Hai cercato:  dall'anno 60 all'anno 69 --- Titoli trovati: : 3325
 
Pag.: oggetti:
 
ordina per
aiuto su ricerche
Pag.: oggetti:
Allman brothers band allman brothers band (1969 mix and 1973 mix)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  mercury / universal 
rock 60-70
ristampa del 2016, ampliata a doppio album (in vinile 180 grammi per audiofili) con il primo lp che vede la rimasterizzazione dai masters analogici originali del 1969 ed il secondo lp che contiene la rimasterizzazione del mix realizzato nel 1973 dello stesso album (rintracciabile originariamente nel doppio "Beginnings" che includeva anche il secondo album), copertina apribile pressoche' identica a quella della prima rara tiratura uscita in Usa su Atco. Pubblicato in USA nel novembre del 1969 prima di ''Idlewind South'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il primo album. Uscito nel periodo in cui il successo era ancora lontano e per questo, insieme al secondo, particolarmente raro, con la sua miscela di blues, rock, jazz e gospel, rappresenta uno dei classici del southern rock di tutti i tempi. contiene le magnifiche '' whipping post'', '' dreams'', '' don't want you no more'', '' it's not my cross to bear'', ''black hearted woman'', '' trouble no more''. considerato dalla critica odierna come il miglior debutto di tutto il blues elettrico americano, mischia in un sound mai prima ascoltato hard rock, psychedelia, soul e blues elettrico, tutti centrifugati e trasportati in una ambientazione Southern che aprira' un filone tra i maggiori della musica usa degli anni ''70. a cominciare dalla unica cover presente, quella di Muddy Waters "Trouble No More." non c'e' un brano in questo lavoro che non sia piu' che riuscito.
Euro
43,00
codice 2123012
scheda
Allman brothers band jacksonville beach 1969
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  parachute 
rock 60-70
Doppio album, copertina apribile; pubblicato nel maggio del 2022, contiene l' intera registrazione (di discreta qualita' sonora) della storica performance effettuata dalla grande southern band americana il 30 marzo del 1969, al Jacksonville Memorial Coliseum della loro Jacksonville, Florida, esordio assoluto dal vivo della Allman band in una formazione che ancora non vedeva all' opera Gregg! La scaletta dei brani include tra gli altri una versione di 'Hey Joe' e covers di Jefferson Airplane ("She Has Funny Cars" e Spencer Davis Group ("Don't Want You No More"). Il sound del gruppo non e' forse ancora torridamente chitarristico come sara' presto, ma gia' intenso e sanguigno, ed il valore storico di questa registrazione davvero eccezionale. Questi i brani eseguiti: "Don't Want You No More" (Spencer Davis Group), "Rock Me Baby" (B.B. King), "Cross Road Blues" (Robert Johnson), "Born in Chicago" (Nick Gravenites John Cipollina Band), "Willie Jean Jam", "Born Under a Bad Sign" (Booker T. & the MG’s), "She Has Funny Cars" (Jefferson Airplane), "Hey Joe", "New Shoes Blues", "Travelin' Music".
Euro
30,00
codice 2117938
scheda
Allman brothers band jacksonville beach 1969
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  parachute 
rock 60-70
Doppio album, copertina apribile; pubblicato nel maggio del 2022, contiene l' intera registrazione (di discreta qualita' sonora) della storica performance effettuata dalla grande southern band americana il 30 marzo del 1969, al Jacksonville Memorial Coliseum della loro Jacksonville, Florida, esordio assoluto dal vivo della Allman band in una formazione che ancora non vedeva all' opera Gregg! La scaletta dei brani include tra gli altri una versione di 'Hey Joe' e covers di Jefferson Airplane ("She Has Funny Cars" e Spencer Davis Group ("Don't Want You No More"). Il sound del gruppo non e' forse ancora torridamente chitarristico come sara' presto, ma gia' intenso e sanguigno, ed il valore storico di questa registrazione davvero eccezionale. Questi i brani eseguiti: "Don't Want You No More" (Spencer Davis Group), "Rock Me Baby" (B.B. King), "Cross Road Blues" (Robert Johnson), "Born in Chicago" (Nick Gravenites John Cipollina Band), "Willie Jean Jam", "Born Under a Bad Sign" (Booker T. & the MG’s), "She Has Funny Cars" (Jefferson Airplane), "Hey Joe", "New Shoes Blues", "Travelin' Music".
Euro
30,00
codice 2116669
scheda
Allmen joy Recorded live in denver 1967
lp2 [edizione] originale  stereo  ger  1967  krauted mind 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Doppio album, in vinile multicolorato; copia ancora incellophanata, e con adesivo "Limited Edition Multicolor Vinyl" sul cellophane, l' originale stampa, copertina lucida apribile senza codice a barre, label custom a colori, catalogo KMR15/2. Pubblicato nel 2014 dalla tedesca Krauted Mind, questo album offre registrazioni dal vivo effettuate a Denver nel dicembre del 1967 dagli Allmen Joy, oscura band forse emerse dalla controcultua della West Coast californiana; nemmeno i membri della loro formazione sono confermati, tuttavia si sa che suonarono in alcuni luoghi mitici della psichedelia dell'epoca, fra cui lo Avalon Ballroom di San Francisco. Lu Stephens (organo, voce), Roger Alan Saunders (chitarra, voce), Ken Zeidel (chitarra ritmica, voce), Dennis Parker (basso, voce) e Rod Harper (batteria) sono i membri (non confermati) della formazione che suono' questo live, testimonianza di un sound molto aggressivo e dinamico, vicino ai Doors con organo e violente chitarre fuzz in evidenza, ma piu' vicino al garage punk rispetto a Jim Morrison e compagnia; altri accostamenti si potrebbero fare con i misteriosi Fire Escape di Frisco/Los Angeles, ma questi Allmen Joy sono ancora piu' selvaggi! Questa la scaletta: ''You're gonna miss me'', ''The monkey time'', ''Walk with me'', ''The merry tripster'', ''On boradway'', ''Need yur love'', ''Funky broadway'', ''Freak out/Instrumental''
Euro
30,00
codice 248939
scheda
Allmen joy Recorded live in denver 1967
lp2 [edizione] nuovo  stereo  ger  1967  krauted mind 
rock 60-70
Edizione limitata in vinile doppio multicolore, copertina lucida apribile senza codice a barre, label custom con disegno a colori sullo sfondo e scritte blu stilizzate, catalogo KMR15/2. Pubblicato nel 2014 dalla tedesca Krauted Mind, questo album offre registrazioni dal vivo effettuate a Denver nel dicembre del 1967 dagli Allmen Joy, oscura band forse emerse dalla controcultua della West Coast californiana; nemmeno i membri della loro formazione sono confermati, tuttavia si sa che suonarono in alcuni luoghi mitici della psichedelia dell'epoca, fra cui lo Avalon Ballroom di San Francisco. Lu Stephens (organo, voce), Roger Alan Saunders (chitarra, voce), Ken Zeidel (chitarra ritmica, voce), Dennis Parker (basso, voce) e Rod Harper (batteria) sono i membri (non confermati) della formazione che suono' questo live, testimonianza di un sound molto aggressivo e dinamico, vicino ai Doors con organo e violente chitarre fuzz in evidenza, ma piu' vicino al garage punk rispetto a Jim Morrison e compagnia; altri accostamenti si potrebbero fare con i misteriosi Fire Escape di Frisco/Los Angeles, ma questi Allmen Joy sono ancora piu' selvaggi! Questa la scaletta: ''You're gonna miss me'', ''The monkey time'', ''Walk with me'', ''The merry tripster'', ''On boradway'', ''Need yur love'', ''Funky broadway'', ''Freak out/Instrumental''
Euro
33,00
codice 2074249
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1966  derby 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent jazz
Copia con lievi segni di invecchiamento sul vinile, che provocano alcuni leggeri rumori di fondo all'ascolto, prima stampa italiana del 1967 su Derby, copertina laminata sul fronte e liscia sul retro, label rossa con scritte argento e logo Derby argentato in basso, "D.R." (Diritti Riservati) a destra, senza logo né timbro SIAE (introdotti nel 1970), senza data sul trail off, catalogo DBLS8023. Pubblicato nel 1966 dalla Pye nel Regno Unito, dove giunse al 18esimo posto in classifica, e dalla A&M negli USA, dove arrivò in vetta alla classifica billboard 200, il sesto album di Alpert con i suoi Tijuana Brass, successivo a "Going places" (1965) e precedente "S.R.O." (1966). Con "What now my love" continua lo straordinario successo ottenuto da Alpert , che fra il 1965 ed il 1968 piazzò ben cinque album al primo posto in classifica negli Stati Uniti. Una ricetta easy listening in cui vengono shakerati pop strumentale, jazz di matrice dixieland, mariachi ed altre musiche latine, immersa in atmosfere svagate e leggere, il tutto arrangiato e prodotto in modo eccellente da Alpert. Questa la scaletta: "What Now My Love", "Freckles", "Memories Of Madrid", "It Was A Very Good Year", "So What's New?", "Plucky", "Magic Trumpet", "Cantina Blue", "Brasilia", "If I Were A Rich Man", "Five Minutes More", "The Shadow Of Your Smile". Nato a Los Angeles nel 1935, il trombettista e discografico americano Herb Alpert ha avuto una lunga fruttuosissima carriera, proponendo solitamente una musica gravitante attorno allo easy listening, in cui si fondono jazz melodico, pop e musica latina come il mariachi; egli è stato anche il confondatore, con Jerry Moss, della importante label statunitense A&M. Alpert si fece strada sulla scena musicale nei primi anni '60, con i primi dischi del suo ensemble, Tijuana Brass (inizialmente un progetto di studio e non un vero e proprio gruppo), ottenendo presto grandi hits come "The lonely bull" (1962) e soprattutto "A taste of honey" (1965), brani famosissimo anche in Italia, dove prioprio la versione di Alpert è stata impiegata per molti anni come sigla del programma radiofonico della RAI "Tutto il calcio minuto per minuto". Alpert ebbe successo anche come compositore, co-firmatario di alcune hits per il grande Sam Cooke, e come produttore, con Jan & Dean, e poi anche come discografico, fondando nel 1963 la A&M, della quale i suoi Tjuana Brass erano uno dei nomi di punta. La loro musica è stata definita da alcuni "Ameriachi", un mix fra musica (soprattutto) pop e jazz statunitense e mariachi messicano; col passare dei decenni e delle mode, Alpert continuerà la sua carriera musicale adattandosi a nuove sonorità, ma tornerà anche alle amate melodie jazz pop e latine, e continuerà a lavorare in studio anche nei primi decenni del XXI secolo.
Euro
16,00
codice 334832
scheda
Amalgam Prayers for peace
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  trading places 
jazz
Copertina senza codice a barre. Ristampa del 2023 ad opera della Trading Places, pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1969 dalla Transatlantic nel Regno Unito, il primo album, precedente "Play blackwell and higgins" (1973). Inciso con la formazione composta da Trevor Watts (sax alto), Jeff Clyne (contrabbasso, sostituito da Barry Guy nella title track) e John Stevens (batteria), "Prayer for peace" offre un free jazz vitale e dirompente, vicino al versante più emozionale ed impetuoso della "new thing", guidato dai potenti assoli del sax alto di Watts e sostenuto dalla scoppiettante batteria di Stevens: la musica è sperimentale, selvaggia a tratti, con gli strumenti che dialogano fra loro in un apparente stato di anarchia, ma possiede anche un lirismo caldo e passionale. Questa la scaletta: "Tales Of Sadness", "Judy's Smile I", "Judy's Smile II", "Judy's Smile III", "Prayer For Peace". Gli Amalgam sono stati un gruppo britannico di indirizzo prevalentemente free jazz, fondati nella seconda metà degli anni '70 dal sassofonista Trevor Watts e dal batterista John Stevens, già fondatori nel 1965 dello Spontaneous Music Ensemble, uno dei primi, piu' importanti e piu' longevi gruppi di jazz d'avanguardia britannici. La formazione degli Amalgam è stata soggetta a frequenti cambiamenti, con il solo Stevens quale componente fisso, e nella quale passarono musicisti come Keith Tippett, Lindsay L. Cooper e Jeff Clyne. Il gruppo debuttò su album nel 1969 con "Prayer for peace", apprezzato lavoro di culto di jazz avanguardista acustico, e tornò poi nel 1973 con "Play blackwell & higgins" (in tributo a due batteristi che avevano suonato con Ornette Coleman); nella seconda metà degli anni '70 il gruppo fece anche uso di strumenti elettrici, e con "Another time" (1976) il loro stile costeggiò il jazz rock, ma con un approccio meno strutturato e più libero. Fra il 1978 ed il 1980 militò nel gruppo il chitarrista Keith Rowe (dagli AMM), e sul finire del decennio gli Amalgam continuarono a sfornare dischi di musica non commerciale, ancora tesa alla sperimentazione ed alla contaminazione fra diversi generi musicali, prima di sciogliersi all'inizio degli anni '80.
Euro
23,00
codice 3515234
scheda
Amboy dukes amboy dukes
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1968  mainstream 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
prima rara stampa americana, copertina cartonata (con lievi segni di invecchaimento), etichetta blu argentato con logo bianco e nero, catalogo S6104. Pubblicato in Usa nel gennaio del 1968 prima di ''Journey to the Center of the mind'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk, il primo album del gruppo americano del Michigan guidato da Ted Nugent. Il debutto degli Amboy Dukes e' un capitolo assolutamente sottovalutato, l' opera agisce in un territorio di confine che si situa tra la psichedelia dei primi Blues Magoos, con riffs chitarristici che ricordano Hendrix e melodie tipicamente british pop, a questo si aggiungono elementi di sperimentazione e garage. Tra i brani, undici, sette originali scritti dal gruppo e quattro cover versions, straordinarie "Down on Philips Escalator", con i suoi echi e richiami al Syd Barrett dei primi Pink Floyd, "Baby Please Don't Go", "Psalms of Aftermath", l' hard rock tinto di psichedelia di "Colors", un brano che Nugent reinterpretera' in "Survival of the Fittest", la cover da Ashford/Simpson/Armstead "Let's Go Get Stoned", la versione di "I Feel Free" dei Cream. Un album importante e complesso, essenziale nella genesi del rock americano dei '60, definito dalla critica come ''i Velvet Underground che incontrano gli Small Faces tramite i Peanut Butter Conspiracy'', lavoro diversissimo dai successivi di Ted Nugent, e' certamente da inserirsi tra i masterpieces della psichedelia Americana di alta epoca. Il gruppo di Ted Nugent, dal Michigan, suonava, sul finire degli anni '60 e sopratutto nei primi due album, una musica a cavallo tra il garage punk e la psichedelia, in linea con altri gruppi della stessa area; i successivi dischi pubbblicati per la Polydor, indicati tra i precursori dell' heavy metal e dominati ormai dalla chitarra di Ted Nugent, costituirono il primo passo di avvicinamento ad un suono sempre piu' spettacolare e dai facili effetti, che bene imporra' commercialmente i suoi eccessi kitsch nella carriera solista di Nugent. Da ricordare anche lo strano disco inciso dal gruppo a nome Godfrey Daniel. Il bassista Greg Arama, entrato nel gruppo all' epoca del secondo album, sara' qualche anno dopo negli Ursa Major, mentre il chitarrista dei primi due albums Steve Farmer ricomparira' sul finire degli anni '90 grazie ad una estemporanea collaborazione con il gruppo neopsichedelico Babylonian Tiles.
Euro
100,00
codice 239607
scheda
Amboy dukes migration
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1968  mainstream 
rock 60-70
ristampa pressocche' identica alla prima rara tiratura uscita in Usa su Mainstream, copertina in cartoncino lucido senza barcode, etichetta blu argentata con logo bianco e nero. Pubblicato in Usa nel luglio del 1968 dopo "Journey to the center of the mind" e prima di "Marriage on the rocks", non entrato nelle clasifiche americane ne' in quelle inglesi, il terzo dei quattro albums pubblicati a nome semplicemente Amboy Dukes. Probabilmente il loro lp piu' difficile da reperire in edizione originale a causa delle vendite scarsissime che ebbe all'epoca, fu registrato con Rusty Day, proveniente dai Moonlighters di Detroit, alla voce; e' un lavoro piu' melodico e meno garage del primo, ma anche assai diverso dalla psichedelia dalle tinte surreali di "Journey to the Center of Your Mind". Registrato in un periodo in cui Ted Nugent si stava disintossicando dalle droghe pesanti che avevano pesantemente minato la sua salute negli anni precedenti, il disco ebbe un'accoglienza meravigliata sia dalla critica che dal pubblico locale del Michigan in particolare, dove la band era seguitissima, ma non ottenne il riscontro meritato a livello nationale. Contiene una celeberima versione del brano di Frankie Lymon and the Teenagers "I'm Not a Juvenile Delinquent", lo strumentale "Migration" ed uno dei classici di sempre di Ted Nugent, la meravigliosa, "Good Natured Emma". Piu' ambizioso e complesso degli albums precedenti ed anche di quelli successivi, "Migration" e' da considerarsi come uno degli album cardine della carriera di Ted Nugent e per molti anche il migliore della storia degli Amboy Dukes. Il gruppo di Ted Nugent, dal Michigan, suonava, sul finire degli anni '60 e sopratutto nei primi due album, una musica a cavallo tra il garage punk e la psichedelia, in linea con altri gruppi della stessa area; i successivi dischi pubbblicati per la Polydor, indicati tra i precursori dell' heavy metal e dominati ormai dalla chitarra di Ted Nugent, costituirono il primo passo di avvicinamento ad un suono sempre piu' spettacolare e dai facili effetti, che bene imporra' commercialmente i suoi eccessi kitsch nella carriera solista di Nugent. Da ricordare anche lo strano disco inciso dal gruppo a nome Godfrey Daniel. Il bassista Greg Arama, entrato nel gruppo all' epoca del secondo album, sara' qualche anno dopo negli Ursa Major, mentre il chitarrista dei primi due albums Steve Farmer ricomparira' sul finire degli anni '90 grazie ad una estemporanea collaborazione con il gruppo neopsichedelico Babylonian Tiles.
Euro
21,00
codice 2125478
scheda
Amboy dukes ted nugent and the amboy dukes (1967/1969)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1967  mainstream 
rock 60-70
ristampa in vinile 180 grammi, copertina senza barcode pressoche' identica a quella della prima tiratura, della raccolta realizzata per la prima volta dalla americana Mainstream nel 1976. Contiene otto brani, tratti dai tre storici albums realizzati tra il 1967 ed il 1969, su etichetta Mainstream, dal gruppo americano di Detroit guidato dal grande chitarrista Ted Nugent. Questa i brani inclusi: " "Gimme Love", "Nightime" e "Colors" dal primo album "Amboy Dukes" (1967), "Scottish Tea" e "Ivory Castles" dal secondo album "Journey to the Center of the Mind" (1968), "Good Natured Emma", For His Namesake" e "Inside the Outside" dal terzo album "Migration" (1969). Il gruppo di Ted Nugent, dal Michigan, suonava, sul finire degli anni '60 e sopratutto nei primi due album, una musica a cavallo tra il garage punk e la psichedelia, in linea con altri gruppi della stessa area; i successivi dischi pubbblicati per la Polydor, indicati tra i precursori dell' heavy metal e dominati ormai dalla chitarra di Ted Nugent, costituirono il primo passo di avvicinamento ad un suono sempre piu' spettacolare e dai facili effetti, che bene imporra' commercialmente i suoi eccessi kitsch nella carriera solista di Nugent. Da ricordare anche lo strano disco inciso dal gruppo a nome Godfrey Daniel. Il bassista Greg Arama, entrato nel gruppo all' epoca del secondo album, sara' qualche anno dopo negli Ursa Major, mentre il chitarrista dei primi due albums Steve Farmer ricomparira' sul finire degli anni '90 grazie ad una estemporanea collaborazione con il gruppo neopsichedelico Babylonian Tiles.
Euro
21,00
codice 2108624
scheda
Ambrose slade (slade) ballzy (ltd. transparent turquoise vinyl, rsd 2022)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  bmg 
rock 60-70
EDIZIONE LIMITATA, IN VINILE TURCHESE TRASPARENTE, REALIZZATA IN OCCASIONE DEL RECORD STORE DAY DELL' APRILE 2022, ristampa rimasterizzata, copertina pressoche' identica alla rara originaria tiratura americana su Fontana, e quindi completamente diversa dalla versione inglese, peraltro intitolata "Beginnings"). L' unico leggendario lavoro della band pre-Slade, formati nei dintorni di Wolverhampton e conosciuti inizialmente come ''In Betweens'', iniziano come cover band suonando nel circuito degli Skinhead, ma durante un concerto vengono notati dal manager Chas Chandler che gli procura un contratto con la Fontana per la quale escono nel 1969 una manciata di singoli e questo unico album, registrato con la stessa line up dei futuri Slade. Qui la loro musica era pero' assai diversa dal boogie rock per cui saranno celebri nei '70, e molto vicina alla psichedelia pre-progressive con una particolare angolazione freak beat e pre-glam; tra i brani molte sono le covers, tra cui Ain't Got No Heart" di Frank Zappa, If This World Were Mine" di Marvin Gaye, "MArtha My Dear" dei Beatles, "Born To Be Wild" dal repertorio degli Steppenwolf (scritta per loro da Mars Bonfire), "Joyrney To the Centre of Your Mind" degli Amboy Dukes e "Knocking Nails Into My House" degli Idle Race.
Euro
35,00
codice 2124244
scheda
Amen corner national welsh coast live explosion company
Lp [edizione] ristampa  stereo  ger  1969  outline 
  [vinile]  excellent  [copertina]  excellent rock 60-70
Ristampa realizzata nel 1982 dalla tedesca Outline (stottoetichetta della Line), nella versione in vinile nero, copertina lucida non apribile, senza barcode, corredata di inserto, etichetta bianca con microquadrettatura verde/celeste, catalogo OLLP5244. Pubblicato in Inghilterra nel luglio del 1969 dopo ''Round Amen Corner'' e prima di ''Farewell to the real magnificent seven'', il secondo album. Tra i brani, una versione della beatlesiana "Penny Lane" e "(If Paradise Is) Half As Nice", versione in inglese del brano "Il paradiso della vita", brano scritto da Mogol e Battisti pubblicato nel 1968 da Ambra Borelli con lo pseudonimo La ragazza 77 (il brano poco dopo la versione degli Amen Corner sara' portato al successo in Italia da Patty Pravo). Formati in Inghilterra a Cardiff , la loro musica era un mix tra beat e psichedelia con elementi soul e black; la formazione prevedeva, tra le prime bands dell' underground inglese, una sezione fiati che rendeva il loro sound riconoscibilissimo ed originale, questo, insieme alla splendida e particolare voce di Andy Fearweather-Low, poi con Mott the Hoople e Strawbs, fara' si che i tre albums del gruppo siano considerati ancora oggi dei pilastri dell' english sound degli anni '60 alla stregua del primo Brian Auger. Sottovalutatissimi fuori dal Regno Unito, dove invece hanno sempre goduto di grande considerazione e lungi dall' essere un gruppo commerciale, meritano di essere ricordati anche per le celeberrime loro esibizioni con i Pink Floyd di Syd Barrett e con Jimi Hendrix ed i Nice. Si divideranno allo scioglimento in due tronconi che andranno a formare i Fairweather ed i Judas Jump.
Euro
20,00
codice 252875
scheda
Amen corner round amen corner
Lp [edizione] originale  mono  uk  1968  deram 
  [vinile]  excellent  [copertina]  excellent rock 60-70
prima davvero rara stampa inglese in mono, copertina laminata sul fronte, etichetta bianca e marrone con scritte anche in basso lungo la circonferenza, catalogo DML1021. Pubblicato in Uk nel maggio del 1968 prima di ''National Welsh Coast..''. Il primo album. Contiene i brani ''Gin house blues'' e ''Bend me shape me'', notevoli hits nell' estate londinese del 1968. Formati in Inghilterra a Cardiff , la loro musica era un mix tra beat e psichedelia con elementi soul e black; la formazione prevedeva, tra le prime bands dell' underground inglese, una sezione fiati che rendeva il loro sound riconoscibilissimo ed originale, questo, insieme alla splendida e particolare voce di Andy Fearweather-Low, poi con Mott the Hoople e Strawbs, fara' si che i tre albums del gruppo siano considerati ancora oggi dei pilastri dell' english sound degli anni '60 alla stregua del primo Brian Auger. Sottovalutatissimi fuori dal Regno Unito, dove invece hanno sempre goduto di grande considerazione e lungi dall' essere un gruppo commerciale, meritano di essere ricordati anche per le celeberrime loro esibizioni con i Pink Floyd di Syd Barrett e con Jimi Hendrix ed i Nice. Si divideranno allo scioglimento in due tronconi che andranno a formare i Fairweather ed i Judas Jump.
Euro
80,00
codice 236564
scheda
American dream 1969 rundgren demos
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  out-sider 
rock 60-70
copertina in cartoncino pesante, senza barcode, download card ed inserto con note e foto. Pubblicato per la prima volta solo in cd nel 2021 dalla americana Distortions Records e quindi in vinile nel 2023 in queste edizione della Out-Sider, questo album contiene dieci brani del quintetto americano di Philadelphia, sette dei quali provenienti da demos registrati durante il 1969 con la produzione di Todd Rundgren, che poi produrra per la Ampex il loro unico album "American Dream" uscito nel bebbraio 1970 (in cui compariranno quattro di questi brani, in versioni ovviamente diverse, mentre gli altri tre brani rimarranno assolutamente inediti); a questi demos si aggiungono due inediti registrati nel 1970 dopo l' album di cui sopra, per un secondo lp che pero' non vedra' mai la luce, e una notevolissima "Big Brother" dei Finestuff, formazione dalle cui ceneri ebbero origine gli American Dream. autrice di un unico singolo nel 1967, di cui il brano era la facciata A, sospesa tra garage, e psichedelia. Il loro rock chitarristico li vedeva impegnati in brani ora dai sapori westcoastiani, con accenti vagamente country addirittura in "Frankford El", spesso con influenze psichedeliche, sia nelle tracce piu' serrate e graffianti, sia in quelle piu' pop (in territori vicini ai Nazz di Rundgren), con una groove quasi hard-rock che talora fa capolino. Del gruppo faceva parte anche Nick Jameson, poi in una delle formazioni della Paul Butterfield Blues Band.
Euro
29,00
codice 3031754
scheda
Amm ammusic
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1966  elektra / private 
rock 60-70
ristampa private press, in vinile pesante, copertina senza barcode pressoche' identica a quella della prima rarissima tiratura uscita in Inghilterra, etichetta Elektra arancio. Pubblicato in Inghilterra nel settembre del 1966 e non entrato nelle classifiche inglesi, il primo ed unico leggendario lavoro degli Amm, band londinese che vedeva tra le sue fila Eddie Prevost; animatori dell' Ufo Club, nel quale si esibivano spesso alla fine della programmazione prevista (una serata tipica del locale londinese vedeva l' inizio con i Move, poi arrivavano i Tomorrow, seguiti dai Pink Floyd e quando il tasso di acidita' era al culmine giungevano sul palco a chiudere gli Amm o la Third ear band....) furono tra gli ispiratori del giovane Syd Barrett, che rimase strabiliato dal suono della band e decise di virare il suono dei Suoi Pink Floyd su posizioni piu' sperimetali (e solo dopo arrivo' il primo album dei Floyd.....). Il disco non e' opera per tutti, estremamente sperimentale, esempio di vera ed assoluta psichedelia senza compromessi; contiene le due lunghe suites ''Later during a flaming riviera sunset'' e ''After rapidly circling the plaza'', degne testimonianze di uno dei piu' grandi miti della nascita della Psychedelia inglese. Fondamentale.
Euro
28,00
codice 3030368
scheda
Ammons gene Soulful moods of
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1962  moodsville / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
ristampa del 2013, in vinile 180 grammi, distribuita dalla De Agostini in Italia per la collana ''Jazz 33 giri'', copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura, con adesivo Siae metallizzato sul retro, label verde chiara con scritte e logo neri, catalogo MVST28. Originariamente pubblicato nel 1963 dalla Moodsville negli USA, inciso al Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, il 14 aprile del 1962, da Gene Ammons (sax tenore), Patti Bown (pianforte), George Duvivier (contrabbasso) ed Ed Shaughnessy (batteria). ''Jug'' si cimenta con otto standards in questi solchi, offrendo un set di languido jazz dai toni fortemente blues, che splende in particolare nelle eccellenti ballate come ''But beautiful'', davvero squisita. Questa la scaletta: ''Two different worlds'', ''But beautiful'', ''Skylark'', ''Three little words'', ''On the street of dreams'', ''You'd be so nice to come home to'', ''Under a blanket of blue'', ''I'm glad There's You". Gene Ammons, nato a Chicago il 14 aprile del 1925 e morto il 23 luglio del 1974 sempre a Chicago, cresce con il boogie-woogie di suo padre Albert nel sangue, ben presto si dedico' allo studio di altri strumenti, diversi dal piano del padre, tra i quali predilesse il sax tenore. Suo maestro fu Walter Dyette, della celebre "DuSable High School" (insegnante, tra gli altri, anche di Nat King Cole e Ahmad Jamal), ma la sua vera fonte ispiratrice furono, senza dubbio, le morbide, liriche e rilassate sonorita' di Lester Young. Esordi' verso la fine della Seconda guerra mondiale, prima nella band di King Kolax, e in seguito nella sezione fiatistica della gloriosa band di Billy Eckstine che e' stata il trampolino di lancio di grandi musicisti come Parker, Gillespie e Davis. Musicista di difficile collocazione quanto di indubbia levatura, nella sua carriera ottenne un grande successo discografico. Definito dal critico J.E. Berendt come il piu' personale e potente, ricco e corposo, tra i sassofonisti provenienti dalla "scuola" di Lester Young. Ira Gitler defini' il suo sound "Grande come una casa, come un grande magazzino di quindici piani, e inoltre molto vocale". Si esprimeva agilmente e senza difficolta' sia nel lancinante e sguaiato stile "honkers" che nelle piu' seducenti e soffici "ballads". Dopo l'esperienza nella band di Eckstine, Ammons passa, in sostituzione di Stan Getz, nell'orchestra di Woody Herman, e negli anni Cinquanta diviene protagonista, con Dexter Gordon, di "battaglie musicali" e "cutting contest", per poi distinguersi alla guida di un brillante settetto in coabitazione con il sassofonista Sonny Stitt ed in importanti collaborazioni con svariati gruppi, partecipazioni ai piu' importanti festival e manifestazioni internazionali, il tutto arricchito da una vasta produzione discografica. La sua vita privata e artistica diviene pero' sempre piu' gravemente segnata dalle sofferenze legate al consumo di stupefacenti. Nel '58 viene arrestato e condannato a due anni di reclusione, e nel '62 tornera' in carcere fino al '69. I suoi lavori discografici pero' ottennero, mentre lui era in carcere, un grande successo e, dopo la definitiva uscita dalla cella di reclusione, Ammons riprese ad esibirsi dal vivo, partecipando anche ad incisioni discografiche di Mingus, Adderley, Coltrane, Farmer e della sua "guida spirituale" Lester Young. Incise anche numerosi dischi come "leader". Dara' poi vita ad una autentica "scuola" di tenoristi quali Johnny Griffin e Clifford Jordan e rivaleggiera' in popolarita' con l'altro irruento tenorista Von Freeman, insieme al quale sara' il piu' autorevole rappresentante dell'avanguardia nello sviluppo della scuola tenorile di Chicago.
