Hai cercato:  dall'anno 60 all'anno 69 --- Titoli trovati: : 3338
 
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Autosalvage autosalvage
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1968  rca victor 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Prima molto rara stampa americana, copertina (con piccolo foro promozionale in basso a sinistra) cartonata, etichetta nera con "deep groove", con in alto un cucciolo di cane e "RCA VICTOR" in bianco, catalogo LSP3940. Il primo ed unico album del gruppo Americano. Formati nel 1966 dal virtuoso del bluegrass Thomas Donaher e dal multistrumentista Darius Davenport, gli Autosalvage furono una delle piu' celebrate jug band della loro epoca. la loro formazione presentava elementi di talento eccezionale, tar di essi l' ex-Ian and Sylvia Rick Turner e il bassista Skip Boone fratello del Lovin' Spoonful Steve Boone, il loro suono era originalissimo e riusciva a coniugare il classico jug band con il rock la psichedelia ed il progressive in un mix con pochi termini di paragone, la svolta per la band avvenne quando furono ascoltati e scoperti da Frank Zappa che stava suonando a New York, lo stesso Zappa gli procuro' un contrato con la RCA Victor. Il loro unico lavoro usci' nel 1968 ed e' considerato ancora oggi come uno dei piu' sorprendenti lavori dell'anno, molti i brani originali, Land Of Their Dreams, Burglar Song e Rampant Generalities con un mix di Folk Country alla Byrds, blues-rock , psychedelia . il tutto condito da un sound indefinibile ed originalissimo. Si sciolsero sfortunatamente poco dopo l'uscita di questo album, Boone e Davenport saranno poi nei Bearper poi divenire celeberrimi session Men, suoneranno tra gli altri nell'album di Terence Boylan del 1969 . Rick Turner suonera' con Jerry Corbitt e Jeffrey Cain, per poi divenire un cceleberrimo liutaio, tra l'altro quello di fiducia di Ry Cooder.
Euro
70,00
codice 239837
scheda
Axelrod david song of innocence (180 gr)
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  capitol / elemental 
rock 60-70
Ristampa del 2023, edizione limitata in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura su Capitol. Il primo album solista del produttore, compositore ed arrangiatore David Axelrod, l' uomo che fu alla base del successo degli Electric Prunes, principale artefice del loro terzo celeberrimo album "Mass In F Minor", registrato in gran parte con la vera band in tour in Europa da musicisti di studio, seguendo per l' appunto le direttive e le idee di Axeldod. Questo "Song of Innocence", ispirato all' opera di William Blake cosi' come il successivo "Songs of Experience", fu registrato poche settimane dopo "Mass in F Minor"; interamente strumentale, e' un disco che rivela il suo indubbio fascino a chi vi si accosti senza pregiudizi, tra psichedelia e musica orchestrale, con partiture complesse ed articolate, in un' abile alternarsi di oscurita' e squarci di luce. Non un disco per tutti, ma una possibile scoperta per chi voglia addentrarsi nelle pieghe della psichedelia americana, alla ricerca di opere, come questa, "diverse" e stimolanti. Negli ultimi anni l'oscuro lavoro di culto del compositore David Axelrod (nato negli anni '30, scomparso nel 2017) è tornato alla luce e l'artista ha assunto finalmente lo status di ''fenomeno'' che certamente si merita: le sue opere degli anni '60 e '70 sono considerate dalla critica moderna capolavori del jazz cosmico orchestrale, guadagnandosi fans accaniti non solo tra chi segue lo hip hop ma anche il rock, visto il suo lavoro con gli Electric Prunes e con le influenze della musica psichedelica. I suoi primi album sono una possibile scoperta per chi voglia addentrarsi nelle pieghe della psichedelia americana, alla ricerca di opere "diverse" e stimolanti, dopo di che la discografia di Axelrod proseguirà con altri lavori meno eclatanti.
Euro
32,00
codice 3033370
scheda
Axton charles Late late party 1965-67
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1965  light in the attic 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soul funky disco
Copia ancora incellophanata, l' originale stampa, ormai fuori catalogo, in vinile pesante, copertina cartonata ruvida apribile senza codice a barre, inserto apribile con foto in bianco e nero e note storiche, label bianca con scritte nere, titolo ed autore in giallo, catalogo LITA067, adesivo di presentazione del disco sul cellophane. Pubblicata nel 2011 dalla Light In The Attic, questa raccolta e' la prima retrospettiva in assoluto sul sassofonista americano Charles ''Packy'' Paxton, uno degli strumentisiti piu' importanti nel definire quello che poi sarebbe divenuto il classico sound della Stax Records, caposaldo del soul r'n'b degli anni '60. Axton (1941-1974) era figlio di Estelle Axton, co-proprietaria della Stax, e fu uno dei fondatori dei Mar-Keys, suonando insieme ad altri strumentisti fondamentali del soul dell'epoca quali Steve Cropper, Donald ''Duck'' Dunn e Booker T.; qui lo troviamo in diciassette brani del periodo 1965-67, incisi con diverse formazioni: The Martinis, ''Holiday cheer'', ''Bullseye'', ''Hung over''; Stacy Lane, ''No ending''; L.H. & the Memphis Sounds, ''House full of rooms''; The Pac-Keys, ''Stone fox''; The Packers, ''Hole in the wall''; The Martinis, ''South american robot''; The Pac-Keys, '''Dig in''; L.H. & the Memphis Sounds, ''Out of control''; The Martinis, ''Key chain''; The Pac-Keys, ''Hip pocket''; L.H. & The Memphis Sounds, ''I'm a fool (in love)''; Stacy Lane, ''No love have I''; The Pac-Keys, ''Greasy pumpkin''; The Martinis, ''I'll always love you'', ''Late late party''.
Euro
30,00
codice 2030803
scheda
Axton hoyt Explodes
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1964  vee jay 
rock 60-70
Copertina cartonata a busta, senza codice a barre e ''paste on'' sul retro. Ristampa pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1964 dalla Vee Jay, il quinto album, successivo a ''Saturday's child'' (1963) e precedente ''Mr. Greenback dollar man'' (1965). Il cantautore americano realizza qui un disco particolare e di difficile collocazione stilistica, decisamente non e' un disco di folk rock o country rock, ma un'opera dai contorni sfumati in cui si abbinano pop dell'epoca e soul/r'n'b, con arrangiamenti elettrici ed un approccio vocale spesso rauco che contrasta con le basi musicali piuttosto melodiche. Grande autore di canzoni, spesso interpretate con successo da altri artisti (Kingstone Trio, Steppenwolf, Three Dog Night, Joan Baez, Arlo Guthrie e molti altri), Hoyt Axton (1938-1999), nato a Comanche, Oklahoma, ha anche inciso una quantita' sterminata di ottimi album tra folk e country, attraversando un momento di notevole popolarita' nella prima meta' degli anni '70, e trovando il tempo di diventare apprezzato caratterista nel mondo del cinema. Nonostante i due lavori per la M.C.A., incisi tra il '77 ed il '78, siano pericolosamente vicini al country di scuola "nashvilliana" piu' di maniera, la formazione di una personale etichetta, la Jeremiah, permise ad Axton di chiudere dignitosamente i '70, gettando buone basi per il decennio successivo.
Euro
21,00
codice 3504669
scheda
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1964  esp 
jazz
Ristampa ufficiale, con copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura, dell' album pubblicato nel 1966 dalla ESP, ed inciso a New York il 17 luglio del 1964 da una stellare formazione a sei composta da Albert Ayler (sax tenore), Don Cherry (tromba), JohnTchicai (sax alto), Roswell Rudd (trombone), Gary Peacock (contrabbasso) e Sonny Murray (batteria). Registrato dal registra Michael Snow per farne utilizzo nell' omonima pellicola che pero' ancora non era stata girata all' epoca della registrazione, "New York Eye And Ear Control" e' realizzato con una formazione zeppa di talenti del jazz d'avanguardia, e contiene una breve introduzione, "Dons dawn", e due lunghe improvvisazioni free, "Ay" e "Itt", interessantissimo documento del fermento musicale in atto in quel periodo nel mondo del jazz.
Euro
33,00
codice 3028152
scheda
Ayler albert Bells (+ bonus track)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1965  esp 
jazz
Copertina senza codice a barre. Ristampa del 2014, pressoché identica alla rarissima prima tiratura, ma con una bonus track, "Vibrations aka (tune Q)2", registrata il 10/7/64 e posta sulla seconda facciata. Originariamente pubblicato nel 1965 dalla Esp, registrato dal vivo alla Town Hall di New York il primo di maggio del 1965 da Albert Ayler (sax), Donald Ayler (tromba), Charles Tyler (sax alto), Lewis Worrell (contrabbasso) e Sonny Murray (batteria), uno dei primi e più dirompenti album del grande sassofonista. "Bells" inciso solo su di una facciata nella sua prima tiratura, contiene un solo lungo brano di venti minuti, una vera e propria odissea nel meandri del free jazz pù estremo, una prova dal sound lancinante e lacerato, ma anche animata da una vitalità incontrollabile e da una feroce volontà espressiva corale. Il concerto, che ebbe luogo poche settimane dopo l'assassinio di Malcolm X, sembra percorso da una vena rabbiosa e potentemente emotiva, questo non è free jazz cerebrale ed astratto anche se potrebbe sembrarlo, ma è piuttosto una musica viscerale e pervasa da una grande e forse disperata volontà di comunicare. Albert Ayler (1936-1970) e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel be bop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici africane, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' degli afroamericani.
Euro
32,00
codice 2117927
scheda
Ayler albert In greenwich village
Lp [edizione] nuovo  stereo  hol  1966  back to black / impulse 
jazz
Vinile da 180 grammi, allegato voucher per il download dell'album da internet, copertina apribile. Ristampa del 2015 ad opera della Back To Black / Impulse, pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1967 dalla Impulse, questo album contiene registrazioni dal vivo effettuate a New York: sulla prima facciata troviamo i brani ''For john coltrane'' e ''Change has come'', registrati al Village Theatre il 26 febbraio del 1967 da Albert Ayler (sax tenore, sax alto), Donald Ayler (tromba), Joel Freedman (violoncello), Bill Folwell (contrabbasso), Alan Silva (contrabbasso) e Beaver Harris (batteria); sulla seconda i brani ''Truth is marching in'' e ''Our prayer'', registrati al Village Vanguard il 18 dicembre del 1966 con formazione quasi identica a quella della prima facciata, con l'eccezione di Michael Sampson (violino) che sostituisce Freedman, e Henry Grimes (contrabbasso), che sostituisce Alan Silva. Salutato dalla critica come il suo miglior lavoro per la Impulse, questo set di brani live e' un classico esempio del free anarchico ed emotivo di Ayler, che esprime un dissonante ma chiaro lirismo nella serenata senza batteria ''For John coltrane'' ed una fanfara di violenza esplosiva invece in ''Change has come''; questi due caratteri si fondono in ''truth is marching'', mentre ''Our prayer'' rivela un lato piu' lirico e melodico, toccante ma sempre molto anticonformista. Albert Ayler (1936-1970) e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel be bop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici africane, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' degli afroamericani.
