/51), ''Sock'' (8/2/55), ''What I say'' (8/2/55), ''This is always'' (4/11/55), ''Blue roller'' (4/11/55), ''Love is here to stay'' (4/11/55), ''Blues for turfers'' (4/11/55), ''Rock-roll'' (4/11/55). Gene Ammons, nato a Chicago il 14 aprile del 1925 e morto il 23 luglio del 1974 sempre a Chicago, cresce con il boogie-woogie di suo padre Albert nel sangue, ben presto si dedico' allo studio di altri strumenti, diversi dal piano del padre, tra i quali predilesse il sax tenore. Suo maestro fu Walter Dyette, della celebre "DuSable High School" (insegnante, tra gli altri, anche di Nat King Cole e Ahmad Jamal), ma la sua vera fonte ispiratrice furono, senza dubbio, le morbide, liriche e rilassate sonorita' di Lester Young. Esordi' verso la fine della Seconda guerra mondiale, prima nella band di King Kolax, e in seguito nella sezione fiatistica della gloriosa band di Billy Eckstine che e' stata il trampolino di lancio di grandi musicisti come Parker, Gillespie e Davis. Musicista di difficile collocazione quanto di indubbia levatura, nella sua carriera ottenne un grande successo discografico. Definito dal critico J.E. Berendt come il piu' personale e potente, ricco e corposo, tra i sassofonisti provenienti dalla "scuola" di Lester Young. Ira Gitler defini' il suo sound "Grande come una casa, come un grande magazzino di quindici piani, e inoltre molto vocale". Si esprimeva agilmente e senza difficolta' sia nel lancinante e sguaiato stile "honkers" che nelle piu' seducenti e soffici "ballads". Dopo l'esperienza nella band di Eckstine, Ammons passa, in sostituzione di Stan Getz, nell'orchestra di Woody Herman, e negli anni Cinquanta diviene protagonista, con Dexter Gordon, di "battaglie musicali" e "cutting contest", per poi distinguersi alla guida di un brillante settetto in coabitazione con il sassofonista Sonny Stitt ed in importanti collaborazioni con svariati gruppi, partecipazioni ai piu' importanti festival e manifestazioni internazionali, il tutto arricchito da una vasta produzione discografica. La sua vita privata e artistica diviene pero' sempre piu' gravemente segnata dalle sofferenze legate al consumo di stupefacenti. Nel '58 viene arrestato e condannato a due anni di reclusione, e nel '62 tornera' in carcere fino al '69. I suoi lavori discografici pero' ottennero, mentre lui era in carcere, un grande successo e, dopo la definitiva uscita dalla cella di reclusione, Ammons riprese ad esibirsi dal vivo, partecipando anche ad incisioni discografiche di Mingus, Adderley, Coltrane, Farmer e della sua "guida spirituale" Lester Young. Incise anche numerosi dischi come "leader". Dara' poi vita ad una autentica "scuola" di tenoristi quali Johnny Griffin e Clifford Jordan e rivaleggiera' in popolarita' con l'altro irruento tenorista Von Freeman, insieme al quale sara' il piu' autorevole rappresentante dell'avanguardia nello sviluppo della scuola tenorile di Chicago.
Euro
20,00
codice 322010
scheda
Andrews julie and martyn green (with moondog!) Tell it again – songs of sense and nonsense
Lp [edizione] originale  mono  usa  1957  angel 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soundtracks
Copia ancora incellophanata, prima molto rara stampa USA, copertina cartonata, completa dell'inserto con testi e disegni, e della inner sleeve standard della Angel Records con grande logo della casa discografica, label (con "Manufactured in U.S.A." a sinistra) blu con scritte argento, con scritte argento e logo in bianco e nero in alto, catalogo 65041. Pubblicato nel 1957 dalla Angel negli USA, questo interessante album vede la celebre cantante ed attrice inglese, accompagnata al microfono dal collega Martyn Green, cantare alcune delle sue filastrocche preferite, con un asciutto ma brillante accompagnamento musicale composto da nientemeno che Moondog (che suona anche le percussioni), il leggendario musicista cieco americano che suonava sulle strade di New York; importante è anche il contributo melodico del flauto, suonato da Julius Baker, musicista proveniente dal mondo delle orchestre sinfoniche. Le sonorità create dalle percussioni e dal flauto riescono a creare un'atmosfera fanciullesca, leggera e giocosa che si sposa benissimo con il cantato soave della Andrews. Questa la scaletta: "Favorite nursery rhymes", "School days and learning songs", "Songs of fun and nonsense", "Puzzles", "The animal world", "Bedtime songs and lullabies". Celebre attrice inglese nata nel 1935, Julie Andrews fu al vertice della sua carriera una stella sia del teatro Broadway che del cinema di Hollywood, durante gli anni '60; famosissimi i suoi ruoli in film come ''Mary Poppins'' e ''The sound of music''. Parallelamente alla carriera sul palco del teatro musicale e sui set del cinema, la Andrews ha condotto anche quella di cantante, incidendo dischi a partire dagli anni '50.
Euro
45,00
codice 331556
scheda

Page: 2 of 22


Pag.: oggetti: