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Soft Machine Third (180 g)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1970  music on vinyl 
rock 60-70
Ristampa rimasterizzata in doppio vinile 180 grammi per audiofili, copertina apribile, pressoché identica alla prima tiratura su CBS. Pubblicato nel giugno del 1970 dopo ''2'' e prima di "Fourth'', giunto al numero 18 delle classifiche inglesi e non entrato in quelle Usa, il terzo album. Sicuramente i Soft Machine compiono qui il passo post psichedelico che li immerge nel jazz, nel progressive e nella musica contemporanea, ed anche l' elettronica viene ora esplorata; all' epoca della sua uscita l' influentissimo Village Voice lo defini' ''una pietra miliare eterna''. Il disco e' un doppio album registrato in studio, ogni facciata e' dedicata ad una composizione, due sono di Mike Ratledge, una di Hugh Hopper ed una di Robert Wyatt; all' opera collaborano molti tra i maggiori musicisti di Canterbury, tra cui Elton Dean e Jimmy Hastings in maniera consistente. I brani di Ratledge sono quelli piu' vicini al jazz fusion ma anche in questo caso non mancano le sperimentazioni a base di tape loops, effetti e basi di tastiera ipnotiche e ripetitive, quasi modali. Hugh Hopper contribuisce con "Facelift", un brano che ricorda per le atmosfere e le sonorita' "21st Century Schizoid Man" dei King Crimson, ma costruito in maniera assai piu' complessa e con cambi di tempo e melodie che ricordano il free jazz, la base ritmica e' pulsante ed il caotico tappeto di fiati e tastiera dona un atmosfera oscura e vintage al brano, che predata il lavoro solista di Hopper. Robert Wyatt propone uno dei brani piu' belli di tutto il decennio: "Moon in June"; l'idea era gia' contenuta nei demos dei Soft Machine del 1967, quelli prodotti da Giorgio Gomelsky, il brano nasce quindi come un ponte tra il passato acido e le nuove tendenze jazzprogressive, episodio di equilibrio inarrivabile tra esotismo, innovazione, sonorita' esotiche e una performance vocale che anticipa ''Rock bottom''. ''Third'' e' un album che sposta l'attenzione verso territori nuovi ed all' epoca inesplorati ma che allo stesso tempo si allontana dal rock vero e proprio, sicuramente un capolavoro senza tempo e probabilmente il miglior album dei Soft Machine.
Euro
31,00
codice 2103744
scheda
Sohn Rennen
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2017  4ad 
indie 2000
copertina apribile, coupon per download, inner sleeve, etichette custom. ohn, vero nome Christopher Michael Taylor : musicista, cantante, compositore e produttore. Meglio conosciuto come producer (ha collaborato con Banks e Kwabs e remixato tracce di Lana del Rey e Rhye), Taylor confeziona un pop sintetico e notturno, costruito sull’asse elettronica e voce soul, stile James Blake, una caratteristica marcatamente peculiare del suono Sohn è quella di variare i campionamenti, spaziando dalla world, fino a beats stile rave, passando per l’elettronica glitch. “Rennen” (2017) è il secondo album dell’artista, a tre anni dal disco di debutto, “Tremors” (2014). Anche in questo nuovo disco convivono due anime musicali : quella post-soul, art pop e quella elettronica (downtempo). Lo stesso Taylor ha raccontato a Rolling Stone Italia : ” Rennen è stato fatto d’impulso: volevo fare un album diretto, che arrivasse al punto. Non volevo fare dieci canzoni di noiosa musica dreamy. Non ho provato a reinventare niente con questo disco, semplicemente ero annoiato dal resto:”
Euro
27,00
codice 2070390
scheda
Son house Legendary Son House Father of Folk Blues (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1965  music on vinyl 
blues rnr coun
ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Columbia; indicato spesso semplicemente come "The Legendary Son House" oppure "Father of Folk Blues", e ristampato nel 1985 come "Death Letter". Originariamente pubblicato nel 1965 dalla Columbia in Usa, questo acclamato album fu uno dei dischi che segnarono il ritorno alla grande di Son House, ''riscoperto'' nel 1964 da un gruppo di appassionati di blues fra i quali c'era anche Dick Waterman, autore delle note sul retro copertina. Il grande bluesman, qui prodotto da John Hammond, ricevette notevole liberta' in questi solchi, come mostra la durata di molti brani (''Levee camp moan'' supera i nove minuti). House pennella con la sua steel guitar argentata e con la slide nove gemme di blues rurale: ''Death letter'', ''Pearline'', ''Louise mcghee'', ''John the revelator'', ''Empire state express'', ''Preachin' blues'', ''Grinning in your face'', ''Sundown'', ''Levee camp moan''. Eddie James House (1902-1988), meglio noto come Son House, fu un leggendario bluesman di Riverton, Mississippi; figura importantissima per la storia del delta blues, influenzo' giganti come Robert Johnson e Muddy Waters. Inizia nel 1930 registrando per la Paramount (solo quattro brani sopravvissuti), poi nel 1942 il musicologo Lomax lo scova mentre ara un campo lungo il Mississippi e registra altri brani; nel 1964 lo convincono mentre fa il facchino ferroviario ad esibirsi al festival di Newport, ma fugge ancora, quindi si esibira' per pochi anni prima della morte. I suoi brani rimangono pietre miliari della musica del secolo.
Euro
26,00
codice 2103834
scheda
Sonic boom (spacemen 3) all things being equal
Lp [edizione] nuovo  stereo  can  2020  carpark 
punk new wave
adesivo di presentazione sul cellophane, copertina senza barcode, inner sleeve. Pubblicato nel giugno 2020, il secondo album pubblicato a nome Sonic Boom, a distanza di trent' anni dal primo "Spectrum", del co-fondatore degli inglesi Spacemen 3, autore naturalmente nel frattempo di un interessante percorso artistico, sempre interessante e stimolante, anche con i progetti a nome Spectrum ed Experimental Audio Research, e protagonista di numerose collaborazioni e produzioni. Descrizione completa a seguire.
Euro
29,00
codice 2103854
scheda
Sonic youth Master-dik
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1988  blast first 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima sempre piu' rara stampa inglese, copertina senza barcode con prezzo imposto di 2,15 sterline sul fronte e con retro capovolto, inner sleeve con foto in bianco e nero, note e sagomatura sul lato di apertura, label nera con scritte bianche, catalogo BFFP26T, groove message "Ciccone death rock dream tinkle" su lato A e "Humpy pumpy psychoacoustik frenzy" sul lato B. Il minialbum "Master Dik" uscito in Gran Bretagna su Blast First (ed ivi giunto al terzo posto nella classifica indipendente) e negli USA su SST nel gennaio del 1988, tra il quarto album "Sister" ed il quinto "Daydream Nation", e' testimonianza preziosa del periodo di massimo splendore della fondamentale noise band newyorkese, "Master Dik" contiene la lunga versione della title track con alla chitarra John Mascis dei Dinosaur Jr. e molti altri brani o frammenti, tra cui "Ticket to ride" dei Beatles e "Beat on the brat" dei Ramones (gli altri sono "Under The Influence Of The Jesus And Mary Chain" / "Ringo" / "He's On Fire" / "Florida Oil Drums" / "WestMinster Chimes" / "Chinese Jam" / "Vibrato" / "Guitar Lick" / "Funky Fresh" / "Our Backyard" / "Traffick"). Verso la fine degli anni '70 la scena del rock indipendente ha, sparse per il mondo, tre capitali ideali: la Londra dove scorrazzano sui palchi i furori punk di Clash e Sex Pistols e i germi dark di Birthday Party, Joy Division, Cure e Siouxsie and the Banshees; la Berlino dell'elettronica di Kraftwerk, Brian Eno e David Bowie e del rumore industriale degli Einsturzende Neubauten; e New York. Proprio nella grande mela, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la piu' importante rivoluzione musicale degli ultimi vent'anni, quella rivoluzione che prendera' il nome di "Noise Rock" e che vedra' salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che gia' aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il primo concerto lo tengono al "Noise Festival" del 1981 con Ann DeMarinis alla seconda chitarra, ma il gruppo avra' bisogno di tempo prima di assestarsi: nel corso dello stesso anno viene preso come prima chitarra Lee Ranaldo (che gia' aveva suonato con Glenn Branca, produttore e factotum del gruppo). Proprio grazie a Glenn Branca e alla sua "Neutral" vengono prodotti i primi due lavori della band, l'omonimo EP esordio "Sonic Youth" e il conturbante e fragoroso "Confusion is Sex", con Jim Sclavounos (futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) alla batteria. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 e' la volta di "Bad Moon Rising", il batterista e' e sara' d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento. Nonostante contatti con case discografiche come la Warner Bros. il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag, monumenti del punk americano. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a se stesso, anzi acquista anche maggior profondit… grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorita' della band, che puo' cosi' concentrarsi sull'opera/summa, sul capolavoro, che arrivera' di li' a pochi mesi: "Daydream Nation", e' l'album definitivo, quello che pone la parola fine su qualsiasi paragone fra i Sonic Youth e le altre band indipendenti. Entrati ormai nell'ottica delle major, Moore & Co. si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per portare nelle case della gente gruppi satelliti come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Nel 1992 e' la volta dell'esplosione commerciale del suono "sonico", grazie all'album "Dirty", apparentemente di piu' facile accesso, e al singolo "Drunken Butterfly", cantato da Kim Gordon e trasformato presto in inno dalla nuova generazione indie rock. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine", Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead dei gemelli Pace. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago.
Euro
30,00
codice 249852
scheda
Soul hunter Cain's sign (pink vinyl, signed!)
12'' [edizione] originale  stereo  ita  1985  contempo 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
COPIA CON AUTOGRAFO DI NICOLA VANNINI, CON DEDICA, APPOSTO SULL' INSERTO, la originale stampa, nella rara versione in vinile rosa, pressata in 300 esemplari, copertina ruvida senza barcode e con adesivo sul fronte con indicazione ''limited edition vinyl'', inserto con foto e crediti, label custom bianca e marrone, catalogo EP007. Pubblicato nel 1985 dalla Contempo, il primo 12''ep del gruppo di Nicola Vannini, precedente il primo mini lp ''Maelstrom'' (1986). Tre brani, ''Cain's sign'', ''Waiting for someone'' e ''One million advances'', all'insegna di una onirica e sfuggente dark wave. I Soul Hunter furono un progetto di Nicola Vannini, gia' alla voce nella prima storica formazione dei Diaframma, capace di mettere insieme un post punk dalle tinte brumose ed autunnali con la psichedelia degli anni '60, il tutto interpretato in una chiave davvero particolare ed interessante, con possibili paragoni almeno in parte proponibili con i magnifici Breathless, almeno per quanto riguarda l' idea di fondo dei primi lavori del progetto, naturalmente realizzato poi con delle peculiarita' abbastanza diverse.
Euro
30,00
codice 249874
scheda
Soul hunter Maelstrom (signed!)
lpm [edizione] originale  stereo  ita  1986  contempo 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
COPIA CON AUTOGRAFO DI NICOLA VANNINI, CON DEDICA, posto sull' inner sleeve neutra bianca, l' originale rara stampa, pubblicata nel 1986 dalla etichetta italiana Contempo, copertina in cartoncino lucido senza barcode, etichetta "custom", catalogo TEMPO109, groove messages "I Ate Zia Marta Right Mind" e "Left Mind I Love Cate". Un anno dopo il primo mini "Cain's Sign" (1985) e quattro anni prima dell' estemporaneo "Just in the nick of time" accreditato a Soul Hunters (con Nick Saloman/Bevis Frond), il secondo affascinate e riuscitissimo mini del progetto di Nicola Vannini, gia' alla voce nella prima storica formazione dei Diaframma. Si tratta di un disco meritevole di essere considerato assolutamente tra i migliori prodotti della scena italiana di quegli anni, capace di mettere insieme un post punk dalle tinte brumose ed autunnali con la psichedelia degli anni '60, il tutto interpretato in una chiave davvero particolare ed interessante, con possibili paragoni almeno in parte proponibili con i magnifici Breathless, almeno per quanto riguarda l' idea di fondo del progetto, naturalmente realizzato poi con delle peculiarita' abbastanza diverse. Una musica affascinante ed evocativa, in quattro brani meritevoli di citazione: la lunga "In Sky We Trust" e' splendida, oscura e malinconica, e si sviluppa in due parti, una delicatamente onirica ed una piu' incalzante, in un crescendo emotivo davvero notevole; "Fishes Like Water" e' un altro brano di grande suggestione, inusuale e veramente affascinante "ibrido" sospeso tra atmosfere oscure di matrice post punk ed oniriche aperture psichedeliche, neppure troppo velatamente pinkfloydiane, che dominano anche "Maelstrom", un bellissimo ed immaginifico strumentale; infine la riuscitissima e personale cover di un classico tra i piu' noti degli Yardbirds, "You' re a better man". Aiutato da un gruppo di musicisti di grande sensibilita', il "cacciatore di anime" raggiunge qui il suo vertice artistico, tra gli altri con alla chitarra il leggendario chitarrista degli Straal Stefano Magnaschi, scomparso nelle nebbie della new wave fiorentina dopo questa ultima testimonianza e mai piu' riavvistato. Si vocifera da anni di alcuni suoi demos incisi e mai pubblicati.
Euro
28,00
codice 249870
scheda
Sound From the lions mouth
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1981  1972 
punk new wave
Ristampa ufficiale, con copertina apribile pressoche' identica alla prima rara tiratura su Korova. Pubblicato in Inghilterra nell' Ottobre del 1981, a distanza di esattamente un anno dall' esordio "Jeopardy", "From The Lions Mouth" e' il capolavoro assoluto del gruppo inglese guidato dall' ex Outsiders Adrian Borland che contemporaneamente insieme all' altro Sound, Graham Green, aveva dato vita all'estemporaneo progetto Second Layer. La musica e' meno tagliente ed aggressiva rispetto al debutto, che presentava ancora forte il peso della estrazione punk dei musicisti, e ne accentua fortemente la vena oscura e malinconica, capace di esaltarsi nella espressivita' delle composizioni e delle interpretazioni misuratissime ma straordinariamente liriche di Borland. Il gruppo di Adrian Borland e' qui quindi colto nel suo momento di massimo splendore artistico, i brani sono splendidi ed essenziali sia nelle composizioni che nelle esecuzioni e colgono esattamente lo spirito dei propri tempi, l'album ha un suono genuino ed ingenuo allo stesso tempo, sempre sul punto di sbocciare ma ancora non totalmente maturo, con la melodia vocale e strumentale in primo piano; gia' il successivo "All fall down" vedra' l' ispirazione della band cadere nell' autocitazione, con risultati peraltro, come nei dischi successivi, sempre suggestivi e meritevoli di attenzione. A distanza di venticinque anni dalla sua uscita "From The Lions Mouth" rimane disco chiave ed ascolto indispensabile come pochi altri per capire l'evoluzione del suono della musica inglese nella prima meta' degli anni ottanta. I Sound si formano a Wimbledon nel 1978 dalle ceneri della formazione punk Outsiders dal compianto e carismatico Adrian Borland insieme a Graham Green e Michael Dudley; al gruppo si unira' Bi Marshall che pero' uscira' dalla formazione dopo la realizzazione del loro primo album e sara' sostituita da Max Mayers che sara' partecipe alla realizzazione dei brani "Sense Of Purpose" e "New Dark Age", presenti in questo album, memorabili cavalli di battaglia del gruppo; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta grazie alla loro musica. caratterizzata da una vena malinconica dove le sonorita' attingono dalle lezioni impartite dal primogenito punk anglosassone, vicini nel gusto ai primi U2 ed in parte ai piu' notturni Teardrop Explodes, con i quali condividono ritmi sincopati , l'utilizzo della tastiera e del pianoforte, chitarre affilate ma caratterizzate allo stesso tempo da suoni cristallini; mentre le melodie trovano sembianze comuni agli Echo & The Bunnymen oltre a quel senso di luminosita' spaziale, sempre presente nella new wave britannica. Il gruppo di Adrian Borland e' qui colto nel suo momento di massimo splendore artistico, i brani sono splendidi ed essenziali sia nelle composizioni che nelle esecuzioni e colgono esattamente lo spirito dei propri tempi, l'album ha un suono genuino ed ingenuo allo stesso tempo, sempre sul punto di sbocciare ma ancora non totalmente maturo, con la melodia vocale e strumentale in primo piano. I Sounds purtroppo non riuscirono mai ad accogliere particolari favori nella propria terra natia dove erono relegati ad un circuito underground minore; fortunatamente al contrario in Europa continentale il loro nome in questo periodo vedeva in molte nazioni, tra queste l' Italia, riempire facilmente clubs da oltre 1.000 persone, permettendo cosi' al gruppo di preservare un'importanza artistica e storica fondamentale ed imprenscindibile dagli anni ottanta, di cui senza alcun dubbio furono tra i piu' meritevoli alfieri.
Euro
26,00
codice 3026921
scheda
Sound jeopardy
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1980  1972 
punk new wave
ristampa ufficiale, corredata di inserto fotografico, copertina pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura uscita su Korova. Il primo fondamentale album da parte del gruppo inglese nato dalle ceneri dei punks Outsiders e guidato dal compianto Adrian Borland (attivo contemporaneamente insieme all' altro Sound, Graham Green, nel progetto Second Layer). Uscito nell' ottobre del 1980, dopo il primo 7"ep "Physical World" (di cui contiene una nuova versione del brano "Unwritten Law"), questo esordio e' uno dei dischi di culto di tutto il post punk inglese, e rimarra' insieme al secondo album "From The Lions Mouth" il capolavoro del gruppo. L' album contiene una serie ininterrotta di episodi a dir poco memorabili, ancora memori dell' irruenza punk degli Outsiders in molti episodi ma segnati da un lirismo tormentato e doloroso, gia' intensissimo ed assai personale, quello di Borland, certamente tra le personalita' di maggior spicco di tutta la scena inglese di quegli anni, sebbene sempre lontanissimo da quel successo che avrebbe meritato. Un sound asciutto ed essenziale, spesso graffiante, segnato qua' e la' dalla presenza di una tastiera minimale ma fondamentale nel rendere le atmosfere emotivamente tese dei brani splendidi come gli anthem "I Can't Escape Myself" e "Resistance", le travolgenti "Heartland" e "Heyday" (pubblicata anche su singolo), le dolorose "Hour of Need", "Unwritten Law" e "Missiles", la tesissima "Words Fail Me", l' insinuante "Jeopardy", le gelidamente cupe "Night Versus Day" e "Desire" (atmosfere non distanti da quelle dei Joy Division). Il successivo "From The Lions Mouth" confermera' il taalento del gruppo evidenziandone una ulteriore maturazione verso una musica piu' rifinita e ripiegata su se stessa, ma gia' questo esordio e' sufficiente a ritagliare ai Sound un posto di grande rilievo nel panorama post punk e nella storia del rock. I Sound si formano sulle ceneri degli Outsiders a Wimbledon nel 1978; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta.
Euro
26,00
codice 3026924
scheda
Soundtrack Pulp fiction
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1994  back to black 
soundtracks
ristampa in vinile 180 grammi pressoché identica all'originale, coupon per l'mp3 del disco, copertina in cartoncino liscio, etichetta grigia e rossa, con logo nero e rosso in alto, della bellissima colonna sonora dell' omonimo capolavoro del regista Quentin Tarantino. Impossibile disgiungere il successo della pellicola, certamente tra quelle cha ha piu' influito sull' immaginario cinemaografico ed iconografico negli ultimi 20 anni, dalle scelte musicali che ne accompagnano in modo perfetto ogni fotogramma, scelte che pare Tarantino abbia effettuato con l' aiuto dell' amico Boyd Rice (sperimentatore originario di San Francisco, attivo sin dalla meta' degli anni '70, autore di mille collaborazioni, e di dischi a nome proprio o realizzati sotto la sigla NON), e che hanno avuto una insospettabile, davvero notevolissima influenza sulla musica degli anni a venire, fornendo una spinta determinante alla riscoperta di sonorita' in parte cadute nel dimenticatoio, e che hanno poi invece avuto un grande aumento di interesse (in particolare la surf music ha avuto un lungo momento di gloria dall' uscita del film). Alternando brevi stralci dai memorabili dialoghi del film ai brani, tutti davvero splendidi, attinti da un patrimonio musicale spesso a torto giudicato di "serie b", in un mix perfetto di rock and roll, surf music, pop e soul, con l' agginta rimarchevole della bellissima versione del brano di Neil Diamond "Girl, You'll Be a Woman Soon" che eseguono gli Urge Overkill. Ecco comunque la lista completa dei brani di questo disco, che giunse sino al 21esimo posto della classifica americana: "Misirlou" di Dick Dale & His Deltones, "Jungle Boogie" dei Kool & the Gang, "Let's Stay Together" di Al Green, "Bustin' Surfboards" dei Tornadoes, "Lonesome Town" di Rick Nelson, "Son of a Preacher Man" di Dusty Springfield, "Bullwinkle Part II" dei Centurions, "You Never Can Tell" di Chuck Berry, "Girl, You'll Be a Woman Soon" degli Urge Overkill, "If Love Is a Red Dress (Hang Me in Rags)" di Maria McKee, "Comanche" dei Revels, "Flowers on the Wall" dei Statler Brothers, "Surf Rider" dei Lively Ones.
Euro
24,00
codice 2103701
scheda
Spacemen 3 Playing with fire
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1989  superior viaduct 
punk new wave
Ristampa con copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura (sebbene non piu' in rilievo), corredata di download card. Il terzo album in studio, uscito poco dopo il live "Performance", nel marzo del 1989 e giunto al primo posto delle classifiche indie inglesi, "Playing With Fire" completa una seminale e splendida trilogia del progetto messo in piedi sin dal 1982 nella piccola Rugby, nel Warwickshire, da Jason Pierce e Peter Kember (Sonic Boom), una trilogia iniziata con "Sound of Confusion" nel 1986 e con "The Perfect Prescription" nel 1987, ed e' con quest' ultimo uno degli albums piu' importanti ed influenti di tutti gli anni '80, davvero immaginifico culmine della straordinaria parabola artistica della band inglese da cui sarebbero nati Spiritualized e Spectrum, tra gli altri. Tra i Pink Floyd di "Interstellar Overdrive", i 13th Floor, i Red Crayola, i Velvet Underground, i Silver Apples, i Can ed i Suicide, ma straordinariamente moderni e personali, lasciano qui intravedere, abbassato il volume del feedback (ma quanto e' esplosiva e stoogesiana "Revolution"!!!), quell' attitudine tra blues e spiritual futurista che caratterizzera' una parte della successiva produzione di Sonic Boom e soprattutto Jason Pierce con gli Spiritualized. Uno dei piu' importanti gruppi underground inglesi successivi alla fase del post punk, gli Spacemen 3 si formano a Rugby in Inghilterra nei primi anni '80. La loro musica, che si rivelera' assai influente su quella dei due decenni successivi, prendeva spunto da una miriade di musicisti diversi, che erano tuttavia accomunati da un'estetica minimale, ''il meno e' di piu''' (less is more), dagli Who al blues di John Lee Hooker, dal krautrock agli Stooges ed ai Velvet Underground, dall'avanguardia minimalista ai Rolling Stones. La loro musica, che ostentava orgogliosamente le proprie influenze, divenne a sua volta innovativa ed originalissima, con il suo suo intreccio fra noise psichedelico, soul/blues minimale, garage futuristico, ipnosi minimalista e melodie celestiali per quanto spesso sprofondate nella malinconia. Dalle loro ceneri nacquero progetti di rilievo come Spiritualized ed E.A.R.
Euro
29,00
codice 3026920
scheda
Sparks hippopotamus (limited picture disc)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2017  bmg 
rock 60-70
Doppio album in vinile pesante, VERSIONE LIMITATA CON VINILE PICTURE, copertina apribile, adesivo di presentazione sul cellophane, inner sleeves con testi (la prima delle quali contiene il codice per il download digitale). Pubblicato nel settembre del 2017, a due anni dal progetto FFS (condiviso con i Franz Ferdinand), ed otto anni dopo il precedente "The Seduction of Ingmar Bergman" (2009), il 23esimo album in studio dello storico duo americano di Los Angeles, giunto alla sua pubblicazione al sesto posto delle classifiche inglesi. Entusiasticamente accolto dalla critica, preceduto dai singoli "Hippopotamus", "What the Hell Is It This Time?" e "Édith Piaf (Said It Better Than Me)", l' album appare un sunto, in chiave moderna e freschissima, peraltro, delle precedenti esperienze musicali degli Sparks, collage giocoso e mirabile di pop, rock, glam, progressive, elettronica, musical, e quant' altro, come sempre segnato da una personalissima ironia, come in brani quali "Scandinavian Design" e "When You're A French Director" (quest' ultimo con il registra francese Leos Carax ospite alla fisarmonica ed alla voce). Gli Sparks sono un gruppo americano nato per iniziativa dei fratelli Ron e Russell Mael nel '68 a Los Angeles, autori nel '71 di un album a nome Haflnelson prima di cambiare nome in Sparks, presto trasferitisi in Inghilterra. Senz'altro il disco piu' rappresentativo ed importante degli Sparks, "Kimono My House" (1974), e' considerato un capolavoro heavy pop ed ha raggiunto lo status di classico. La loro eclettica musica, in cui inizialmente si avvertivano elementi glam e power pop, si evolvera' in seguito toccando anche sonorita' elettroniche e disco.