Euro
27,00
codice 3508546
scheda
Ayler albert Love cry (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1967  verve / universal 
jazz
Vinile da 180 grammi per audiofili, pressato negli stabilimenti della Third Man di Detroit, copertina apribile. Ristampa del 2022 ad opera della Verve / Universal, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1968 dalla Impulse! / ABC, inciso ai Capitol Studios di New York il 31 agosto del 1967, ed il 13 febbraio del 1968, da Albert Ayler (sax tenore, sax alto, voce), Donald Ayler (tromba), Call Cobbs (clavicembalo), Alan Silva (contrabbasso) e Milford Graves (batteria). Sebbene sia un lavoro meno stridente e radicale rispetto alle sue opere su ESP, "Love cry" mantiene un approccio assolutamente non commerciale, evidenziando una enorme vitalità, dipingendo una chiassosa e popolosa strada metropolitana dove fanfare jazz vecchio stile e filastrocche comunicano e si intrecciano con l'avanguardia free e post bop; le sonorità del clavicembalo assumono un tono davvero bizzarro in questa miscela sonora, fronteggiando la selvaggia creatività dei fratelli Ayler, dei quali Donald, tribolato da problemi psicologici, sarebbe di lì a poco stato estromesso dal gruppo. Questa la scaletta: "Love Cry", "Ghosts", "Omega", "Dancing Flowers", "Bells", "Love Flower", "Zion Hill", "Universal Indians". Albert Ayler (1936-1970) e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel be bop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici africane, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' degli afroamericani.
Euro
28,00
codice 3515595
scheda
Ayler albert Prophecy (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1964  esp 
jazz
Vinile da 180 grammi, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2017, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1975 dalla ESP, questo album postumo fu registrato dal vivo al Cellar Cafe di New York il 14 giugno del 1964, da Albert Ayler (sax tenore), Gary Peacock (contrabbasso) e Sonny Murray (batteria). Questo concerto si tenne tre settimane prima che Ayler ed il suo trio registrassero l'epocale album "Spiritual unity", ricordato come il primo disco jazz pubblicato dalla ESP; Queste performances rivelano una vitalità ed una forza espressiva ad un tempo festose e laceranti, nelle quali melodie popolari e vortici di furia e dissonanza free jazz si fondono in un magma travolgente, certo di non facile ascolto, ma anche molto lontano dalle elucubrazioni più cerebrali di certo free. Contiene fra l'altro due delle prime versioni di uno dei brani più celebri di Ayler, "Ghosts", e soprattutto è un documento indelebile, purtroppo postumo, della creatività libertaria del jazz del sassofonista, capace di intrecciare le influenze popolari e del jazz tradizonale con la "new thing" più estrema in un reticolo coerente ed espressivo. Questa la scaletta: "Spirits", "Wizard", "Ghosts, first variation", "Prophecy", "Ghosts, second variation". Albert Ayler (1936-1970) e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel be bop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici africane, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' degli afroamericani.
Euro
34,00
codice 2118271
scheda
Ayler albert vibrations (ghosts)
lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1964  freedom / org 
jazz
Ristampa del 2017, in vinile per audiofili pressato nei prestigiosi stabilimenti tedeschi Pallas, copertina pressoche' identica alla seconda versione di questo disco, intitolata "Vibrations", mentre la primissima tiratura era uscita con titolo "Ghosts" in Danimarca su etichetta Debut. Pubblicato dopo "My name is Albert Ayler" e prima di "Spirits", l' album del geniale sassofonista tenore di colore, originariamente uscito in Danimarca con il titolo "Ghosts" su etichetta Debut (virtualmente impossibile la prima stampa ormai), poi ristampato con innumerevoli versioni diverse di copertina e tilolo. Registrati a Copenhagen il 14 settembre del 1964, con un gruppo strepitoso con Don Cherry alla tromba "tascabile", Gary Peacock al contrabasso e Sunny Murray alla batteria (quest' ultimo con lui sin da quando entrambi suonavano nel Cecyl Taylor Quartet), i brani "Ghosts" (presente in due versioni), "Children", "Holy Spirit", "Vibrations" e "Mothers", sei composizioni originali, nelle quali Ayler sviluppa complesse ed avventurose trame sonore partendo spesso da semplici melodie, tra massime testimonianze del miglior periodo creativo di colui che e' stato tra i massimi e piu' influenti esponenti del free jazz. Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel bebop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici afro, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' dei neri. "Il jazz appartiene ad un'altra era, a un altro tempo e a un altro luogo. Noi suoniamo free music. C'Š la musica e ci sono gli esseri umani, e questo Š tutto. Io non suono jazz. Mia madre non ha messo al mondo un musicista di jazz ma un essere umano. E questo Š ci• che io suono: musica umana".
Euro
30,00
codice 2110116
scheda
Ayler albert trio spiritual unity
Lp [edizione] nuovo  mono  usa  1964  esp disk 
jazz
Ristampa in vinile 180 grammi, in mono, copertina pressoché identica a quella pressata dalla etichetta di culto newyorkese Esp, con la particolarita' del disegno sul fronte in nero e le scritte in rosso. Registrato a New York il 10 luglio dello 1964 in cui l' album venne pubblicato, si tratta di uno dei 600 albums che la rivista Blow Up ha inserito tra quelli fondamentali della musica del '900, definito punk prima del punk, registrato con Gary Peacock al contrabbasso e Sunny Murray alla batteria, contiene tre brani, "Ghosts", "Spirit" e "The wizard", dominati dal lancinante sassofono di Albert Ayler, sono un'incredibile testimonianza di come il jazz fosse incommensurabilmente piu' avanti dell'allora nascente musica rock. "Il jazz appartiene ad un'altra era, a un altro tempo e a un altro luogo. Noi suoniamo free music. C'e' la musica e ci sono gli esseri umani, e questo e' tutto. Io non suono jazz. Mia madre non ha messo al mondo un musicista di jazz ma un essere umano. E questo e' cio' che io suono: musica umana". Musica dalla liberta' formale ed estetica, che si rifa' consapevolmente alla improvvisazione ed alle tonalita' tipiche della musica afroamericana delle origini, costantemente rivolta alla rivisitazione della musica religiosa del gospel, dello spiritual ma, soprattutto, del primo rhythm 'n' blues sul quale Ayler si era formato (a differenza di gran parte dei suoi colleghi le cui radici musicali affondavano nel bebop). La musica di Ayler si esprime attraverso un amore sviscerato per le origini e le radici afro, per le strutture poliritmiche, per la riappropriazione del puro elemento ritmico, divenendo cosi' un percorso a ritroso nella storia della cultura afroamericana, espressa in una versione moderna, dinamica, concettuale della nuova realta' dei neri.
Euro
35,00
codice 2126030
scheda
Aznavour charles Aznavour italiano volume 2
Lp [edizione] originale  mono  ita  1963  barclay 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good world
prima stampa italiana, in mono, copia che presenta un modesto restauro con nastro adesivo trasparente ed una minuscola abrasione di circa mezzo centimetro di lato sul retro copertina, oltre ad una piccola sigla scritta a penna biro, e con lievissimi segni di invecchiamento sul vinile, che provocano leggerissimi rumori di fondo in alcuni punti del disco, copertina cartonata lucida sul fronte e liscia sul retro, dove è stampata l'originaria indicazione del prezzo di 2.700 lire più tasse, label con ''deep groove'' azzurra ed arancione sfumata, scritte nere, logo Barclay nero in alto, con logo BIEM senza riquadro a destra, senza logo ne' timbro Siae (subentrera' nel 1970), senza data sul trail off, catalogo BLP9023. Pubblicato nel 1963 dalla Barclay in Italia, questo è uno dei primi della folta schiera di album incisi da Aznavour in lingua italiana, per un pubblico che lo amò non poco; Charles risponde cantando con voce limpida e carica della sua caratteristica enfasi romantica e sensibile, canzoni scritte in gran parte dal paroliere Giorgio Calabrese, oltre a due di Mogol ed una di Sergio Bardotti. Questa la scaletta: "Se tu mi porti", "Ne deduco che t'amo", "Aspetto te", "La mamma", "E tu strafai", "Questa giovinezza", "Dopo l'amore", "Vivere con te", "Meglio per te se piangi", "Maledetto piano", "Ti lasci andare", "Se non avessi più". Celeberrimo cantante francese di origini armene, Charles Aznavour, nato nel 1924 e scomparso nel 2018, è stato uno dei più famosi cantanti europei. Venne scoperto attorno alla metà degli anni '40 dalla grande Edith Piaf, che lo portò con sé in tour in Francia e negli Stati Uniti, nel 1946. Rinomato per la sua peculiare voce tenorile e per le sue canzoni dai temi sentimentali.
Euro
18,00
codice 333699
scheda
Aznavour charles Time is now
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1962  dol 
world
Vinile da 180 grammi. Ristampa del 2017 ad opera della Dol, pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1962 dalla Mercury negli USA, uscito anche nel Regno Unito con il titolo di ''Charles Aznavour sings (pour vous, mesdames)'', questo e' uno dei primi album per il mercato anglosassono del celebre interprete franco-armeno. Con l'eccezione del brano ''The comedians'' e di un breve passaggio di ''Two guitars'' (cantato in lingua armena), tutte le canzoni sono cantate in lingua inglese. Le atmosfere della chanson francofona di cui Aznavour era gia' un maestro di prima grandezza sono qui trasposte per il pubblico americano ed inglese, ma senza snaturarsi, come mostrano splendide ballate quali ''Tomorrow is my turn'' e ''The time is now''. Questa la scaletta: ''You've let yourself go'', ''Two guitars'', ''You've got to learn'', ''The boss is dead'', ''March of the angels'', ''The comedians'', ''The time is now'', ''The travelin' man'', ''Tomorrow is my turn'', ''Like strangers'', ''Sarah'', ''The bellringer''. Celeberrimo cantante francese di origini armene, Charles Aznavour, nato nel 1924 e scomparso nel 2018, e' uno dei piu' famosi cantanti europei. Venne scoperto attorno alla meta' degli anni '40 dalla grande Edith Piaf, che lo porto' con se' in tour in Francia e negli Stati Uniti, nel 1946. Rinomato per la sua peculiare voce tenore e per le sue canzoni dai temi sentimentali.
Euro
16,00
codice 3511544
scheda
Bacalov luis La strega in amore ost
Lp [edizione] nuovo  stereo  ita  1966  CAM Sugar / Decca 
soundtracks
Label custom rossa e nera con ritratto di Rosanna Schiaffino su di una facciata, scaletta dei brani sull'altra, catalogo CS004. Per la prima volta disponibile grazie a questa edizione del 2021 ad opera della CAM Sugar / Decca, restaurata e rimasterizzata dai master originali, e con artwork e lettering di Luca Barcellona, la colonna sonora del film "La strega in amore" (1966), diretto da Damiano Damiani, non era mai stata pubblicata prima di questa edizione. Le musiche furono composte da Luis Bacalov, il quale si avvalse della deliziosa voce in stile scat di Nora Orlandi in tre brani. La colonna sonora, largamente strumentale, fonde un jazz leggero e svolazzante, con frequente impiego di flauto, e sfumature easy listening e vagamente esotiche. Questa la scaletta: "La Strega In Amore – Titoli", "Aura (Danza Erotica)", "Due Donne Un Enigma", "Consuelo (Danza Voodoo)", "Seduzione Diabolica", "Danza Greca", "Bruciata Viva", "Seduzione Diabolica #2", "Seduzione Diabolica #3", "Seduzione Diabolica #4", "Consuelo (Danza Voodoo) #2". Compositore di origini argentine, Luis Enriquez Bacalov (1933-2017) è stato a lungo un acclamato autore di musiche per il cinema in Europa, ma negli Stati Uniti ha raggiunto la fama solo dopo aver ricevuto l'oscar per la colonna sonora de ''Il postino'' di Michael Radford. Stabilitosi in Italia alla fine degli anni '50, inizialmente lavora con successo anche come arrangiatore per cantanti pop italiani come Claudio Villa, Milva e Gianni Morandi. Ha pubblicato dischi sia come Luis Enriquez che come Luis Bacalov.
Euro
17,00
codice 3515796
scheda
Bacharach burt Butch cassidy and the sundance kid ost
Lp [edizione] originale  stereo  ger  1969  A&M 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
prima stampa europea di pressaggio tedesco, copertina (con leggeri segni di usura) laminata sul fronte, label marrone con logo A&M Records arancio e nero in riquadro bianco a sinistra, marchio GEMA in riquadro a desta e "ST 33" in due cerchi sotto di esso, catalogo 80701IT. Pubblicata nel 1969 dalla A&M nel Regno Unito e negli USA, la colonna sonora del film western "Butch Cassidy and the Sundance Kid", diretto da George Roy Hill ed interpretato da Paul Newman, Robert Redford e Katharine Ross. Le musiche furono composte da Burt Bacharach, e la colonna sonora contiene famosamente la celeberrima canzone "Raindrops keep fallin' on my head", cantata da B.J. Thomas, un brano pop che contrasta con lo stile del resto del disco, più orchestrale e venato di jazz latino, bossa nova e vaudeville, e nel quale sono state evidenziate dalla critica anche influenze morriconiane in alcuni episodi quali "Come touch the sun" e "South american getaway" (con le sue parti vocali scat / wordless). Bacharach costruisce una musica elegante dal tocco leggero e sottilmente malinconico; nonostante la sua natura di colonna sonora, rimane uno degli album più apprezzati del compositore americano. Questa la scaletta: "The Sundance Kid", "Raindrops Keep Fallin' On My Head (B.J. Thomas Vocal)", "Not Goin' Home Anymore", "South American Getaway", "Raindrops Keep Fallin' On My Head (Instrumental)", "On A Bicycle Built For Joy (B.J. Thomas Vocal)", "Come Touch The Sun", "The Old Fun City (N.Y. Sequence)", "Not Goin' Home Anymore Reprise". Burt Bacharach è stato uno dei pilastri della musica degli anni '60, compositore i cui arrangiamenti, raffinatissimi e molto originali, uniti a liriche sempre interessanti e mai scontate, ne hanno fatto un vero monumento del periodo, e che scelse, volutamente, di rappresentare la faccia ''per bene'' dell'America, negli anni difficili della contestazione e delle marce contro la guerra in Vietnam, non tanto perché approvasse la politica USA ma perché, come nel caso di altri artisti, si rifiutò sempre di mescolare la musica con il sociale. La sua opera è stata molto rivalutata recentemente, ed i suoi brani, originalissimi, sono oggi in assoluta sintonia con la moderna musica pop lounge e easytronica europea di Stereolab e Air.
Euro
16,00
codice 335038
scheda
Bacharach burt Hit maker! (ltd. 180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  mono  eu  1965  elemental music 
rock 60-70
Edizione limitata in vinile da 180 grammi. Ristampa del 2018 ad opera della Elemental Music, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1965 dalla London / Kapp nel Regno Unito, il primo delizioso album di Bacharach, precedente "Reach out" (1967, escludendo le colonne sonore), fu inciso a Londra con un cast di talenti locali che includeva gli ubiqui Jimmy Page e John Paul Jones, Big Jim Sullivan, membri della Ted Heath Band e le voci, non accreditate, delle Breakaways, trio vocale femminile britannico. La scaletta è composta da interpretazioni, di classici brani composti da Bacharach insieme al collaboratore Hal David, ma non è lui che canta, bensì ricopre il ruolo di produttore e direttore musicale, creando nuovi arrangiamenti per questi gioiellini di pop melodico orchestrato, che ebbero un notevole successo nel Regno Unito, portandovi il 33 giri nella top ten, e ottenendovi una grande hit con il singolo "Trains and boats and planes". Qui di seguito la scaletta. Side A: 1. DON’T MAKE ME OVER 2. WALK ON BY 3. DON’T GO BREAKING MY HEART 4. BLUE ON BLUE 5. THE LAST ONE TO BE LOVED 6. (THERE’S) ALWAYS SOMETHING THERE TO REMIND ME; Side B: 1. 24 HOURS FROM TULSA 2. TRAINS AND BOATS AND PLANES 3. WIVES AND LOVERS 4. SATURDAY SUNSHINE 5. A HOUSE IS NOT A HOME 6. ANYONE WHO HAD A HEART. Burt Bacharach è stato uno dei pilastri della musica degli anni '60, compositore i cui arrangiamenti, raffinatissimi e molto originali, uniti a liriche sempre interessanti e mai scontate, ne hanno fatto un vero monumento del periodo, e che scelse, volutamente, di rappresentare la faccia ''per bene'' dell'America, negli anni difficili della contestazione e delle marce contro la guerra in Vietnam, non tanto perché approvasse la politica USA ma perché, come nel caso di altri artisti, si rifiutò sempre di mescolare la musica con il sociale. La sua opera è stata molto rivalutata recentemente, ed i suoi brani, originalissimi, sono oggi in assoluta sintonia con la moderna musica pop lounge e easytronica europea di Stereolab e Air.
Euro
16,00
codice 3514893
scheda
Bacharach burt Reach out
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  A&M / elemental 
rock 60-70
Ristampa limitata in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1967 dalla A&M nel Regno Unito e negli USA, questo album uscì fra due colonne sonore composte da Bacharach, "After the fox" (1966) e "Casino royale" (1967); senza considerare le sue colonne sonore, si tratta del secondo album solista dell'artista statunitense. "Reach out" rivela l'anima jazz di Bacharach ed il suo gusto per gli arrangiamenti da big band sposati alla canzone pop, il tutto immerso in atmosfere leggere e solari, grazie a melodie delicate e zuccherine che carezzano l'udito con gentilezza. Un disco puramente pop, in larga parte strumentale, lontanissmo dalle visioni psichedeliche e rock blues che andavano per la maggiore in quel 1967, ma il cui ascolto rivela come un gruppo come i Love fosse così suggestionato dalla musica di Bacharach all'epoca di "Forever changes". Burt Bacharach è stato uno dei pilastri della musica degli anni '60, compositore i cui arrangiamenti, raffinatissimi e molto originali, uniti a liriche sempre interessanti e mai scontate, ne hanno fatto un vero monumento del periodo, e che scelse, volutamente, di rappresentare la faccia ''per bene'' dell'America, negli anni difficili della contestazione e delle marce contro la guerra in Vietnam, non tanto perché approvasse la politica USA ma perché, come nel caso di altri artisti, si rifiutò sempre di mescolare la musica con il sociale. La sua opera è stata molto rivalutata recentemente, ed i suoi brani, originalissimi, sono oggi in assoluta sintonia con la moderna musica pop lounge e easytronica europea di Stereolab e Air.
Euro
18,00
codice 3030455
scheda
Bachs out of the bachs
lp [edizione] nuovo  mono  eu  1968  out-sider 
rock 60-70
ristampa del 2015, copertina senza barcode, pressocche' identica alla prima straordinariamenta rara tiratura pressata pare in 150 copie su Roto Records (etichetta fantomatica creata per l' occasione dallo stesso gruppo), ed oggi venduta a svariate migliaia di dollari nell' ambito delle solite aste private riservate alla ristretta cerchia di collezionisti di mega-rarita', ma corredata di inserto esclusivo con note e foto. Questo unico lavoro della garage band di Chicago non e' pero' un album leggendario solo per la sua rarita', ma anche per la sua straordinaria bellezza, che ne fa uno degli albums di culto del panorama garage mondiale dell' epoca. Attiva dal 1965, la band era guidata dal bassista e cantante Black Allison e dal chitarrista John Peterman, che in breve tempo affiancarono alle usuali covers nel repertorio del gruppo una gran quantita' di brani originali, divenendo nel frattempo una delle piu' stimate bands della ricca scena di Chicago. Vicini ad un contratto discografico con la Chess, giunsero nel '68 alla decisione di sciogliersi, non prima pero' di aver registrato un album che contenesse la testimonianza della loro esistenza. Registrato in modo approssimativo in pochi giorni in uno studio che mai prima aveva ospitato un gruppo rock, l' album contiene cionondimeno 12 autentiche, grezze gemme, tutte composte da Allison e Peterman, che alternano o mettono insieme splendidamente beat, garage, folk rock ed occasionali screziature psichedeliche, ed evidenziano una vena compositiva assolutamente non comune, che certo eleva enormemente il gruppo dal marasma di bands che, in un contesto analogo, realizzarono in quegli anni degli albums del tutto o quasi autoprodotti, come questo che pero' dice inequivocabilmente di un gruppo che avrebbe meritato bel altri traguardi. Brani come l' iniziale, travolgente "You're Mine", la trasognata e malinconica "Free Fall", l' appassionata "My Independence Day", l' acid punk di "Minister To A Mind Diseased", la superba e psichedelica "Tables Of Grass Fields", il garage beat fulminante di "Show Me That You Want To Go Home" impongono come un dovere l' ascolto ripetuto di questo disco, che cresce ascolto dopo ascolto rivelando finalmente tutta la sua bellezza, rispetto alla quale i limiti tecnici di registrazione possono persino essere considerati funzionali, come un eccessivo uso dell' eco che in realta' conferisce alla musica del gruppo un gusto vagamente arcano.
Euro
27,00
codice 2104563
scheda
Badfinger At the bbc
Lp [edizione] nuovo  mono  uk  1969  rhythm & blues 
rock 60-70
Copertina flipback su due lati sul retro e senza codice a barre, catalogo R&B84. Pubblicato nel 2022 dalla Rhythm & Blues, questo album compila, in mono, sedici registrazioni tratte da sessioni radiofoniche per la BBC ed un paio di brani registrati invece per il programma televisivo tedesco Beat Club. La prima facciata contiene sessioni risalenti al 1969, effettuate quando i quattro ragazzi inglesi si facevano ancora chiamare The Iveys, mentre la seconda facciata contiene registrazioni del 1970, quando ormai avevano assunto la sigla definitiva Badfinger. La qualità di registrazione è complessivamente molto buona, con l'eccezione dei brani "Birthday" e "Nobody", per i quali non era disponibile una fonte di alta qualità. Qui di seguito la scaletta. SIDE 1 - The Iveys, BBC Sessions 1969: 1. Maybe Tomorrow (11/3/69) 2. Drive My Car (11/3/69) 3. Just One Look (11/3/69) 4. When Will I Be Loved (11/3/69) 5. The Way You Do The Things You Do (11/3/69) 6. Respect (20/1/69) 7. Birthday (31/7/69) 8. Nobody (31/7/69); SIDE 2 - Badfinger, BBC & Beat Club Sessions 1970: 1. Come And Get It (29/1/70) 2. Come And Get It (19/1/70) 3. Rock Of All Ages (19/1/70) 4. Midnight Sun (19/1/70) 5. I Can't Take It (1/6/70), 6. Believe Me (1/6/70) 7. Come And Get It (Beat Club, 28/2/70) 8. Rock Of All Ages (Beat Club, 28/2/70). Ingaggiati dalla Apple quando ancora si chiamavano Iveys (formati nel 1961) e facevano base a Liverpool, incisero un album di discreto successo con quella prima denominazione prima di cambiare nome e divenire, con qualche aggiustamento nella formazione, Badfinger, nel 1968. Si proponevano come i nuovi Beatles, e le loro semplici melodie li portarono ad un successo notevole fra la fine degli anni '60 ed i primi '70, e poi ad un pregevole album, il sesto ''Wish you were here'', quando ormai il pubblico li stava abbandonando; il chitarrista, cantante e compositore Peter Ham, vero leader della band, si suicido' impiccandosi nell'aprile del 1975, segnando la fine della band, che si sarebbe riformato brevemente alla fine del decennio.
Euro
28,00
codice 2108637
scheda
Baez joan any day now
Lp2 [edizione] originale  stereo  ita  1968  Vanguard 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Doppio album, prima bella stampa italiana, copertina cartonata, laminata fronte e retro, etichetta con "small deep groove", color senape con cavaliere bianco in basso, catalogo SVAL33.011, con "D.R." (Diritti Riservati) a sinistra, senza marchio ne' timbro Siae (che subentreranno di li' a poco), con data sul trail off dei quattro lato "10/3/1969". Pubblicato in Usa nel dicembre del 1968 dopo ''Baptism'' e prima di ''David's album'', giunto al numero 30 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk dove usci' nel gennaio del 1969. Ottavo album in studio della folksinger americana, "Any Day Now" e' un lavoro composto esclusivamente da composizioni di Bob Dylan, passato alla storia della musica americana per la presenza dell'ecezionale interpretazione di "Love Is Just a Four-Letter Word." fu registrato con un cast di 18 musicisti ed e' considerato come uno dei capolavori della folksinger americana che da qui un addio ideale al suo primo periodo artistico. ecco la lista dei brani, lo ricordiamo, tutti composti da Dylan -love Minus Zero/No Limit , North Country Blues, You Ain't Going Nowhere, Drifter's Escape, I Pity the Poor Immigrant, Tears of Rage, Sad Eyed Lady of the Lowlands, Love Is Just a Four-Letter Word, I Dreamed I Saw St. Augustine, The Walls of Redwing, Dear Landlord, One Too Many Mornings, I Shall Be Released, Boots of Spanish Leather, Walkin' Down the Line, The Restless Farewell.
Euro
32,00
codice 252189
scheda
Baez joan First 10 years
LP2 [edizione] originale  stereo  uk  1960  vanguard 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Doppio album, prima stampa inglese del 1971, copertina (con leggeri segni di usura) apribile laminata all'esterno, con distribuzione RCA sul retro, label oro / marrone con scritte nere, scritta ''recordings for the connoisseur'' bianca lungo il bordo, logo Vanguard nero in alto e piccolo disegno di cavaliere bianco in basso, senza distribuzione né logo Pye, catalogo VSD6560/1. Pubblicata dalla Vanguard nel 1970 negli USA, dove giunse al 73esimo posto in classifica, e nel 1971 nel Regno Unito, dove arrivò alla 41esima posizione, questa antologia documenta i primi dieci anni di attività discografica su Vanguard (1960-1970) della cantautrice americana, attraverso una scaletta di ventitrè splendidi brani tratti dai suoi dischi dell'epoca, che evidenzia sia la sua capacità di interpretare covers di moderni brani di autori come Dylan, Phil ochs e persino Donovan ed i Rolling Stones, che quella di misurarsi con grande personalità con i traditionals del folk nordamericano. Una valida introduzione per chi volesse addentrarsi per la prima volta nella vasta discografia di una delle più importanti interpreti del cantautorato folk statunitense degli anni '60. Questa la scaletta: "Ghetto", "If I Were A Carpenter", "Silver Dagger", "Love Is Just A Four Letter Word", "There But For Fortune", "Will The Circle Be Unbroken", "John Riley", "You Ain't Goin' Nowhere", "Mary Hamilton", "Carry It On", "Manhã De Carnaval", "If I Knew", "With God On Our Side", "Don't Think Twice It's Alright", "Geordie", "Te Ador", "Green, Green Grass Of Home", "No Expectations", "Sweet Sir Galahad", "Turquoise", "Farewell Angelina", "London/Old Welsh Song", "A Hard Rain's A-Gonna Fall". Newyorkese trapiantata in California, e' sempre stata impegnatissima, nella musica e nella vita, a portare avanti i suoi ideali di pacifismo e non violenza. Esordi' nel '59 al festival di Newport che le procuro' il contratto con la Vanguard e, nel '63, incontro' l' altro grande protagonista della musica di protesta, Bob Dylan, con cui intraprese per qualche anno un intenso rapporto sentimentale e musicale. Il suo periodo migliore venne suggellato dall' apparizione al festival di Woodstock, nel '69. Abbiamo qui preso in considerazione il periodo artisticamente migliore e piu' importante della Baez, quello dei dischi pubblicti (antologie escluse) per la Vanguard, ma la cantante e' stata attivissima, con buon successo, anche nei decenni successivi.
Euro
23,00
codice 335072
scheda
Baez joan in concert part 2 (italian version)
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  ita  1963  Vanguard 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent rock 60-70
Seconda stampa italiana del 1968, copia con lievi segni di invecchiamento sul vinile, copertina laminata sul fronte e sul retro, etichetta con "small deep groove", color senape con cavaliere bianco in basso, con "Biem - DP. - D.R." a sinistra sul lato A e "D.P. - D.R." sul lato B, senza marchio Siae stampato ne' timbro Siae (la Siae subentrera' nel 1970), data "31-5-68" sul trail off dei due lati, catalogo SVAL 33.044. Questa versione italiana del disco, cosi' come quella realizzata in altir paesi, differisce rispetto a quella americana e canadese sia per la copertina che per parte della scaletta del disco: e' assente la cover da Bob Dylan di "With God on Our SIde"; ma sono presenti i brani "Rambler / Gambler" e "Railroad Bill"; li' assenti. E' Bob Dylan a fornire le note sul retro-copertina, producendosi in "una delle sue migliori incursioni nella poesia pura" (citiamo testualmente il commento di un grande esperto in materie "dylaniane"). Pubblicato in USA nel dicembre del 1963 dopo '' Jan Baez In Concert'' , giunto al numero 7 delle classifiche USA ed al numero 8 di quelle UK dove usci' nel maggio del 1964. Il quarto album. Come il suo predecessore, Joan Baez in Concert, Pt. 1, questo live album fu un successo di classifica notevole, registrato live non molto dopo Joan Baez in Concert, Pt. 1, vede la Baez accompagnata soltanto dalla chitarra acustica, nelle fase in cui il suo repertorio si evolve dal puro traditional folk ad un repertorio che vede brani nello stile cantautoriale al momento in grande ascesa che vedeva la prominenza della figura del giovane Bob Dylan, In Concert, Pt. 2 vede le prime due covers della Baez di Dylan, "With God on Our Side" (presente nella versione nordamericana del disco) e "Don't Think Twice, It's All Right", ma anche il classico country "Long Black Veil," da Derroll Adams "Portland Town," l'inno del movimento dei diritti civili "We Shall Overcome" e la bossa nova di Luiz Bonfa "Manha de Carnaval". Rimangono ancora tuttavia alcuni puri traditional, come "Once I Had a Sweetheart"e "Jackaroe". Certamente uno degli albums piu' rilevanti della sua carriera e dell'intero folk movement Newyorkese.
Euro
16,00
codice 260130
scheda
Baez joan joan baez in italy
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1969  vanguard / orizzonte 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
ristampa italiana di fine anni '70, con copertina cambiata rispetto alla prima tiratura, nella versione con foto in bianco e nero in basso a destra su sfondo marroncino, con riquadro in alto a sinistra tipico delle uscite della linea economica Orizzonte, e logo "Orizzonte" sul retro, etichetta Vanguard giallo/senape, catalogo ORL8078, data sul trail off dei due lati "16-3-78", timbro Siae del terzo tipo, in uso dal 1978/79, con marchio Siae che non ne occupa piu' l' intero cerchio centrale. Pubblicato in Italia ed Australia nel 1969, quindi anche in Germania nel 1970 (pero' come doppio album), non uscito ne' in Usa ne' in Uk, contiene quindici brani registrati dal vivo al Teatro Lirico di Milano il 29 maggio del 1967, ad eccezione del brano "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" (versione del celebre successo di Gianni Morandi), registrato a Vienna il 2 giugno del 1967, ed inserito per volere della stessa Baez, come dedica al pubblico italiano. Questi i brani inclusi: Farewel Angelina (di Bob Dylan) / Oh! Freedom (traditional) / Yesterday (dei Beatles) / Blowin' In The Wind (di Bob Dylan) / There But For Fortune (Phil Ochs) / Kumbaya (traditional) / A City Called Heaven (traditional) / Saigon Bridge / It's All Over Now, Baby Blue (Dylan) / Where Have All The Flowers Gone (Seeger) / God's On Our Side (Dylan) / (We Want Our) Freedom Now (traditional) / We Shall Overcome (Seeger) / Dona Dona (Zeitlin, Secunda, Secunda) / C'Era Un Ragazzo Che Come Me Amava I Beatles E I Rolling Stones (successo di Gianni Morandi).
Euro
16,00
codice 260182
scheda
Bailey's nervous kats Nervous kats
Lp [edizione] nuovo  stereo  can  1965  numero group 
blues rnr coun
Copertina cartonata senza codice a barre, adesivo "made in Canada" sul retro dell'incellophanatura. Ristampa del 2023 ad opera della Numero Group, la prima in assoluto e pressoché identica alla rarissima prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1965 dalla Emma negli USA, l'unico leggendario album dei Bailey's Nervous Kats, misconosciuto gruppo di culto originato nel 1957 nella Contea di Shasta nella California settentrionale, distante dalle metropoli del florido Stato wescoastiano. Il gruppo era attivo dai tardi anni '50 e suonava un mix di rock'n'roll e surf strumentale, e persino tracce di exotica e r'n'b comparivano nella loro musica, che includeva anche brani cantati. Furono abbastanza popolari a livello locale, lontano dai centri nevralgici della cruciale scena musicale californiana di Los Angeles e San Francisco, e pubblicarono una manciata di singoli per piccole etichette fra il 1959 ed il 1961, ed anche un EP strumentale uscito su Ikon nel 1964, con un sound secco e nervoso ed il coraggio di interpretare soprattutto brani di propria composizione, piuttosto che covers, e questo loro unico album uscì quando ormai l'avventura della band era agli sgoccioli. Più tardi, sul finire degli anni '60, il chitarrista e cantante Bob Smith si sarebbe trasferito nella California meridionale ed avrebbe formato i Keystone Cops, ricordati dai cronisti come un gruppo bubblegum psichedelico.
Euro
34,00
codice 3515297
scheda
Baker chet Albert's house
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1969  liberation hall 
jazz
Ristampa del 2021 ad opera della Liberation Hall, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1969 dalla Beverly Hills negli USA, inciso a Los Angeles nello stesso anno da Chet Baker (tromba), Paul Smith (pianoforte, organo), Barney Kessel (chitarra), Jim Hughart (basso) e Frank Capp (batteria). Durante i tardi anni '60 furono pochissime le sessioni condotte da Chet Baker, che peraltro nel 1966, anni prima dell'incisione di questo "Albert's house", fu vittima di una aggressione in cui subì dei danni alla dentatura, incidente di non poco conto per un trombettista, che influì negativamente sul suo modo di suonare. Alla guida di un quintetto che include il grande chitarrista Barney Kessel, Baker si cimenta qui con dodici brani strumentali di jazz melodico, in cui ancora risuonano le calme e poetiche melodie del cool, alleggerite da arrangiamenti più accessibili rispetto ai suoi lavori classici (qui l'organo dà un tocco soul jazz ad alcuni episodi), ma ancora animate dalla sua trascinante e composta malinconia. Questa la scaletta: "Albert's House", "Farewell, San Francisco", "Time", "I Should Have Told You So", "How Dare You, Sir", "End Of The Line", "Pretty People", "Sunday In Town", "A Man Who Used To Be", "Never Had This Feeling Before", "Life", "Nice Little Girls". Uno degli esponenti principali del jazz californiano, Chet Baker suonò già giovanissimo con Stan Getz, Dexter Gordon e Charlie Parker, uno dei suoi primi sostenitori. Nel 1952 venne ingaggiato da Gerry Mulligan e l'anno successivo venne eletto miglior trombettista dell'anno dalla rivista Down Beat, diventando una delle punte di diamante del cosiddetto cool jazz; grande sia come trombettista che come cantante, Baker ha avuto una lunga e prolifica carriera ed una vita maledetta, terminata in modo tragico e misterioso ad Amsterdam nel 1988.
Euro
29,00
codice 3515310
scheda

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