Euro
16,00
codice 250230
scheda
Ammons gene Soulful moods of
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1962  moodsville / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Copia ancora incellophanata, ristampa del 2013, in vinile 180 grammi, distribuita dalla De Agostini in Italia per la collana ''Jazz 33 giri'', copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura, con adesivo Siae metallizzato sul retro, label verde chiara con scritte nere e logo Moodsville nero in alto, catalogo MVST28. Originariamente pubblicato nel 1963 dalla Moodsville negli USA, inciso al Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, il 14 aprile del 1962, da Gene Ammons (sax tenore), Patti Bown (pianforte), George Duvivier (contrabbasso) ed Ed Shaughnessy (batteria). ''Jug'' si cimenta con otto standards in questi solchi, offrendo un set di languido jazz dai toni fortemente blues, che splende in particolare nelle eccellenti ballate come ''But beautiful'', davvero squisita. Questa la scaletta: ''Two different worlds'', ''But beautiful'', ''Skylark'', ''Three little words'', ''On the street of dreams'', ''You'd be so nice to come home to'', ''Under a blanket of blue'', ''I'm glad There's You". Gene Ammons, nato a Chicago il 14 aprile del 1925 e morto il 23 luglio del 1974 sempre a Chicago, cresce con il boogie-woogie di suo padre Albert nel sangue, ben presto si dedico' allo studio di altri strumenti, diversi dal piano del padre, tra i quali predilesse il sax tenore. Suo maestro fu Walter Dyette, della celebre "DuSable High School" (insegnante, tra gli altri, anche di Nat King Cole e Ahmad Jamal), ma la sua vera fonte ispiratrice furono, senza dubbio, le morbide, liriche e rilassate sonorita' di Lester Young. Esordi' verso la fine della Seconda guerra mondiale, prima nella band di King Kolax, e in seguito nella sezione fiatistica della gloriosa band di Billy Eckstine che e' stata il trampolino di lancio di grandi musicisti come Parker, Gillespie e Davis. Musicista di difficile collocazione quanto di indubbia levatura, nella sua carriera ottenne un grande successo discografico. Definito dal critico J.E. Berendt come il piu' personale e potente, ricco e corposo, tra i sassofonisti provenienti dalla "scuola" di Lester Young. Ira Gitler defini' il suo sound "Grande come una casa, come un grande magazzino di quindici piani, e inoltre molto vocale". Si esprimeva agilmente e senza difficolta' sia nel lancinante e sguaiato stile "honkers" che nelle piu' seducenti e soffici "ballads". Dopo l'esperienza nella band di Eckstine, Ammons passa, in sostituzione di Stan Getz, nell'orchestra di Woody Herman, e negli anni Cinquanta diviene protagonista, con Dexter Gordon, di "battaglie musicali" e "cutting contest", per poi distinguersi alla guida di un brillante settetto in coabitazione con il sassofonista Sonny Stitt ed in importanti collaborazioni con svariati gruppi, partecipazioni ai piu' importanti festival e manifestazioni internazionali, il tutto arricchito da una vasta produzione discografica. La sua vita privata e artistica diviene pero' sempre piu' gravemente segnata dalle sofferenze legate al consumo di stupefacenti. Nel '58 viene arrestato e condannato a due anni di reclusione, e nel '62 tornera' in carcere fino al '69. I suoi lavori discografici pero' ottennero, mentre lui era in carcere, un grande successo e, dopo la definitiva uscita dalla cella di reclusione, Ammons riprese ad esibirsi dal vivo, partecipando anche ad incisioni discografiche di Mingus, Adderley, Coltrane, Farmer e della sua "guida spirituale" Lester Young. Incise anche numerosi dischi come "leader". Dara' poi vita ad una autentica "scuola" di tenoristi quali Johnny Griffin e Clifford Jordan e rivaleggiera' in popolarita' con l'altro irruento tenorista Von Freeman, insieme al quale sara' il piu' autorevole rappresentante dell'avanguardia nello sviluppo della scuola tenorile di Chicago.
Euro
18,00
codice 330350
scheda
Amon duul psychedelic underground
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  ohr / breeze / cargo 
rock 60-70
ristampa del 2023, rimasterizzata dai master tapes originali analogici, copertina apribile, pressoche' identica a quella della prima molto rara tiratura uscita in Germania su Metronome. Si tratta del primo leggendario album del gruppo tedesco, uscito nel 1969 prima di ''Collapsing", ed uscito anche in America su Prophesy come "Amon Duul", con copertina diversa, cosi' come ulteriormente cambiata sara' la copertina della riedizione tedesca del 1973 con titolo "This Is Amon Duul". Gli Amon Duul facevano parte, come gli Amon Duul 2, della comune di Essen; i due gruppi si divisero in due tronconi diversi nel 1968, a causa delle differenze ideologiche, piu' interessati al lato politico e multimediale, gli Amon Duul 1 pubblicarono 4 albums fino al 1974; la loro era, specialmente in questa prima fase, una musica senza compromessi, molto rituale, a base di percussioni, chitarre, suoni e rumori, influenzatissima dalle droghe, che si svolgeva in un clima anarcoide e largamente improvvisato. I loro albums sono testimonianze spettacolari della cultura anarchica ed underground europea e, seppur di difficile ascolto, hanno lasciato una traccia indelebile nella musica tedesca degli anni '70.
Euro
32,00
codice 2126070
scheda
Amon duul psychedelic underground (minnelied)
Lp [edizione] ristampa  stereo  ger  1969  brain 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
rara ristampa tedesca del 1980, la seconda delle tre realizzate con copertina e titoli esclusivi, del rarissimo album originariamente uscito nel 1969 su Metronome con il titolo "Psychedelic Underground"; copertina (con giusto lievissimi segni di invecchiamento sul retro) non apribile, lucida fronte e retro, senza barcode, etichetta nera ed argento, catalogo 0040.149. Si tratta del primo leggendario album del gruppo tedesco, uscito nel 1969 prima di ''Collapsing", ed uscito anche in America su Prophesy come "Amon Duul", con copertina diversa, cosi' come ulteriormente cambiata sara' la copertina della riedizione tedesca del 1973 con titolo "This Is Amon Duul". Gli Amon Duul facevano parte, come gli Amon Duul 2, della comune di Essen; i due gruppi si divisero in due tronconi diversi nel 1968, a causa delle differenze ideologiche, piu' interessati al lato politico e multimediale, gli Amon Duul 1 pubblicarono 4 albums fino al 1974; la loro era, specialmente in questa prima fase, una musica senza compromessi, molto rituale, a base di percussioni, chitarre, suoni e rumori, influenzatissima dalle droghe, che si svolgeva in un clima anarcoide e largamente improvvisato. I loro albums sono testimonianze spettacolari della cultura anarchica ed underground europea e, seppur di difficile ascolto, hanno lasciato una traccia indelebile nella musica tedesca degli anni '70.