Euro
45,00
codice 3018912
scheda
Springsteen bruce We shall overcome
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2006  Columbia 
rock 60-70
doppio album in vinile 180 grammi, adesivo di presentazione sul cellophane, buste interne con foto e testi, etichette custom giallo/crema e nere con scritte nere, catalogo 82876 83439 1, barcode sul retro "8 2876-83439-1 3". Uscito nell' aprile del 2006, giunto al terzo posto delle classifiche in Usa ed in Uk, il 14esimo album in studio, dopo "Devils & Dost" e prima di "Magic". "We shall overcome, the Pete Seeger sessions", entusiasticamente accolto dalla critica, consiste di 13 brani della tradizione popolare legati al repertorio di Pete Seeger, registrazioni dal vivo tratte dalle tre sessions, ciascuna svoltasi in un'intera giornata, rispettivamente del '97, '05 e '06, senza che fosse effettuata alcuna prova prima delle registrazioni, il tutto e' stato condotto, come si puo' sentire dalle registrazioni, secondo la direzione spontanea di Bruce Springsteen. L' ispirazione per questo progetto e' nata dalla partecipazione di Springsteen all' album tributo "Where have all the flowers gone: the songs of Pete Seeger" con il pezzo "We shall overcome", nel 1997. Tramite la violinista Soozie Tyrell della E Street Band, Springsteen ha incontrato un gruppo di musicisti con una formazione che includeva contrabbasso, violino, banjo, fisarmonica e washboard, proprio il suono che stava cercando per il suo progetto. Il gruppo che ha contribuito al suono ricco e travolgente di questo album e' composto da Sam Barfeld (violino), Art Baron (tuba), Frank Bruno (chitarra), Jeremy Chatzky (contrabbasso suonato con l'archetto), Mark Clifford (banjo), Larry Eagle (batteria e percussioni), Charles Giordano (organo B3, fisarmonica, piano, organo a mantice), Lisa Lowell (cori), Ed Manion (sax), Mark Pender (tromba), Richie "La Bamba" Rosenberg (trombone), Patti Scialfa (cori), Soozie Tyrell (violino). Il disco e' stato registrato nella residenza di campagna di Thrill Hill, nel New Jersey, di Springsteen.
Euro
29,00
codice 2103745
scheda
Squeeze squeeze (uk version)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1978  A&M / universal 
punk new wave
ristampa in vinile 180 grammi, masterizzata dai masters originali, e corredata di coupon con codice per il download digitale, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura tiratura inglese su A&M, a cui corrisponde anche la scaletta, con dodici brani, e non undici come nell' edizione americana del disco (qui e' inclusa quindi anche "Strong In Reason"). Il primo album della band inglese di Londra attiva dal '74. Pubblicato nel marzo del 1978, prima di "Cool for Cats", non entrato nelle classifiche ne' in Usa ne' in Uk. Prodotto da John Cale, contiene "Bang Bang" e "Take me I'm Yours", che furono realizzate anche come singoli, e che ben sintetizzano le due anime della band, tra vivace pub rock, 60's pop e new wave, con un gusto pop straordinario (si giurerebbe di ascoltare un "Greatest Hits"...) che non manchera' di produrre negli anni vari hits e geniali intuizioni che a posteriori non si fatica a riconoscere come anticipatrici di tanta musica a venire. Formatisi nel 1974 a Londra su impulso dei cantanti e chitarristi Chris Difford e Glenn Tilbrook, gli Squeeze sono una longeva band che all'epoca del post punk elaboro' una musica fra il guitar pop e la new wave piu' accessibile, sotto l'influenza del classico pop britannico di gruppi come Kinks e Beatles. Il gruppo, sebbene ottenesse riconoscimenti in patria, non sfondo' mai presso il grande pubblico, tranne che per alcuni singoli come ''Cool for cats'' (1979, al secondo posto in classifica) e ''Labelled with love'' (1981, alla quarta posizione); la massiccia e logorante attivita' dal vivo ebbe probabilmente peso nel temporaneo scioglimento del 1982, a cui fecero seguito alcuni dischi ad opera di Difford e Tilbrook insieme a Keith Wilkinson, e quindi la reunion del 1985, che apri' un secondo e lungo capitolo nella storia degli Squeeze, da allora artefici di una nutrita discografia.
Euro
27,00
codice 2070525
scheda
Stackhouse houston and friends George mitchell collection
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1967  big legal mess 
blues rnr coun
Allegato codice per il download dell'album da internet, edizione limitata di mille copie, corredata di inner sleeve, catalogo BLM0524. Per la prima volta disponibile in vinile grazie a questa edizione del 2016 ad opera della Big Legal Mess, l'album originariamente pubblicato nel 2008 solo in cd dalla stessa etichetta. Si tratta di registrazioni effettuate da George Mitchell a Dundee, nel Mississippi, durante il 1967, nelle quali il bluesman Houston Stackhouse era accompagnato da James ''Peck'' Curtis alle percussioni e dal grande Robert Nighthawk alla chitarra elettrica. Il loro e' un eccitante blues elettrico primitivo e minimale che sa ancora di profondo Sud, distinto al piu' urbano ed evoluto blues elettrico di scuola Chicago. Questa la scaletta: ''Big road blues'', ''Cool water blues'', ''Big fat mama blues'', ''Take a little walk with me'', ''Bye bye blues'', ''Mean old world'', ''The wrong man'', ''Kansas city blues'', ''Right around the corner'', ''Canned heat'', ''Nighthawk boogie'', ''Down by the woodside''. Originario di Wesson nel Mississippi, il bluesman Houston Stackhouse (1910-1980) e' ricordato come il mentore del virtuoso della chitarra slide Robert Nighthawk. Stackhouse, che non raggiunse mai la fama del suo pupillo, era pressoche' sconosciuto al di fuori del sui Mississippi; fu influenzato da Tommy Johnson ed interpreto' spesso canzoni di quest'ultimo. Pubblico' pochi dischi in vita, nei quali non era infrequente ascoltare la chitarra di Robert Nighthawk, soprattutto nelle sessioni registrate negli anni '60.
Euro
17,00
codice 2093836
scheda
Standells Dirty water (+8 tr.)
Lp [edizione] nuovo  mono  ger  1966  tower / private 
rock 60-70
Ristampa "private press", copertina senza barcode in cartoncino lucido, pressoche' identica a quella della prima rara tiratura uscita in Usa su Tower, con l' aggiunta di ben 8 extra tracks ("Why Pick On Me", singolo del 1966, "Paint It Black", tratta dal terzo lp "Why Pick On Me" del 1966, "My Little Red Book", tratta dal terzo lp, "Sunshine Superman", tratta dall' album "The Hot Ones" del 1967, "Elanor Rigby", tratta dall' album "The Hot Ones", "Try It", singolo del 1967, "Barracuda", tratta dall' album "Try It" del 1967, "Riot On Sunset Strip", singolo del 1967). Pubblicato in Usa nel maggio del 1966 dopo ''The Standells in Person at P.J.s" (1964) e prima di "Why Pick on Me - Sometimes Good Guys Don't Wear White" (novembre 1966), il secondo album, primo in studio per la storica garage band di Los Angeles. Uno dei massimi capolavori degli anni d' oro del garage americano, splendidamente prodotto da Ed Cobb, autore anche di alcuni dei brani piu' memorabili del disco, come "Dirty Water", "Rari" e "Sometimes Good Guys Don't Wear White", addirittura superiori alle superbe covers di "19th Nervous Breakdown" dei Rolling Stones ed "Hey Joe", per un album che, come pochi nell' ambito del genere, non vede cedimenti dall' inizio alla fine, e rivela la capacita' di andare aldila' delle pur palesi influenze rollingstoniane, con una vena pop felicissima, un suono potente e trascinante (etichetta e produttore sono gli stessi della Chocolate Watchband...), non privo di premonizioni psichedeliche qua' e la'. La band, nata nel 1962, fu tra le prime in America a trasformare l' influenza della "british invasion" di Beatles e, soprattutto, Rolling Stones, in quel qualcosa di nuovo ed eccitante che sara' il garage punk; il loro primo album e' datato infatti 1964 ("Standells in Person at PJ's", ristampato come "Live and Out of Sight" due anni dopo), ma e' solo dopo essere entrati sotto l' ala protettrice del produttore e compositore Ed Cobb, da poco fondatore della Tower Records, che gli Standells riescono ad esprimere appieno il loro enorme potenziale, con una nutrita serie di singoli ed albums imperdibili.
Euro
17,00
codice 2103754
scheda
Stevens cat numbers
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1975  island 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima stampa americana, copertina sagomata con apertura centrale, inner sleeve in cartoncino rigido, completo del raro libretto di 16 pagine in carta ruvida con testi, disegni e note, etichetta "custom" con immagine copertina, catalogo ILPSP9370. Pubblicato in Inghilterra nel dicembre del 1975 dopo ''Buddah & the chocolate box'' e prima di ''Izitso'', non entrato nelle classifiche Uk e giunto al mumero 13 di quelle Usa. Il decimo album. Registrato con Alun Davis, Gerry Convay, Jean Roussel, Bruce Lynch. Sottotitolato"A Pythagorean Theory Tale," Numbers e' un concept album che ha come tema una galassia lontana ed un pianeta chiamato Polygor, un palazzo, e i suoi abitanti, i Polygons. I brani narrano la storia, ma come molti altri concept albums e le opere prima di essi, e' necessario leggere il libretto per comprendere appieno la storia, musicalmente l' opera risente dell'infatuazione di Cat Stevens per i madrigali del basso medioevo, con atmosfere mistiche e sognanti e testi che parlano di argomenti spiritualmente elevati , quali Dio, l'amore, la verita'. Lavoro complesso e poco incline ad assecondare i gusti del pubblico, fu il primo dopo sette albums consecutivi a non entrare nella top 10 Americana, anche se comunque e' divenuto con il passare degli anni disco d'oro.
Euro
25,00
codice 249861
scheda
Stonebolt Keep it alive
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1980  rca victor 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Prima stampa USA, copertina senza barcode, label nera con scritte argento, logo RCA Victor bianco e nero con cane e grammofono a colori in alto a destra e "Victor" in verticale a sinistra, catalogo KKL1-0357. Pubblicato nel gennaio del 1980 dalla RCA Victor, il secondo album, successivo a "Stonebolt" (1979) e precedente "New set of changes" (1980). Prodotto ancora una volta da Walter Stewart, ma insieme al chitarrista Roy Roper, "Keep it alive" è un classico esempio di soft rock a cavallo fra anni '70 e '80, influenzato dalle melodie e dalle armonie della West Coast statunitense (i tardi Eagles in particolare), ma con le tastiere in particolare evidenza, che in qualche episodio suggeriscono accostamenti con il sound dei Supertramp; atmosfere avvolgenti e toni zuccherini rivolti ad un pubblico in cerca di momenti romantici. Gli Stonebolt, gruppo canadese di Vancouver, hanno vissuto una lunghissima gavetta prima di arrivare ad incidere dischi: il gruppo fu formato nel 1969 con formazione a trio, inizialmente con il nome di Perth Amboy, da Roy Roper (chitarra), Brian Lousley (batteria) e Danny Atchison (basso); presto l'ingresso del tastierista Jon Webster e del cantante David Willis, e l'assunzione della sigla definitiva Stonebolt, dettero una configurazione definitiva alla band, che suonò per anni nel circuito locale di Vancouver, fino a che nel 1977 non ottennero un contratto con la Parachute, label che nel 1978 pubblicò il loro primo eponimo album. Gli Stonebolt suonavano essenzialmente soft rock di lingua inglese, con le tastiere che conferivano un tocco leggermente progressive ma sul versante più accessibile e pop, ed alcuni dei loro brani possono essere accostati ai Supertramp, sebbene con minore personalità rispetto alla band britannica. Pubblicarono quattro album fra il 1978 ed il 1982, ed ottennero una hit negli Stati Uniti, il singolo "I will still love you" (1978), giunto nella top 30 a stelle e strisce.
Euro
16,00
codice 333459
scheda
Stoner (kyuss) Stoners rule (ultra ltd splatter)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2021  heavy psych sounds 
indie 2000
riedizione in vinile splatter ultra limitata di 150 copie, il debutto la nuova band formata dagli ex Kyuss Brant Bjork alla chitarra e Nick Oliveri al basso con Ryan Gut alla batteria, 7 brani di solido Stoner Rock che solo i fondatori del genere possono padroneggiare con la giusta naturalezza. Registrato al The Rad Cabin, Joshua Tree, CA il 12 ottobre 2020 da Yosef Sanborn, un giorno prima del live nel Mojave, e con il quale condivide i brani. Un incontro tra l'attitudine punk di Oliveri e la visione lisergica di Bjork per un disco che è una celebrazione del suono del deserto.
Euro
35,00
codice 2103898
scheda
Stooges fun house
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1970  elektra 
rock 60-70
ristampa con copertina apribile pressoche' identica alla alla prima rara tiratura. Pubblicato dalla Elektra in Usa nel luglio del 1970 dopo ''The Stooges'' e prima di ''Raw Power'', non entrato nelle classifiche USA ne' in quelle UK. Dopo l'esordio prodotto da un musicista accademico e vicino alla sperimantazione quale John Cale, questo secondo si avvale della produzione del tastierista dei Kingsmen, Don Gallucci , che sposta l'attenzione sull'energia quasi sovrannaturale del gruppo, cercando di ricreare in studio il suono che il gruppo aveva live, il risultato e' un evoluzione all'ennesima potenza dei Kingsmen di "Louie Louie", carico di energia, tensione e con una dinamica travolgente, inoltre, gli Stooges dopo innumerevoli concerti avevano trovato un equilibrio musicale assai piu' coeso rispetto al debutto, la chitarra di Ron Asheton e' l'archetipo del suono proto-punk, cosi' come la brutale ritmica di Scott Asheton e Dave Alexander suona dirompente ma allo stesso tempo precisa ed innovativa, ed e' proprio in Fun House che Iggy Pop giunge al suo acme creativo e artistico, reinventando sostanzialmente il garage ed anticipando il nichilismo distruttivo del Punk, il disco che vede l'utilizzo del sax di Steven McKay dei Commander Cody, e' certamente uno dei maggiori lavori della intera storia della musica rock, spettacolare, meno duro ma piu' complesso del primo album, contiene autentici classici quali ''1970'', ''T.V. Eye'', ''Fun House''. Distrutti da alchool ed eroina, si scioglieranno di li' a poco nel 1970.
Euro
30,00
codice 3026911
scheda
Stranglers Great lost stranglers album (continued) with obi
Lp [edizione] originale  stereo  jap  1979  liberty 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Bella copia completa della fascia obi ancora intatta, prima stampa, pressata esclusivamente in Giappone, copertina cartonata senza barcode e con prezzo di 2.800 yen sul retro in basso a sinistra (stesso prezzo presente anche sull'obi), inserto apribile con foto e testi in lingue inglese e giapponese, label grigia sfumata con scritte nere, logo Liberty multicolore in alto e piccolo logo Liberty marrone, azzurro e bianco a destra, catalogo K28P-322. Pubblicata nel 1983 dalla Liberty solo in Giappone, la prima delle due interessanti raccolte dallo stesso titolo (qui e' aggiunta la parola ''continued'' alla fine), uscite nello stesso anno nel paese del sol levante e contenenti brani inediti su album o in versioni inedite su lp degli Stranglers. Entrambe le raccolte costituiscono quindi un'ottima occasione per i fan del gruppo di ottenere in un solo 33 giri brani originariamente contenuti in diversi singoli usciti nei fondamentali anni 1979-1982. Questa la scaletta: ''Don't bring harry (french version)'' (versione in francese del brano, dal singolo ''N'emmenes pas harry'', uscito in Francia nel 1980), ''In the shadows (live hope & anchor '77)'' (b-side del 7''ep ''Don't bring harry'', 11/79), ''Bear cage'' (singolo, 3/80), ''Bear cage (long version)'' (versione piu' lunga del precedente brano, tratta dall'edizione 12'' del singolo, 3/80), ''Shah shah a go go (long version)'' (B-side della versione 12'' di ''Bear cage'', in versione piu' lunga di quella apparsa sull'album ''The raven''), ''Who wants the world?'' (singolo, 5/80), ''The meninblack (waiting for em')'' (B-side del singolo ''Who wants the world?'', 5/80), ''Top secret'' (B-side del singolo ''Thrown away'', 1/81), ''Maninwhite'' (B-side del singolo ''Just like nothing on earth'', 3/81), ''Vietnamerica'' (B-side del singolo ''Let me introduce you to the family'', 11/81, ma gia' apparsa sulla raccolta ''IV'' uscita nel gennaio del 1980 solo in Nord America), ''Love 30'' (B-side del singolo ''Golden brown'', 1/82), ''Strange little girl'' (singolo, 7/82), ''Cruel garden'' (B-side del singolo ''Strange little girl'', 7/82). Gli Stranglers, partiti dal punk, sono stati anche tra i protagonisti del movimento post punk almeno fino al 1983. Apparsi sulle scene in coincidenza della primissima ondata punk del 1976, gli Stranglers ne cavalcano da subito l'onda, distinguendosi, pero', per capacita' tecniche fuori dal comune, dalle centinaia di band che in quello stesso anno pullulano dagli scantinati di ogni citta' inglese. Assieme ai Damned, agli Ultravox e ai Clash, sono fra i primi gruppi punk britannici a ottenere un contratto discografico e a scalare le classifiche mainstream del loro paese. La line up e' particolare per una punk band: alla voce e chitarra di Hugh Cornwell, il cui timbro cavernoso e insieme beffardo sara' un punto di riferimento per tante future band, al corposo basso di Jean Jacques Burnel e al piglio nerboruto del sinistro batterista Jet Black, va ad aggiungersi il virtuoso Hammond (e synth) di Dave Greenfield, parente prossimo di quella "old school" che proprio in quegli anni mostrava i segnali eclatanti di una crisi gia' latente. Greenfield, comunque, non avrebbe certo sfigurato nemmeno alle prese con i funambolismi propri dei precedenti movimenti rock, fossero stati psichedelici o progressivi. Cio' che al contrario accomuna gli strangolatori ai cliche' del nuovo movimento, sono la forte vena dissacratoria e una composizione molto scarna e aggressiva, per quanto resa paradossalmente quasi barocca dalla presenza delle tastiere, le cui micro-divagazioni, unite a quelle della sezione ritmica, assumono spesso un sapore psichedelico.
Euro
40,00
codice 328980
scheda
Strawbs Nomadness
LP [edizione] originale  stereo  uk  1975  a & m 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Prima rara stampa inglese, copertina laminata fronte e retro senza barcode, pressata da MacNeill Press, come indicato sul retro, completa dell' originario inserto con i testi, etichetta grigia/argento con grande logo A &M in marrone/oro, catalogo AMLH68331. Pubblicato in Inghilterra nel novembre del 1975 dopo ''Ghosts'' e prima di ''Deep Cuts'', non entrto nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa, il nono album. Lavoro assai camaleontico per la scelta del materiale e delle atmosfere completamente dissimili tra di loro, ma sempre di qualita' elevatissima, inizia con un suono che ricorda Peter Gabriel in "To Be Free", per poi passare agli Who in in "Little Sleepy'', al blues in "Absent Friend" ed agli esperimenti di "A Mind of My Own". Per finire, da non dimenticare Rick Wakeman che fornisce una spettacolare performance al clavicembalo in "Tokyo Rosie". Purtroppo passato inosservato all'epoca della sua realizzazione, anche a causa dello stile frammentato e cosi' diverso dal loro classico suono, si tratta in verita' di un notevolissimo capitolo della saga del gruppo, considerato alla critica moderna come uno dei loro capolavori assoluti. Formati nel 1968 a Leicester con Dave Cousins, Rick Wakeman, Hudson e Ford dei Velvet Opera, Tony Hooper ed inizialmente una giovane Sandy Danny, il gruppo, tra i principali del progressive folk britannico, sempre sospeso tra i tecnicismi di Wakeman e la creativita' di Cousins, includono influenze di rock barocco e producono una serie di albums, in verita' alquanto sottovalutati.
Euro
30,00
codice 243803
scheda
Stretch marks What d'ya see
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1984  better youth organization 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good punk new wave
prima rara stampa USA, pressata in 2000 esemplari, copertina (con moderati segni di invecchiamento) senza barcode, inserto con testi ed artwork, label arancio con scritte nere e logo Better Youth Records nero in alto, catalogo BYO007, groove message "hey mang" sul lato A. Pubblicato nel 1984 dalla Headbutt in Canada e dalla Better Youth Organization negli USA, l'unico album di questo gruppo canadese di Winnipeg, quartetto composto da Bill Jackson, Dick Savage, Kelly Jackson e Mark Langtry. Furono autori nel 1983 di un raro ep a 7", "Who's in charge", e quindi di questo unico album, oltre a comparire sulle compilation "Something to believe in" della Better Youth Organization, insieme a gruppi come D.O.A., Youth Brigade e SNFU (1984), e "It came from the pit" (1985), insieme a Nomeansno ed ancora SNFU, fra gli altri. L'album "What d'ya see" offre un potentissimo, travolgente hardcore punk cantato con voce al vetriolo (pensiamo ad un Joe Strummer più arrabbiato e più sgolato), feroce e sferragliante ma anche anthemico, comunque non fra gli esempi più estremi del genere. Il bassista Mark Langtry sarà poi con altre formazioni punk come Fool's Crow (un album all'attivo nel 1986), Honest John (un album nel 1995, vi suona anche il batterista Kelly Jackson, altro ex Stretch Marks) e Fabulous Kildonans.
Euro
28,00
codice 331452
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1994  normal 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima stampa, realizzata in esclusiva dalla tedesca Normal, copertina lucida fronte retro con barcode 4011760626917 e con adesivo di presentazione sul fronte, etichetta nera con scritte bianche e con parte in alto bianca sulla prima facciata, nera con scritte bianche sulla seconda, catalogo NORMAL169, logo GEMA in riquadro a destra. Pubblicato nel luglio del 1994 dalla Normal in Germania, l'album frutto della collaborazione fra il versatile e talentuoso musicista e dj di Tucson Al Perry, piccola leggenda del roots rock e dello alternative country americano, e guida del suo gruppo The Cattle, oltreche' collaboratore di numerosi artisti (fra cui Giant Sand e Marshmallow Overcoat), ed il cantante dei grandi Green On Red, Dan Stuart. Il risultato di questa collaborazione e' un disco di rock americano fino al midollo, con elementi paisley, del roots rock elettrico e piu' sanguigno ma anche e soprattutto di quello elettroacustico piu' autunnale, con voci ruvide, arrangiamenti dal sapore rustico o meglio ''desertico'' e sonorita' ora vibranti ora delicate, il tutto ammantato di un'atmosfera un po' ombrosa.
Euro
26,00
codice 333460
scheda
Subversion Subversion
Lp [edizione] nuovo  stereo  fra  1976  replica 
rock 60-70
Vinile da 180 grammi, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2021 ad opera della Replica, pressoché identica alla molto rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1976 dalla Pole in Francia, l'unico album di questo interessante gruppo progressivo transalpino, formato da J. Hurel (piano elettrico Fender, tastiere), P. Smadja (batteria), P.J. Gidon (sax tenore, sax soprano), M. Chiarutini (basso, voce), E. Mallet (chitarra), J.L. Fauvel (chitarra) ed E. Bailen (violoncello), accompagnati qui da alcuni ospiti, fra cui il chitarrista Michel Bonnecarrere (già con gli Zoo). "Subversion" è un album quasi interamente strumentale, anche se composto da brani di durata medio/breve, quadretti malinconici e raffinati caratterizzati da partiture elettroacustiche, il sound caldo e notturno del sax, le morbide note delle tastiere elettriche, una ritmica versatile che sa porsi sullo sfondo ma anche fare da propulsore, delicate melodie di chitarra acustica, ed uno stile che intreccia influenze jazz e rock come anche suggestioni derivanti dalla musica classica. La musica dei Subversion è tutto sommato melodica ed accessibile per gli standard del genere, ma anche raffinata. Alcuni membri dei Subversion suoneranno poi nei Falstaff, autori di un album fra fusion e prog rock nel 1981, "Prononcez".
Euro
21,00
codice 3513752
scheda

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