Euro
34,00
codice 257521
scheda
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  munster 
rock 60-70
Ristampa del 2021 (la prima ristampa in assoluto in vinile di questo disco), copertina senza codice a barre pressoche' identica alla prima molto rara tiratura, inserto con note biografiche. Originariamente pubblicato nel 1967 dalla Discos Fuentes in Colombia, il secondo dei due album, successivo a "Coleccion inferno a go-go" (1966), di questa storica garage beat band colombiana che includeva nella sua formazione Jaime "Patron" Rodriguez (poi nel gruppo progressivo Siglo Cero), Oscar Lasprilla (anche con un altra importante beat band colombiana, Los Speakers, e presto con i Time Machine, autori di un ep nello stesso 1967, poi emigrato in Spagna dove entrò a far parte dei famosi Los Brincos) e Yamel Uribe (anch'egli poi nei Time Machine). Gli Ampex avevano fatto breccia fra il pubblico giovanile e sulla nuova scena pop colombiana nel 1966, con l'ep "La bicicleta" e con il loro primo album, entrambi incisi per la Estudio 15, ed erano ricercati anche come musicisti di sessione e dal vivo per altri artisti; la musica beat a cui erano dediti stava ormai passando di moda nel 1967, e prima di sciogliersi incisero questo ultimo lp per la Fuentes, etichetta principalmente legata a sonorità più latine e tropicali, ma aperta anche al rock. "The ampex" è essenzialmente un disco di covers dei principali gruppi di lingua anglosassone, interpretate per lo più in lingua spagnola, Rolling Stones ("Paint it black"), Byrds ("Mr tambourine man", brano di Dylan ma qui ispirato appunto alla versione byrdsiana, "So you want to be a rock'n'roll star"), Easybeats, Yardbirds ("Over, under, sideways, down"), Lovin' Spoonful e Wailers, e suonate con competenza e con un gradevole beat in equilibrio melodia e ruvida energia.
Euro
24,00
codice 3026073
scheda
Ana y jaime Dire' a mi gente
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  munster 
rock 60-70
Copertina senza codice a barre, inserto con foto a colori e note a cura del collezionista e DJ messicano Carlos Icaza (aka Tropicaza, della Dublab/Worldwide FM). Ristampa del 2022 ad opera della Munster, la prima in assoluto in vinile e pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1969 dalla Discos in Colombia, questo è il primo album, precedente "Este viento" (1970), del duo colombiano, composto a Ana e Jaime Valecia Aristizabal, sorella e fratello colombiani, all'epoca delle incisioni giovanissimi; i due avrebbero continuato a pubblicare dischi nel corso dei decenni successivi. "Diré a mi gente" è considerato un classico del pop colombiano degli anni '60, una deliziosa sintesi fra pop melodico, canzone di protesta folkeggiante e garage rock inacidito dal fuzz. Un'opera grezza ed acerba, espressione di ad un tempo di rabbia e dolcezza adolescenziale, accostata a Pablus Gallinazo, Elia y Elizabeth ed il duo post Los Yetis di Norma y Dario. La voce femminile di Ana, che canta in spagnolo, si esprime con candore e convinzione, sembrano a volte più matura della sua giovanissima età, a volte rivelandola invece nella sua delicatezza, supportata da un sound diretto, senza molti fronzoli, in spiccano le chitarre fuzz, occasionale organetto e chitarra acustica latineggiante. Fra i pezzi da citare la piccola magia di rock latino di "Jerusalem".
Euro
28,00
codice 3514486
scheda
Andersen Eric 'bout changes & things
Lp [edizione] originale  mono  usa  1966  vanguard 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Prima rara stampa americana in mono, copia con giusto assai lievi segni di invecchiamento sul vinile, copertina cartonata semilucida sul fronte, che riporta sul retro i dati sia della versione mono che di quella stereo dell' album, etichetta marrone/dorata con cavaliere bianco in basso, catalogo VRS-9206, "28-4/66" inciso sul trail off dei due lati. Inserito dallo staff del Mucchio Selvaggio tra i 50 dischi piu' importanti del folk americano. Pubblicato in Usa nel giugno del 1966 prima di " 'Bout changes & things take 2" (che ne sara' la versione rivisitata in chiave elettrica) e dopo "Today is the highway", non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il secondo album. Lavoro che lo fara' conoscere dalla critica e lo vedra' inserirsi in un ruolo prominente nella scena dei songwriters americani, e' anche l' episodio in cui per primo trovera' quell' equilibrio tra scrittura e esecuzione che lo caratterizzera' nel futuro. Contiene alcuni dei suoi brani piu' celebri in assoluto, come "Violets of Dawn", "Thirsty Boots", "Close the Door Lightly When You Go" (poi coverizzata da Fairport Convention e dai Dillards), oltre alle belle versioni di "That's Alright Mama" di Arthur Crudup e "Champion At Keepin' Them Rollin' " di Ewan MacColl. Lo stile e' ancora debitore di Dylan, ma le atmosfere sono assai piu' romantiche, sognanti e solitarie. Registrato con interventi della moglie Debbie Green alla seconda chitarra ed Harvey Brooks al basso, ad accompagnare in alcuni brani Andersen alla voce, chitarra ed armonica, in uno stile molto vicino al Folk New Yorkese gia' '' old fashioned'' per il 1966 , era gia' esploso il folk rock elettrico e la prima psichedelia si affacciava. Fu proprio per questo completamente reinciso in una nuove versione, molto piu' elettrica e riarrangiata, ma contenente le stesse esatte 12 canzoni, che uscira' come terzo album l' anno successivo con il titolo '' 'Bout Changes & Things Take Two ''. Nato a Pittsburgh, si fece conoscere suonando al Village di New York, introdotto nel giro da Tom Paxton che lo presento' come novello Dylan. Come testimoniano i molti cambiamenti di etichetta, la delicata vena poetica di questo grande folk-singer non e' mai stata baciata da un vero successo commerciale, il che fa di lui uno dei grandi perdenti della storia del rock. Un album originariamente edito solo in Norvegia nel '79 chiude, un po' dimessamente, la sua attivita' per quanto riguarda gli anni '70, oltre ad una collaborazione per due albums con la Woodstock Mountain Revue.
Euro
45,00
codice 259542
scheda
Andersen Eric more hits from tin can alley
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1968  Vanguard 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
prima rara stampa americana, copertina cartonata con qualche segno di invecchiamento, nella prima versione che sul retro riporta anche il catalogo dell' edizione mono del disco (versione che pero' non fu pubblicata), etichetta oro con cavaliere bianco in basso, nella versione con "Stereo" e non "Stereolab" (all' epoca dell' uscita di questo disco le due etichette erano utilizzate entrambe, come dimostrato dalla esistenza di dischi promozionali precedenti a questo con dicitura "Stereo"), catalogo VSD79271. Pubblicato nel settembre del 1968 dopo '' 'Bout Changes 'N' Things take 2 '' e prima di ''A Country Dream'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il quarto album. Il secondo episodio in chiave folk rock di Eric Andersen lo vede prendere confidenza con la svolta eletttrica che dopo la ''conversione'' di Bob Dylan divenne obbligatoria perla quasi totalita' del movimento dei cantautori Americani, lavoro suonato con diversi tra i maggiori sessionmen di New York , quelli che contribuirono alla nascita del suono folk-rock di Dylan , tra di essi Al Kooper, Bobby Gregg, Herb Lovelle, Paul Harris, e Paul Griffin, e' opera erratica e complessa, con diverse sfacccettature e stati d'animo, in alcuni episodi, vedi per esempio '' Honey'', il suono e' vicino a quello di '' Highway 61 Revisited '' , ma l'album possiede anche un tono Baroque folk con una forte componente flower power , specie negli arrangiamenti complessi e talvolta orchestrali, tra i brani "Miss Lonely Are You Blue" , "Just a Little Something"; "Mary Sunshine," la splendida "Rollin' Home (It's a Far Cry From Heaven but a Short Cry From Home)" e "Broken-Hearted Mama," che ricorda da vicino il suono dei contemporanei Blues Project . Certamente uno degli albums piu0' inetressanti di eric Andersen ed un pezzo di storia del decenio Americano. Nato a Pittsburgh, si fece conoscere suonando al Village di New York, introdotto nel giro da Tom Paxton che lo presento' come novello Dylan. Come testimoniano i molti cambiamenti di etichetta, la delicata vena poetica di questo grande folk-singer non e' mai stata baciata da un vero successo commerciale, il che fa di lui uno dei grandi perdenti della storia del rock. Un album originariamente edito solo in Norvegia nel '79 chiude, un po' dimessamente, la sua attivita' per quanto riguarda gli anni '70, oltre ad una collaborazione per due albums con la Woodstock Mountain Revue.
Euro
28,00
codice 232310
scheda
Andersen Eric today is the highway
Lp [edizione] originale  mono  usa  1965  vanguard 
  [vinile]  Very good  [copertina]  excellent rock 60-70
Prima rara stampa americana in mono, copia con lievi segni di invecchiamento sul vinile, copertina cartonata semilucida sul fronte, che riporta sul retro i dati sia della versione mono che di quella stereo dell' album, etichetta marrone/dorata con cavaliere bianco in basso, catalogo VRS-9157, "28-4/66" inciso sul trail off dei due lati. Pubblicato in Usa nel marzo del 1965 prima di '' 'Bout changes 'n' things'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk (dove usci' su etichetta Fontana). Il primo album, che vede Andersen alle prese con lo stile folk classico che vedra' proprio in questo 1965 passare la palma di ''luogo che conta'' del movimento dal Greenwich Village di New York al quartiere di Soho a Londra. Lavoro composto da brani originali, con la eccezione della cover di "Baby Please Don't Go", fu registrato con la sola chitarra acustica, armonica e voce, in solitario con un piccolo aiuto della moglie Debby Green alla seconda chitarra (in due brani). Musicalmente ricorda, come tutti i dischi del genere fino a questo periodo, il primo Bob Dylan, quello di "Freewheelin' ", ma la musica di Eric Andersen contiene gia' elementi assai personali, piu' sognanti ed introspettivi, diciamo piu' affini a "Girl from the North Country" che a quelli caratteristici della ''radical protest song''. Lavoro costruito, come si comprende dal titolo, sulla mitologia americana del viaggio, memore di Woddy Guthrie prima e di Tom Paxton poi, contiene molti brani splendidi (tutti originali tranne la bella versione di "Baby Please Don't Go"), ma uno in particolare, "Looking Glass," e' davvero straordinario. Nato a Pittsburgh, si fece conoscere suonando al Village di New York, introdotto nel giro da Tom Paxton che lo presento' come novello Dylan. Come testimoniano i molti cambiamenti di etichetta, la delicata vena poetica di questo grande folk-singer non e' mai stata baciata da un vero successo commerciale, il che fa di lui uno dei grandi perdenti della storia del rock. Un album originariamente edito solo in Norvegia nel '79 chiude, un po' dimessamente, la sua attivita' per quanto riguarda gli anni '70, oltre ad una collaborazione per due albums con la Woodstock Mountain Revue.
Euro
35,00
codice 259543
scheda
Andrews julie Don't go in the lion's cage tonight
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  usa  1962  columbia 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent soundtracks
Copia ancora incellophanata, seconda stampa USA in stereo della seconda meta' degli anni '60, copertina cartonata, label rossa con scritta "360 Sound Stereo" in bianco in basso e senza ''nonbreakable'' (scritta eliminata alla fine del 1966), scritte bianche lungo il bordo e nere al centro, catalogo CS8686. Pubblicato nel 1962 dalla Columbia negli USA, questo album vede la cantante inglese cimentarsi con un set di brani provenienti dal vaudeville e dal music hall di fine '800 ed inzio '900, spaziando fra ballate sentimentali, canzoni comiche e spassose, arrangiate con uno stile pop orchestrale dal sapore anteguerra. Questa la scaletta: ''I don't care'', ''The honeysuckle and the bee'', ''Mother was a lady'', ''Who threw the overalls in mistress murphy's chowder?'', ''Everybody's doin' it now'', ''Waiting at the church'', ''Don't go in the lion's cage tonight'', ''Burlington bertie from bow'', ''Alexander's ragtime band'', ''By the light of the silvery moon'', ''Smarty'', ''She is more to be pitied than censured''. Celebre attrice inglese nata nel 1935, Julie Andrews fu al vertice della sua carriera una stella sia del teatro Broadway che del cinema di Hollywood, durante gli anni '60; famosissimi i suoi ruoli in film come ''Mary Poppins'' e ''The sound of music''. Parallelamente alla carriera sul palco del teatro musicale e sui set del cinema, la Andrews ha condotto anche quella di cantante, incidendo dischi a partire dagli anni '50.
Euro
18,00
codice 330585
scheda

Page: 11 of 133


Pag.: oggetti: